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MSINI – Totem
Nove colonne si distribuiscono all’interno della Gran Guardia; le loro superfici (meglio sarebbe definirle pelli) sono percorse da pattern reiterati
Comunicato stampa
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TOTEM
Il totem è un alias: è una rappresentazione simbolica, in una figurazione inerte
o animale, delle pulsioni societarie. Esso, attraverso una prassi cultuale,
permette la condivisione delle interdizioni, delle leggi, in modo da regolare i
rapporti interpersonali tra i componenti di un gruppo. L’analisi freudiana ha
permesso di capirne parte dell’origine: simulacro etico che elide il parricidio
dalla società, censurando le istanze primitive provenienti dall’ES.
Sembrerebbe che solo le società primitive possano trasfigurare animali od
oggetti in totem. Mitopoiesi e Sacro sono, invece, presenze costanti del
Contemporaneo e regolano, con sistemi complessi di proibizione, l’agire
quotidiano dell’individuo.
Che la rappresentazione di tutta l’Arte sia legata al Culto e al Sacro è cosa ben
nota, così come attraverso di essa il Gruppo sociale individui le sue pulsioni più
profonde. È quindi una sorta di riconoscimento dell’obiettivo fondante dell’Arte
il titolo che MSINI dà alla sua installazione: nove colonne si distribuiscono
all’interno della Gran Guardia; le loro superfici (meglio sarebbe definirle pelli)
sono percorse da pattern reiterati. Opere sicuramente diverse dai suoi
precedenti dipinti ad olio: il gestuale e l’elevata cromaticità, il condensarsi di
piani in sovrapposizione, sorta di infiniti fogli letti in trasparenza dinamica, che
caratterizzavano la sua produzione fino a tre anni fa, lasciano qui il passo a
serialità ordinate, tali da produrre tessiture complesse, quali i disegni dei
tappeti orientali. Geometrie labirintiche che fanno cortocircuitare la percezione
dell’insieme, sicuramente congruenti alle esperienze della ricerca gestaltica
dell’arte cinetica e programmata. Soltanto che il pattern usato dall’Artista (il
modulo ripetuto, girato, specchiato e deformato) è un frammento del corpo (il
suo): il polpastrello di un dito, il tessuto epiteliale di una mano, di un braccio,
peli e capelli. Frammenti riportati a matrici ordinate, ma, e qui è la differenza
con l’Arte gestaltica, che appartengono al corpo: geometria viva e pulsante e
nello scoprirne l’origine sta la meraviglia dell’osservatore. Nel riconoscimento
di ciò che il frammento rappresenta, Il freddo della serie lascia spazio al caldo
della vita; ben diverso dal caldo dell’action painting, del gesto spontaneo e
libero, ma di evidente interesse di indagine. E allora il totem di MSini proponeanche un valore etico: l’irriducibilità, anche se in frammenti, del corpo.
Condizione ricostruttiva di un tessuto sociale destrutturato che nel Palazzo
della Gran Guardia non poteva trovare luogo migliore: il sito è, infatti,
fortemente connotato in senso di etica laica e civile ed invita alla continuità con
il rito delle adunanze pubbliche della comunità padovana. Qui si decidevano i
destini della città.
L’auspicio è che l’Arte di MSINI sia davvero un totem per una rifondazione
societaria.
PAOLO PAVAN
MSINI (marco sinigaglia) è nato a Padova nell'estate del 1959 si è formato all’Accademia di
Belle Arti di Venezia. Ha praticato in Italia e all'estero, l'attività di fotografo, scenografo,
grafico, film maker, web designer, toccando molti dei mestieri che obbligano l'occhio-cervello e
la mano ad agire, a volte congiuntamente, per il teatro, il cinema, la televisione, l'editoria, la
pubblicità, il web. Negli anni 70 e 80, ha partecipato a esperienze di creatività comunitaria
interdisciplinare. L'attività artistica lo vede a lungo impegnato anche nella produzione pittorica
in olio su tela. Suoi lavori e dispositivi d'arte sono stati resi pubblici in Italia (le principali a
Milano, Roma, Padova, Venezia, Trieste, Bologna) e all'esterno (Venezuela, Puerto Rico,
Spagna, Portogallo, Londra, Marsilia, Slovenia).
Opere di Msini fanno parte di collezioni pubbliche e private.
Www.sinigallery.it
sinigallery@gmail.com
Il totem è un alias: è una rappresentazione simbolica, in una figurazione inerte
o animale, delle pulsioni societarie. Esso, attraverso una prassi cultuale,
permette la condivisione delle interdizioni, delle leggi, in modo da regolare i
rapporti interpersonali tra i componenti di un gruppo. L’analisi freudiana ha
permesso di capirne parte dell’origine: simulacro etico che elide il parricidio
dalla società, censurando le istanze primitive provenienti dall’ES.
Sembrerebbe che solo le società primitive possano trasfigurare animali od
oggetti in totem. Mitopoiesi e Sacro sono, invece, presenze costanti del
Contemporaneo e regolano, con sistemi complessi di proibizione, l’agire
quotidiano dell’individuo.
Che la rappresentazione di tutta l’Arte sia legata al Culto e al Sacro è cosa ben
nota, così come attraverso di essa il Gruppo sociale individui le sue pulsioni più
profonde. È quindi una sorta di riconoscimento dell’obiettivo fondante dell’Arte
il titolo che MSINI dà alla sua installazione: nove colonne si distribuiscono
all’interno della Gran Guardia; le loro superfici (meglio sarebbe definirle pelli)
sono percorse da pattern reiterati. Opere sicuramente diverse dai suoi
precedenti dipinti ad olio: il gestuale e l’elevata cromaticità, il condensarsi di
piani in sovrapposizione, sorta di infiniti fogli letti in trasparenza dinamica, che
caratterizzavano la sua produzione fino a tre anni fa, lasciano qui il passo a
serialità ordinate, tali da produrre tessiture complesse, quali i disegni dei
tappeti orientali. Geometrie labirintiche che fanno cortocircuitare la percezione
dell’insieme, sicuramente congruenti alle esperienze della ricerca gestaltica
dell’arte cinetica e programmata. Soltanto che il pattern usato dall’Artista (il
modulo ripetuto, girato, specchiato e deformato) è un frammento del corpo (il
suo): il polpastrello di un dito, il tessuto epiteliale di una mano, di un braccio,
peli e capelli. Frammenti riportati a matrici ordinate, ma, e qui è la differenza
con l’Arte gestaltica, che appartengono al corpo: geometria viva e pulsante e
nello scoprirne l’origine sta la meraviglia dell’osservatore. Nel riconoscimento
di ciò che il frammento rappresenta, Il freddo della serie lascia spazio al caldo
della vita; ben diverso dal caldo dell’action painting, del gesto spontaneo e
libero, ma di evidente interesse di indagine. E allora il totem di MSini proponeanche un valore etico: l’irriducibilità, anche se in frammenti, del corpo.
Condizione ricostruttiva di un tessuto sociale destrutturato che nel Palazzo
della Gran Guardia non poteva trovare luogo migliore: il sito è, infatti,
fortemente connotato in senso di etica laica e civile ed invita alla continuità con
il rito delle adunanze pubbliche della comunità padovana. Qui si decidevano i
destini della città.
L’auspicio è che l’Arte di MSINI sia davvero un totem per una rifondazione
societaria.
PAOLO PAVAN
MSINI (marco sinigaglia) è nato a Padova nell'estate del 1959 si è formato all’Accademia di
Belle Arti di Venezia. Ha praticato in Italia e all'estero, l'attività di fotografo, scenografo,
grafico, film maker, web designer, toccando molti dei mestieri che obbligano l'occhio-cervello e
la mano ad agire, a volte congiuntamente, per il teatro, il cinema, la televisione, l'editoria, la
pubblicità, il web. Negli anni 70 e 80, ha partecipato a esperienze di creatività comunitaria
interdisciplinare. L'attività artistica lo vede a lungo impegnato anche nella produzione pittorica
in olio su tela. Suoi lavori e dispositivi d'arte sono stati resi pubblici in Italia (le principali a
Milano, Roma, Padova, Venezia, Trieste, Bologna) e all'esterno (Venezuela, Puerto Rico,
Spagna, Portogallo, Londra, Marsilia, Slovenia).
Opere di Msini fanno parte di collezioni pubbliche e private.
Www.sinigallery.it
sinigallery@gmail.com
10
maggio 2013
MSINI – Totem
Dal 10 maggio al 02 giugno 2013
arte contemporanea
Location
PALAZZO DELLA GRAN GUARDIA
Verona, Piazza Brà, (Verona)
Verona, Piazza Brà, (Verona)
Orario di apertura
10.30 - 14.30 e 15-19. Chiuso il lunedì
Vernissage
10 Maggio 2013, ore 18
Autore




