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I PREDATORI DELL’ARTE E IL PATRIMONIO RITROVATO – Le storie del recupero
Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta, per la prima volta, alcuni materiali archeologici scelti tra i tremila reperti sequestrati nel 1995 dai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale al Porto Franco di Ginevra e restituiti allo Stato dopo una lunga battaglia legale, insieme ai documenti che hanno consentito di ricostruire i canali e i meccanismi del traffico illecito, dallo scavo clandestino in Italia all’esposizione nei musei stranieri.
Comunicato stampa
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Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta, per la prima volta, alcuni materiali archeologici scelti tra i tremila reperti sequestrati nel 1995 dai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale al Porto Franco di Ginevra e restituiti allo Stato dopo una lunga battaglia legale, insieme ai documenti che hanno consentito di ricostruire i canali e i meccanismi del traffico illecito, dallo scavo clandestino in Italia all'esposizione nei musei stranieri.
Con l'ausilio di immagini e documenti tratti dal sequestro, la mostra ripercorrerà il lungo e avventuroso viaggio compiuto dai capolavori recuperati, esaminando le rotte del traffico illecito che consentivano, subito dopo gli scavi clandestini, l'immediato trasferimento degli oggetti dall'Italia alla Svizzera, prima importante tappa del percorso. Verranno rivelati gli articolati sistemi di "ripulitura" dei materiali e come si costruivano le certificazioni di "legittima provenienza" per ogni oggetto illecitamente scavato, probabilmente destinato già in origine ad incrementare le raccolte dei più noti musei del mondo.
La mostra intende far conoscere al grande pubblico l'intenso lavoro compiuto in questi anni dalla Magistratura, affiancata dai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, dalla Guardia di Finanza e dagli archeologi della Soprintendenza, che ha consentito di ottenere risultati importantissimi, percepibili non solo attraverso l'elevatissimo numero di reperti recuperati, ma soprattutto nel significativo calo degli scavi clandestini nelle aree archeologiche di Cerveteri, Vulci, Tarquinia, un tempo oggetto di vere e proprie razzie.
Con l'ausilio di immagini e documenti tratti dal sequestro, la mostra ripercorrerà il lungo e avventuroso viaggio compiuto dai capolavori recuperati, esaminando le rotte del traffico illecito che consentivano, subito dopo gli scavi clandestini, l'immediato trasferimento degli oggetti dall'Italia alla Svizzera, prima importante tappa del percorso. Verranno rivelati gli articolati sistemi di "ripulitura" dei materiali e come si costruivano le certificazioni di "legittima provenienza" per ogni oggetto illecitamente scavato, probabilmente destinato già in origine ad incrementare le raccolte dei più noti musei del mondo.
La mostra intende far conoscere al grande pubblico l'intenso lavoro compiuto in questi anni dalla Magistratura, affiancata dai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, dalla Guardia di Finanza e dagli archeologi della Soprintendenza, che ha consentito di ottenere risultati importantissimi, percepibili non solo attraverso l'elevatissimo numero di reperti recuperati, ma soprattutto nel significativo calo degli scavi clandestini nelle aree archeologiche di Cerveteri, Vulci, Tarquinia, un tempo oggetto di vere e proprie razzie.
29
settembre 2012
I PREDATORI DELL’ARTE E IL PATRIMONIO RITROVATO – Le storie del recupero
Dal 29 settembre al 15 dicembre 2012
archeologia
arte antica
arte antica
Location
MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA – VILLA PONIATOWSKI
Roma, Piazzale Di Villa Giulia, 9, (Roma)
Roma, Piazzale Di Villa Giulia, 9, (Roma)
Orario di apertura
dal martedì alla domenica 8.30-19.30
Vernissage
29 Settembre 2012, h 17.30



