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Marcello De Angelis – Uno e Molteplice
Una mostra realizzata interamente su commissione del collezionismo privato. È una galleria di particolarissimi ritratti contemporanei: le impronte digitali dei committenti, realizzate in injection painting su tela. La PoliArt Contemporary presenta UNO E MOLTEPLICE di Marcello De Angelis.
Comunicato stampa
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Una mostra realizzata interamente su commissione del collezionismo privato. È una galleria di particolarissimi ritratti contemporanei: le impronte digitali dei
committenti, realizzate in injection painting su tela. La PoliArt Contemporary
presenta UNO E MOLTEPLICE, mostra dedicata al ciclo “Portrait” di
Marcello De Angelis a cura di Leonardo Conti.
L’esposizione prevede, in un allestimento di circa settanta ritratti, opere che
vedono raffigurato ognuno di noi in uno specchio ben differente dal conosciuto: un riconoscersi che svanisce nel proprio realizzarsi, le impronte digitali, ecco il nostro indistinguibile unico ma collettivo ritratto.
Si tratta di tele di piccola dimensione, cm 18X13, realizzate in injection painting, una tecnica complessa e molto lenta da attuare, nel tentativo di razionalizzare il dripping di Jackson Pollock. In un’instancabile ricerca dell’ordine e della
precisione e in un metodo personalissimo, lo sgocciolamento diviene un lento dipanarsi del colore sulla tela, dopo il passaggio attraverso lo stretto canale di una siringa da iniezione. Per avvicinarsi al linguaggio di De Angelis, dobbiamo
comprenderne la determinante necessità di rappresentare la natura, quindi la perfezione, con una meticolosità rigorosa e uno zelo imprescindibile per la tecnica da lui messa in pratica. Le forme dipinte in strutture geometriche sono inserite in quinte di spazialità, in una sorta di libertà di pensiero e profondità sensibile
matematicizzate.
Ora la siringa, tra le dita dell’artista, disegna tratti come segni del tempo,
che divengono i ri-tratti dell’uomo. Anche l’autore attraversa una sorta di sfida tra se stesso e la precisione, iniettando impronte sulla tela, costruendo una
scansione del tempo nello spazio - le persone ritratte appunto - , intese come veri e propri spaccati di esistenza collettiva.
Ogni committente che ha deciso di farsi ritrarre dall’artista, ha partecipato al
processo creativo, scegliendo le cromie da utilizzare per il proprio rispecchiarsi, dal bianco perlato, all’argento, al nero, passando per l’oro, il bronzo e il rame.
Le nostre impronte digitali, si sa, hanno una somiglianza quasi identica che le accomuna, ma un’entità matematica ben precisa che le distingue e può riprodursi all’infinito senza ripetersi mai. Si può parlare forse di frattali, particolari oggetti con strutture geometriche, caratterizzate da fenomeni di auto-similarità e porre il
nostro artista come mediatore tra natura e artificio.
Le sue opere ci proiettano nel vuoto, attraverso l’alternanza di injection painting e sfondo, che sembra avanzare per continui ossimori visivi, ordine e disordine,
spazio infinito e finito, con il dettaglio in primo piano e lo spazio dello sfondo, e in cui la natura è la spazialità.
Per la prima volta alla PoliArt Contemporary, in esposizione vi sarà anche
un’opera pittorico-musicale, nata dalla collaborazione dell’artista e della
compositrice Paola Samoggia.
Inoltre, in mostra sarà presentato “Genesia”, un altro ciclo di Marcello De Angelis realizzato con uova di gallina, su cui l’artista è intervenuto con acidi e colori, per connettere metaforicamente l’arte con l’esperienza contemporanea delle
sperimentazioni genetiche. In “Genesia” ogni uovo modificato dall’arte è contenuto in un guscio di silicone colmo di morbidi aculei.
Al vernissage sarà presentato il catalogo della mostra a cura di Leonardo Conti e stampato in edizioni limitate (120 esemplari numerati e firmati dall’artista).
committenti, realizzate in injection painting su tela. La PoliArt Contemporary
presenta UNO E MOLTEPLICE, mostra dedicata al ciclo “Portrait” di
Marcello De Angelis a cura di Leonardo Conti.
L’esposizione prevede, in un allestimento di circa settanta ritratti, opere che
vedono raffigurato ognuno di noi in uno specchio ben differente dal conosciuto: un riconoscersi che svanisce nel proprio realizzarsi, le impronte digitali, ecco il nostro indistinguibile unico ma collettivo ritratto.
Si tratta di tele di piccola dimensione, cm 18X13, realizzate in injection painting, una tecnica complessa e molto lenta da attuare, nel tentativo di razionalizzare il dripping di Jackson Pollock. In un’instancabile ricerca dell’ordine e della
precisione e in un metodo personalissimo, lo sgocciolamento diviene un lento dipanarsi del colore sulla tela, dopo il passaggio attraverso lo stretto canale di una siringa da iniezione. Per avvicinarsi al linguaggio di De Angelis, dobbiamo
comprenderne la determinante necessità di rappresentare la natura, quindi la perfezione, con una meticolosità rigorosa e uno zelo imprescindibile per la tecnica da lui messa in pratica. Le forme dipinte in strutture geometriche sono inserite in quinte di spazialità, in una sorta di libertà di pensiero e profondità sensibile
matematicizzate.
Ora la siringa, tra le dita dell’artista, disegna tratti come segni del tempo,
che divengono i ri-tratti dell’uomo. Anche l’autore attraversa una sorta di sfida tra se stesso e la precisione, iniettando impronte sulla tela, costruendo una
scansione del tempo nello spazio - le persone ritratte appunto - , intese come veri e propri spaccati di esistenza collettiva.
Ogni committente che ha deciso di farsi ritrarre dall’artista, ha partecipato al
processo creativo, scegliendo le cromie da utilizzare per il proprio rispecchiarsi, dal bianco perlato, all’argento, al nero, passando per l’oro, il bronzo e il rame.
Le nostre impronte digitali, si sa, hanno una somiglianza quasi identica che le accomuna, ma un’entità matematica ben precisa che le distingue e può riprodursi all’infinito senza ripetersi mai. Si può parlare forse di frattali, particolari oggetti con strutture geometriche, caratterizzate da fenomeni di auto-similarità e porre il
nostro artista come mediatore tra natura e artificio.
Le sue opere ci proiettano nel vuoto, attraverso l’alternanza di injection painting e sfondo, che sembra avanzare per continui ossimori visivi, ordine e disordine,
spazio infinito e finito, con il dettaglio in primo piano e lo spazio dello sfondo, e in cui la natura è la spazialità.
Per la prima volta alla PoliArt Contemporary, in esposizione vi sarà anche
un’opera pittorico-musicale, nata dalla collaborazione dell’artista e della
compositrice Paola Samoggia.
Inoltre, in mostra sarà presentato “Genesia”, un altro ciclo di Marcello De Angelis realizzato con uova di gallina, su cui l’artista è intervenuto con acidi e colori, per connettere metaforicamente l’arte con l’esperienza contemporanea delle
sperimentazioni genetiche. In “Genesia” ogni uovo modificato dall’arte è contenuto in un guscio di silicone colmo di morbidi aculei.
Al vernissage sarà presentato il catalogo della mostra a cura di Leonardo Conti e stampato in edizioni limitate (120 esemplari numerati e firmati dall’artista).
22
febbraio 2014
Marcello De Angelis – Uno e Molteplice
Dal 22 febbraio al 22 marzo 2014
arte contemporanea
Location
GALLERIA POLIART
Milano, Viale Gran Sasso, 35, (Milano)
Milano, Viale Gran Sasso, 35, (Milano)
Orario di apertura
martedì – venerdì 16.45 – 20 sabato 11 – 13 e 16.30 - 19
Vernissage
22 Febbraio 2014, ore 18.00
Autore
Curatore




