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Natasha Shulte – Resignation
By Gallery inaugura il nuovo spazio milanese con la personale dell’artista ucraina Natasha Shulte. Per l’occasione sarà presentato per la prima volta nella sua completezza il progetto Resignation, realizzato appositamente per la I° Biennale di Kiev.
Comunicato stampa
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BY gallery è lieta di annunciare la prima personale in Italia dell’artista ucraina Natasha Shulte. L’artista presenterà per la prima volta nella sua completezza il progetto Resignation, realizzato appositamente per la I Biennale di Kiev (24 maggio 2012 – 31 luglio 2012), manifestazione alla quale è stata invitata direttamente dal direttore artistico David Elliott.
Resignation è il terzo progetto realizzato da Natasha Shulte, e sicuramente quello dal quale emerge con più forza il suo messaggio: partecipare attivamente alla società in cui viviamo, cercare di cambiarla con messaggi positivi, trasmettere significati ed emozioni, insomma “Social art”.
I modelli dei suoi lavori sono bambini abbandonati in un orfanotrofio ubicato in mezzo ad un bosco a diversi chilometri di distanza dal primo centro abitato. La realizzazione artistica di Natasha si sviluppa su un tema universale: il contrasto tra la felicità e l’angoscia, la realtà ed il sogno, la speranza e la “rassegnazione”. La sofferenza è il discrimine di questa ricerca personale, il punto di attenzione sul quale concentrare il nostro ego distratto. “Sono convinta”, dichiara Natasha, “che l’arte possa trasformare la società: chiaramente non tutta, ma almeno una parte di essa”. Perché “realtà”, per lei, significa “verità”: bambini meravigliosi e, allo stesso tempo, profondamente infelici che vivono tra noi. D’altra parte l’infanzia riguarda ognuno di noi: partiamo da quel mondo protetto e fiabesco prima di conoscere la privazione, la solitudine, la paura e la morte. Guardando attentamente i bambini ritratti da Natasha, però, percepiamo già presente in loro quella pena che noi proviamo da adulti e li capiamo, perché come ha detto Dostoevskij: "la compassione è la principale e forse l'unica legge della vita di tutta l'umanità”.
Nelle sue opere fotografiche, ma che per alcune sfumature appaiono quasi pittoriche, la componente spirituale è molto importante e questo risultato è magnificamente raggiunto grazie ad un accurato minimalismo: dai particolari dell’ambiente ai corpi filiformi, dalle posture alla luce ai colori, ogni dettaglio non è lasciato al caso ma attentamente studiato per esprimere alla massima potenza il suo messaggio senza dettagli superflui. Bellezza e squallore trovano un equilibrio, sulla soglia tra la realtà e il sogno. La purezza e l’innocenza sono proprie dei bambini, che sono agli albori della vita: quelli ritratti da Natasha sono bellissimi e irreali, come angeli. Soltanto nei loro occhi leggiamo una disperazione senza speranza, uno sguardo fisso nel vuoto: voltano le spalle alla finestra, agli spogli alberi invernali, ai muri screpolati, alle tubature, ai termosifoni, alle porte chiuse delle loro stanze. Le opere di Natasha vanno osservate e meditate con cura, perché ogni particolare ha un senso. Ci vuole attenzione per elaborarle e, ciò che è più importante, per accendere la nostra immaginazione e attivare la nostra reazione.
Resignation è il terzo progetto realizzato da Natasha Shulte, e sicuramente quello dal quale emerge con più forza il suo messaggio: partecipare attivamente alla società in cui viviamo, cercare di cambiarla con messaggi positivi, trasmettere significati ed emozioni, insomma “Social art”.
I modelli dei suoi lavori sono bambini abbandonati in un orfanotrofio ubicato in mezzo ad un bosco a diversi chilometri di distanza dal primo centro abitato. La realizzazione artistica di Natasha si sviluppa su un tema universale: il contrasto tra la felicità e l’angoscia, la realtà ed il sogno, la speranza e la “rassegnazione”. La sofferenza è il discrimine di questa ricerca personale, il punto di attenzione sul quale concentrare il nostro ego distratto. “Sono convinta”, dichiara Natasha, “che l’arte possa trasformare la società: chiaramente non tutta, ma almeno una parte di essa”. Perché “realtà”, per lei, significa “verità”: bambini meravigliosi e, allo stesso tempo, profondamente infelici che vivono tra noi. D’altra parte l’infanzia riguarda ognuno di noi: partiamo da quel mondo protetto e fiabesco prima di conoscere la privazione, la solitudine, la paura e la morte. Guardando attentamente i bambini ritratti da Natasha, però, percepiamo già presente in loro quella pena che noi proviamo da adulti e li capiamo, perché come ha detto Dostoevskij: "la compassione è la principale e forse l'unica legge della vita di tutta l'umanità”.
Nelle sue opere fotografiche, ma che per alcune sfumature appaiono quasi pittoriche, la componente spirituale è molto importante e questo risultato è magnificamente raggiunto grazie ad un accurato minimalismo: dai particolari dell’ambiente ai corpi filiformi, dalle posture alla luce ai colori, ogni dettaglio non è lasciato al caso ma attentamente studiato per esprimere alla massima potenza il suo messaggio senza dettagli superflui. Bellezza e squallore trovano un equilibrio, sulla soglia tra la realtà e il sogno. La purezza e l’innocenza sono proprie dei bambini, che sono agli albori della vita: quelli ritratti da Natasha sono bellissimi e irreali, come angeli. Soltanto nei loro occhi leggiamo una disperazione senza speranza, uno sguardo fisso nel vuoto: voltano le spalle alla finestra, agli spogli alberi invernali, ai muri screpolati, alle tubature, ai termosifoni, alle porte chiuse delle loro stanze. Le opere di Natasha vanno osservate e meditate con cura, perché ogni particolare ha un senso. Ci vuole attenzione per elaborarle e, ciò che è più importante, per accendere la nostra immaginazione e attivare la nostra reazione.
13
settembre 2012
Natasha Shulte – Resignation
Dal 13 settembre al 26 ottobre 2012
fotografia
arte contemporanea
arte contemporanea
Location
BYCR
Milano, Foro Buonaparte, 60, (Milano)
Milano, Foro Buonaparte, 60, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a venerdì dalle 11.30 alle 18.30
sabato o in altri orari su appuntamento
Vernissage
13 Settembre 2012, dalle 18.00 alle 20.30
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