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Laura Estrada Prada – PASSA. ACQUE
Il passa-acque è un documento che serve come permesso per attraversare le acque del mondo. La performance invita ad una riflessione sulle migrazioni come spostamento naturale, attraverso l’acqua che divide il mondo in quelli che comunemente chiamiamo continenti. Il passa-acque richiama formalmente un documento d‘identità, discostandosi però dal concetto di appartenenza nazionale che presuppone l’esistenza dei confini politici e geograci. Ogni visitatore sarà invitato a partecipare alla performance che prevede il rilascio di tale documento
Comunicato stampa
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Per chi crede nella Dichiarazione dei Diritti Umani e ritiene lo spostamento umano un diritto di tutti; per migranti, emigrati
ed immigrati che nel loro viaggio hanno scoperto che l’identità non è scritta su un documento legato ad una nazione e ai suoi
conni; per coloro che si sentono appartenenti a più di una nazione; per coloro che si sono appropriati di una lingua che
prima non era loro; per quelli che sono stati considerati sospetti senza ragione; per chi non crede più nella purezza delle razze;
per quelli che non fanno discriminazioni per il luogo in cui si nasce; per chi non ha paura di confrontarsi con la diversità.
Il passa-acque serve come permesso per attraversare le acque del mondo.
La migrazione - frutto della colonizzazione, della decolonizzazione e della crescita economica in alcune zone del mondo
- è un tema imprescindibile nella cultura contemporanea. Siamo tutti turisti o vagabondi: la migrazione è una scelta o
un obbligo per coloro ai quali la terra viene tolta da sotto i piedi. Per parlare di migrazione, bisogna parlare del viaggio.
Quest’ultimo presuppone un punto di partenza e un punto d’arrivo, generalmente su terra. La Storia, infatti, racconta
partenze e arrivi nei porti. In quest’occasione consideriamo esclusivamente il tragitto che ha lasciato poca traccia nella
Storia, lo spazio in mezzo: l’acqua.
L’iniziativa prende spunto dall’articolo 13 della Dichiarazione dei Diritti Umani del 1948, che dichiara lo spostamento
un diritto umano. Questo passa-acque invita ad una riessione sulle migrazioni come spostamento naturale, attraverso
l’acqua che divide il mondo in quelli che comunemente chiamiamo continenti.
Il passa-acque richiama formalmente un documento d‘identità, discostandosi però dal concetto di appartenenza
nazionale che presuppone l’esistenza dei conni politici e geograci.
Per il rilascio di questo documento, i visitatori sono invitati a seguire un percorso in base alla propria nazionalità,
pratica in uso presso gli sportelli d’immigrazione degli aeroporti. In quest’occassione si propone un rovesciamento della
consueta modalità di attraversamento: un percorso lungo e stretto per i cittadini dell’Unione Europea ed invece un
percorso corto e dritto per “il resto del mondo”. Avviene quindi uno spostamento del punto di vista. Il visitatore
Europeo si vede costretto per una volta a percorrere la via più “scomoda”, mentre l’immigrato è autorizzato a percorrere
la “corsia preferenziale”.
Il passa-acque è l’unico documento che viene rilasciato a tutti i cittadini del mondo, senza nessuna distinzione di
nazionalità, genere, religione o “razza”.
ed immigrati che nel loro viaggio hanno scoperto che l’identità non è scritta su un documento legato ad una nazione e ai suoi
conni; per coloro che si sentono appartenenti a più di una nazione; per coloro che si sono appropriati di una lingua che
prima non era loro; per quelli che sono stati considerati sospetti senza ragione; per chi non crede più nella purezza delle razze;
per quelli che non fanno discriminazioni per il luogo in cui si nasce; per chi non ha paura di confrontarsi con la diversità.
Il passa-acque serve come permesso per attraversare le acque del mondo.
La migrazione - frutto della colonizzazione, della decolonizzazione e della crescita economica in alcune zone del mondo
- è un tema imprescindibile nella cultura contemporanea. Siamo tutti turisti o vagabondi: la migrazione è una scelta o
un obbligo per coloro ai quali la terra viene tolta da sotto i piedi. Per parlare di migrazione, bisogna parlare del viaggio.
Quest’ultimo presuppone un punto di partenza e un punto d’arrivo, generalmente su terra. La Storia, infatti, racconta
partenze e arrivi nei porti. In quest’occasione consideriamo esclusivamente il tragitto che ha lasciato poca traccia nella
Storia, lo spazio in mezzo: l’acqua.
L’iniziativa prende spunto dall’articolo 13 della Dichiarazione dei Diritti Umani del 1948, che dichiara lo spostamento
un diritto umano. Questo passa-acque invita ad una riessione sulle migrazioni come spostamento naturale, attraverso
l’acqua che divide il mondo in quelli che comunemente chiamiamo continenti.
Il passa-acque richiama formalmente un documento d‘identità, discostandosi però dal concetto di appartenenza
nazionale che presuppone l’esistenza dei conni politici e geograci.
Per il rilascio di questo documento, i visitatori sono invitati a seguire un percorso in base alla propria nazionalità,
pratica in uso presso gli sportelli d’immigrazione degli aeroporti. In quest’occassione si propone un rovesciamento della
consueta modalità di attraversamento: un percorso lungo e stretto per i cittadini dell’Unione Europea ed invece un
percorso corto e dritto per “il resto del mondo”. Avviene quindi uno spostamento del punto di vista. Il visitatore
Europeo si vede costretto per una volta a percorrere la via più “scomoda”, mentre l’immigrato è autorizzato a percorrere
la “corsia preferenziale”.
Il passa-acque è l’unico documento che viene rilasciato a tutti i cittadini del mondo, senza nessuna distinzione di
nazionalità, genere, religione o “razza”.
15
febbraio 2013
Laura Estrada Prada – PASSA. ACQUE
Dal 15 febbraio al 02 marzo 2013
arte contemporanea
performance - happening
performance - happening
Location
PALAZZO DELLE SCIENZE – MUSEO NAZIONALE PREISTORICO ETNOGRAFICO PIGORINI
Roma, Piazza Guglielmo Marconi, 14, (Roma)
Roma, Piazza Guglielmo Marconi, 14, (Roma)
Orario di apertura
Venerdì 15 febbraio - ore 16.00 - 19. Sabato 16 febbraio - ore 10.00 - 13.00 / 14.30 - 18. Domenica 17 febbraio - ore 10.00 - 13.00 / 14.30 - 18. Venerdì 22 febbraio - ore 13.00 - 17. Sabato 23 febbraio - ore 10.00 - 13.00 / 14.30 - 18. Domenica 24 febbraio - ore 10.00 - 13.00 / 14.30 - 18. Venerdì 1 marzo - ore 13.00 - 17. Sabato 2 marzo - ore 10.00 - 13.00 / 14.30 - 18
Vernissage
15 Febbraio 2013, ore 16
Autore



