Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Caterina De Fusco – Viaggio del cuore, Rotta Napoli-Istanbul
Il lavoro “Napoli-Istanbul”, iniziato per un impulso emotivo e divenuto in seguito un progetto audiovisivo, è un testo multiforme, connotato da complessa stratigrafia, un viaggio esperienziale che cerca innanzitutto l’unione con se stessi e quindi con gli altri e con le genti.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
“Viaggio del cuore, Rotta Napoli-Istanbul” è anche una prova di destrezza fotografica e intellettuale. Cosa lega questi due mondi apparentemente lontani? Una profonda unità storico-culturale e oserei dire poetica. Colori, forme, danze, divinità, gente, si uniscono davanti ai nostri occhi a riformare quel caos visivo che è la nostra memoria, con eleganza e poesia profonda. Chi, meglio di Venezia, città cosmopolita per definizione, poteva ospitare una mostra che crea ponti tra popoli e spazi, figli tutti della cultura greco-romana ma mischiati a voci di tutto il mondo.
Sfogliare questo splendido album di fotografie è una gioia e insieme un’emozione grande. Le sue foto stupiscono se viste una ad una ma diventano ancora più forti nel loro insieme quasi musivo. Non solo memoria di luoghi ma vera e propria macchina per sognare e creare paralleli e distonie che restano nella mente”.
Il lavoro “Napoli-Istanbul”, iniziato per un impulso emotivo e divenuto in seguito un progetto audiovisivo, è un testo multiforme, connotato da complessa stratigrafia, un viaggio esperienziale che cerca innanzitutto l’unione con se stessi e quindi con gli altri e con le genti.
La costruzione del racconto muove dall’esigenza di trasportare lo spettatore all’interno di uno spazio in cui poter percepire, sulla pelle, il bisogno di ricongiunzione di popoli e religioni. L’artista è convinta che, in questa delicata congiuntura storica, il lavoro celi, forte, quella volontà inespressa dei popoli di riconoscersi, comprendersi, allearsi.
Il percorso si compone primariamente di una discesa nel sottosuolo di entrambe le città, poi riemerge in superficie attraverso l’arte, la danza, la musica, la ceramica e l’osservazione del comportamento delle genti d’Oriente e d’Occidente.
La connessione dei linguaggi, musicale, scritto e immaginifico, entra, scruta all’interno di realtà popolari e nobiliari, cercando di rendere visibile come l’arte permetta l’unione tra le genti.
Le foto sono parte dei viaggi fatti per far sì che il video si componesse.
Se la Terra, lambita dall’acqua, si fa specchio della vita, quest’ultima non può nascondere la bellezza e la creatività umana, che si manifesta nelle cromie di ceramiche, nei mosaici, nei dipinti, come nelle mura scrostate. La Bellezza reca in sé il positivo, il negativo, il bianco e il nero, la luce e l’ombra. Non è una chimera come vorrebbe la nostra società ma una danza manifesta, come il ruotare su un unico asse del sufi. L’immagine di una Vergine, dell’ alfa e dell’ omega chiave del mondo greco, di una cisterna, di una “marginetta” cercano di condurre lo spettatore verso quel “sacro” che, in ciascuno di noi, esiste.
Ritornare al “sacro”, necessità sacrosanta del nostro tempo storico.
“Come napoletana, ho forgiato questo lavoro come atto d’amore nei confronti di Napoli, desiderando fortemente un potenziamento del già spesso background cittadino, che è vanto della mia formazione, ma non perdendo memoria che il Mediterraneo è da sempre elemento protagonista di contaminazioni e di unioni”.
Sfogliare questo splendido album di fotografie è una gioia e insieme un’emozione grande. Le sue foto stupiscono se viste una ad una ma diventano ancora più forti nel loro insieme quasi musivo. Non solo memoria di luoghi ma vera e propria macchina per sognare e creare paralleli e distonie che restano nella mente”.
Il lavoro “Napoli-Istanbul”, iniziato per un impulso emotivo e divenuto in seguito un progetto audiovisivo, è un testo multiforme, connotato da complessa stratigrafia, un viaggio esperienziale che cerca innanzitutto l’unione con se stessi e quindi con gli altri e con le genti.
La costruzione del racconto muove dall’esigenza di trasportare lo spettatore all’interno di uno spazio in cui poter percepire, sulla pelle, il bisogno di ricongiunzione di popoli e religioni. L’artista è convinta che, in questa delicata congiuntura storica, il lavoro celi, forte, quella volontà inespressa dei popoli di riconoscersi, comprendersi, allearsi.
Il percorso si compone primariamente di una discesa nel sottosuolo di entrambe le città, poi riemerge in superficie attraverso l’arte, la danza, la musica, la ceramica e l’osservazione del comportamento delle genti d’Oriente e d’Occidente.
La connessione dei linguaggi, musicale, scritto e immaginifico, entra, scruta all’interno di realtà popolari e nobiliari, cercando di rendere visibile come l’arte permetta l’unione tra le genti.
Le foto sono parte dei viaggi fatti per far sì che il video si componesse.
Se la Terra, lambita dall’acqua, si fa specchio della vita, quest’ultima non può nascondere la bellezza e la creatività umana, che si manifesta nelle cromie di ceramiche, nei mosaici, nei dipinti, come nelle mura scrostate. La Bellezza reca in sé il positivo, il negativo, il bianco e il nero, la luce e l’ombra. Non è una chimera come vorrebbe la nostra società ma una danza manifesta, come il ruotare su un unico asse del sufi. L’immagine di una Vergine, dell’ alfa e dell’ omega chiave del mondo greco, di una cisterna, di una “marginetta” cercano di condurre lo spettatore verso quel “sacro” che, in ciascuno di noi, esiste.
Ritornare al “sacro”, necessità sacrosanta del nostro tempo storico.
“Come napoletana, ho forgiato questo lavoro come atto d’amore nei confronti di Napoli, desiderando fortemente un potenziamento del già spesso background cittadino, che è vanto della mia formazione, ma non perdendo memoria che il Mediterraneo è da sempre elemento protagonista di contaminazioni e di unioni”.
04
aprile 2014
Caterina De Fusco – Viaggio del cuore, Rotta Napoli-Istanbul
Dal 04 aprile all'undici maggio 2014
fotografia
arte contemporanea
arte contemporanea
Location
OFFICINA DELLE ZATTERE
Venezia, Fondamenta Nani, 947, (Venezia)
Venezia, Fondamenta Nani, 947, (Venezia)
Orario di apertura
da martedì a domenica, dalle ore 11.00 alle ore 19.00
Vernissage
4 Aprile 2014, ore 18
Autore
Curatore




