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tamassociati / Lucio Rosato – dei residui
sui territori al limite, ai margini estremi del recupero di una possibilità altra, se al necessario togliere si associa il necessario aggiungere in uno strano equilibrio instabile di discriminante opportunità per uomini e mondi apparentemente lontani, resiste il desiderio di valori da condividere
Comunicato stampa
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Alle corrispondenze tra Tam associati e Lúcio Rosato è dedicato questo nuovo appuntamento di usomagazzino per altre architetture.
dei residui. “Sui territori al limite, ai margini estremi del recupero di una possibilità altra, se al necessario togliere si associa il necessario aggiungere in uno strano equilibrio instabile di discriminante opportunità per uomini e mondi apparentemente lontani, resiste il desiderio di valori da condividere e divinità ipotetiche da re-inventare: residui dei”. Così Lucio Rosato prova a raccontare in maniera sintetica il senso di questo dialogo tra due modi diversi di approccio al tema del recupero, uniti dalla comune attenzione alla ragione etica del fare.
Lúcio Rosato con recinto siracusano o dell’essenza (un lavoro del 2001 costituito da una grande scatola di cartone dismessa, poi smontata e dipinta esternamente di nero) prova a delimitare lo spazio invalicabile dove tutto può ancora accadere, interrogandosi sulla necessità del togliere, del sottrarre, in una società opulenta, qual è quella occidentale, che produce sempre nuovi residui che lui stesso recupera, ma al tempo stesso produce in un processo progettuale di dismissione finalizzato alla preservazione e alla costruzione del vuoto.
Tam associati presenta invece un modello e disegni di studio del container medical compound for the salam centre, un lavoro del 2009 realizzato a Khartoum nel Sudan, in un contesto territoriale quindi dove spesso ancora tutto manca; l’intervento consiste nel recupero di container per farne le case del personale medico proveniente da tutto il mondo per prestare servizio al centro ospedaliero Salam.
Il complesso si sviluppa a corte con affaccio sul Nilo in uno splendido parco di manghi ed è composto da 90 container da 20 piedi adibiti a residenza e 7 container da 40 piedi adibiti a caffetteria e servizi. Ogni alloggio di circa 20 mq è composto da un container e mezzo da 20 piedi (6 metri) con un bagno e una piccola veranda che affaccia sul giardino. I container sono coibentati con un sistema a cipolla composto internamente da pannelli isolanti e una pelle esterna costituita da un controtetto ventilato metallico e un frangisole in bambou che fanno si che i container non vengano mai irraggiati direttamente dal sole. In alcuni alloggi è stato sperimentato un condizionamento innovativo con pannello solare ad assorbimento che permette di ridurre notevolmente i consumi energetici, mentre l’acqua calda viene prodotta con pannelli solari installati sui tetti dei container.
Giovedì 17 maggio alle ore 10.00, presso l'aula Federico Caffè della Facoltà di Architettura di Pescara, l'architetto Simone Sfriso di Tamassociati terra una conversazione con gli studenti
L'incontro con Tamassociati è proposto dall'associazione studentesca DIVERSE_MENTE_LABILI
tamassociati è nato a Venezia come gruppo di ricerca architettonica a partire dagli anni '80, nell'ambito dell'Associazione Utopica European Architects Network. Opera in forma di studio associato dal 1989, con sedi principali a Venezia, Bologna, Parigi. È un progetto collettivo che unisce professionisti (Massimo Lepore, Raul Pantaleo, Simone Sfriso, Emanuela Not, Laura Candelpergher, Enrico Vinello, Marta Gerardi, Simona Ventura e Silvano Cristiani) attivi nei campi dell’architettura, dell’urbanistica, della progettazione del paesaggio, della conduzione di processi partecipativi e didattici, della grafica e della comunicazione sociale. Tamassociati, attenendosi ai principi di una progettazione etica e responsabile, svolge, con il proprio lavoro, un’azione in favore dei diritti umani e di uno sviluppo sostenibile. Lavora principalmente per istituzioni pubbliche, associazioni ed organizzazioni non profit.
Lúcio Rosato, architetto, viaggia sui territori al limite tra la concretezza del pensiero e l’astrazione della materia realizzando installazioni e architetture permanenti. Insegna teorie di progettazione all’Università Europea del Design di Pescara, città dove vive, lavora e prende appunti. I suoi lavori sono stati pubblicati su riviste di settore ed esposti in Italia e all’estero. Tra i riconoscimenti: Europan 4, Iraklion 1996; premio speciale opera d’arte per il nuovo tribunale di Pescara, 2003; Premio Architettura d’Abruzzo 2012 con “la casa che guarda il mare” a Riparo Bardello di Ortona. Ha pubblicato: Case (con Tonia Giansante, Libria, Melfi 2004), Sui territori al limite (Libria, Melfi 2007), La città negata (Franco Angeli, Milano 2008).
dei residui. “Sui territori al limite, ai margini estremi del recupero di una possibilità altra, se al necessario togliere si associa il necessario aggiungere in uno strano equilibrio instabile di discriminante opportunità per uomini e mondi apparentemente lontani, resiste il desiderio di valori da condividere e divinità ipotetiche da re-inventare: residui dei”. Così Lucio Rosato prova a raccontare in maniera sintetica il senso di questo dialogo tra due modi diversi di approccio al tema del recupero, uniti dalla comune attenzione alla ragione etica del fare.
Lúcio Rosato con recinto siracusano o dell’essenza (un lavoro del 2001 costituito da una grande scatola di cartone dismessa, poi smontata e dipinta esternamente di nero) prova a delimitare lo spazio invalicabile dove tutto può ancora accadere, interrogandosi sulla necessità del togliere, del sottrarre, in una società opulenta, qual è quella occidentale, che produce sempre nuovi residui che lui stesso recupera, ma al tempo stesso produce in un processo progettuale di dismissione finalizzato alla preservazione e alla costruzione del vuoto.
Tam associati presenta invece un modello e disegni di studio del container medical compound for the salam centre, un lavoro del 2009 realizzato a Khartoum nel Sudan, in un contesto territoriale quindi dove spesso ancora tutto manca; l’intervento consiste nel recupero di container per farne le case del personale medico proveniente da tutto il mondo per prestare servizio al centro ospedaliero Salam.
Il complesso si sviluppa a corte con affaccio sul Nilo in uno splendido parco di manghi ed è composto da 90 container da 20 piedi adibiti a residenza e 7 container da 40 piedi adibiti a caffetteria e servizi. Ogni alloggio di circa 20 mq è composto da un container e mezzo da 20 piedi (6 metri) con un bagno e una piccola veranda che affaccia sul giardino. I container sono coibentati con un sistema a cipolla composto internamente da pannelli isolanti e una pelle esterna costituita da un controtetto ventilato metallico e un frangisole in bambou che fanno si che i container non vengano mai irraggiati direttamente dal sole. In alcuni alloggi è stato sperimentato un condizionamento innovativo con pannello solare ad assorbimento che permette di ridurre notevolmente i consumi energetici, mentre l’acqua calda viene prodotta con pannelli solari installati sui tetti dei container.
Giovedì 17 maggio alle ore 10.00, presso l'aula Federico Caffè della Facoltà di Architettura di Pescara, l'architetto Simone Sfriso di Tamassociati terra una conversazione con gli studenti
L'incontro con Tamassociati è proposto dall'associazione studentesca DIVERSE_MENTE_LABILI
tamassociati è nato a Venezia come gruppo di ricerca architettonica a partire dagli anni '80, nell'ambito dell'Associazione Utopica European Architects Network. Opera in forma di studio associato dal 1989, con sedi principali a Venezia, Bologna, Parigi. È un progetto collettivo che unisce professionisti (Massimo Lepore, Raul Pantaleo, Simone Sfriso, Emanuela Not, Laura Candelpergher, Enrico Vinello, Marta Gerardi, Simona Ventura e Silvano Cristiani) attivi nei campi dell’architettura, dell’urbanistica, della progettazione del paesaggio, della conduzione di processi partecipativi e didattici, della grafica e della comunicazione sociale. Tamassociati, attenendosi ai principi di una progettazione etica e responsabile, svolge, con il proprio lavoro, un’azione in favore dei diritti umani e di uno sviluppo sostenibile. Lavora principalmente per istituzioni pubbliche, associazioni ed organizzazioni non profit.
Lúcio Rosato, architetto, viaggia sui territori al limite tra la concretezza del pensiero e l’astrazione della materia realizzando installazioni e architetture permanenti. Insegna teorie di progettazione all’Università Europea del Design di Pescara, città dove vive, lavora e prende appunti. I suoi lavori sono stati pubblicati su riviste di settore ed esposti in Italia e all’estero. Tra i riconoscimenti: Europan 4, Iraklion 1996; premio speciale opera d’arte per il nuovo tribunale di Pescara, 2003; Premio Architettura d’Abruzzo 2012 con “la casa che guarda il mare” a Riparo Bardello di Ortona. Ha pubblicato: Case (con Tonia Giansante, Libria, Melfi 2004), Sui territori al limite (Libria, Melfi 2007), La città negata (Franco Angeli, Milano 2008).
16
maggio 2012
tamassociati / Lucio Rosato – dei residui
Dal 16 al 26 maggio 2012
architettura
arte contemporanea
arte contemporanea
Location
USOMAGAZZINO PER ALTRE ARCHITETTURE
Pescara, Via Silvio Spaventa, 10/4, (Pescara)
Pescara, Via Silvio Spaventa, 10/4, (Pescara)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 18-20
Vernissage
16 Maggio 2012, h 19.00
Autore




