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Emanuele Puzziello – Melancolia
E’ l’inaspettato che l’artista evoca, mentre si confronta con la complessità, mettendo in gioco la sua cultura e la sua esperienza nella pratica pittorica.
Comunicato stampa
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MAGAZZINI CRIMINALI
"MELANCOLIA"
personale di
EMANUELE PUZZIELLO
a cura di Magazzini Criminali
Le tappe del cammino interiore dell'artista corrispondono alle scelte che contraddistinguono la sua produzione degli ultimi anni.
La ricerca dello shock attraverso accostamenti inusuali, violenti, offensivi , riflette la volontà di divergere dalla realtà quotidiana per guardare oltre, superare le codificazioni che escludono tutto quello che nell'uomo è profondo, imperscrutabile, inatteso.
La produzione più recente testimonia il passaggio dell'artista dall'altra parte, oltre la realtà distorta ad arte per farla traballare, dietro lo sguardo del mistico... Davanti alla visione, ma senza l'abbandono dell'estasi, impugnando l'arma della pittura, che si configura infine come mezzo e contemporaneamente manifestazione dell'assidua ricerca di una verità che vada oltre il visibile.
Se una più generica spinta verso lo spirituale si era precedentemente espressa nel suo lavoro attraverso la messa in opera di rappresentazioni monolitiche, in cui un vero e proprio soggetto , con il suo apparato di simboli ed attributi, domina lo spazio compositivo come nelle icone bizantine, nei lavori più recenti il pittore rinuncia a rigide strutturazioni per vomitare sulla tela immagini complesse e fluide allo stesso tempo. Figure umane, creature mostruose, paesaggi naturali confluiscono disinvoltamente nello spazio del dipinto che diventa una dimensione parallela in cui le figure si svestono dei loro valori simbolici ed estetici consolidati per raggiungere un reciproco equilibrio completamente inedito.
In Melancolia Emanuele sembra attuare il dispositivo della ridondanza dello sguardo ampiamente sperimentato da Friederich nei suoi paesaggi: lo spettatore reale si ritrova alle spalle degli spettatori dipinti e può osservare la scena dalla loro stessa prospettiva. Accade, però, che qualunque processo di identificazione salti, insieme alle speranze di scovare il sublime. Forse perchè la ragazzina si gira verso lo spettatore, distogliendo lo sguardo dalla scena, forse perchè non siamo di fronte ad un desertico ed evocativo paesaggio alla Friederich ma ad un'enorme testa dormiente che giace capovolta al suolo.
E' l’inaspettato che l'artista evoca, mentre si confronta con la complessità, mettendo in gioco la sua cultura e la sua esperienza nella pratica pittorica.
Manca in questi lavori qualunque riferimento all'esperienza comune o quotidiana e non sono evidenti richiami iconografici alla storia dell'arte nè alla cultura visiva popolare, eppure non siamo di fronte ad immagini ipnagogiche, nè a visioni lisergiche: Emanuele non cerca di stupire o di concentrarsi su un suo mondo privato, ma allo stesso tempo non auspica uno sconfinamento del ruolo del fruitore perchè si attui una forma di comunicazione tra la realtà esterna e quella interna al quadro. Questi lavori sono enunciati chiusi, incomprensibili ad un processo di lettura attuato secondo un sistema di segni condiviso, immediatamente intuibili se accettati come piccole, sottili illuminazioni. (Giovanni Matteo)
"MELANCOLIA"
personale di
EMANUELE PUZZIELLO
a cura di Magazzini Criminali
Le tappe del cammino interiore dell'artista corrispondono alle scelte che contraddistinguono la sua produzione degli ultimi anni.
La ricerca dello shock attraverso accostamenti inusuali, violenti, offensivi , riflette la volontà di divergere dalla realtà quotidiana per guardare oltre, superare le codificazioni che escludono tutto quello che nell'uomo è profondo, imperscrutabile, inatteso.
La produzione più recente testimonia il passaggio dell'artista dall'altra parte, oltre la realtà distorta ad arte per farla traballare, dietro lo sguardo del mistico... Davanti alla visione, ma senza l'abbandono dell'estasi, impugnando l'arma della pittura, che si configura infine come mezzo e contemporaneamente manifestazione dell'assidua ricerca di una verità che vada oltre il visibile.
Se una più generica spinta verso lo spirituale si era precedentemente espressa nel suo lavoro attraverso la messa in opera di rappresentazioni monolitiche, in cui un vero e proprio soggetto , con il suo apparato di simboli ed attributi, domina lo spazio compositivo come nelle icone bizantine, nei lavori più recenti il pittore rinuncia a rigide strutturazioni per vomitare sulla tela immagini complesse e fluide allo stesso tempo. Figure umane, creature mostruose, paesaggi naturali confluiscono disinvoltamente nello spazio del dipinto che diventa una dimensione parallela in cui le figure si svestono dei loro valori simbolici ed estetici consolidati per raggiungere un reciproco equilibrio completamente inedito.
In Melancolia Emanuele sembra attuare il dispositivo della ridondanza dello sguardo ampiamente sperimentato da Friederich nei suoi paesaggi: lo spettatore reale si ritrova alle spalle degli spettatori dipinti e può osservare la scena dalla loro stessa prospettiva. Accade, però, che qualunque processo di identificazione salti, insieme alle speranze di scovare il sublime. Forse perchè la ragazzina si gira verso lo spettatore, distogliendo lo sguardo dalla scena, forse perchè non siamo di fronte ad un desertico ed evocativo paesaggio alla Friederich ma ad un'enorme testa dormiente che giace capovolta al suolo.
E' l’inaspettato che l'artista evoca, mentre si confronta con la complessità, mettendo in gioco la sua cultura e la sua esperienza nella pratica pittorica.
Manca in questi lavori qualunque riferimento all'esperienza comune o quotidiana e non sono evidenti richiami iconografici alla storia dell'arte nè alla cultura visiva popolare, eppure non siamo di fronte ad immagini ipnagogiche, nè a visioni lisergiche: Emanuele non cerca di stupire o di concentrarsi su un suo mondo privato, ma allo stesso tempo non auspica uno sconfinamento del ruolo del fruitore perchè si attui una forma di comunicazione tra la realtà esterna e quella interna al quadro. Questi lavori sono enunciati chiusi, incomprensibili ad un processo di lettura attuato secondo un sistema di segni condiviso, immediatamente intuibili se accettati come piccole, sottili illuminazioni. (Giovanni Matteo)
19
maggio 2012
Emanuele Puzziello – Melancolia
Dal 19 maggio al 29 giugno 2012
arte contemporanea
Location
MAGAZZINI CRIMINALI
Sassuolo, Piazzale Domenico Gazzadi, 4, (Modena)
Sassuolo, Piazzale Domenico Gazzadi, 4, (Modena)
Orario di apertura
da lunedi a sabata ore 9-13 e 16-19,30
Vernissage
19 Maggio 2012, h 18.30
Autore
Curatore




