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A PARTIRE DA FORMA 1
Nella nuova prestigiosa sede di Via Margutta 8 a Roma, un viaggio attraverso la ricerca astratta di sei degli artisti firmatari del manifesto Forma 1 (anche con alcuni importanti inediti), con l’omaggio di una mini-antologica a Giulio Turcato, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita.
Comunicato stampa
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Nel manifesto datato “marzo 1947” e pubblicato sul primo ed unico numero della rivista "Forma 1", i giovani artisti Accardi, Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli, Sanfilippo, Turcato gettarono le basi della poetica comune che li accompagnò fino al 1950-51.
Nel manifesto, il gruppo Forma 1 sostiene che l'arte è basata su un'armonia di forme pure, e rifiuta ogni nesso di continuità con la pittura figurativa italiana degli ultimi venti anni, dichiarandosi astrattista e formalista: “La forma è mezzo e fine, il quadro deve poter servire anche come complemento decorativo di una parete nuda...”.
Forma 1 - che anticipò di poco il fenomeno milanese del MAC (Movimento Arte Concreta) promosso da critici e pittori maturi e attivi già nell'anteguerra - fu definito da Cesare Vivaldi “Un atto di coraggio e una presa di coscienza”, e nacque dall'esigenza di creare un'arte attuale che inserisse l'arte italiana nel filone della grande corrente europea.
Inizialmente le influenze comuni (Cézanne e Matisse, Picasso e Braque, Mondrian e Kandisnkij, il Futurismo, le avanguardie russe e il Bauhaus...) dettero ai lavori dei singoli membri del gruppo Forma 1 una fisionomia molto simile, ma successivamente le varie personalità ebbero uno sviluppo assai diversificato.
Sono appunto questi diversi percorsi e sviluppi dell'astrattismo nei vari artisti firmatari del manifesto Forma 1 che questa mostra (a cura di Silvia Pegoraro) intende indagare - conformemente al consolidato interesse della Galleria Marchetti per le ricerche astrattiste - tralasciando Ugo Attardi e Mino Guerrini, passati assai presto, l'uno all'arte figurativa, l'altro al cinema, alla regia e alla sceneggiatura.
In mostra anche alcuni interessanti inediti, come una tempera su carta intelata di Carla Accardi del 1958, un “reticolo” di Dorazio del 1959 (Coltura in bleu) una scultura in bronzo di Consagra del 1961 (Miraggio).
Particolare attenzione verrà riservata a Giulio Turcato - di cui cade quest'anno il centenario della nascita – al quale sarà dedicata una sala personale che costituirà un piccolo Omaggio all'artista, presentandone una mini-antologica con 12 opere di grande valore storico e artistico (con la collaborazione dell’Archivio Turcato di Roma). Anche di Turcato verranno esposti alcuni interessanti inediti, come una matissiana Figura di donna del 1947 e una importante Composizione del 1953.
La mostra si avvarrà anche della collaborazione dell’Archivio Accardi di Roma, dell’Archivio Consagra di Milano e dell’Archivio Sanfilippo di Roma.
In catalogo, oltre a testi della curatrice, una piccola antologia di articoli di Lorenza Trucchi su Giulio Turcato, usciti tra il 1969 e il 1995 su varie testate , scelti tra i materiali donati dalla grande critica e cronista d’arte all’Archivio Biblioteca della Quadriennale di Roma, di cui Lorenza Trucchi è stata Presidente dal 1995 al 2001.
Nel manifesto, il gruppo Forma 1 sostiene che l'arte è basata su un'armonia di forme pure, e rifiuta ogni nesso di continuità con la pittura figurativa italiana degli ultimi venti anni, dichiarandosi astrattista e formalista: “La forma è mezzo e fine, il quadro deve poter servire anche come complemento decorativo di una parete nuda...”.
Forma 1 - che anticipò di poco il fenomeno milanese del MAC (Movimento Arte Concreta) promosso da critici e pittori maturi e attivi già nell'anteguerra - fu definito da Cesare Vivaldi “Un atto di coraggio e una presa di coscienza”, e nacque dall'esigenza di creare un'arte attuale che inserisse l'arte italiana nel filone della grande corrente europea.
Inizialmente le influenze comuni (Cézanne e Matisse, Picasso e Braque, Mondrian e Kandisnkij, il Futurismo, le avanguardie russe e il Bauhaus...) dettero ai lavori dei singoli membri del gruppo Forma 1 una fisionomia molto simile, ma successivamente le varie personalità ebbero uno sviluppo assai diversificato.
Sono appunto questi diversi percorsi e sviluppi dell'astrattismo nei vari artisti firmatari del manifesto Forma 1 che questa mostra (a cura di Silvia Pegoraro) intende indagare - conformemente al consolidato interesse della Galleria Marchetti per le ricerche astrattiste - tralasciando Ugo Attardi e Mino Guerrini, passati assai presto, l'uno all'arte figurativa, l'altro al cinema, alla regia e alla sceneggiatura.
In mostra anche alcuni interessanti inediti, come una tempera su carta intelata di Carla Accardi del 1958, un “reticolo” di Dorazio del 1959 (Coltura in bleu) una scultura in bronzo di Consagra del 1961 (Miraggio).
Particolare attenzione verrà riservata a Giulio Turcato - di cui cade quest'anno il centenario della nascita – al quale sarà dedicata una sala personale che costituirà un piccolo Omaggio all'artista, presentandone una mini-antologica con 12 opere di grande valore storico e artistico (con la collaborazione dell’Archivio Turcato di Roma). Anche di Turcato verranno esposti alcuni interessanti inediti, come una matissiana Figura di donna del 1947 e una importante Composizione del 1953.
La mostra si avvarrà anche della collaborazione dell’Archivio Accardi di Roma, dell’Archivio Consagra di Milano e dell’Archivio Sanfilippo di Roma.
In catalogo, oltre a testi della curatrice, una piccola antologia di articoli di Lorenza Trucchi su Giulio Turcato, usciti tra il 1969 e il 1995 su varie testate , scelti tra i materiali donati dalla grande critica e cronista d’arte all’Archivio Biblioteca della Quadriennale di Roma, di cui Lorenza Trucchi è stata Presidente dal 1995 al 2001.
18
ottobre 2012
A PARTIRE DA FORMA 1
Dal 18 ottobre al primo dicembre 2012
arte contemporanea
Location
GALLERIA MARCHETTI
Roma, Via Margutta, 8, (Roma)
Roma, Via Margutta, 8, (Roma)
Orario di apertura
dal martedì al sabato 10.30-13.00; 16.30-19.30; lunedì 16.30-19.30
Vernissage
18 Ottobre 2012, ore 18.30
Autore
Curatore




