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Gianni Maffi – Vedute Alpine
Gianni Maffi propone e reinterpreta in questa mostra uno dei generi più classici dell’arte figurativa: la veduta. Le immagini, realizzate in un rigoroso bianco e nero, tipico della fotografia dell’autore milanese, sono presentate in tre diverse sequenze: Nuvole basse, Segnavia, Capricci.
Comunicato stampa
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Nell’ambito di Milano Photofestival 2012
Gianni Maffi propone e reinterpreta in questa mostra uno dei generi più classici dell’arte figurativa: la veduta.
Nello specifico si tratta di vedute di paesaggi di montagna dell’area dolomitica.
Le immagini, realizzate in un rigoroso bianco e nero, tipico della fotografia dell’autore milanese, sono presentate in tre diverse sequenze: Nuvole basse, Segnavia, Capricci.
La prima è costituita da immagini di uno scenario severo, fatto di pietre, polvere e nuvole.
Nuvole che, basse sui rilievi rocciosi, cancellano parte del paesaggio creando, nelle fotografie di Maffi, dei vuoti, degli ammanchi dove lo sguardo si perde e sprofonda senza più riferimenti.
La sequenza Segnavia presenta invece inquadrature dove il paesaggio d’alta quota fa da sfondo a primi piani di segnavia, cumuli di sassi - spesso creati dal contributo di chi passando lascia una piccola pietra - che sui terreni accidentati di montagna indicano la giusta direzione. Il punto di ripresa fa risaltare, nella composizione fotografica, questi semplici oggetti rispetto ai maestosi panorami delle montagne, ribaltando in tal modo le convenzioni di rappresentazione classica del paesaggio.
La terza e ultima serie allude nel titolo ai paesaggi con rovine in voga nella pittura settecentesca.
Le fotografie propongono scene dove il paesaggio naturale è ingombro di strutture architettoniche ed industriali in disuso e abbandonate, evidenziando i segni di un’antropizzazione insensata, che spesso interessa anche aree di particolare pregio ambientale.
Gianni Maffi propone e reinterpreta in questa mostra uno dei generi più classici dell’arte figurativa: la veduta.
Nello specifico si tratta di vedute di paesaggi di montagna dell’area dolomitica.
Le immagini, realizzate in un rigoroso bianco e nero, tipico della fotografia dell’autore milanese, sono presentate in tre diverse sequenze: Nuvole basse, Segnavia, Capricci.
La prima è costituita da immagini di uno scenario severo, fatto di pietre, polvere e nuvole.
Nuvole che, basse sui rilievi rocciosi, cancellano parte del paesaggio creando, nelle fotografie di Maffi, dei vuoti, degli ammanchi dove lo sguardo si perde e sprofonda senza più riferimenti.
La sequenza Segnavia presenta invece inquadrature dove il paesaggio d’alta quota fa da sfondo a primi piani di segnavia, cumuli di sassi - spesso creati dal contributo di chi passando lascia una piccola pietra - che sui terreni accidentati di montagna indicano la giusta direzione. Il punto di ripresa fa risaltare, nella composizione fotografica, questi semplici oggetti rispetto ai maestosi panorami delle montagne, ribaltando in tal modo le convenzioni di rappresentazione classica del paesaggio.
La terza e ultima serie allude nel titolo ai paesaggi con rovine in voga nella pittura settecentesca.
Le fotografie propongono scene dove il paesaggio naturale è ingombro di strutture architettoniche ed industriali in disuso e abbandonate, evidenziando i segni di un’antropizzazione insensata, che spesso interessa anche aree di particolare pregio ambientale.
26
aprile 2012
Gianni Maffi – Vedute Alpine
Dal 26 aprile al 12 maggio 2012
fotografia
Location
SPAZIOFARINI6
Milano, Via Carlo Farini, 6, (Milano)
Milano, Via Carlo Farini, 6, (Milano)
Orario di apertura
da lunedì a giovedì 16.00-19.00 o su appuntamento
Vernissage
26 Aprile 2012, ore 18.30 - 21.00
Autore
Curatore




