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Marcello Diotallevi – Lettere da Citera
L’artista parte da un nudo femminile fotografico, ne fa una fotocopia in bianco e nero, poi tesse sul nudo, cioè sulle parti scoperte di una persona che può esser anche semi spogliata, un reticolo di lettere a macchina. …
Comunicato stampa
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L’artista parte da un nudo femminile fotografico, ne fa una fotocopia in bianco e nero, poi tesse sul nudo, cioè sulle parti scoperte di una persona che può esser anche semi spogliata, un reticolo di lettere a macchina. E quale comunicazione più immediata, più visiva e insieme più scritta, di una pelle che racconta se stessa in una missiva? (Marcello Venturoli)
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Nella storia di Citera si legge che spesso i pirati l’hanno saccheggiata: anche in questa mostra c’è stato, da parte di Diotallevi, un gesto di ardita appropriazione con risultati davvero coinvolgenti. Lettere nel senso di lettere d’alfabeto, ma anche nel senso di un arcano, ineffabile gesto d’amore. Non sono state la contaminazione o la moda del tatuaggio a ispirare a Marcello Diotallevi il desiderio di coprire di lettere dell’alfabeto nudi femminili che già sono stati soggetto di fotografie sia dell’autore sia di famosi fotografi. E allora ci si interroga, incuriositi, intimamente ‘toccati’ per comprendere appieno quale è stata l’origine di questa affascinante, inconsueta vestizione.
Le lettere dell’alfabeto si susseguono senza formare parole, dattiloscritte facendo uso della Lettera 24, con accurata attenzione all’intensità di ogni battitura, che deve lasciare la sua impronta in modo regolare, uguale, senza sussulti. Pare quasi un gioco, questo, che il fanciullino che inabita nel cuore di Marcello, straordinario “sognatore”, si sia preso il gusto di concedersi, evidenziando, con garbo artistico, l’eterno oggetto del desiderio: il corpo femminile, nella sua massima bellezza e, in queste immagini, in una classica compostezza, un omaggio alla grande madre.
Le colorate lettere delle mitiche parole lanciate nel vento sui famosi aquiloni creati da Marcello Diotallevi si sono ora posate su di lei, la generatrice della vita, come un casto velo, con la lievità di una carezza, con devozione e silente rispetto. Il bianco e nero, cioè la scelta dell’assenza del colore, accentuano, nella loro severità, il senso di rigore e di ammirazione del poetico messaggio di questo artista, famoso anche per la sua importante, fattiva e annosa partecipazione alla poesia visiva>>.
Daniele Decia
Marcello Diotallevi è nato il 24 aprile del 1942 a Fano. Ha vissuto a Roma dal 1946 al 1974 dove, per un decennio, ha esercitato l’attività di restauratore presso il Laboratorio di restauro in Vaticano. Ha inizio in quegli anni anche la sua attività artistica all’insegna dell’irrequietezza. Come pittore prima, poi come scultore - nei primi anni Settanta -, quindi per un po’ si occupa di grafica e infine inizia a scrivere. Sul finire degli anni Settanta hanno inizio le sue incursioni nell’area della Mail Art e della Poesia Visiva. In oltre quarant’anni di costante attività ha collaborato con suoi interventi a libri e riviste nazionali e internazionali. Ha allestito mostre personali nelle maggiori città italiane e all’estero, partecipando nel contempo a esposizioni collettive in tutto il mondo. Fa parte del gruppo di intervento artistico “I metanetworker in spirit”. Si occupa in prevalenza di Poesia Visiva, Mail Art, installazioni e libri d’artista. E’ l’autore della copertina della Guida al Musée National d’Art Moderne-Centre Georges Pompidou di Parigi (Hazan Editeur, 1983). Nel 2007 è invitato al 52° Biennale di Venezia, Eventi Collaterali, “Camera 312 - promemoria per Pierre”. Figura nella Storia dell’arte italiana del ‘900, Generazione anni Quaranta di Giorgio Di Genova, edizioni Bora, Bologna 2007. Dal 1974 abita a Fano.
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Le lettere dell’alfabeto si susseguono senza formare parole, dattiloscritte facendo uso della Lettera 24, con accurata attenzione all’intensità di ogni battitura, che deve lasciare la sua impronta in modo regolare, uguale, senza sussulti. Pare quasi un gioco, questo, che il fanciullino che inabita nel cuore di Marcello, straordinario “sognatore”, si sia preso il gusto di concedersi, evidenziando, con garbo artistico, l’eterno oggetto del desiderio: il corpo femminile, nella sua massima bellezza e, in queste immagini, in una classica compostezza, un omaggio alla grande madre.
Le colorate lettere delle mitiche parole lanciate nel vento sui famosi aquiloni creati da Marcello Diotallevi si sono ora posate su di lei, la generatrice della vita, come un casto velo, con la lievità di una carezza, con devozione e silente rispetto. Il bianco e nero, cioè la scelta dell’assenza del colore, accentuano, nella loro severità, il senso di rigore e di ammirazione del poetico messaggio di questo artista, famoso anche per la sua importante, fattiva e annosa partecipazione alla poesia visiva>>.
Daniele Decia
Marcello Diotallevi è nato il 24 aprile del 1942 a Fano. Ha vissuto a Roma dal 1946 al 1974 dove, per un decennio, ha esercitato l’attività di restauratore presso il Laboratorio di restauro in Vaticano. Ha inizio in quegli anni anche la sua attività artistica all’insegna dell’irrequietezza. Come pittore prima, poi come scultore - nei primi anni Settanta -, quindi per un po’ si occupa di grafica e infine inizia a scrivere. Sul finire degli anni Settanta hanno inizio le sue incursioni nell’area della Mail Art e della Poesia Visiva. In oltre quarant’anni di costante attività ha collaborato con suoi interventi a libri e riviste nazionali e internazionali. Ha allestito mostre personali nelle maggiori città italiane e all’estero, partecipando nel contempo a esposizioni collettive in tutto il mondo. Fa parte del gruppo di intervento artistico “I metanetworker in spirit”. Si occupa in prevalenza di Poesia Visiva, Mail Art, installazioni e libri d’artista. E’ l’autore della copertina della Guida al Musée National d’Art Moderne-Centre Georges Pompidou di Parigi (Hazan Editeur, 1983). Nel 2007 è invitato al 52° Biennale di Venezia, Eventi Collaterali, “Camera 312 - promemoria per Pierre”. Figura nella Storia dell’arte italiana del ‘900, Generazione anni Quaranta di Giorgio Di Genova, edizioni Bora, Bologna 2007. Dal 1974 abita a Fano.
08
febbraio 2014
Marcello Diotallevi – Lettere da Citera
Dall'otto febbraio al 13 marzo 2014
arte contemporanea
Location
IL GABBIANO ARTE CONTEMPORANEA
La Spezia, Via Nino Ricciardi, 15, (La Spezia)
La Spezia, Via Nino Ricciardi, 15, (La Spezia)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 18-20
Vernissage
8 Febbraio 2014, ore 18.00
Autore




