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Agenore Fabbri – Il dramma e la speranza
Violenza e lotta di sopravvivenza, lotta e scontro caratterizzeranno per diverso tempo la sua produzione. Ma, verso la fine della vita, Fabbri ritorna a sperare, con opere in cui pare attenuarsi la tensione drammatica in favore di un’evocazione poetica più marcata.
Comunicato stampa
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Agenore Fabbri (Pistoia, 1911 – Savona, 1998) è uno degli scultori più importanti del ‘900 italiano. Dopo aver frequentato gli studi artistici a Pistoia e a Firenze, nel 1930 inizia la sua attività artistica, con la modellazione e dopo pochi anni assume il ruolo di operaio modellista di ceramiche in Albisola, luogo che diventerà noto a livello internazionale per questa forma d’arte. Ad Albisola lavorerà per quasi vent’anni. Dalla metà degli anni ’30 inizia a esporre in importanti mostre in Italia e all’estero (New York e Filadelfia).
Dal 1962 si trasferisce a Milano. La sua ricerca è narrativa, con accenti espressionisti molto drammatici, ma anche con un ricordo della tradizione popolare toscana. La sua scultura è spessa lacerata, strappata, martoriata, con inserimenti cromatici che accentuano una tragicità esistenziale ancor più evidente negli anni del dopoguerra. Violenza e lotta di sopravvivenza, lotta e scontro caratterizzeranno per diverso tempo la sua produzione. Ma, verso la fine della vita, Fabbri ritorna a sperare, con opere in cui pare attenuarsi la tensione drammatica in favore di un’evocazione poetica più marcata.
Tra i suoi lavori più famosi ricordiamo: il monumento alla resistenza in Piazza Martiri della Libertà a Savona e il bassorilievo in ceramica “Battaglia” custodito presso il Museo “Manlio Trucco” di Albisola Superiore.
La rassegna presenta un breve excursus antologico con sculture e dipinti dalla fine degli anni ’60 sino agli ultimi lavori degli anni ’90.
Catalogo in galleria con testo critico di Flaminio Gualdoni e un’intervista di Susanne Capolongo, Cortina Arte Edizioni
Dal 1962 si trasferisce a Milano. La sua ricerca è narrativa, con accenti espressionisti molto drammatici, ma anche con un ricordo della tradizione popolare toscana. La sua scultura è spessa lacerata, strappata, martoriata, con inserimenti cromatici che accentuano una tragicità esistenziale ancor più evidente negli anni del dopoguerra. Violenza e lotta di sopravvivenza, lotta e scontro caratterizzeranno per diverso tempo la sua produzione. Ma, verso la fine della vita, Fabbri ritorna a sperare, con opere in cui pare attenuarsi la tensione drammatica in favore di un’evocazione poetica più marcata.
Tra i suoi lavori più famosi ricordiamo: il monumento alla resistenza in Piazza Martiri della Libertà a Savona e il bassorilievo in ceramica “Battaglia” custodito presso il Museo “Manlio Trucco” di Albisola Superiore.
La rassegna presenta un breve excursus antologico con sculture e dipinti dalla fine degli anni ’60 sino agli ultimi lavori degli anni ’90.
Catalogo in galleria con testo critico di Flaminio Gualdoni e un’intervista di Susanne Capolongo, Cortina Arte Edizioni
02
ottobre 2012
Agenore Fabbri – Il dramma e la speranza
Dal 02 ottobre al 03 novembre 2012
arte contemporanea
Location
ASSOCIAZIONE CULTURALE RENZO CORTINA
Milano, Via Mac Mahon, 14, (Milano)
Milano, Via Mac Mahon, 14, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 10-12.30 e 16.30-19.30, chiuso lunedì mattina e domenica
Vernissage
2 Ottobre 2012, ore 18.30
Autore
Curatore


