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Silvio Formichetti – Emozioni informali
Galleria Canovaccio presenta mostra personale di Silvio Formichetti “EMOZIONI INFORMALI”
Comunicato stampa
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Silvio Formichetti nasce nel 1969 a Pratola Peligna, L’aquila, si avvicina alla pittura da autodidatta cercando di riprodurre in maniera descrittiva i nudi femminili e paesaggi che l’Abruzzo ogni giorno presenta ai suoi occhi. Nei primi anni novanta la rottura con la figurazione è graduale ma lo porta ad un punto di non ritorno che viene influenzato dai maestri dell’ Action Painting d’ oltreoceano e dai personaggi che in quelli anni interpretano in Italia l’informale quali Dova, Afro, Vedova. Ne nasce un astrattismo segnico e gestuale, spesso legato ad un’ oggettiva sacralità, che ancora oggi dimostra una dirompente necessità di attaccare frontalmente la tela bianca come si fa con un nemico. A mani nude, con le spatole o girando il pennello Formichetti addomestica colori il bianco ed il nero, fino a quando tutto diventa espressione della sua anima, sentimento, semplicemente arte.
Dopo questa mutazione naturale le mostre si susseguono portandolo in giro per l’ Italia in personali dall’ assoluto valore come “infinite confessioni” tenutasi a Palazzo Venezia di Roma a cura di Luca Tommasi, “Labirinti dell’ anima” a Palazzo Guicciardini di Milano a cura di Giovanni Faccenda ed ancora al Chiostro del Bramante di Roma con “Dialogo con L’infinito” curata da Giovanni Faccenda.
Le Collettive inoltre lo mettono a confronto con i maestri che maggiormente hanno influenzato l’ arte del secolo scorso come nella mostra “Mario Schifano, Silvio Formichetti: “Il Buio. Confine del colore” al Museo Civico di Pescara a cura di Luca Beatrice. Tutto questo è il preludio al suo riconoscimento più grande avvenuto nel duemila undici con la segnalazione di Dario Fò per la mostra collettiva curata da Vittorio Sgarbi dal titolo “L’ Arte è Cosa Nostra” al Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia.
Scrive di lui Luca Beatrice: “Formichetti è un giovane contemporaneo immolato alla pittura. Instaura un rapporto strettamente personale con il quadro, con la materia pittorica e con i supporti – tele e carte- con il gesto e il tempo di esecuzione, con il colore e l’ odore sprigionato dai pigmenti e i solventi utilizzati. Abita il proprio laboratorio creativo in un rapporto quasi morboso con lo spazio e gli oggetti ugualmente importanti nel concorso al lavoro. Tutto è lì, in quei lenzuoli di tela bianca, pronti ad essere riassorbiti nell’ astrazione di immagini che sono spaccati di spiritualità informe”.
Dopo questa mutazione naturale le mostre si susseguono portandolo in giro per l’ Italia in personali dall’ assoluto valore come “infinite confessioni” tenutasi a Palazzo Venezia di Roma a cura di Luca Tommasi, “Labirinti dell’ anima” a Palazzo Guicciardini di Milano a cura di Giovanni Faccenda ed ancora al Chiostro del Bramante di Roma con “Dialogo con L’infinito” curata da Giovanni Faccenda.
Le Collettive inoltre lo mettono a confronto con i maestri che maggiormente hanno influenzato l’ arte del secolo scorso come nella mostra “Mario Schifano, Silvio Formichetti: “Il Buio. Confine del colore” al Museo Civico di Pescara a cura di Luca Beatrice. Tutto questo è il preludio al suo riconoscimento più grande avvenuto nel duemila undici con la segnalazione di Dario Fò per la mostra collettiva curata da Vittorio Sgarbi dal titolo “L’ Arte è Cosa Nostra” al Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia.
Scrive di lui Luca Beatrice: “Formichetti è un giovane contemporaneo immolato alla pittura. Instaura un rapporto strettamente personale con il quadro, con la materia pittorica e con i supporti – tele e carte- con il gesto e il tempo di esecuzione, con il colore e l’ odore sprigionato dai pigmenti e i solventi utilizzati. Abita il proprio laboratorio creativo in un rapporto quasi morboso con lo spazio e gli oggetti ugualmente importanti nel concorso al lavoro. Tutto è lì, in quei lenzuoli di tela bianca, pronti ad essere riassorbiti nell’ astrazione di immagini che sono spaccati di spiritualità informe”.
09
febbraio 2013
Silvio Formichetti – Emozioni informali
Dal 09 febbraio al 03 marzo 2013
arte contemporanea
Location
GALLERIA GC2 CONTEMPORARY
Terni, Vico San Lorenzo, 5, (Terni)
Terni, Vico San Lorenzo, 5, (Terni)
Orario di apertura
Martedì al Sabato dalle 9-13 e 16.30-20, Domenica 16.30-20
Vernissage
9 Febbraio 2013, h 18
Autore
Curatore




