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Marco De Barbieri – Incontrandosi
Dietro l’apparente eterogeneità del recente percorso artistico di Marco De Barbieri è sintetizzata una chiara coesione metodologica.
Comunicato stampa
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Convinto virtuoso della potenzialità cromatica, De Barbieri in questi ultimi anni (indicativamente dal 2011 ad oggi) non ha infatti mai rinunciato ad un costante lavoro di scansione spazio-lineare, supportato in simmetria con l'altrettanto costante evoluzione materico-cromatica dei propri impasti ad olio. Oltre alle indiscutibili implicazioni di carattere espressionista, a monte del lavoro di De Barbieri c'è quindi una fondamentale gestione ordinatrice del prodotto pittorico, entro la quale l'artista ha potuto instaurare il proprio segno/intervento opportunamente cadenzato, oggetto di una modulazione che dapprima gli è servita a generare dei post-razionalisti cerchi concentrici o delle croci, e che poi in tutto e per tutto si è conservata nelle successive superfici ritmico-graffiate, implicanti il ricordo estetico dell'astrattismo regol(in)forme coniato dalla mano geniale di Gerhard Richter.
L'informale rictherianamente ispirato ha ora lasciato il posto all'espressione satura di un pigmento tendenzialmente puro e corposo, nonché all'acquisizione di una consapevolezza formale-antropomorfa che De Barbieri ha scelto (ancora una volta) di condividere con l'indole insopprimibilmente regolatrice della propria pennellata. Come radiografie policromatiche di un'umanità amorfa, nelle quali l'uso alternato del colore è l'unica modificazione possibile allo stallo della reiterazione debitamente ripetitiva, De Barbieri si auto-invita alla celebrazione di una post-human fair a base delle sue umanoidi silhouette. È lui, e solo lui può essere, l'artefice delle loro pose macchinose, il burattinaio delle laconiche crocifissioni che depauperate dei simboli della passione diventano un’acronica scena senza coordinate materiali, custode a sue spese dell'umana vulnerabilità. Memore di un'intimità privata e pressante che lo spinge a scavare forme nel colore, come in un percorso ad ostacoli, come in un fitto tracciato di vita vissuta.
L'informale rictherianamente ispirato ha ora lasciato il posto all'espressione satura di un pigmento tendenzialmente puro e corposo, nonché all'acquisizione di una consapevolezza formale-antropomorfa che De Barbieri ha scelto (ancora una volta) di condividere con l'indole insopprimibilmente regolatrice della propria pennellata. Come radiografie policromatiche di un'umanità amorfa, nelle quali l'uso alternato del colore è l'unica modificazione possibile allo stallo della reiterazione debitamente ripetitiva, De Barbieri si auto-invita alla celebrazione di una post-human fair a base delle sue umanoidi silhouette. È lui, e solo lui può essere, l'artefice delle loro pose macchinose, il burattinaio delle laconiche crocifissioni che depauperate dei simboli della passione diventano un’acronica scena senza coordinate materiali, custode a sue spese dell'umana vulnerabilità. Memore di un'intimità privata e pressante che lo spinge a scavare forme nel colore, come in un percorso ad ostacoli, come in un fitto tracciato di vita vissuta.
29
marzo 2014
Marco De Barbieri – Incontrandosi
Dal 29 marzo al 09 aprile 2014
arte contemporanea
Location
SATURA – PALAZZO STELLA
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Orario di apertura
da martedì a sabato
ore 15:30 – 19:00
Vernissage
29 Marzo 2014, ore 17:00
Autore
Curatore




