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Lucio Rosato – DAI TERRITORI DI NARCISO
frammenti di un racconto accompagnano il viaggio verso l’improbabile approdo alla conoscenza di se come dell’altro; tracce di un presente passato si offrono come terra (anima e corpo) al verde di una nuova primavera se, con piena consapevolezza, quasi felicemente se ne ricompongono i pezzi
Comunicato stampa
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usomagazzino per altre architetture dedica il suo nuovo evento alle giacenze presentando una installazione composita di Lúcio Rosato dal titolo dai territori di Narciso.
“dai territori di Narciso recupero frammenti di un racconto che accompagnano questo viaggio verso l’improbabile approdo alla conoscenza di se come dell’altro; tracce di presente vissuto si offrono come terra (anima e corpo) al verde di una nuova primavera se, con piena consapevolezza, quasi felicemente, ne ricompongo i pezzi” (LR)
Se le giacenze, nel manifesto di usomagazzino, hanno “qualcosa a che fare con la memoria, recuperando fondi di magazzino, residui, o qualcosa che è stato ingiustamente trascurato o dimenticato nel tempo”, Lúcio Rosato presenta quattro lavori in giacenza per puntualizzare, attraverso un segmento operativo di presente passato, la sua attenzione ad un’architettura altra, fatta di relazioni modulari e seriali e governata dagli intervalli, dalle distanze che molto bene in questa circostanza mettono in primo piano la sua passione per la geografia delle mappe, come di viaggi mai viaggiati eppure vissuti, seppure per interposti cartoni.
Nei lavori in esposizione l’acrilico verde RAL 6029, identificato dallo stesso autore come verde Narciso, viene ancora steso a pennello su cartoni residui, recuperati dai loro viaggiare, lasciando affiorare sotto la sottile membrana del colore tracce: cuciture metalliche, ammaccature, tagli come ferite o altri segni dell’esperienza reale di un tempo vissuto.
Se una sequenza continua di 24 elementi caratterizza l’esposizione per dimensione e impatto percettivo del colore dettandone il titolo, sempre dai territori di Narciso è tratto l’omaggio a Donald Judd, un lavoro del 2003 generato da 7 piccole scatole di cartone dipinte di verde e poi chiuse (come sigillate) una volta ancorate al muro.
Ancora 7 i frammenti regolari (cm10x10) che compongono “Verde Narciso”: residuo O, residuo S, residuo I, C, R, A, N posti in sequenza rovescia che, se letti attraverso uno specchio, chiamano NARCISO.
“Angolo” e “terra” sono anch'essi frammenti, ma di un lavoro presentato nella sua integralità a Cagliari nel 2006 con il titolo “la cabina di Narciso”; si tratta comunque di due lavori compiuti anche nel loro isolamento: “angolo” è composto da due telai di eguale misura a sostegno l’uno di un cartone coperto di verde Narciso e l’altro di uno specchio che, posizionati in sequenza continua ad angolo retto all’altezza degli occhi, generano una fuga spaziale riflessa oltre il limite reale imposto allo spazio dal muro; “terra” è invece costituito da un unico elemento che estrapolato è posto semplicemente a terra con il verde rivolto al cielo.
Lúcio Rosato, architetto, viaggia sui territori al limite tra la concretezza del pensiero e l’astrazione della materia realizzando installazioni e architetture permanenti. Insegna teorie di progettazione all’Università Europea del Design di Pescara. Ha pubblicato La città negata (Franco Angeli, Milano 2008) e con la casa editrice Libria di Melfi: Case (con Tonia Giansante, 2004), Sui territori al limite (2007), Le stanze di Tonia (con le fotografie di Iacopo Pasqui, 2012) e ha curato il libro La città adriatica, riflessioni a margine sulla periferia continua (2012) con un saggio di Franco Purini. Nel 2012 gli è stato conferito il premio Architettura d’Abruzzo. Vive e prende appunti a Pescara
“dai territori di Narciso recupero frammenti di un racconto che accompagnano questo viaggio verso l’improbabile approdo alla conoscenza di se come dell’altro; tracce di presente vissuto si offrono come terra (anima e corpo) al verde di una nuova primavera se, con piena consapevolezza, quasi felicemente, ne ricompongo i pezzi” (LR)
Se le giacenze, nel manifesto di usomagazzino, hanno “qualcosa a che fare con la memoria, recuperando fondi di magazzino, residui, o qualcosa che è stato ingiustamente trascurato o dimenticato nel tempo”, Lúcio Rosato presenta quattro lavori in giacenza per puntualizzare, attraverso un segmento operativo di presente passato, la sua attenzione ad un’architettura altra, fatta di relazioni modulari e seriali e governata dagli intervalli, dalle distanze che molto bene in questa circostanza mettono in primo piano la sua passione per la geografia delle mappe, come di viaggi mai viaggiati eppure vissuti, seppure per interposti cartoni.
Nei lavori in esposizione l’acrilico verde RAL 6029, identificato dallo stesso autore come verde Narciso, viene ancora steso a pennello su cartoni residui, recuperati dai loro viaggiare, lasciando affiorare sotto la sottile membrana del colore tracce: cuciture metalliche, ammaccature, tagli come ferite o altri segni dell’esperienza reale di un tempo vissuto.
Se una sequenza continua di 24 elementi caratterizza l’esposizione per dimensione e impatto percettivo del colore dettandone il titolo, sempre dai territori di Narciso è tratto l’omaggio a Donald Judd, un lavoro del 2003 generato da 7 piccole scatole di cartone dipinte di verde e poi chiuse (come sigillate) una volta ancorate al muro.
Ancora 7 i frammenti regolari (cm10x10) che compongono “Verde Narciso”: residuo O, residuo S, residuo I, C, R, A, N posti in sequenza rovescia che, se letti attraverso uno specchio, chiamano NARCISO.
“Angolo” e “terra” sono anch'essi frammenti, ma di un lavoro presentato nella sua integralità a Cagliari nel 2006 con il titolo “la cabina di Narciso”; si tratta comunque di due lavori compiuti anche nel loro isolamento: “angolo” è composto da due telai di eguale misura a sostegno l’uno di un cartone coperto di verde Narciso e l’altro di uno specchio che, posizionati in sequenza continua ad angolo retto all’altezza degli occhi, generano una fuga spaziale riflessa oltre il limite reale imposto allo spazio dal muro; “terra” è invece costituito da un unico elemento che estrapolato è posto semplicemente a terra con il verde rivolto al cielo.
Lúcio Rosato, architetto, viaggia sui territori al limite tra la concretezza del pensiero e l’astrazione della materia realizzando installazioni e architetture permanenti. Insegna teorie di progettazione all’Università Europea del Design di Pescara. Ha pubblicato La città negata (Franco Angeli, Milano 2008) e con la casa editrice Libria di Melfi: Case (con Tonia Giansante, 2004), Sui territori al limite (2007), Le stanze di Tonia (con le fotografie di Iacopo Pasqui, 2012) e ha curato il libro La città adriatica, riflessioni a margine sulla periferia continua (2012) con un saggio di Franco Purini. Nel 2012 gli è stato conferito il premio Architettura d’Abruzzo. Vive e prende appunti a Pescara
21
marzo 2013
Lucio Rosato – DAI TERRITORI DI NARCISO
Dal 21 marzo al 06 aprile 2013
arte contemporanea
Location
USOMAGAZZINO PER ALTRE ARCHITETTURE
Pescara, Via Silvio Spaventa, 10/4, (Pescara)
Pescara, Via Silvio Spaventa, 10/4, (Pescara)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 18.00-20.00
Vernissage
21 Marzo 2013, h 19.00
Autore




