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Paolo Peroni – Rottura Spontanea di Simmetria
Scatolabianca è lieta di presentare la mostra Rottura Spontanea di Simmetria del giovane artista Paolo Peroni a cura di Martina Cavallarin e in collaborazione con la Raffaella De Chirico Arte Contemporanea.
Opening presso scatolabianca, martedì 23 Aprile ore 18.30.
Comunicato stampa
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ROTTURA SPONTANEA DI SIMMETRIA
di Martina Cavallarin
La ricerca di Paolo Peroni è un passo doppio tra piani e contropiani in cui la sperimentazione linguistica e l’uso dei materiali sono spesso un espediente per suggerire una tensione, mettere in connessione ed esplicare la sperimentazione. Si tratta di un sistema di relazioni in trazione costante, un gioco di scambi e immersioni in cui ciò che conta di più sono i rapporti e i conseguenti resoconti tra elementi. Il confronto si estrinseca quindi tra naturale e artificiale, singolare e plurale, privato e pubblico, impossibilità e potere. L’esame di un tipo o di una tipologia conta per il giovane artista nella misura in cui è possibile sperimentare delle teorie legate alle leggi dell’economia e della biologia sempre raccordate da un’impronta umanistica e letteraria che lo staccano sottilmente dalla filosofia pura per immetterlo in quella corrente d’arte contemporanea che si nutre di espansione dell’errore, dati d’imperfezione, traumi da cui si generano delle duttilità possibili e sempre spinte al limite del parossismo. Paolo Peroni è un artista parresiasta nel senso di colui che “si assume il rischio della verità”, che insegue il tout-dire, il pan-rhema, il dire tutto della verità e dirla senza mascherarla (da Michel Foucault, conferenze del 1983 all'Università californiana di Berkeley).
Nelle sue opere Paolo Peroni organizza una decostruzione, imita e simula attraverso il negativo, danneggia forme organizzate in un universo che diviene universo scenico, spazio classico e luogo di rappresentazione entro il quale tutto può essere violentato mediante curvature, anamorfosi, sgretolamenti, impasti. Le condensazioni, le rimozioni, i dislocamenti lavorano sui materiali sprigionando un’altra energia che rende l’opera irriconoscibile rispetto alla sua matrice. Questo avviene con il metacrilato dei cicli Bios, Genotipo e Fenotipo, come con la gomma al silicone dei Sudari da Caccia. Nella vicinanza tra positivo e negativo di nietzschiana memoria, l’intensità del rappresentato e il fantasma del vocativo si rivelano disordine che è denuncia di un altro ordine e di un’altra natura smascherando tutto ciò che è formale, dichiarato, corretto, stabilito. In quest’universo a clima incostante la difformità crea uno scarto e provoca l’opera che altro non è che un’impertinenza (1), una necessità fisiologica, la più straordinaria delle imperfezioni possibili, è arte e vita insieme.
1.Jean - François Lyotard, DISCORSO, FIGURA, Mimesis Edizioni, 2008.
di Martina Cavallarin
La ricerca di Paolo Peroni è un passo doppio tra piani e contropiani in cui la sperimentazione linguistica e l’uso dei materiali sono spesso un espediente per suggerire una tensione, mettere in connessione ed esplicare la sperimentazione. Si tratta di un sistema di relazioni in trazione costante, un gioco di scambi e immersioni in cui ciò che conta di più sono i rapporti e i conseguenti resoconti tra elementi. Il confronto si estrinseca quindi tra naturale e artificiale, singolare e plurale, privato e pubblico, impossibilità e potere. L’esame di un tipo o di una tipologia conta per il giovane artista nella misura in cui è possibile sperimentare delle teorie legate alle leggi dell’economia e della biologia sempre raccordate da un’impronta umanistica e letteraria che lo staccano sottilmente dalla filosofia pura per immetterlo in quella corrente d’arte contemporanea che si nutre di espansione dell’errore, dati d’imperfezione, traumi da cui si generano delle duttilità possibili e sempre spinte al limite del parossismo. Paolo Peroni è un artista parresiasta nel senso di colui che “si assume il rischio della verità”, che insegue il tout-dire, il pan-rhema, il dire tutto della verità e dirla senza mascherarla (da Michel Foucault, conferenze del 1983 all'Università californiana di Berkeley).
Nelle sue opere Paolo Peroni organizza una decostruzione, imita e simula attraverso il negativo, danneggia forme organizzate in un universo che diviene universo scenico, spazio classico e luogo di rappresentazione entro il quale tutto può essere violentato mediante curvature, anamorfosi, sgretolamenti, impasti. Le condensazioni, le rimozioni, i dislocamenti lavorano sui materiali sprigionando un’altra energia che rende l’opera irriconoscibile rispetto alla sua matrice. Questo avviene con il metacrilato dei cicli Bios, Genotipo e Fenotipo, come con la gomma al silicone dei Sudari da Caccia. Nella vicinanza tra positivo e negativo di nietzschiana memoria, l’intensità del rappresentato e il fantasma del vocativo si rivelano disordine che è denuncia di un altro ordine e di un’altra natura smascherando tutto ciò che è formale, dichiarato, corretto, stabilito. In quest’universo a clima incostante la difformità crea uno scarto e provoca l’opera che altro non è che un’impertinenza (1), una necessità fisiologica, la più straordinaria delle imperfezioni possibili, è arte e vita insieme.
1.Jean - François Lyotard, DISCORSO, FIGURA, Mimesis Edizioni, 2008.
23
aprile 2013
Paolo Peroni – Rottura Spontanea di Simmetria
Dal 23 aprile al 24 maggio 2013
arte contemporanea
Location
SCATOLABIANCA (ETC.)
Milano, Via Ventimiglia, (Milano)
Milano, Via Ventimiglia, (Milano)
Orario di apertura
Dal martedì al venerdì, dalle 16.00 alle 20.30 e su appuntamento.
Vernissage
23 Aprile 2013, ore 18.30
Autore
Curatore
