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Marco KayOne Mantovani – Heavy Metal
La scelta del Grattacielo Pirelli sede del Consiglio della Regione Lombardia per la nuova mostra personale di
KayOne non è casuale. Uno spazio contemporaneo e istituzionale, un simbolo importante per la città di Milano, che
grazie alla sua struttura avveniristica è l’ideale per proporre nuove avanguardie contemporanee e celebrare i maestri
di oggi. KayOne, al secolo Marco Mantovani, inizia la sua carriera di graffitista nel 1988 ma viene scoperto dal grande
pubblico grazie all’ottima critica ricevuta nel 2007 al PAC di Milano durante la mostra Street Art Sweet Art…
Comunicato stampa
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La scelta del Grattacielo Pirelli sede del Consiglio della Regione Lombardia per la nuova mostra personale di
KayOne non è casuale. Uno spazio contemporaneo e istituzionale, un simbolo importante per la città di Milano, che
grazie alla sua struttura avveniristica è l’ideale per proporre nuove avanguardie contemporanee e celebrare i maestri
di oggi. KayOne, al secolo Marco Mantovani, inizia la sua carriera di graffitista nel 1988 ma viene scoperto dal grande
pubblico grazie all’ottima critica ricevuta nel 2007 al PAC di Milano durante la mostra Street Art Sweet Art. Inizia
così la sua seconda vita artistica da post-graffitista e nel 2009 alla Triennale Bovisa di Milano presenta la sua prima
mostra personale Caratteri Mobili a cura di Marco Meneguzzo realizzando un grande successo di pubblico. Nel 2010
il Museo Visconteo di Pavia ospita la sua seconda mostra personale Writing the City a cura di Giovanni Faccenda,
dando continuità a quel percorso artistico composto da mostre istituzionali intrapreso da KayOne. Il sogno di ogni
artista si concretizza nel 2011 quando viene selezionato da Vittorio Sgarbi per la 54ª Biennale di Venezia. La tipicità
di KayOne risiede nella potenza del colore, realizzata con la prepotente gestualità della pennellata, vere esplosioni di
cromie simili a scosse di energia provenienti dallo spazio, opere polimateriche realizzate con i colori acrilici extrafini
Liquitex, con toni armoniosi e dal perfetto equilibrio. Una ricerca formale, per mettersi in gioco nel mondo dell’arte
più tradizionale, facendo come punto di forza la propria originalità artistica proveniente da un ambito come quello
del Graffiti Writing che, ha saputo scompaginare i giochi e innovare i codici ormai acquisiti del sistema ufficiale
dell’arte. Heavy Metal è il metallo delle carrozze dei treni, sulle quali si posarono negli anni ’80 i colori delle prime
bombolette spray per dare vita a Graffiti che non restavano fermi su un muro, ma viaggiavano sui binari per essere
esposti, di volta in volta, in una stazione diversa, che diventava di fatto una galleria d’arte a cielo aperto. Heavy Metal
è anche un genere che più volte si è ibridato con quella che sarebbe poi diventata la cultura Hip Hop, sia per quanto
riguarda il vestiario, che è stato spesso un tratto comune ad entrambi gli stili, che per quanto riguarda la musica.
Tracce di questo fenomeno cross-over figureranno nelle opere di KayOne, a testimonianza dell’incontro tra le due
culture. Così borchie, inserti in metallo e tanti altri elementi faranno capolino sulle tele dell’artista, tutte ispirate a
questo mood per celebrare il connubio tra i due generi. All’estero KayOne annovera importanti mostre, come nel 2008
quando espone al Museo di Arte Contemporanea di San Paolo e al Museo di Arte Contemporanea di Buenos Aires
confrontandosi con importanti artisti stranieri sotto la curatela di Vittorio Sgarbi. Nel 2010, KayOne è presente nella
prestigiosa mostra internazionale di Montréal, in Canada al Museo Leonardo da Vinci, invitato dall’amministrazione
pubblica locale in occasione della festa per celebrare la cultura italiana nel mondo. La collaborazione con una firma
d’eccezione come quella di Luca Beatrice per la nuova mostra personale, rappresenta un importante segnale di continuità
nell’eccellenza critica che affianca l’artista, mentre KayOne continua a scrivere la propria storia, esponendo in
un luogo istituzionale milanese come il Grattacielo Pirelli e realizzando immensi graffiti su muro in Italia e all’estero.
KayOne non è casuale. Uno spazio contemporaneo e istituzionale, un simbolo importante per la città di Milano, che
grazie alla sua struttura avveniristica è l’ideale per proporre nuove avanguardie contemporanee e celebrare i maestri
di oggi. KayOne, al secolo Marco Mantovani, inizia la sua carriera di graffitista nel 1988 ma viene scoperto dal grande
pubblico grazie all’ottima critica ricevuta nel 2007 al PAC di Milano durante la mostra Street Art Sweet Art. Inizia
così la sua seconda vita artistica da post-graffitista e nel 2009 alla Triennale Bovisa di Milano presenta la sua prima
mostra personale Caratteri Mobili a cura di Marco Meneguzzo realizzando un grande successo di pubblico. Nel 2010
il Museo Visconteo di Pavia ospita la sua seconda mostra personale Writing the City a cura di Giovanni Faccenda,
dando continuità a quel percorso artistico composto da mostre istituzionali intrapreso da KayOne. Il sogno di ogni
artista si concretizza nel 2011 quando viene selezionato da Vittorio Sgarbi per la 54ª Biennale di Venezia. La tipicità
di KayOne risiede nella potenza del colore, realizzata con la prepotente gestualità della pennellata, vere esplosioni di
cromie simili a scosse di energia provenienti dallo spazio, opere polimateriche realizzate con i colori acrilici extrafini
Liquitex, con toni armoniosi e dal perfetto equilibrio. Una ricerca formale, per mettersi in gioco nel mondo dell’arte
più tradizionale, facendo come punto di forza la propria originalità artistica proveniente da un ambito come quello
del Graffiti Writing che, ha saputo scompaginare i giochi e innovare i codici ormai acquisiti del sistema ufficiale
dell’arte. Heavy Metal è il metallo delle carrozze dei treni, sulle quali si posarono negli anni ’80 i colori delle prime
bombolette spray per dare vita a Graffiti che non restavano fermi su un muro, ma viaggiavano sui binari per essere
esposti, di volta in volta, in una stazione diversa, che diventava di fatto una galleria d’arte a cielo aperto. Heavy Metal
è anche un genere che più volte si è ibridato con quella che sarebbe poi diventata la cultura Hip Hop, sia per quanto
riguarda il vestiario, che è stato spesso un tratto comune ad entrambi gli stili, che per quanto riguarda la musica.
Tracce di questo fenomeno cross-over figureranno nelle opere di KayOne, a testimonianza dell’incontro tra le due
culture. Così borchie, inserti in metallo e tanti altri elementi faranno capolino sulle tele dell’artista, tutte ispirate a
questo mood per celebrare il connubio tra i due generi. All’estero KayOne annovera importanti mostre, come nel 2008
quando espone al Museo di Arte Contemporanea di San Paolo e al Museo di Arte Contemporanea di Buenos Aires
confrontandosi con importanti artisti stranieri sotto la curatela di Vittorio Sgarbi. Nel 2010, KayOne è presente nella
prestigiosa mostra internazionale di Montréal, in Canada al Museo Leonardo da Vinci, invitato dall’amministrazione
pubblica locale in occasione della festa per celebrare la cultura italiana nel mondo. La collaborazione con una firma
d’eccezione come quella di Luca Beatrice per la nuova mostra personale, rappresenta un importante segnale di continuità
nell’eccellenza critica che affianca l’artista, mentre KayOne continua a scrivere la propria storia, esponendo in
un luogo istituzionale milanese come il Grattacielo Pirelli e realizzando immensi graffiti su muro in Italia e all’estero.
20
settembre 2012
Marco KayOne Mantovani – Heavy Metal
Dal 20 settembre al 14 ottobre 2012
arte contemporanea
Location
PALAZZO PIRELLI – SPAZIO EVENTI
Milano, Via Fabio Filzi, 22, (Milano)
Milano, Via Fabio Filzi, 22, (Milano)
Vernissage
20 Settembre 2012, h 18
Sito web
www.stradedarts.it
Autore
Curatore



