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Francesco Arena – Trittico 57
L’installazione concepita da Arena per Museion è composta da tre lastre di travertino, appunto un trittico, con
cui l’artista ha congiunto, attraverso un processo scultoreo, due avvenimenti storici accaduti nel 1957 – da qui la cifra nel titolo dell’opera
Comunicato stampa
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Con Trittico 57 Francesco Arena prosegue il ciclo della project room di Museion.
Inaugurazione: venerdì 30 marzo 2012, ore 19.00.
L’artista Francesco Arena prosegue con l’opera Trittico 57 il ciclo di esposizioni della project room di Museion,
lo spazio al piano terra dedicato a lavori nuovi, creati per l’occasione o inediti, con una particolare attenzione
al territorio.
L’installazione concepita da Arena per Museion è composta da tre lastre di travertino, appunto un trittico, con
cui l’artista ha congiunto, attraverso un processo scultoreo, due avvenimenti storici accaduti nel 1957 - da qui
la cifra nel titolo dell’opera.
Il primo evento che ha ispirato Trittico 57 è un’operazione di completamento, e riguarda la città di Bolzano. In
occasione della visita del presidente della repubblica Giovanni Gronchi, viene infatti tardivamente integrato il
fregio trionfale che l’artista Hans Piffrader aveva realizzato nel ’43 per la Casa Littoria, attualmente sede degli
Uffici Finanziari di Bolzano. Le tre lastre mancanti vanno a completare la figura di Mussolini a cavallo.
Il secondo avvenimento storico riguarda, invece, il distacco di Italo Calvino dal partito comunista italiano, il
7 agosto dello stesso anno. Con una lettera sul quotidiano “L’Unità”, lo scrittore si distanzia infatti dal partito
per il suo modo reazionario di intendere il comunismo. Il dialogo tra questi due movimenti opposti è al centro
dell’interesse dell’artista: qualcosa viene attaccato (le tre lastre del fregio) e qualcuno si stacca - Calvino
lascia il partito in cui era culturalmente cresciuto. All’effigie di un dittatore, Mussolini, che viene ricomposta,
risponde l’effigie di un altro dittatore – Stalin – di cui vengono finalmente scoperti gli insostenibili segreti.
In Trittico 57 questi due eventi storici convergono, collassano, come dice l’artista. Le tre lastre che
compongono l’installazione di Arena corrispondono, per materiale e dimensioni, a quelle che hanno
completato il fregio di Piffrader nel ’57. Il travertino che le compone, pietra destinata ai monumenti, ha accolto
però un nuovo bassorilievo, nato dall’unione dei due momenti storici. Sulle lastre l’artista ha scolpito la
lettera scritta da Calvino nel ’57. L’intervento rimane, a prima vista, impercettibile: le parole sono infatti in
codice morse. Attaccare e staccare, battere e sollevare, è il movimento base del codice morse, che Arena da
qualche tempo unisce all’interesse per la storia e con cui ha già tradotto o – come scrive – letto per la pietra
parole di scrittori.
Il senso della continuità ritmica e temporale di punti e linee prevale sul significato delle parole. Per scolpire
la lettera Arena ha utilizzato una sabbiatrice, strumento che può pulire la superficie marmorea, ma anche
eroderla, come fa il tempo con le epigrafi e le sculture antiche. Il getto di sabbia è come l’esplosione di
un’epocale clessidra: la sabbia può seppellire qualcosa nel silenzio, oppure edificare, facendosi legante.
L’operazione messa in atto per Trittico 57 suggerisce la natura ambivalente di tante riletture storiche: la
chiarificazione e la rimozione, una inscindibile dall’altra. Come in tutte le opere di Arena, anche il lavoro per
Museion è il frutto di un processo, che vede l’intervento sulla forma e il materiale come il completamento di un
confronto personale con tematiche e vicende storiche italiane.
Francesco Arena (1978, Torre Santa Susanna, Brindisi) vive e lavora a Cassano delle Murge, Bari. Numerose mostre
in Italia e all’estero, tra le personali Com’è piccola Milano, Peep Hole, Milano, 2011; Art Statement, Art Basel, 2010;
Teste, Fondazione Ermanno Casoli, Fabriano, 2010; 18.900 metri su ardesia, Galleria Monitor, Roma. Tra le collettive: Il
bel paese dell’arte, GAMEC, Bergamo, 2011; Pleure qui peut rit qui veut – Premio Furla 2011, Palazzo Pepoli, Bologna,
2011; Temporaneo – contemporary art in the evolving city, organized by Nomas Foundation and IMF Foundation,
Roma, 2010; Practicing Memory – In the time of an all-engaging present, Fondazione Pistoletto, Biella, 2010; SI,
Sindrome Italiana, Magasin, Grenoble; Linguaggi e Sperimentazioni. Giovani artisti in una collezione contemporanea,
Mart, Rovereto, 2010.
Nell’ambito del ciclo di esposizioni "project room" viene pubblicato un quaderno sul lavoro di Francesco Arena edito da Museion (ita/
dt/ eng) con un testo di Elena Volpato
Francesco Arena, Trittico 57
a cura di Frida Carazzato
Inaugurazione: venerdì 30 marzo 2012, ore 19.00.
alle ore 19.30 si svolgerà un “artist talk” con Francesco Arena e Elena Volpato.
La mostra sarà visibile fino al 6 maggio 2012.
Museion Passage, Via Dante 6. Bolzano
www.museion.it
Inaugurazione: venerdì 30 marzo 2012, ore 19.00.
L’artista Francesco Arena prosegue con l’opera Trittico 57 il ciclo di esposizioni della project room di Museion,
lo spazio al piano terra dedicato a lavori nuovi, creati per l’occasione o inediti, con una particolare attenzione
al territorio.
L’installazione concepita da Arena per Museion è composta da tre lastre di travertino, appunto un trittico, con
cui l’artista ha congiunto, attraverso un processo scultoreo, due avvenimenti storici accaduti nel 1957 - da qui
la cifra nel titolo dell’opera.
Il primo evento che ha ispirato Trittico 57 è un’operazione di completamento, e riguarda la città di Bolzano. In
occasione della visita del presidente della repubblica Giovanni Gronchi, viene infatti tardivamente integrato il
fregio trionfale che l’artista Hans Piffrader aveva realizzato nel ’43 per la Casa Littoria, attualmente sede degli
Uffici Finanziari di Bolzano. Le tre lastre mancanti vanno a completare la figura di Mussolini a cavallo.
Il secondo avvenimento storico riguarda, invece, il distacco di Italo Calvino dal partito comunista italiano, il
7 agosto dello stesso anno. Con una lettera sul quotidiano “L’Unità”, lo scrittore si distanzia infatti dal partito
per il suo modo reazionario di intendere il comunismo. Il dialogo tra questi due movimenti opposti è al centro
dell’interesse dell’artista: qualcosa viene attaccato (le tre lastre del fregio) e qualcuno si stacca - Calvino
lascia il partito in cui era culturalmente cresciuto. All’effigie di un dittatore, Mussolini, che viene ricomposta,
risponde l’effigie di un altro dittatore – Stalin – di cui vengono finalmente scoperti gli insostenibili segreti.
In Trittico 57 questi due eventi storici convergono, collassano, come dice l’artista. Le tre lastre che
compongono l’installazione di Arena corrispondono, per materiale e dimensioni, a quelle che hanno
completato il fregio di Piffrader nel ’57. Il travertino che le compone, pietra destinata ai monumenti, ha accolto
però un nuovo bassorilievo, nato dall’unione dei due momenti storici. Sulle lastre l’artista ha scolpito la
lettera scritta da Calvino nel ’57. L’intervento rimane, a prima vista, impercettibile: le parole sono infatti in
codice morse. Attaccare e staccare, battere e sollevare, è il movimento base del codice morse, che Arena da
qualche tempo unisce all’interesse per la storia e con cui ha già tradotto o – come scrive – letto per la pietra
parole di scrittori.
Il senso della continuità ritmica e temporale di punti e linee prevale sul significato delle parole. Per scolpire
la lettera Arena ha utilizzato una sabbiatrice, strumento che può pulire la superficie marmorea, ma anche
eroderla, come fa il tempo con le epigrafi e le sculture antiche. Il getto di sabbia è come l’esplosione di
un’epocale clessidra: la sabbia può seppellire qualcosa nel silenzio, oppure edificare, facendosi legante.
L’operazione messa in atto per Trittico 57 suggerisce la natura ambivalente di tante riletture storiche: la
chiarificazione e la rimozione, una inscindibile dall’altra. Come in tutte le opere di Arena, anche il lavoro per
Museion è il frutto di un processo, che vede l’intervento sulla forma e il materiale come il completamento di un
confronto personale con tematiche e vicende storiche italiane.
Francesco Arena (1978, Torre Santa Susanna, Brindisi) vive e lavora a Cassano delle Murge, Bari. Numerose mostre
in Italia e all’estero, tra le personali Com’è piccola Milano, Peep Hole, Milano, 2011; Art Statement, Art Basel, 2010;
Teste, Fondazione Ermanno Casoli, Fabriano, 2010; 18.900 metri su ardesia, Galleria Monitor, Roma. Tra le collettive: Il
bel paese dell’arte, GAMEC, Bergamo, 2011; Pleure qui peut rit qui veut – Premio Furla 2011, Palazzo Pepoli, Bologna,
2011; Temporaneo – contemporary art in the evolving city, organized by Nomas Foundation and IMF Foundation,
Roma, 2010; Practicing Memory – In the time of an all-engaging present, Fondazione Pistoletto, Biella, 2010; SI,
Sindrome Italiana, Magasin, Grenoble; Linguaggi e Sperimentazioni. Giovani artisti in una collezione contemporanea,
Mart, Rovereto, 2010.
Nell’ambito del ciclo di esposizioni "project room" viene pubblicato un quaderno sul lavoro di Francesco Arena edito da Museion (ita/
dt/ eng) con un testo di Elena Volpato
Francesco Arena, Trittico 57
a cura di Frida Carazzato
Inaugurazione: venerdì 30 marzo 2012, ore 19.00.
alle ore 19.30 si svolgerà un “artist talk” con Francesco Arena e Elena Volpato.
La mostra sarà visibile fino al 6 maggio 2012.
Museion Passage, Via Dante 6. Bolzano
www.museion.it
30
marzo 2012
Francesco Arena – Trittico 57
Dal 30 marzo al 06 maggio 2012
arte contemporanea
Location
MUSEION
Bolzano, Via Dante, 6, (Bolzano)
Bolzano, Via Dante, 6, (Bolzano)
Vernissage
30 Marzo 2012, ore 19, alle ore 19.30 si svolgerà un “artist talk” con Francesco Arena e Elena Volpato
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