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Lucio Del Pezzo – Il presepe geometrico e altre opere dal 1959 al 2013
Sarà possibile vedere, fino al 28 febbraio 2014, “Il presepe geometrico” e la mostra antologica di Lucio Del Pezzo: “Sculture, disegni, libri d’artista, immagini e documenti 1959 – 2013”.
Comunicato stampa
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Sarà possibile vedere, fino al 28 febbraio 2014, “Il presepe geometrico” e la mostra antologica di Lucio Del Pezzo: “Sculture, disegni, libri d’artista, immagini e documenti 1959 – 2013”.
I protagonisti del presepe geometrico (la Madonna, il Bambino, San Giuseppe, il bue e l’asino, i tre Re Magi, i due pastori, la stella cometa) sono figure stilizzate e dai colori vivaci che richiamano immediatamente il linguaggio espressivo dell’artista napoletano. I personaggi della scena sacra sono costruiti con cilindri colorati, cerchi, sfere, frammenti di arcobaleno, losanghe: un universo magico ed evocativo che tanto più si addice ad un simbolo della tradizione qual è il presepe.
Del Pezzo è nato a Napoli, nel quartiere di Posillipo, parola che in greco significa “pausa dal dolore” e le sue opere sono una sorta di unguento per l’anima. Come scrisse, infatti, Pierre Restany nel 1967, Del Pezzo è “la calma dopo la tempesta, il sospiro dopo l’angoscia”. I colori e le tradizioni della città partenopea sollecitano le sue composizioni d’oggetti, così come gli iniziali studi da agrimensore indirizzano la sua propensione all’armonia e alla misura.
Dopo gli studi all’Accademia di Napoli, dove è allievo di Emilio Notte, pittore futurista, si avvicina a Enrico Baj e alla pittura nucleare che si sta affermando in quegli anni a Milano. Nel 1953 Baj e i nucleari promuovono il “Movimento internazionale per una Bauhaus imaginista”, per un’arte fantastica, in polemica con il razionalismo geometrico, mentre con il manifesto del 1957, “Contro lo stile”, sostengono l’importanza di un creare costantemente sperimentale. Sull’esempio del movimento di pittura nucleare Del Pezzo costituisce a Napoli insieme a Biasi, Di Bello, Fergola, Luca e Mario Persico, il “Gruppo 58” che vuole promuovere un’arte che sia nello stesso tempo spontanea ma non soggettiva, bensì attenta alla “natura mitica e arcaica che è dentro e fuori di noi”.
Pur influenzato dal primo Kandinskij, da Malević e dalla metafisica di De Chirico, Del Pezzo elabora un linguaggio del tutto originale rispetto alla pittura di quegli anni. Nel 1960 approda in una Milano di grandi fermenti. Sono gli anni delle “Tavole dei ricordi”: l’artista deposita sul supporto di legno una patina di gesso su cui si mescolano elementi dadaisti, influssi della cultura devozionale napoletana e atmosfere atemporali. Dal ’62 in poi più netta sarà la separazione tra sfondo e oggetti, oggetti plastici di legno dipinto, metallo e altri materiali vengono collocati su mensole, cassettoni, modanature, un’architettura classica, retaggio della sua giovanile passione per l’archeologia.
Dal 1964 Del Pezzo è a Parigi (vi rimarrà fino al 1979), dove prende in affitto l’antico studio di Max Ernst. Entra così a diretto contatto con i luoghi e il clima delle avanguardie di inizio secolo. Ha modo di approfondire la sua ricerca artistica continuando a elaborare uno stile del tutto personale, a esplorare con i suoi collage tanto il mondo dell’inconscio e della scienza esoterica quanto quello dell’iconografia popolare. Tra i colori prediletti c’è l’oro, il metallo che più affascinava gli alchimisti, per il suo significato metafisico e trascendente e che dà alle composizioni un effetto sacrale. Realizza assemblages con labirinti che non hanno vie d’uscita, birilli, piramidi e ziggurath per scalare il cielo, amuleti magici, misteriosi geroglifici, forme che sono patrimonio comune di tutte le civiltà dalla preistoria all’antichità classica, dal medioevo ai giorni nostri.
Cento tra disegni, collages, acquarelli dal 1958 al 2013 e quindici sculture del maestro napoletano saranno in mostra nelle Sale della Caccia e nella Biblioteca Scheiwiller fino al 2 marzo 2014.
Lucio Del Pezzo - Cenni biografici
Lucio Del Pezzo è nato a Napoli il 13 dicembre del 1933. Dopo gli studi da agrimensore si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ottiene nel 1954 una borsa di studio per ricerche archeologiche in Grecia. Nel 1955 tiene la prima mostra personale a Padova.
Nel 1958 fonda con Biasi, Di Bello, Fergola, Luca e Persico il “Gruppo 58” e la rivista “Documento-Sud”, collegati ai gruppi d’avanguardia “Nucleare” di Milano, “Phases” di Parigi, “SPUR” di Monaco e “BOA” di Buenos Aires. Nel ’58 tiene anche la prima mostra all’estero, a Stuttgart in Germania.
Soggiorna nel 1959 a Matera venendo a contatto con i suggestivi siti rupestri e la primitiva vita dei “Sassi”. Tiene nella città lucana lezioni di pittura e ceramica nell’atelier ceramico de La Martella. Decora la cupola della chiesa di Sant’Antonio a Stigliano (Mt).
Nel 1960 si trasferisce a Milano su invito di Enrico Baj e di Arturo Schwarz nella cui galleria tiene una mostra personale con lavori formati da assemblages di oggetti uniti con strutture colorate e trattamenti superficiali plastici. Su influsso della cultura popolare e devozionale di Napoli le opere assomigliano a reliquari, santini e immagini votive.
Nel 1961 tiene una mostra personale a New York alla Knapik Gallery. A partire dal 1962 progetta arredamenti di interni in collaborazione con gli architetti e nascono, in quegli anni, numerose opere grafiche (acqueforti, litografie, serigrafie).
Partecipa, nel 1964, alla XII Triennale di Milano con un’istallazione spaziale dal titolo “Labirinto del tempo libero” insieme a Umberto Eco, Lucio Fontana, Enrico Baj e altri. Sempre nel ’64 si trasferisce a Parigi per studiare il Surrealismo e nel 1968 allestisce la sua prima personale nella capitale francese. Lo Stato francese gli acquista due opere per il museo di Grenoble, ora esposte nella “Sala metafisica” accanto a De Chirico, Max Ernst, Carrà, Nevelson e Herbin.
Nel 1970 inizia a collaborare con l’Olivetti per progettazioni grafiche, mentre nel 1971 riceve un incarico d’insegnamento alla facoltà di psicologia della Sorbonne.
Nel 1974 il Comune di Milano gli dedica una grande antologica di pittura e scultura alla Rotonda della Besana, organizzata da Guido Ballo.
Dopo una serie di opere commissionate in Francia e di lavori con i bambini al Centre Pompidou di Parigi, nel 1979 rientra definitivamente in Italia, dove le officine Italsider di Taranto gli dedicano una mostra di tutta la sua produzione seriale (stampe e multipli) e gli commissionano alcune sculture in ferro.
A partire dagli anni ’80 riceve una serie di incarichi didattici, tra cui, nel 1984 la cattedra di “Pittura sperimentale” alla nuova Accademia di Belle Arti di Milano, e di commissioni di opere in Italia e nel mondo.
Nel 1996 viaggia in India, Nepal e Polinesia, ricavando forti influenze sul suo lavoro.
Riceve nel 1997 il premio Imola e Luigi Lambertini pubblica una monografia dal titolo “Pagine a Zig Zag”.
Nel 2000 disegna quattro grandi rilievi ceramici e una plastica in bronzo per due stazioni della nuova metropolitana di Napoli.
Vive e lavora a Milano.
I protagonisti del presepe geometrico (la Madonna, il Bambino, San Giuseppe, il bue e l’asino, i tre Re Magi, i due pastori, la stella cometa) sono figure stilizzate e dai colori vivaci che richiamano immediatamente il linguaggio espressivo dell’artista napoletano. I personaggi della scena sacra sono costruiti con cilindri colorati, cerchi, sfere, frammenti di arcobaleno, losanghe: un universo magico ed evocativo che tanto più si addice ad un simbolo della tradizione qual è il presepe.
Del Pezzo è nato a Napoli, nel quartiere di Posillipo, parola che in greco significa “pausa dal dolore” e le sue opere sono una sorta di unguento per l’anima. Come scrisse, infatti, Pierre Restany nel 1967, Del Pezzo è “la calma dopo la tempesta, il sospiro dopo l’angoscia”. I colori e le tradizioni della città partenopea sollecitano le sue composizioni d’oggetti, così come gli iniziali studi da agrimensore indirizzano la sua propensione all’armonia e alla misura.
Dopo gli studi all’Accademia di Napoli, dove è allievo di Emilio Notte, pittore futurista, si avvicina a Enrico Baj e alla pittura nucleare che si sta affermando in quegli anni a Milano. Nel 1953 Baj e i nucleari promuovono il “Movimento internazionale per una Bauhaus imaginista”, per un’arte fantastica, in polemica con il razionalismo geometrico, mentre con il manifesto del 1957, “Contro lo stile”, sostengono l’importanza di un creare costantemente sperimentale. Sull’esempio del movimento di pittura nucleare Del Pezzo costituisce a Napoli insieme a Biasi, Di Bello, Fergola, Luca e Mario Persico, il “Gruppo 58” che vuole promuovere un’arte che sia nello stesso tempo spontanea ma non soggettiva, bensì attenta alla “natura mitica e arcaica che è dentro e fuori di noi”.
Pur influenzato dal primo Kandinskij, da Malević e dalla metafisica di De Chirico, Del Pezzo elabora un linguaggio del tutto originale rispetto alla pittura di quegli anni. Nel 1960 approda in una Milano di grandi fermenti. Sono gli anni delle “Tavole dei ricordi”: l’artista deposita sul supporto di legno una patina di gesso su cui si mescolano elementi dadaisti, influssi della cultura devozionale napoletana e atmosfere atemporali. Dal ’62 in poi più netta sarà la separazione tra sfondo e oggetti, oggetti plastici di legno dipinto, metallo e altri materiali vengono collocati su mensole, cassettoni, modanature, un’architettura classica, retaggio della sua giovanile passione per l’archeologia.
Dal 1964 Del Pezzo è a Parigi (vi rimarrà fino al 1979), dove prende in affitto l’antico studio di Max Ernst. Entra così a diretto contatto con i luoghi e il clima delle avanguardie di inizio secolo. Ha modo di approfondire la sua ricerca artistica continuando a elaborare uno stile del tutto personale, a esplorare con i suoi collage tanto il mondo dell’inconscio e della scienza esoterica quanto quello dell’iconografia popolare. Tra i colori prediletti c’è l’oro, il metallo che più affascinava gli alchimisti, per il suo significato metafisico e trascendente e che dà alle composizioni un effetto sacrale. Realizza assemblages con labirinti che non hanno vie d’uscita, birilli, piramidi e ziggurath per scalare il cielo, amuleti magici, misteriosi geroglifici, forme che sono patrimonio comune di tutte le civiltà dalla preistoria all’antichità classica, dal medioevo ai giorni nostri.
Cento tra disegni, collages, acquarelli dal 1958 al 2013 e quindici sculture del maestro napoletano saranno in mostra nelle Sale della Caccia e nella Biblioteca Scheiwiller fino al 2 marzo 2014.
Lucio Del Pezzo - Cenni biografici
Lucio Del Pezzo è nato a Napoli il 13 dicembre del 1933. Dopo gli studi da agrimensore si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ottiene nel 1954 una borsa di studio per ricerche archeologiche in Grecia. Nel 1955 tiene la prima mostra personale a Padova.
Nel 1958 fonda con Biasi, Di Bello, Fergola, Luca e Persico il “Gruppo 58” e la rivista “Documento-Sud”, collegati ai gruppi d’avanguardia “Nucleare” di Milano, “Phases” di Parigi, “SPUR” di Monaco e “BOA” di Buenos Aires. Nel ’58 tiene anche la prima mostra all’estero, a Stuttgart in Germania.
Soggiorna nel 1959 a Matera venendo a contatto con i suggestivi siti rupestri e la primitiva vita dei “Sassi”. Tiene nella città lucana lezioni di pittura e ceramica nell’atelier ceramico de La Martella. Decora la cupola della chiesa di Sant’Antonio a Stigliano (Mt).
Nel 1960 si trasferisce a Milano su invito di Enrico Baj e di Arturo Schwarz nella cui galleria tiene una mostra personale con lavori formati da assemblages di oggetti uniti con strutture colorate e trattamenti superficiali plastici. Su influsso della cultura popolare e devozionale di Napoli le opere assomigliano a reliquari, santini e immagini votive.
Nel 1961 tiene una mostra personale a New York alla Knapik Gallery. A partire dal 1962 progetta arredamenti di interni in collaborazione con gli architetti e nascono, in quegli anni, numerose opere grafiche (acqueforti, litografie, serigrafie).
Partecipa, nel 1964, alla XII Triennale di Milano con un’istallazione spaziale dal titolo “Labirinto del tempo libero” insieme a Umberto Eco, Lucio Fontana, Enrico Baj e altri. Sempre nel ’64 si trasferisce a Parigi per studiare il Surrealismo e nel 1968 allestisce la sua prima personale nella capitale francese. Lo Stato francese gli acquista due opere per il museo di Grenoble, ora esposte nella “Sala metafisica” accanto a De Chirico, Max Ernst, Carrà, Nevelson e Herbin.
Nel 1970 inizia a collaborare con l’Olivetti per progettazioni grafiche, mentre nel 1971 riceve un incarico d’insegnamento alla facoltà di psicologia della Sorbonne.
Nel 1974 il Comune di Milano gli dedica una grande antologica di pittura e scultura alla Rotonda della Besana, organizzata da Guido Ballo.
Dopo una serie di opere commissionate in Francia e di lavori con i bambini al Centre Pompidou di Parigi, nel 1979 rientra definitivamente in Italia, dove le officine Italsider di Taranto gli dedicano una mostra di tutta la sua produzione seriale (stampe e multipli) e gli commissionano alcune sculture in ferro.
A partire dagli anni ’80 riceve una serie di incarichi didattici, tra cui, nel 1984 la cattedra di “Pittura sperimentale” alla nuova Accademia di Belle Arti di Milano, e di commissioni di opere in Italia e nel mondo.
Nel 1996 viaggia in India, Nepal e Polinesia, ricavando forti influenze sul suo lavoro.
Riceve nel 1997 il premio Imola e Luigi Lambertini pubblica una monografia dal titolo “Pagine a Zig Zag”.
Nel 2000 disegna quattro grandi rilievi ceramici e una plastica in bronzo per due stazioni della nuova metropolitana di Napoli.
Vive e lavora a Milano.
17
dicembre 2013
Lucio Del Pezzo – Il presepe geometrico e altre opere dal 1959 al 2013
Dal 17 dicembre 2013 al 28 febbraio 2014
arte contemporanea
Location
MUSMA – MUSEO DELLA SCULTURA CONTEMPORANEA MATERA
Sasso Caveoso, Via San Giacomo, (MATERA)
Sasso Caveoso, Via San Giacomo, (MATERA)
Biglietti
intero € 5; ridotto € 3,50
Orario di apertura
da martedì a domenica ore 10-20
Vernissage
17 Dicembre 2013, h 18.30
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