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Gianni Berengo Gardin – Storie di un fotografo
La mostra, dopo il grande successo alla Casa dei Tre Oci di Venezia, arriva a Milano arricchita di una nuova sezione dedicata proprio alla Gente di Milano: 40 fotografie con i volti, i cortili, la storia della città che ha adottato l’artista e che proprio quest’anno lo ha insignito dell’Ambrogino
d’oro
Comunicato stampa
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GIANNI BERENGO GARDIN. STORIE DI UN FOTOGRAFO
Torna la Grande Fotografia a Palazzo Reale
con Gianni Berengo Gardin
Dal 14 giugno Palazzo Reale presenta la mostra GIANNI BERENGO
GARDIN. Storie di un fotografo, che dopo il grande successo alla Casa dei Tre
Oci di Venezia, arriva a Milano arricchita di una nuova sezione dedicata
proprio alla Gente di Milano: 40 fotografie con i volti, i cortili, la storia della
città che lo ha adottato e che proprio quest’anno lo ha insignito dell’Ambrogino
d’oro.
Promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale, Civita
Tre Venezie e Fondazione Forma per la Fotografia, l’esposizione è curata da
Denis Curti e con le sue 180 immagini rappresenta la più grande retrospettiva
del maestro.
L’edizione milanese approfondisce con nuove fotografie la serie Morire di
classe, realizzata su commissione di Basaglia, che indaga sulla drammatica
situazione dei manicomi in Italia, per cui Berengo Gardin ha realizzato una
storica inchiesta, e il lavoro sugli zingari, una ricerca che ha portato il fotografo
a vivere in tre campi nomadi: “gli zingari sono sempre prevenuti nei confronti
della macchina fotografica proprio perché, solitamente, si fotografa il lato
negativo della realtà” racconta Berengo Gardin, “per me è stato difficile entrare
in questo mondo, ma quel che mi resta da questo reportage è la generosità, la
poesia e la musica”.
La vera grandezza di questo testimone del nostro tempo sta proprio nella
capacità di raccontare, nei suoi scatti in bianco e nero, le storie senza
pregiudizi, una ricchezza di sentimenti attraverso una narrazione lineare e
coerente. Come commenta Denis Curti: “La sua grandezza è la semplicità. O
meglio la capacità di rendere leggibile la complessità del mondo. Quel modo
diretto e senza scorciatoie di guardare dritto negli occhi. Nelle sue storie c’è
una quantità umana che corrisponde al suo amore per la vita. C’è
commozione senza retorica. C’è quel Gianni Berengo Gardin che guarda
avanti senza smettere mai di voltarsi indietro”.
Considerato da molti il più rappresentativo tra i fotografi italiani, ha cominciato
nel 1954 a lavorare seriamente con la macchina fotografica, tenendola appesa
al collo mentre girava il mondo e usando sempre la pellicola. “Il mio lavoro non
è assolutamente artistico” racconta Berengo Gardin “e non ci tengo a passare
per un artista. L’impegno stesso del fotografo non dovrebbe essere artistico,ma sociale e civile”.
Da semplice bisogno di raccontare, soprattutto di documentare, la fotografia
diventa testimonianza, tramite le folle, l’infanzia e il tempo, il lavoro che ci fa
ricordare come eravamo e come è cambiata la nostra vita. Un racconto per
immagini in cui ciascuno di noi ritrova un po’ di se stesso, della sua storia, dei
suoi ricordi.
Figura tra le più importanti e longeve del foto-giornalismo italiano, Berengo
Gardin racconta la vita politica, i cambiamenti sociali, gli eventi che hanno
marcato la storia del nostro Paese, ma anche la vita per le strade, la gente
che si incontra per caso, gli abbracci sorprendenti e spontanei.
Berengo Gardin dice di dover tutto alle sue macchine fotografiche, soprattutto
la sua Leica, vera e fedele compagna di vita. In occasione della mostra, Leica
regalerà al pubblico le visite guidate alla mostra con Gianni Berengo Gardin e
Denis Curti, guide d’eccezione per narrare altre storie, la gente di tutti i giorni,
quelli che non vengono notati: “ci sono storie con tanta quantità umana che ci
permette di ragionare, ma anche di guardare avanti con maggiore
consapevolezza”.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Marsilio Editori,
anch’esso curato da Denis Curti.
Le immagini sono disponibili sul sito: www.mostraberengogardin.it
GIANNI BERENGO GARDIN STORIE DI UN FOTOGRAFO
> giovedì 13 giugno 2013
conferenza stampa ore 11.00 Palazzo Reale, Sala Otto Colonne
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
ufficio stampa mostra
DOPPIOZERO servizi per l’arte contemporanea
+39 347 188 03 03 | +39 328 83 94 698 | info@doppiozero00.com |
doppiozero00.com
ufficio stampa Comune di Milano
Elena Conenna tel. + 39 02 884 53314
elenamaria.conenna@comune.milano.it
Torna la Grande Fotografia a Palazzo Reale
con Gianni Berengo Gardin
Dal 14 giugno Palazzo Reale presenta la mostra GIANNI BERENGO
GARDIN. Storie di un fotografo, che dopo il grande successo alla Casa dei Tre
Oci di Venezia, arriva a Milano arricchita di una nuova sezione dedicata
proprio alla Gente di Milano: 40 fotografie con i volti, i cortili, la storia della
città che lo ha adottato e che proprio quest’anno lo ha insignito dell’Ambrogino
d’oro.
Promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale, Civita
Tre Venezie e Fondazione Forma per la Fotografia, l’esposizione è curata da
Denis Curti e con le sue 180 immagini rappresenta la più grande retrospettiva
del maestro.
L’edizione milanese approfondisce con nuove fotografie la serie Morire di
classe, realizzata su commissione di Basaglia, che indaga sulla drammatica
situazione dei manicomi in Italia, per cui Berengo Gardin ha realizzato una
storica inchiesta, e il lavoro sugli zingari, una ricerca che ha portato il fotografo
a vivere in tre campi nomadi: “gli zingari sono sempre prevenuti nei confronti
della macchina fotografica proprio perché, solitamente, si fotografa il lato
negativo della realtà” racconta Berengo Gardin, “per me è stato difficile entrare
in questo mondo, ma quel che mi resta da questo reportage è la generosità, la
poesia e la musica”.
La vera grandezza di questo testimone del nostro tempo sta proprio nella
capacità di raccontare, nei suoi scatti in bianco e nero, le storie senza
pregiudizi, una ricchezza di sentimenti attraverso una narrazione lineare e
coerente. Come commenta Denis Curti: “La sua grandezza è la semplicità. O
meglio la capacità di rendere leggibile la complessità del mondo. Quel modo
diretto e senza scorciatoie di guardare dritto negli occhi. Nelle sue storie c’è
una quantità umana che corrisponde al suo amore per la vita. C’è
commozione senza retorica. C’è quel Gianni Berengo Gardin che guarda
avanti senza smettere mai di voltarsi indietro”.
Considerato da molti il più rappresentativo tra i fotografi italiani, ha cominciato
nel 1954 a lavorare seriamente con la macchina fotografica, tenendola appesa
al collo mentre girava il mondo e usando sempre la pellicola. “Il mio lavoro non
è assolutamente artistico” racconta Berengo Gardin “e non ci tengo a passare
per un artista. L’impegno stesso del fotografo non dovrebbe essere artistico,ma sociale e civile”.
Da semplice bisogno di raccontare, soprattutto di documentare, la fotografia
diventa testimonianza, tramite le folle, l’infanzia e il tempo, il lavoro che ci fa
ricordare come eravamo e come è cambiata la nostra vita. Un racconto per
immagini in cui ciascuno di noi ritrova un po’ di se stesso, della sua storia, dei
suoi ricordi.
Figura tra le più importanti e longeve del foto-giornalismo italiano, Berengo
Gardin racconta la vita politica, i cambiamenti sociali, gli eventi che hanno
marcato la storia del nostro Paese, ma anche la vita per le strade, la gente
che si incontra per caso, gli abbracci sorprendenti e spontanei.
Berengo Gardin dice di dover tutto alle sue macchine fotografiche, soprattutto
la sua Leica, vera e fedele compagna di vita. In occasione della mostra, Leica
regalerà al pubblico le visite guidate alla mostra con Gianni Berengo Gardin e
Denis Curti, guide d’eccezione per narrare altre storie, la gente di tutti i giorni,
quelli che non vengono notati: “ci sono storie con tanta quantità umana che ci
permette di ragionare, ma anche di guardare avanti con maggiore
consapevolezza”.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Marsilio Editori,
anch’esso curato da Denis Curti.
Le immagini sono disponibili sul sito: www.mostraberengogardin.it
GIANNI BERENGO GARDIN STORIE DI UN FOTOGRAFO
> giovedì 13 giugno 2013
conferenza stampa ore 11.00 Palazzo Reale, Sala Otto Colonne
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
ufficio stampa mostra
DOPPIOZERO servizi per l’arte contemporanea
+39 347 188 03 03 | +39 328 83 94 698 | info@doppiozero00.com |
doppiozero00.com
ufficio stampa Comune di Milano
Elena Conenna tel. + 39 02 884 53314
elenamaria.conenna@comune.milano.it
13
giugno 2013
Gianni Berengo Gardin – Storie di un fotografo
Dal 13 giugno all'otto settembre 2013
fotografia
Location
PALAZZO REALE DI MILANO
Milano, Piazza Del Duomo, 12, (Milano)
Milano, Piazza Del Duomo, 12, (Milano)
Vernissage
13 Giugno 2013, ore 19
Autore
Curatore




