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Inutilitart
Promosso da Cooperativa Mondovisione e con la collaborazione del Comune di Desio nell’ambito del progetto “La Bimestrale dell’Inutile”, finanziato da Fondazione Cariplo.
Il progetto promuove le produzioni artistiche e la creatività nel territorio della Brianza, utilizzando il tema dell’inutile come spunto innovativo per riflettere sulla quotidianità e sul ruolo dell’arte in genere. La Bimestrale dell’inutile è anche una rivista on-line
Comunicato stampa
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INUTILITàRT due giorni di concerti, video, performances, teatro...inutile.
Promosso da Cooperativa Mondovisione e con la collaborazione del Comune di Desio nell’ambito del progetto "La Bimestrale dell'Inutile", finanziato da Fondazione Cariplo.
Il progetto promuove le produzioni artistiche e la creatività nel territorio della Brianza, utilizzando il tema dell’inutile come spunto innovativo per riflettere sulla quotidianità e sul ruolo dell’arte in genere. La Bimestrale dell’inutile è anche una rivista on-line.
www.labimestraledellinutile.com infoline: info@labimestraledellinutile.com Mobile: 347 2446400
presso Villa Tittoni, Desio (MB) SABATO 6 OTTOBRE ORE 17 AY! (jazz-speed - calypso) www.aytheband.bandcamp.com funk, punk-jazz e noise, costantemente punteggiati da un latin illegittimo, poliritmi africani esasperati, frammenti improvvisativi.
Ay! e' un trio che giustappone elementi di differenti culture 'latine', usando l'approccio generalistico del Rock. Nato dalla sinergia di elementi di spicco della scena jazz e di avanguardia romana, di cui due di base nella capitale e uno in trasferta a Bruxelles, AY! prende spunto dagli stili e dalle esperienze musicali maturate in gruppi attivi nei circuiti dell’underground europeo, in particolare Squartet per Marcucci e Di Gasbarro, e Heinz Karlhausen & the Diatonics per Martini. Nel calderone musicale del gruppo trovano spazio funk, punk-jazz e noise, costantemente punteggiati da un latin illegittimo, poliritmi africani esasperati, frammenti improvvisativi. Composto ed arrangiato necessariamente a più riprese vista la distanza che separa i tre musicisti, Sanba è l’opera prima del gruppo, il risultato di frenetiche sessioni di prove chiusi in garage tra aprile e novembre 2011 e arricchito poi in studio da collaborazioni con illustri musicisti esterni. Già dal titolo é esplicita l’eterodossia del progetto e l’intenzione di discostarsi da una riproduzione fedele del folklore sudamericano. La distanza con le culture musicali latino-americane e africane è anzi accentuata, le deviazioni da un’interpretazione “corretta” evidenziate per dare vita ad un ibrido in cui il gioco dei rimandi e l’autoironia sono forti. D’altronde quello che é in apparenza un semplice errore ortografico suggerisce anche il nomignolo di un quartiere di Roma, città di origine dei tre componenti del gruppo. Anche se non vi piace ballare, in qualche modo dovrete muovere le chiappe. Prodotto dall' etichetta romana Megasound, registrato e missato al Locomotore di Roma, 'Sanba' verra' presentato a Settembre nel primo tour europeo della band, in lavorazione.
ORE 18 POSTARDS (dance & video) Quattro spazi, quattro diverse suggestioni che muovono il corpo , quattro Cartoline spedite idealmente nel futuro verso un destinatario imprecisato per contribuire a tramandare la memoria di un luogo del passato, che prima o poi scomparirà.
"POSTCARDS", video di Alessandro Mottadelli ed Elena
Pellegatta
Performance di Elena Pellegatta
POSTCARDS
Autori: Elena Pellegatta e Alessandro Mottadelli
Coreografia e Danza: Elena Pellegatta
Fotografia: Alessandro Mottadelli
Editing: Alessandro Mottadelli e Elena Pellegatta
Musiche: ODRZ
Durata 7’30’’ ;anno prod. 2010
“ Quattro spazi, quattro diverse suggestioni che muovono il corpo , quattro
Cartoline spedite idealmente nel futuro verso un destinatario imprecisato per contribuire a tramandare la memoria di un luogo del passato, che prima o poi scomparirà.”
Il Video sviluppa un lavoro sulla Memoria legata ad un luogo in cui il Corpo è presente ovunque in
quanto “luogo di cura”: un Sanatorio di inizio secolo, trasformato dal tempo e nel tempo.
Ormai abbandonato, decaduto, crollato, “squarciato”, nel percorrerlo si incontrano “segni” da leggere e decifrare, dai quali farsi suggestionare, lasciando affiorare immagini, sensazioni, suoni, che il Corpo filtra e reinterpreta attraverso il movimento. Questi segni sono le tracce di corpi e vite che da li sono passati ma che non esistono più, e disegnano una "Mappa della Memoria” che è Presenza di un’Assenza.
Una Memoria non lineare, ma piuttosto costituita da frammenti, ricordi sfuocati alternati a immagini nitide, che il movimento traduce in atti corporei discontinui.
Il Sanatorio ha attraversato diverse fasi e funzioni: Luogo di cura, Colonia Estiva e, dopo l’abbandono, un Non-Luogo fruibile e “violabile” da chiunque. E’ proprio in quest’ultima fase che si inserisce il nostro progetto.
Il lavoro di ricerca è stato bi-direzionale: da una parte il Corpo si è lasciato muovere dalle suggestioni date dai “segni” e dagli “oggetti” incontrati lungo il percorso e le ha tradotte in gesti e danza, attraverso un processo inizialmente di tipo improvvisativo, elaborato poi in struttura coreografica; dall’altra, il Corpo stesso agiva in quel luogo reinterpretandolo e ridefinendolo attraverso il movimento e,in alcuni casi, lasciando anche il segno fisico del suo passaggio.
Il Video è stato realizzato con il solo ausilio di una macchina fotografica reflex digitale, effettuando scatti in sequenza, in seguito montati in forma di video. Questo metodo è stato scelto in quanto funzionale all’idea di “frammentazione della Memoria” sviluppata nel progetto, intesa, cioè come un processo non necessariamente continuo, ma come qualcosa che cambia forma nel tempo, nei luoghi e in base all’esperienza: la nostra mente aggiunge, toglie, modifica dettagli o interi spazi di
ricordo; allo stesso modo le sequenze delineano il movimento in maniera più o meno continua-discontinua proprio come frammenti che si ricompongono seguendo più un percorso emotivo che razionale.
In alcune sequenze la sfuocatura e la successiva messa a fuoco sottolineano il tentativo che a volte la mente compie di “mettere a fuoco” un ricordo o una sensazione.
Alessandro Mottadelli
Fotografo, si interessa di arti visive da diversi anni.
I suoi progetti spaziano da reportage di viaggio, a ritratti, a collaborazioni con danzatori e performer.
Nei suoi lavori l’interesse è focalizzato sulla dimensione interiore che lo porta a ritrarre i suoi soggetti astraendoli dallo spazio fisico per calarli in una dimensione atemporale ed emotiva.
Pubblica on line su http://www.flickr.com/photos/sa_tristiano/ e http://vimeo.com/amottadelli/postcards
Elena Pellegatta
Danzatrice, coreografa, insegnante, si forma presso il C.I.M.D. di Milano e consegue poi a Parigi l’E.A.T(Attestato di Tecnica Contemporanea del Ministero della Cultura Francese).
Approfondisce negli anni lo studio di composizione, improvvisazione, teatro-danza, tecnica release, floorwork, contact e partnering.
E’ co-fondatrice della Compagnia di Danza Contemporanea “Sosta Vietata” , con la quale ha realizzato progetti di scambio internazionale tra giovani artisti e danza nella compagnia “Opificio Trame” di Federicapaola Capecchi. Ha già realizzato progetti fotografici e di video-danza.
E’ da sempre interessata alla sperimentazione e alla commistione di diversi generi artistici e al rapporto con i “Luoghi”, ai quali si relaziona cercando di cogliere tracce, passaggi umani, storie, lasciandosi suggestionare e stimolare dallo spazio architettonico, che vive come ambientazione del proprio percorso di ricerca.
In Postcards emerge il tentativo di esplorare il confine tra realtà e immaginazione, tra sogno e ricordo, tra spazio fisico e spazio interiore.
ORE 18.30
LEGGI SENSIBILI (installazione - performance)
a cura di Antonello Cassinotti (Ass. Culturale delle Ali )
http://www.delleali.it/portfolio/installazioni-e-performances/leggii-sensibili/ una mostra, un’installazione, una esposizione … una performance. Quell’oggetto così … utile,madi solito rilegato ad un ruolo secondario,funzionale,ci sembra vada riscattato, esige visibilità e merito. il leggio stesso diventerà o si mescolerà al testo, la musica, la poesia. Durante la performance o visita guidata all’installazione, interpretando alcuni leggii, l’artista
ripropone il canto armonico, il kargiraa, il xoomij, i sovracuti e altri timbri e tecniche come veicoli possibili per liberare la voce dalle convenzioni in cui siamo stati abituati.
ORE 19.30 VerdeGiac
"Needless - TV - Crashing"
Azione audiovisiva di riciclaggio TV
di e con Giacomo Verde
La televisione è un oggetto intoccabile. Spesso rimane immobile nelle case, di fronte alle sedie e
ai divani, lasciando immobili tutti i telespettatori, illudendoli di fare esperienze che in realtà non
avvengono. L’unica esperienza reale è quella della passività.
La Vista è uno dei sensi più facilmente ingannabile. Quando non si riesce a capire “di cosa si
tratta” bisogna metterci mano, e allora il potere dell’illusione diminuisce fino anche a sparire. In un
momento dominato sempre più dall’intoccabile immaterialità delle immagini si rende necessario
fare esperienze tattili e esperienze di dialogo tra il vedere e il toccare, tra il dire e il fare.
Rompere televisori per riciclarne i pezzi in piccole opere creative, che potranno essere
continuamente ri-toccate, è probabilmente inutile (troppo complesso è per fortuna il mondo) ma
semplicemente un gesto in più a disposizione per fare una esperienza sdrammatizzante e tattile
(e chi non ha mai sognato di rompere un vecchio e inutile TV?).
L'azione consiste nel fare rompere al pubblico (sia infantile che adulto) 1 o più TV-color (non
funzionanti) per riciclarne i pezzi realizzando opere di "scultura con gesso". Il tutto ripreso e
ritrasmesso su un grande schermo. Una colonna sonora di musica elettronica fa da sfondo
sonoro.
Per tutta la durata della performance, di fronte ad una grande videoproiezione, Giacomo Verde
spiega i “misteri della TV” e guida gli spettatori nella rottura dei Televisori.
Fase 1: si rompono i televisori
Fase 2: si riordinano i pezzi
Fase 3: si impasta il gesso per realizzare le sculture con i pezzi di televisore.
Fase 4: si fanno le sculture,
Fase 5: performance live-video set con i frammenti dei televisori DOMENICA 7 OTTOBRE ORE 16.00 INTIMACY (danza contemporanea) di e con Marcella Fanzaga Marcella Fanzaga è danzatrice di grande esperienza nel saper cogliere l'energia, la verità dei luoghi e modellare la sua danza intorno al cuore pulsante di un teatro, una strada o un cortile lasciando che il luogo parli attraverso i suoi gesti. La danza di Marcella Fanzaga restituisce al pubblico la bellezza e il silenzio che nascono da un contatto profondo con i suoni e con la musica del qui e ora. Intimacy è ricerca e indagine sull'intimità, la storia personale e la presenza la performance avrà luogo nel dialogo con il pubblico che avrà la possibilità di entrare in
relazione con la danzatrice attraverso la creazione dell'ambiente sonoro ORE 17.00 LEGGII SENSIBILI (installazione - performance) a cura di Ass. Culturale delle Ali http://www.delleali.it/portfolio/installazioni-e-performances/leggii-sensibili/
dedicato ad Antonio Catalano
Non sanno più fare altro che parlare, in teatro, hanno dimenticato di avere un corpo; e allo stesso modo hanno dimenticato come far funzionare la propria gola. Ridotte a gole anormali, neppure un organo, un’astrazione mostruosa che parla. Perché gli attori non sanno fare altro che parlare.
(A. Artaud – Il teatro e il suo doppio p.249)
una mostra, un’installazione, una esposizione … una performance quell’oggetto così …
utile, ma di solito rilegato ad un ruolo secondario, funzionale, ci sembra vada riscattato, esige visibilità e merito il leggio stesso diventerà o si mescolerà al testo, la musica, la poesia … da interpretare deve nascere una sorta di sovrapposizione tra il contenuto e il contenitore, tra il significato e il significante, tra il dire e il fare Il sapore è … molto ironico … leggero … crudele … poetico ..?
Durante la performance o visita guidata all’installazione, interpretando alcuni leggii, ripropongo il canto armonico, il kargiraa, il xoomij, i sovracuti e altri timbri e tecniche come veicoli possibili per liberare la voce dalle convenzioni in cui siamo stati abituati, per liberare la vocalità da regole compositive lessicali e metriche e dirigerla verso dimensioni glossolaliche tanto espressive in Artaud. segue…
Seguendo le orme di alcuni grandi maestri (Demetrio Stratos, Roy Hart, Sainkho Namtchylak, Phil Minton, Jaap Blonk, Luigi Pasotelli…) sto tentando di ripercorrere la loro strada, d’altronde credo che sia valido il detto: CHI (RI)CERCA (RI)TROVA.
ORE 18.00 ANTONIO CATALANO (teatro)
da tempo Catalano, (nato a Potenza nel 1950), dopo anni di presenza nel teatro italiano (una presenza singolare e fuori dagli schemi), teorizza e pratica l'abbandono di ogni idea di spettacolo perseguendo invece la ricerca di incontri artistici con “spett-attori” di ogni età. Le sue performances vivono della labilità e dell'indeterminatezza di cui sono costituiti gli incontri occasionali e tendono a provocare in chi vi partecipa esperienze piene di emozione, di poesia, di meraviglia.
ORE 19.00 TRIX (concerto jazz avanguardie) www.ivanotorre.ch
Ivano Torre (batteria), Marco Von Orelli (tromba) e Giancarlo Nicolai (laudnes), due pilastri dell'avanguardia europea
INSTALLAZIONI:
Luca Ferri
ECCE UBU (installazione video)
http://www.youtube.com/watch?v=CHllk-0a7RA
INSTALLAZIONE:
---------------------------------------------------------------------------------------------
Nu De Dos Arte
Erdos#1 sound installation
Oggetto della sound-installation è la psicosi del matematico Paul Erdős (1913-1996). Distribuita su due canali audio, rappresenta lo sforzo continuo, vano e ossessivo, di codificazione della realtà in numeri.
Eterodosso, schizoide, ostinatamente polimorfico, il primo canale, collocato a sinistra – la sfera d’azione dell’emisfero destro del cervello - traduce il farsi della realtà nelle tre dimensioni corpo – mente - rapporto con l’altro. Frana la forma, il sussurrio del padre irrompe nella confessione della madre, il funambolismo giocoso del figlio.
Anamorfico, monodico, il secondo canale, collocato a destra – la sfera d’azione dell’emisfero sinistro del cervello - sostanzia la realtà nella forma asfittica della logica. La violenta, la spersonalizza. I canali si confondono. La sensazione indotta, fisica, di spaesamento, fa esperire lo sconfinamento della logica nella realtà, e viceversa.
Nel mezzo, il soggetto. Il conflitto tra la realtà detta e la forma impressa trasfigura l’identità. Ne restano le tracce, formule apotropaiche per scongiurarne l’assenza.
Paul Erdős nasce nel 1913 a Budapest. Bambino prodigio, dimostra un interesse precoce per la matematica, cui si dedica ossessivamente per tutta la vita, elaborando e risolvendo problemi legati alla teoria dei grafi, combinatoria, teoria dei numeri, analisi, teoria dell'approssimazione, teoria degli insiemi e probabilità. Non ha avuto, al di fuori della matematica, interessi specifici, una relazione né una casa, preferendo vagare di casa in casa, per lavoro, presso i colleghi matematici, con due sole valige e la fatidica domanda: «la tua mente è aperta?». Celebre, nell’ambiente, è rimasto il linguaggio elaborato da Erdős per designare la realtà. Muore a Varsavia nel 1996 per un attacco cardiaco.
http://www.nudedosarte.org
Promosso da Cooperativa Mondovisione e con la collaborazione del Comune di Desio nell’ambito del progetto "La Bimestrale dell'Inutile", finanziato da Fondazione Cariplo.
Il progetto promuove le produzioni artistiche e la creatività nel territorio della Brianza, utilizzando il tema dell’inutile come spunto innovativo per riflettere sulla quotidianità e sul ruolo dell’arte in genere. La Bimestrale dell’inutile è anche una rivista on-line.
www.labimestraledellinutile.com infoline: info@labimestraledellinutile.com Mobile: 347 2446400
presso Villa Tittoni, Desio (MB) SABATO 6 OTTOBRE ORE 17 AY! (jazz-speed - calypso) www.aytheband.bandcamp.com funk, punk-jazz e noise, costantemente punteggiati da un latin illegittimo, poliritmi africani esasperati, frammenti improvvisativi.
Ay! e' un trio che giustappone elementi di differenti culture 'latine', usando l'approccio generalistico del Rock. Nato dalla sinergia di elementi di spicco della scena jazz e di avanguardia romana, di cui due di base nella capitale e uno in trasferta a Bruxelles, AY! prende spunto dagli stili e dalle esperienze musicali maturate in gruppi attivi nei circuiti dell’underground europeo, in particolare Squartet per Marcucci e Di Gasbarro, e Heinz Karlhausen & the Diatonics per Martini. Nel calderone musicale del gruppo trovano spazio funk, punk-jazz e noise, costantemente punteggiati da un latin illegittimo, poliritmi africani esasperati, frammenti improvvisativi. Composto ed arrangiato necessariamente a più riprese vista la distanza che separa i tre musicisti, Sanba è l’opera prima del gruppo, il risultato di frenetiche sessioni di prove chiusi in garage tra aprile e novembre 2011 e arricchito poi in studio da collaborazioni con illustri musicisti esterni. Già dal titolo é esplicita l’eterodossia del progetto e l’intenzione di discostarsi da una riproduzione fedele del folklore sudamericano. La distanza con le culture musicali latino-americane e africane è anzi accentuata, le deviazioni da un’interpretazione “corretta” evidenziate per dare vita ad un ibrido in cui il gioco dei rimandi e l’autoironia sono forti. D’altronde quello che é in apparenza un semplice errore ortografico suggerisce anche il nomignolo di un quartiere di Roma, città di origine dei tre componenti del gruppo. Anche se non vi piace ballare, in qualche modo dovrete muovere le chiappe. Prodotto dall' etichetta romana Megasound, registrato e missato al Locomotore di Roma, 'Sanba' verra' presentato a Settembre nel primo tour europeo della band, in lavorazione.
ORE 18 POSTARDS (dance & video) Quattro spazi, quattro diverse suggestioni che muovono il corpo , quattro Cartoline spedite idealmente nel futuro verso un destinatario imprecisato per contribuire a tramandare la memoria di un luogo del passato, che prima o poi scomparirà.
"POSTCARDS", video di Alessandro Mottadelli ed Elena
Pellegatta
Performance di Elena Pellegatta
POSTCARDS
Autori: Elena Pellegatta e Alessandro Mottadelli
Coreografia e Danza: Elena Pellegatta
Fotografia: Alessandro Mottadelli
Editing: Alessandro Mottadelli e Elena Pellegatta
Musiche: ODRZ
Durata 7’30’’ ;anno prod. 2010
“ Quattro spazi, quattro diverse suggestioni che muovono il corpo , quattro
Cartoline spedite idealmente nel futuro verso un destinatario imprecisato per contribuire a tramandare la memoria di un luogo del passato, che prima o poi scomparirà.”
Il Video sviluppa un lavoro sulla Memoria legata ad un luogo in cui il Corpo è presente ovunque in
quanto “luogo di cura”: un Sanatorio di inizio secolo, trasformato dal tempo e nel tempo.
Ormai abbandonato, decaduto, crollato, “squarciato”, nel percorrerlo si incontrano “segni” da leggere e decifrare, dai quali farsi suggestionare, lasciando affiorare immagini, sensazioni, suoni, che il Corpo filtra e reinterpreta attraverso il movimento. Questi segni sono le tracce di corpi e vite che da li sono passati ma che non esistono più, e disegnano una "Mappa della Memoria” che è Presenza di un’Assenza.
Una Memoria non lineare, ma piuttosto costituita da frammenti, ricordi sfuocati alternati a immagini nitide, che il movimento traduce in atti corporei discontinui.
Il Sanatorio ha attraversato diverse fasi e funzioni: Luogo di cura, Colonia Estiva e, dopo l’abbandono, un Non-Luogo fruibile e “violabile” da chiunque. E’ proprio in quest’ultima fase che si inserisce il nostro progetto.
Il lavoro di ricerca è stato bi-direzionale: da una parte il Corpo si è lasciato muovere dalle suggestioni date dai “segni” e dagli “oggetti” incontrati lungo il percorso e le ha tradotte in gesti e danza, attraverso un processo inizialmente di tipo improvvisativo, elaborato poi in struttura coreografica; dall’altra, il Corpo stesso agiva in quel luogo reinterpretandolo e ridefinendolo attraverso il movimento e,in alcuni casi, lasciando anche il segno fisico del suo passaggio.
Il Video è stato realizzato con il solo ausilio di una macchina fotografica reflex digitale, effettuando scatti in sequenza, in seguito montati in forma di video. Questo metodo è stato scelto in quanto funzionale all’idea di “frammentazione della Memoria” sviluppata nel progetto, intesa, cioè come un processo non necessariamente continuo, ma come qualcosa che cambia forma nel tempo, nei luoghi e in base all’esperienza: la nostra mente aggiunge, toglie, modifica dettagli o interi spazi di
ricordo; allo stesso modo le sequenze delineano il movimento in maniera più o meno continua-discontinua proprio come frammenti che si ricompongono seguendo più un percorso emotivo che razionale.
In alcune sequenze la sfuocatura e la successiva messa a fuoco sottolineano il tentativo che a volte la mente compie di “mettere a fuoco” un ricordo o una sensazione.
Alessandro Mottadelli
Fotografo, si interessa di arti visive da diversi anni.
I suoi progetti spaziano da reportage di viaggio, a ritratti, a collaborazioni con danzatori e performer.
Nei suoi lavori l’interesse è focalizzato sulla dimensione interiore che lo porta a ritrarre i suoi soggetti astraendoli dallo spazio fisico per calarli in una dimensione atemporale ed emotiva.
Pubblica on line su http://www.flickr.com/photos/sa_tristiano/ e http://vimeo.com/amottadelli/postcards
Elena Pellegatta
Danzatrice, coreografa, insegnante, si forma presso il C.I.M.D. di Milano e consegue poi a Parigi l’E.A.T(Attestato di Tecnica Contemporanea del Ministero della Cultura Francese).
Approfondisce negli anni lo studio di composizione, improvvisazione, teatro-danza, tecnica release, floorwork, contact e partnering.
E’ co-fondatrice della Compagnia di Danza Contemporanea “Sosta Vietata” , con la quale ha realizzato progetti di scambio internazionale tra giovani artisti e danza nella compagnia “Opificio Trame” di Federicapaola Capecchi. Ha già realizzato progetti fotografici e di video-danza.
E’ da sempre interessata alla sperimentazione e alla commistione di diversi generi artistici e al rapporto con i “Luoghi”, ai quali si relaziona cercando di cogliere tracce, passaggi umani, storie, lasciandosi suggestionare e stimolare dallo spazio architettonico, che vive come ambientazione del proprio percorso di ricerca.
In Postcards emerge il tentativo di esplorare il confine tra realtà e immaginazione, tra sogno e ricordo, tra spazio fisico e spazio interiore.
ORE 18.30
LEGGI SENSIBILI (installazione - performance)
a cura di Antonello Cassinotti (Ass. Culturale delle Ali )
http://www.delleali.it/portfolio/installazioni-e-performances/leggii-sensibili/ una mostra, un’installazione, una esposizione … una performance. Quell’oggetto così … utile,madi solito rilegato ad un ruolo secondario,funzionale,ci sembra vada riscattato, esige visibilità e merito. il leggio stesso diventerà o si mescolerà al testo, la musica, la poesia. Durante la performance o visita guidata all’installazione, interpretando alcuni leggii, l’artista
ripropone il canto armonico, il kargiraa, il xoomij, i sovracuti e altri timbri e tecniche come veicoli possibili per liberare la voce dalle convenzioni in cui siamo stati abituati.
ORE 19.30 VerdeGiac
"Needless - TV - Crashing"
Azione audiovisiva di riciclaggio TV
di e con Giacomo Verde
La televisione è un oggetto intoccabile. Spesso rimane immobile nelle case, di fronte alle sedie e
ai divani, lasciando immobili tutti i telespettatori, illudendoli di fare esperienze che in realtà non
avvengono. L’unica esperienza reale è quella della passività.
La Vista è uno dei sensi più facilmente ingannabile. Quando non si riesce a capire “di cosa si
tratta” bisogna metterci mano, e allora il potere dell’illusione diminuisce fino anche a sparire. In un
momento dominato sempre più dall’intoccabile immaterialità delle immagini si rende necessario
fare esperienze tattili e esperienze di dialogo tra il vedere e il toccare, tra il dire e il fare.
Rompere televisori per riciclarne i pezzi in piccole opere creative, che potranno essere
continuamente ri-toccate, è probabilmente inutile (troppo complesso è per fortuna il mondo) ma
semplicemente un gesto in più a disposizione per fare una esperienza sdrammatizzante e tattile
(e chi non ha mai sognato di rompere un vecchio e inutile TV?).
L'azione consiste nel fare rompere al pubblico (sia infantile che adulto) 1 o più TV-color (non
funzionanti) per riciclarne i pezzi realizzando opere di "scultura con gesso". Il tutto ripreso e
ritrasmesso su un grande schermo. Una colonna sonora di musica elettronica fa da sfondo
sonoro.
Per tutta la durata della performance, di fronte ad una grande videoproiezione, Giacomo Verde
spiega i “misteri della TV” e guida gli spettatori nella rottura dei Televisori.
Fase 1: si rompono i televisori
Fase 2: si riordinano i pezzi
Fase 3: si impasta il gesso per realizzare le sculture con i pezzi di televisore.
Fase 4: si fanno le sculture,
Fase 5: performance live-video set con i frammenti dei televisori DOMENICA 7 OTTOBRE ORE 16.00 INTIMACY (danza contemporanea) di e con Marcella Fanzaga Marcella Fanzaga è danzatrice di grande esperienza nel saper cogliere l'energia, la verità dei luoghi e modellare la sua danza intorno al cuore pulsante di un teatro, una strada o un cortile lasciando che il luogo parli attraverso i suoi gesti. La danza di Marcella Fanzaga restituisce al pubblico la bellezza e il silenzio che nascono da un contatto profondo con i suoni e con la musica del qui e ora. Intimacy è ricerca e indagine sull'intimità, la storia personale e la presenza la performance avrà luogo nel dialogo con il pubblico che avrà la possibilità di entrare in
relazione con la danzatrice attraverso la creazione dell'ambiente sonoro ORE 17.00 LEGGII SENSIBILI (installazione - performance) a cura di Ass. Culturale delle Ali http://www.delleali.it/portfolio/installazioni-e-performances/leggii-sensibili/
dedicato ad Antonio Catalano
Non sanno più fare altro che parlare, in teatro, hanno dimenticato di avere un corpo; e allo stesso modo hanno dimenticato come far funzionare la propria gola. Ridotte a gole anormali, neppure un organo, un’astrazione mostruosa che parla. Perché gli attori non sanno fare altro che parlare.
(A. Artaud – Il teatro e il suo doppio p.249)
una mostra, un’installazione, una esposizione … una performance quell’oggetto così …
utile, ma di solito rilegato ad un ruolo secondario, funzionale, ci sembra vada riscattato, esige visibilità e merito il leggio stesso diventerà o si mescolerà al testo, la musica, la poesia … da interpretare deve nascere una sorta di sovrapposizione tra il contenuto e il contenitore, tra il significato e il significante, tra il dire e il fare Il sapore è … molto ironico … leggero … crudele … poetico ..?
Durante la performance o visita guidata all’installazione, interpretando alcuni leggii, ripropongo il canto armonico, il kargiraa, il xoomij, i sovracuti e altri timbri e tecniche come veicoli possibili per liberare la voce dalle convenzioni in cui siamo stati abituati, per liberare la vocalità da regole compositive lessicali e metriche e dirigerla verso dimensioni glossolaliche tanto espressive in Artaud. segue…
Seguendo le orme di alcuni grandi maestri (Demetrio Stratos, Roy Hart, Sainkho Namtchylak, Phil Minton, Jaap Blonk, Luigi Pasotelli…) sto tentando di ripercorrere la loro strada, d’altronde credo che sia valido il detto: CHI (RI)CERCA (RI)TROVA.
ORE 18.00 ANTONIO CATALANO (teatro)
da tempo Catalano, (nato a Potenza nel 1950), dopo anni di presenza nel teatro italiano (una presenza singolare e fuori dagli schemi), teorizza e pratica l'abbandono di ogni idea di spettacolo perseguendo invece la ricerca di incontri artistici con “spett-attori” di ogni età. Le sue performances vivono della labilità e dell'indeterminatezza di cui sono costituiti gli incontri occasionali e tendono a provocare in chi vi partecipa esperienze piene di emozione, di poesia, di meraviglia.
ORE 19.00 TRIX (concerto jazz avanguardie) www.ivanotorre.ch
Ivano Torre (batteria), Marco Von Orelli (tromba) e Giancarlo Nicolai (laudnes), due pilastri dell'avanguardia europea
INSTALLAZIONI:
Luca Ferri
ECCE UBU (installazione video)
http://www.youtube.com/watch?v=CHllk-0a7RA
INSTALLAZIONE:
---------------------------------------------------------------------------------------------
Nu De Dos Arte
Erdos#1 sound installation
Oggetto della sound-installation è la psicosi del matematico Paul Erdős (1913-1996). Distribuita su due canali audio, rappresenta lo sforzo continuo, vano e ossessivo, di codificazione della realtà in numeri.
Eterodosso, schizoide, ostinatamente polimorfico, il primo canale, collocato a sinistra – la sfera d’azione dell’emisfero destro del cervello - traduce il farsi della realtà nelle tre dimensioni corpo – mente - rapporto con l’altro. Frana la forma, il sussurrio del padre irrompe nella confessione della madre, il funambolismo giocoso del figlio.
Anamorfico, monodico, il secondo canale, collocato a destra – la sfera d’azione dell’emisfero sinistro del cervello - sostanzia la realtà nella forma asfittica della logica. La violenta, la spersonalizza. I canali si confondono. La sensazione indotta, fisica, di spaesamento, fa esperire lo sconfinamento della logica nella realtà, e viceversa.
Nel mezzo, il soggetto. Il conflitto tra la realtà detta e la forma impressa trasfigura l’identità. Ne restano le tracce, formule apotropaiche per scongiurarne l’assenza.
Paul Erdős nasce nel 1913 a Budapest. Bambino prodigio, dimostra un interesse precoce per la matematica, cui si dedica ossessivamente per tutta la vita, elaborando e risolvendo problemi legati alla teoria dei grafi, combinatoria, teoria dei numeri, analisi, teoria dell'approssimazione, teoria degli insiemi e probabilità. Non ha avuto, al di fuori della matematica, interessi specifici, una relazione né una casa, preferendo vagare di casa in casa, per lavoro, presso i colleghi matematici, con due sole valige e la fatidica domanda: «la tua mente è aperta?». Celebre, nell’ambiente, è rimasto il linguaggio elaborato da Erdős per designare la realtà. Muore a Varsavia nel 1996 per un attacco cardiaco.
http://www.nudedosarte.org
06
ottobre 2012
Inutilitart
Dal 06 al 07 ottobre 2012
arte contemporanea
Location
VILLA TITTONI TRAVERSI
Desio, Via Giovanni Maria Lampugnani, (Milano)
Desio, Via Giovanni Maria Lampugnani, (Milano)
Vernissage
6 Ottobre 2012, h 17
Sito web
www.labimestraledellinutile.com



