Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Virgilio Patarini – Tempo sospeso
L’arte di Patarini trattiene, nel suo gioco di rimandi letterari più o meno espliciti, un incrocio di mondi che si muovono in direzioni opposte, inconsuete e inattese: verticale e orizzontale, leggerezza e pesantezza, memoria e oblio, impalpabile presenza e insostenibile assenza
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Vernissage sabato 26 maggio 2012 alle ore 21.00 con performance teatral-musicale dei Rain Dogs in the Fog.
VIRGILIO PATARINI
Verso la fine dell’alfabeto greco emerge, come un frutto tardivo, l’inquieta eleganza della lettera c (chi). Simbolo algebrico, nome di Cristo, origine di figure retoriche e ritmo scultoreo che scioglie la rigidezza, la c, più che una lettera, è lo schiudersi di un mondo in movimento in cui «sopra e sotto» si confondono, «dentro e fuori» si contaminano e i punti di vista oscillano vertiginosamente.
L’arte di Patarini trattiene, nel suo gioco di rimandi letterari più o meno espliciti, un incrocio di mondi che si muovono in direzioni opposte, inconsuete e inattese: verticale e orizzontale, leggerezza e pesantezza, memoria e oblio, impalpabile presenza e insostenibile assenza. E non è detto che la leggerezza (la memoria, l’ascesa verticale e la presenza) si trovi laddove il nostro occhio è più abituato a vederla. Anzi: tutta la poetica concretezza di quest’opera di Patarini si incarna in quell’unico punto di contatto che genera il chiasmo, quando direttrici violentemente proiettate altrove, quasi per un fato ostinato, si toccano incrociandosi. [...] L’opera di Virgilio Patarini ripropone, con linguaggio artistico, quello che Merleau-Ponty espresse in concetti ovvero: l’enigma del corpo, l’enigma della visione. Ogni rigida distinzione tra soggetto e oggetto, interiore ed esteriore, vedente e visibile viene scardinata, e ogni elemento si fonde e si confonde col suo doppio e col suo opposto. Il fruitore dell’opera d’arte diviene così attore di una rappresentazione dai molteplici significati, decodificatore di un’emblematicità che racconta la trama dell’Essere nelle sue più sfumate accezioni. In ultima analisi, l’opera di Patarini è un frammento di quello specchio deformante e rivelatore che trasforma le cose in spettacoli e gli spettacoli in cose.
Valentina Calzia
VIRGILIO PATARINI
Verso la fine dell’alfabeto greco emerge, come un frutto tardivo, l’inquieta eleganza della lettera c (chi). Simbolo algebrico, nome di Cristo, origine di figure retoriche e ritmo scultoreo che scioglie la rigidezza, la c, più che una lettera, è lo schiudersi di un mondo in movimento in cui «sopra e sotto» si confondono, «dentro e fuori» si contaminano e i punti di vista oscillano vertiginosamente.
L’arte di Patarini trattiene, nel suo gioco di rimandi letterari più o meno espliciti, un incrocio di mondi che si muovono in direzioni opposte, inconsuete e inattese: verticale e orizzontale, leggerezza e pesantezza, memoria e oblio, impalpabile presenza e insostenibile assenza. E non è detto che la leggerezza (la memoria, l’ascesa verticale e la presenza) si trovi laddove il nostro occhio è più abituato a vederla. Anzi: tutta la poetica concretezza di quest’opera di Patarini si incarna in quell’unico punto di contatto che genera il chiasmo, quando direttrici violentemente proiettate altrove, quasi per un fato ostinato, si toccano incrociandosi. [...] L’opera di Virgilio Patarini ripropone, con linguaggio artistico, quello che Merleau-Ponty espresse in concetti ovvero: l’enigma del corpo, l’enigma della visione. Ogni rigida distinzione tra soggetto e oggetto, interiore ed esteriore, vedente e visibile viene scardinata, e ogni elemento si fonde e si confonde col suo doppio e col suo opposto. Il fruitore dell’opera d’arte diviene così attore di una rappresentazione dai molteplici significati, decodificatore di un’emblematicità che racconta la trama dell’Essere nelle sue più sfumate accezioni. In ultima analisi, l’opera di Patarini è un frammento di quello specchio deformante e rivelatore che trasforma le cose in spettacoli e gli spettacoli in cose.
Valentina Calzia
23
maggio 2012
Virgilio Patarini – Tempo sospeso
Dal 23 maggio al 10 giugno 2012
arte contemporanea
Location
ZAMENHOF
Milano, Via Ludovico Lazzaro Zamenhof, 11, (Milano)
Milano, Via Ludovico Lazzaro Zamenhof, 11, (Milano)
Orario di apertura
Dal Mercoledì alla Domenica, ore 15.00 – 19.00. Lunedì e Martedì chiuso
Vernissage
23 Maggio 2012, Ore 21.00
Autore
Curatore




