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Donatella Spaziani – You Can’t go home again
Donatella Spaziani cerca di dare dimensione all’assenza di casa, un vuoto che va indagato con il proprio corpo. I suoi autoscatti sono eseguiti in luoghi di passaggio, dove cerca di sentirsi a casa. Nei suoi disegni il corpo diventa una matrice-ombra su carta da parati, figura appena riconoscibile.
Comunicato stampa
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You Can’t go home again
Donatella Spaziani
Mostra a cura di Helia Hamedani
La seconda mostra/installazione di una serie di tre installazioni presentate in successione dentro lo spazio La Nube di Oort, a distanza di dieci giorni l’una dall’altra. Una formula inedita, per tenere alta la tensione intorno ad un tema, proposto a tre artiste, dalla curatrice iraniana Helia Hamedani, che parlando del ritorno (impossibile) a casa tocca il profondo della personalità di ognuno di noi. Scrive Helia Hamedani:
Donatella Spaziani con mezzi vari cerca di dare dimensione all’assenza di casa. Il vuoto, per Donatella, va indagato con il corpo. Per farlo si appropria dello spazio opponendogli la presenza del suo stesso corpo. I suoi autoscatti sono esDonatella Spaziani con mezzi vari cerca di dare dimensione all’assenza di casa. Il vuoto, per Donatella, va indagato con il corpo. Per farlo si appropria dello spazio opponendogli la presenza del suo stesso corpo. I suoi autoscatti sono eseguiti in luoghi di passaggio, dagli alberghi, alle residenze dell'artista, ai posti più vari – posti dove cerca di sentirsi a casa. Con il mezzo fotografico, come è sua natura, rende visibili i frammenti della memoriaeguiti in luoghi di passaggio, dagli alberghi, alle residenze dell'artista, ai posti più vari – posti dove cerca di sentirsi a casa. Con il mezzo fotografico, come è sua natura, rende visibili i frammenti della memoria, testimoniando qualcosa che c’è stato ma non c’è più.
Nei suoi disegni il corpo umano diventa una matrice-ombra che ricerca la somiglianza con una figura nonostante le sue ambigue contorsioni. L'artista incornicia l’impronta del corpo sopra la superficie floreale di una carta da parati. Le figure umane della Spaziani, spesso abbracciate e sospese nel vuoto, presentano forme ormai irriconoscibili ma che faticosamente insistono ad esistere come macchie nella memoria.
Nel proporre una "dimensione all’assenza" la ricerca artistica di Donatella ricorda la nascita della pittura come raccontata da Plinio il Vecchio: la figlia di un vasaio di Corinto tracciò il contorno del suo amante che partiva per un lungo viaggio su di una parete, per averlo sempre con se presente nella memoria. Cosi narrata la nascita della pittura testimonia in realtà un’assenza!
L'impronta del corpo diventa un buon contorno delicato e lineare nel suo ricamo, a riconferma della sensibilità femminile dell'artista. Nelle forme morbide della panca esposta sotto l’arco della galleria ritroviamo l'idea del corpo della donna come contenitore-casa e l'idea di casa come corpo femminile.
L’acrobata del vuoto, come la definisce Achille Bonito Oliva, traccia presenza e assenza in un gioco alterno di pieno e vacuo.
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Donatella Spaziani - Nata a Ceprano (Fr) nel 1970, si è diplomata in pittura nel 1993 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Vive e lavora a Roma. Nel 2001 vince la borsa di studio per “Artomi, International Residency”, Hudson River Valley, New York. Nel 2003 le viene assegnata la borsa di studio “La Seine”, programma di ricerca per le arti visive dell’Ecole Nazionale Superieure des Beaux Arts di Parigi. Tra il 2004 e il 2006 è residente a Parigi nella “Cité Internazionale des Art” grazie alla borsa di studio offerta da “Incontri Internazionali d’Arte” (Roma). Nel 2008 partecipa alla 14° Quadriennale (Palazzo delle Esposizioni - Roma). Nel 2010 è presente all’Expo Universale di Shanghai nella mostra “Piazze di Roma”, a cura di Achille Bonito Oliva (MOCA Museo d’arte contemporanea). Nel 2010 partecipa a “Disegnare Spazi” a cura di Walter Guadagnini, Russian Accademy of Art, Mosca. Nel 2011 espone da Oredaria Arti Contemporanee, Roma. Nel 2012, prende parte a “Forte piano, l’Arte invisibile”, Auditorium Parco della Musica, Roma. Nel 2013 è presente a “Foto di gruppo: la Galleria Pieroni, Zerynthia, RAM: 1970-2013”, MACRO, Roma.
Donatella Spaziani
Mostra a cura di Helia Hamedani
La seconda mostra/installazione di una serie di tre installazioni presentate in successione dentro lo spazio La Nube di Oort, a distanza di dieci giorni l’una dall’altra. Una formula inedita, per tenere alta la tensione intorno ad un tema, proposto a tre artiste, dalla curatrice iraniana Helia Hamedani, che parlando del ritorno (impossibile) a casa tocca il profondo della personalità di ognuno di noi. Scrive Helia Hamedani:
Donatella Spaziani con mezzi vari cerca di dare dimensione all’assenza di casa. Il vuoto, per Donatella, va indagato con il corpo. Per farlo si appropria dello spazio opponendogli la presenza del suo stesso corpo. I suoi autoscatti sono esDonatella Spaziani con mezzi vari cerca di dare dimensione all’assenza di casa. Il vuoto, per Donatella, va indagato con il corpo. Per farlo si appropria dello spazio opponendogli la presenza del suo stesso corpo. I suoi autoscatti sono eseguiti in luoghi di passaggio, dagli alberghi, alle residenze dell'artista, ai posti più vari – posti dove cerca di sentirsi a casa. Con il mezzo fotografico, come è sua natura, rende visibili i frammenti della memoriaeguiti in luoghi di passaggio, dagli alberghi, alle residenze dell'artista, ai posti più vari – posti dove cerca di sentirsi a casa. Con il mezzo fotografico, come è sua natura, rende visibili i frammenti della memoria, testimoniando qualcosa che c’è stato ma non c’è più.
Nei suoi disegni il corpo umano diventa una matrice-ombra che ricerca la somiglianza con una figura nonostante le sue ambigue contorsioni. L'artista incornicia l’impronta del corpo sopra la superficie floreale di una carta da parati. Le figure umane della Spaziani, spesso abbracciate e sospese nel vuoto, presentano forme ormai irriconoscibili ma che faticosamente insistono ad esistere come macchie nella memoria.
Nel proporre una "dimensione all’assenza" la ricerca artistica di Donatella ricorda la nascita della pittura come raccontata da Plinio il Vecchio: la figlia di un vasaio di Corinto tracciò il contorno del suo amante che partiva per un lungo viaggio su di una parete, per averlo sempre con se presente nella memoria. Cosi narrata la nascita della pittura testimonia in realtà un’assenza!
L'impronta del corpo diventa un buon contorno delicato e lineare nel suo ricamo, a riconferma della sensibilità femminile dell'artista. Nelle forme morbide della panca esposta sotto l’arco della galleria ritroviamo l'idea del corpo della donna come contenitore-casa e l'idea di casa come corpo femminile.
L’acrobata del vuoto, come la definisce Achille Bonito Oliva, traccia presenza e assenza in un gioco alterno di pieno e vacuo.
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Donatella Spaziani - Nata a Ceprano (Fr) nel 1970, si è diplomata in pittura nel 1993 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Vive e lavora a Roma. Nel 2001 vince la borsa di studio per “Artomi, International Residency”, Hudson River Valley, New York. Nel 2003 le viene assegnata la borsa di studio “La Seine”, programma di ricerca per le arti visive dell’Ecole Nazionale Superieure des Beaux Arts di Parigi. Tra il 2004 e il 2006 è residente a Parigi nella “Cité Internazionale des Art” grazie alla borsa di studio offerta da “Incontri Internazionali d’Arte” (Roma). Nel 2008 partecipa alla 14° Quadriennale (Palazzo delle Esposizioni - Roma). Nel 2010 è presente all’Expo Universale di Shanghai nella mostra “Piazze di Roma”, a cura di Achille Bonito Oliva (MOCA Museo d’arte contemporanea). Nel 2010 partecipa a “Disegnare Spazi” a cura di Walter Guadagnini, Russian Accademy of Art, Mosca. Nel 2011 espone da Oredaria Arti Contemporanee, Roma. Nel 2012, prende parte a “Forte piano, l’Arte invisibile”, Auditorium Parco della Musica, Roma. Nel 2013 è presente a “Foto di gruppo: la Galleria Pieroni, Zerynthia, RAM: 1970-2013”, MACRO, Roma.
10
maggio 2014
Donatella Spaziani – You Can’t go home again
Dal 10 al 18 maggio 2014
arte contemporanea
Location
LA NUBE DI OORT
Roma, Via Principe Eugenio, 60, (Roma)
Roma, Via Principe Eugenio, 60, (Roma)
Orario di apertura
da martedì a sabato 17.30 / 19.30 e per appuntamento (3383387824)
Finissage 3 giugno 2014 ore 18
Vernissage
10 Maggio 2014, ore 18.30
Autore
Curatore




