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Tino Vaglieri – Il segno nelle cose. Disegni e incisioni
La pittura di Vaglieri non cela l’angolazione politica di precise connotazioni proletarie. I suoi temi sono riferiti al mondo del lavoro e al degrado della realtà urbana.
“La verità delle cose e nelle cose, posso dire sia stato il mio bozzolo ideologico”.
Comunicato stampa
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Giustino "Tino" Vaglieri (Trieste, 1929 - Rivolta d'Adda, 2000) vive l'adolescenza a Roma con la famiglia compiendo studi classici. Si trasferisce a Milano dove si iscrive nel 1948 all'Accademia di Brera. Qui ha modo di incontrare, al corso di pittura di Aldo Carpi, i giovani Guerreschi, Banchieri, Ceretti, Romagnoni, coi quali partecipa attivamente alla formazione del gruppo dei Realisti Esistenziali. Del 1953 la prima presenza espositiva condivisa con Banchieri. Nel 1956, alla Galleria Pater di Milano, si tiene la prima personale di Vaglieri, presentato da M. De Micheli e G. Banchieri. Da qui prende avvio l'attività espositiva in Italia e all'estero, puntualizzata da mostre e affermazioni ai concorsi ai quali partecipa. Espone alla Galleria Bergamini di Milano nel 1957-'58-'60-'61; alla Galleria Odyssia di Roma nel 1958; alla Galleria delle Ore a Milano in vari appuntamenti a partire dal 1962. Tra i riconoscimenti conseguiti si segnalano il Premio Bordighera 1963 e il Premio Gallarate 1966. È invitato nel 1960 alla XXX Biennale di Venezia, con presentazione in catalogo di M. Valsecchi e nel 1964 alla XXXII edizione.
La pittura di Vaglieri non cela l'angolazione politica di precise connotazioni proletarie. I suoi temi sono riferiti al mondo del lavoro, come la nota tela del 1956 Morte del minatore, e al degrado della realtà urbana fino al '60, momento in cui le stesure si sfaldano attorno a segnali e figure totemiche negli Interni - esterni per riprendere dalla metà del decennio una figurazione per icone simboliche di una condizione esistenziale.
"Ho fatto esperienze formali, in cui davo importanza agli uomini e alle cose solo nella misura che mi servivano per comporre. Ma l’uomo e la sua storia mi hanno sempre interessato."
"La verità delle cose e nelle cose, posso dire sia stato il mio bozzolo ideologico."
La pittura di Vaglieri non cela l'angolazione politica di precise connotazioni proletarie. I suoi temi sono riferiti al mondo del lavoro, come la nota tela del 1956 Morte del minatore, e al degrado della realtà urbana fino al '60, momento in cui le stesure si sfaldano attorno a segnali e figure totemiche negli Interni - esterni per riprendere dalla metà del decennio una figurazione per icone simboliche di una condizione esistenziale.
"Ho fatto esperienze formali, in cui davo importanza agli uomini e alle cose solo nella misura che mi servivano per comporre. Ma l’uomo e la sua storia mi hanno sempre interessato."
"La verità delle cose e nelle cose, posso dire sia stato il mio bozzolo ideologico."
09
giugno 2012
Tino Vaglieri – Il segno nelle cose. Disegni e incisioni
Dal 09 al 30 giugno 2012
arte contemporanea
Location
IL BRUNITOIO
Ghiffa, Corso Risorgimento, 114, (Verbano-cusio-ossola)
Ghiffa, Corso Risorgimento, 114, (Verbano-cusio-ossola)
Orario di apertura
Da giovedì a domenica 16:00 - 19:00
Vernissage
9 Giugno 2012, h 17:30
Autore
Curatore




