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Live Arts Week
Xing presenta Live Arts Week, una nuova iniziativa che nasce dalla fusione tra le esperienze di Netmage – International Live Media
Festival e F.I.S.Co. – Festival Internazionale sullo Spettacolo Contemporaneo
Comunicato stampa
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Xing presenta Live Arts Week, una nuova iniziativa che nasce dalla fusione tra le esperienze di Netmage - International Live Media
Festival e F.I.S.Co. - Festival Internazionale sullo Spettacolo Contemporaneo.
Live Arts Week promuove l'intreccio tra discipline e forme di espressione, ed offre momenti di coabitazione tra artisti e pubblici di
diversa provenienza. Incentrato sulle live arts, intese come insieme eterogeneo di pratiche che ruotano intorno alla presenza, alla
dimensione performativa e allfesperienza percettiva di suoni e visioni, propone un programma internazionale che riflette una
concezione dellfarte come esperienza, fatta di temporalita, posture e immaginari. La scelta di lanciare il nuovo evento come
'settimana' intende rompere con la concezione di un festival visto come punta consumistica della vita culturale di una citta. Si
tratta piuttosto di una coabitazione di forme diversificate - per dimensione ed intensita - concentrate in un tempo limitato che
presentino lfarte come un fatto complesso ma coeso.
L'evento avra luogo a Bologna dal 24 al 29 aprile e si sviluppera nell'arco di una settimana in sei diversi luoghi del centro storico,
con un programma che permette di attraversare un insieme di spazi-mondo attivati da personalita di spicco della ricerca
contemporanea internazionale. Trenta artisti nel complesso, raggruppati in 'scene' e 'compagni di specie'. L'impianto suggerisce
un evento cittadino diffuso scandito in un palinsesto di accadimenti, performance, spettacoli, concerti e live media con date
uniche, produzioni e anteprime assolute, strutturando una poliedrica sinusoide spazio/temporale. L'insieme propone una visione
coerente e frammentata, apprezzabile sia nel suo complesso che in aggregati componibili dallo spettatore, offrendo la possibilita
di 'frequentare' i progetti e seguirne le evoluzioni: entrare/uscire, ritornare/abbandonare, insistere/sorvolare, isolarsi/partecipare.
Elemento distintivo e l'eterogenita delle durate e delle densita degli accadimenti raccolti, che contemplano messe in opera con
tempi molto dilatati, lunghe e lente successioni, o veloci colpi di frusta. Luoghi e situazioni contraddistinti da strutture produttive
aperte e in progress, formule ibride tra la conferenza scientifica e l'azione, Salons di ricerca, e iper-metraggi di immagini e suoni.
Gianni Peng, nome che accompagnera il festival nella sua crescita biologica, sta ad indicare il momento di queste transizioni. E'
un fenomeno, non una persona: un nuovo soggetto identitario, improbabile ma reale, da trattare come un concetto astratto.
____________________________________________________________________________________________
Il progetto NOWHERE apre e chiude, come una larga parentesi, Il programma di Live Arts Week inaugurando il 24 aprile per
concludersi il 5 maggio con il passaggio di testimone ad AngelicA Festival Internazionale di Musica, partner dell'operazione
assieme al Teatro Comunale di Bologna e centocage, per i 100 anni di John Cage. NOWHERE, concepito e realizzato da Marino
Formenti, artista di spicco nel panorama della musica contemporanea internazionale, e un non-luogo nel centro della citta. Per
dodici giorni il pianista Formenti siede al pianoforte, suona, vive, respira, dorme nello stesso luogo, contemporaneamente ed
impietosamente pubblico e privato. Sfuma la divisione tra scena e vita, tra giorno e notte, annullando le convenzioni di tempo,
programma e luogo. Le giornate stesse diventano musica. La gente e invitata a fermarsi, a tornare e riascoltare: un modo per
vivere la musica in una dimensione radicalmente diversa. (NOWHERE e anche in streaming su Peng 1: www.liveartsweek.it/peng-1).
L'opening serale di apertura di Live Arts Week del 24 aprile avra luogo al Teatro Duse con la prima italiana di Low Pieces del
coreografo francese Xavier Le Roy, spettacolo presentato al Festival d'Avignon 2011, che vede impegnato uno straordinario team
di otto interpreti/autori internazionali. Low Pieces si interroga su come percepiamo il corpo: rifiutando i codici dell'abito e
sottraendo il movimento alle abitudini sociali, Le Roy propone allo sguardo dello spettatore una comunita svincolata della sua
umanita. Animale? Meccanica? Vegetale? Davanti agli occhi del pubblico una suite di passaggi coreografici suggerisce un altro
modo di essere al mondo.
Sede centrale di Live Arts Week e Palazzo Re Enzo, affacciato su Piazza Maggiore. Snodo geografico e partecipativo della
settimana, ospita il campo base per artisti e pubblico nella Sala dello spazio tra i denti. Si tratta di un ambiente realizzato e
vissuto da Canedicoda e Mirko Rizzi (Gabbianacci) che vedra, tra le altre cose, le invenzioni edibili di Silvia Costa, emissioni live
giornaliere e performance sonore progettate da Ottaven con ospiti inattesi (in streaming su Peng 2: www.liveartsweek.it/peng-2).
Sempre Palazzo Re Enzo ospita Flogisto, un'opera ambientale commissionata a Luca Trevisani. Flogisto e una macchina misteriosa
per la cattura delle tre dimensioni, un Locus solus ricostruito sullo spazio planare di uno scanner che si espande nello spazio.
Trevisani e un artista che porta avanti un originale percorso di reinvenzione degli ambienti percettivi innestando la tradizione del
paesaggio con quella delle macchine celibi.
Il salone principale del palazzo, ospita una programmazione disseminata lungo l'arco della settimana che incrocia live media e
live musicali. Saranno presentate comunita e scene artistiche inedite accanto a riproposizioni di artisti sperimentali storici.
Immaginando nuove centralita, il programma esplora come e in che misura un'attitudine diffusa di sguardo al passato . una
'retromania' che attraversa tanto le arti visive quanto il mondo delle sonorita contemporanee - stia reinventando e fondando nuove
forme (Blues Control e Laraaji sono in questo senso esemplari di un fenomeno globale di resurrezione e riappropiazione
dellfintero genere new age). E' un palinsesto che concentra l'attenzione su fenomeni dall'apparenza territoriale, distretti in cui la
creazione musicale e visiva sta determinando immaginari destinati ad attraversare gusti e comportamenti, stili espressivi e
modalita di fruizione e di intrattenimento (e il caso della scena di Los Angeles con The Claw composto da Kingdom, Total Freedom
e Nguzunguzu, e dello scavo intergenerazionale sulla scena belga di Anversa con Dennis Tyfus/Vom Grill, Yannick Val Gesto &
Roman Hiele, Orphan Fairytale). Live media e dimensione cinematica, sono invece indagati con progetti che segnano una visione
proiettata in avanti: Floris Vanhoof, artista poliedrico e musicista con affondi nello sperimentalismo cinematografico; Ben Rivers,
filmaker e artista visivo inglese con eplorazioni di territori sconosciuti e esistenze alternative in mondi marginali tra documentario
e fiction; e Hieroglyphic Being, produttore dance asimmetrico e visionario.
L'invito ad Hartmut Geerken, musicista e filmmaker tedesco figura ponte di una relazione con la grande tradizione dello
sperimentalismo musicale, e all'insegna di un confronto con chi ha saputo navigare nell'universo delle ricerche (da Sun Ra ad
Hachternbusch) trovandosi inevitabilmente a rilanciare spore di immaginario verso il futuro. In questo caso Geerken e protagonista
dell'attivazione degli spazi del palazzo con The White Screen is a Red Cape, una sessione immersiva di otto ore costituita dalla
proiezione di rarissimi documenti video di azioni e performance degli anni '70, girati con strano estro, e intarsi sonori realizzati
dal vivo dall'autore.
Altra sede cardine di Live Arts Week e lo Spazio Carbonesi, che ospita una mostra e due progetti modulari articolati in capitoli.
Dei Salons con lecture/performance, tea time & guests che invitano a seguire l'avanzamento delle ricerche di Cristina Rizzo e Lucia
Amara con LOVEEEE - Primo, Secondo e Terzo discorso con esercizi di grazia (25, 26 e 27 aprile) e di Antonia Baehr con Beginning
with Abecedarium Bestiarium (28 e 29 aprile).
Connubio tra coreografia (Cristina Rizzo) e pensiero teorico (Lucia Amara), Loveeee vede il coinvolgimento di tre artisti invitati,
Robert Steijn, Christine De Smedt e Mattin. Punto di partenza per questa occasione di pensiero/pratica e il dispiegarsi di un
discorso e di esercizi attorno al tema della egraziaf intesa come attitudine, come politica del corpo, come economia della bellezza.
La grazia e una categoria di confine, lontana dalla perfezione sicura e statica del bello. La sintassi e quella dellfimpianto
occasionale e provvisorio. Ciascuna apertura al pubblico proporra quindi un'articolazione di materiali e interventi parallelamente
alla produzione dell'ospite. Nel caso del performer, coreografo e drammaturgo olandese Robert Steijn, il materiale di partenza
sara il solo Deer Dance. Steijn, sciamano contemporaneo, cerca di riportare la magia nella vita e nel teatro. Il suoi strumenti sono
corpo e mente. Christine De Smedt, coreografa belga con un passato di studi criminologici, e co-fondatrice della compagnia belga
Le ballets C de la B. Attualmente svolge ricerche sul ritratto personale/impersonale: il gesto impossibile di interiorizzare i pensieri
dell'altro. Mattin, musicista basco, lavora sullfimprovvisazione, il noise e lfarchitettura sociale dello spazio. Nel contesto di Loveeee
e invitato a mettere in discussione la relazione stereotipata tra il performer 'attivo' e il pubblico 'passivo', e a praticare una fisicita
radicata nel contrasto.
Per proseguire, lo Spazio Carbonesi ospita in anteprima la performer e coreografa Antonia Baehr con il progetto Beginning with
Abecedarium Bestiarium. Se il chiodo fisso di Baehr e esplorare la possibilita di separare unfespressione dal suo substrato
emotivo, non puo che incuriosire l'avvio di un nuovo progetto non antropocentrico sulle affinita, in cui setaccera sonorita, gesti e
caratteri appartenenti a bestie e uomini.
Il primo Salon tenuto da Baehr si intitola D is for Dog, ed apre una nuova serie di soli per un ABC performato sull'Animalita.
Miscelando il concerto vocale, il record spinning, la conferenza etnologica e la vetusta tecnologia del ricalco su lavagna luminosa,
questa performance e un invito ad entrare nell'intricata intimita relazionale tra compagni di specie. Che linguaggio emerge
dall'interminabile duetto del tran tran quotidiano tra cane e padrone?
The ABC of Extinct Animals e il titolo del secondo Salon. Tutti i bambini conoscono questo gioco in qualche forma: Baehr individua
15 specie di animali estinti organizzandoli dalla A alla Z e ne studia meticolosamente le relazioni con personaggi storici e con
artisti suoi amici a cui ha commissionato delle partiture sonoro-gestuali. Basandosi sul concetto di 'compagni di specie' le relazioni
si sviluppano tra la telepatia, il caso e la tenerezza.
Lo Spazio Carbonesi accoglie inoltre I Passanti. Mostra di Ritagli di Giornale di Claudia Castellucci. "Sono immagini che
emergono dal flusso della quantita per una loro intrinseca capacita a stagliarsi rispetto alle altre che passano, come una pesca che
estrae dal torrente del reale figure ferme. Sono fori fatti su una lastra di metallo specchiante. Sono punture sulla cotenna del
pachiderma."
Ultimo spazio abitato da Live Arts Week e l'Hotel Palace, che ospitera il nuovo lavoro del coreografo e regista francese Yves-Noel
Genod, Hotel Palace. Creatore pluri-disciplinare, Genod realizza spettacoli ispirati ai contesti, fabbricandoli sul corpo delle
persone come un sarto: haute couture a partire dagli interpreti, dai luoghi e dai pubblici. Grande attenzione quindi sulla
'presenza', siano danzatori, attori, cantanti, professionisti, amatori, tecnici. La creazione che presenta a Bologna, tra intima
confessione e invettiva, reclama la connivenza col pubblico attraverso tutte le risorse emotive.
Al programma della settimana si affianca Accademie Eventuali, il nuovo progetto formativo offerto da Fondazione Carisbo e
Fondazione Furla in collaborazione con MAMbo . Museo dfArte Moderna di Bologna e Xing. Luca Trevisani e Giovanni Anceschi -
l'uno artista visivo e l'altro importante teorico e progettista del design italiano - sono la coppia di autori invitati a condurre la 1a
edizione del laboratorio dedicato a studenti di Accademie di Belle Arti che muovono i primi passi nel mondo dell'arte. L'esito del
laboratorio, dal titolo Ambienti plurali, partiture somatiche e frutta di stagione, sara presentato nel programma di Live Arts Week
il 26 aprile a Palazzo Pepoli.
____________________________________________________________________________________________
Con: Marino Formenti (I/A), Luca Trevisani (I), Giovanni Anceschi (I), Canedicoda/Mirko Rizzi (I), Silvia Costa (I), Xavier Le Roy
(F/D), Luis Miguel Felix (PT), Kroot Juurak (Est), Jan Ritsema (NL), Sa.a Asenti. (Srb), Anne Juren (F/A), Christine De Smedt (B),
Salka Ardal Rosengren (Sw), Floris Vanhoof (B), Hartmut Geerken (D, Ottaven (I), Cristina Rizzo/Lucia Amara (I), Robert Steijn
(NL/A), Blues Control/Laraaji (USA), Ben Rivers (GB), Hieroglyphic Being (USA), Mattin (Basque Country), Claudia Castellucci (I),
Yves-Noel Genod (F), Antonia Baehr (D), Dennis Tyfus/Vom Grill (B), Orphan Fairytale (B), Yannick Val Gesto/Roman Hiele (B),
The Claw (Kingdom, Total Freedom, Nguzunguzu) (USA).
____________________________________________________________________________________________
Live Arts Week e ideato e realizzato da Xing, network nazionale che progetta, organizza e sostiene eventi, produzioni e
pubblicazioni contraddistinti da uno sguardo interdisciplinare intorno ai temi della cultura contemporanea, con una particolare
attenzione alle tendenze generazionali legate ai nuovi linguaggi.
Live Arts Week e realizzato con il sostegno di: Ministero per i Beni e le Attivita Culturali, Regione Emilia-Romagna, Comune di
Bologna, Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, Institut Francais, Goethe Institut Mailand, Fondazione Nuovi Mecenati, Fondazione
del Monte di Bologna e Ravenna. Partners: AngelicA Festival Internazionale di Musica, Fondazione Teatro Comunale di Bologna,
Fondazione Carisbo, Genus Bononiae, Fondazione Furla, MAMbo Museo d'Arte Moderna di Bologna, Spazio Carbonesi, Accademia
di Belle Arti di Bologna, Universita di Bologna. Media partners: Mousse, Cura, Nero, Blow Up, Rolling Stone, Edizioni Zero, Alias, Il
Manifesto, Undo.net, Citta del Capo - Radio Metropolitana. Live Arts Week fa parte della Rete dei Festival del Contemporaneo di
Bologna.
____________________________________________________________________________________________
luoghi:
Palazzo Re Enzo - Piazza Nettuno
Teatro Duse - Via Cartoleria 42
Spazio Carbonesi - Via De' Carbonesi 11
Hotel Palace - Via Montegrappa 9/2
Nowhere - Piazza de'Celestini 6/a
Palazzo Pepoli/Accademie Eventuali - Via Castiglione 8
sede organizzativa:
Xing - Via Ca' Selvatica 4/d Bologna
www.liveartsweek.it
www.xing.it
info e prenotazioni: tel 051.331099
info@xing.it
ufficio stampa: tel 051.331099 mob 339.1503608
pressoff@xing.it
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Festival e F.I.S.Co. - Festival Internazionale sullo Spettacolo Contemporaneo.
Live Arts Week promuove l'intreccio tra discipline e forme di espressione, ed offre momenti di coabitazione tra artisti e pubblici di
diversa provenienza. Incentrato sulle live arts, intese come insieme eterogeneo di pratiche che ruotano intorno alla presenza, alla
dimensione performativa e allfesperienza percettiva di suoni e visioni, propone un programma internazionale che riflette una
concezione dellfarte come esperienza, fatta di temporalita, posture e immaginari. La scelta di lanciare il nuovo evento come
'settimana' intende rompere con la concezione di un festival visto come punta consumistica della vita culturale di una citta. Si
tratta piuttosto di una coabitazione di forme diversificate - per dimensione ed intensita - concentrate in un tempo limitato che
presentino lfarte come un fatto complesso ma coeso.
L'evento avra luogo a Bologna dal 24 al 29 aprile e si sviluppera nell'arco di una settimana in sei diversi luoghi del centro storico,
con un programma che permette di attraversare un insieme di spazi-mondo attivati da personalita di spicco della ricerca
contemporanea internazionale. Trenta artisti nel complesso, raggruppati in 'scene' e 'compagni di specie'. L'impianto suggerisce
un evento cittadino diffuso scandito in un palinsesto di accadimenti, performance, spettacoli, concerti e live media con date
uniche, produzioni e anteprime assolute, strutturando una poliedrica sinusoide spazio/temporale. L'insieme propone una visione
coerente e frammentata, apprezzabile sia nel suo complesso che in aggregati componibili dallo spettatore, offrendo la possibilita
di 'frequentare' i progetti e seguirne le evoluzioni: entrare/uscire, ritornare/abbandonare, insistere/sorvolare, isolarsi/partecipare.
Elemento distintivo e l'eterogenita delle durate e delle densita degli accadimenti raccolti, che contemplano messe in opera con
tempi molto dilatati, lunghe e lente successioni, o veloci colpi di frusta. Luoghi e situazioni contraddistinti da strutture produttive
aperte e in progress, formule ibride tra la conferenza scientifica e l'azione, Salons di ricerca, e iper-metraggi di immagini e suoni.
Gianni Peng, nome che accompagnera il festival nella sua crescita biologica, sta ad indicare il momento di queste transizioni. E'
un fenomeno, non una persona: un nuovo soggetto identitario, improbabile ma reale, da trattare come un concetto astratto.
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Il progetto NOWHERE apre e chiude, come una larga parentesi, Il programma di Live Arts Week inaugurando il 24 aprile per
concludersi il 5 maggio con il passaggio di testimone ad AngelicA Festival Internazionale di Musica, partner dell'operazione
assieme al Teatro Comunale di Bologna e centocage, per i 100 anni di John Cage. NOWHERE, concepito e realizzato da Marino
Formenti, artista di spicco nel panorama della musica contemporanea internazionale, e un non-luogo nel centro della citta. Per
dodici giorni il pianista Formenti siede al pianoforte, suona, vive, respira, dorme nello stesso luogo, contemporaneamente ed
impietosamente pubblico e privato. Sfuma la divisione tra scena e vita, tra giorno e notte, annullando le convenzioni di tempo,
programma e luogo. Le giornate stesse diventano musica. La gente e invitata a fermarsi, a tornare e riascoltare: un modo per
vivere la musica in una dimensione radicalmente diversa. (NOWHERE e anche in streaming su Peng 1: www.liveartsweek.it/peng-1).
L'opening serale di apertura di Live Arts Week del 24 aprile avra luogo al Teatro Duse con la prima italiana di Low Pieces del
coreografo francese Xavier Le Roy, spettacolo presentato al Festival d'Avignon 2011, che vede impegnato uno straordinario team
di otto interpreti/autori internazionali. Low Pieces si interroga su come percepiamo il corpo: rifiutando i codici dell'abito e
sottraendo il movimento alle abitudini sociali, Le Roy propone allo sguardo dello spettatore una comunita svincolata della sua
umanita. Animale? Meccanica? Vegetale? Davanti agli occhi del pubblico una suite di passaggi coreografici suggerisce un altro
modo di essere al mondo.
Sede centrale di Live Arts Week e Palazzo Re Enzo, affacciato su Piazza Maggiore. Snodo geografico e partecipativo della
settimana, ospita il campo base per artisti e pubblico nella Sala dello spazio tra i denti. Si tratta di un ambiente realizzato e
vissuto da Canedicoda e Mirko Rizzi (Gabbianacci) che vedra, tra le altre cose, le invenzioni edibili di Silvia Costa, emissioni live
giornaliere e performance sonore progettate da Ottaven con ospiti inattesi (in streaming su Peng 2: www.liveartsweek.it/peng-2).
Sempre Palazzo Re Enzo ospita Flogisto, un'opera ambientale commissionata a Luca Trevisani. Flogisto e una macchina misteriosa
per la cattura delle tre dimensioni, un Locus solus ricostruito sullo spazio planare di uno scanner che si espande nello spazio.
Trevisani e un artista che porta avanti un originale percorso di reinvenzione degli ambienti percettivi innestando la tradizione del
paesaggio con quella delle macchine celibi.
Il salone principale del palazzo, ospita una programmazione disseminata lungo l'arco della settimana che incrocia live media e
live musicali. Saranno presentate comunita e scene artistiche inedite accanto a riproposizioni di artisti sperimentali storici.
Immaginando nuove centralita, il programma esplora come e in che misura un'attitudine diffusa di sguardo al passato . una
'retromania' che attraversa tanto le arti visive quanto il mondo delle sonorita contemporanee - stia reinventando e fondando nuove
forme (Blues Control e Laraaji sono in questo senso esemplari di un fenomeno globale di resurrezione e riappropiazione
dellfintero genere new age). E' un palinsesto che concentra l'attenzione su fenomeni dall'apparenza territoriale, distretti in cui la
creazione musicale e visiva sta determinando immaginari destinati ad attraversare gusti e comportamenti, stili espressivi e
modalita di fruizione e di intrattenimento (e il caso della scena di Los Angeles con The Claw composto da Kingdom, Total Freedom
e Nguzunguzu, e dello scavo intergenerazionale sulla scena belga di Anversa con Dennis Tyfus/Vom Grill, Yannick Val Gesto &
Roman Hiele, Orphan Fairytale). Live media e dimensione cinematica, sono invece indagati con progetti che segnano una visione
proiettata in avanti: Floris Vanhoof, artista poliedrico e musicista con affondi nello sperimentalismo cinematografico; Ben Rivers,
filmaker e artista visivo inglese con eplorazioni di territori sconosciuti e esistenze alternative in mondi marginali tra documentario
e fiction; e Hieroglyphic Being, produttore dance asimmetrico e visionario.
L'invito ad Hartmut Geerken, musicista e filmmaker tedesco figura ponte di una relazione con la grande tradizione dello
sperimentalismo musicale, e all'insegna di un confronto con chi ha saputo navigare nell'universo delle ricerche (da Sun Ra ad
Hachternbusch) trovandosi inevitabilmente a rilanciare spore di immaginario verso il futuro. In questo caso Geerken e protagonista
dell'attivazione degli spazi del palazzo con The White Screen is a Red Cape, una sessione immersiva di otto ore costituita dalla
proiezione di rarissimi documenti video di azioni e performance degli anni '70, girati con strano estro, e intarsi sonori realizzati
dal vivo dall'autore.
Altra sede cardine di Live Arts Week e lo Spazio Carbonesi, che ospita una mostra e due progetti modulari articolati in capitoli.
Dei Salons con lecture/performance, tea time & guests che invitano a seguire l'avanzamento delle ricerche di Cristina Rizzo e Lucia
Amara con LOVEEEE - Primo, Secondo e Terzo discorso con esercizi di grazia (25, 26 e 27 aprile) e di Antonia Baehr con Beginning
with Abecedarium Bestiarium (28 e 29 aprile).
Connubio tra coreografia (Cristina Rizzo) e pensiero teorico (Lucia Amara), Loveeee vede il coinvolgimento di tre artisti invitati,
Robert Steijn, Christine De Smedt e Mattin. Punto di partenza per questa occasione di pensiero/pratica e il dispiegarsi di un
discorso e di esercizi attorno al tema della egraziaf intesa come attitudine, come politica del corpo, come economia della bellezza.
La grazia e una categoria di confine, lontana dalla perfezione sicura e statica del bello. La sintassi e quella dellfimpianto
occasionale e provvisorio. Ciascuna apertura al pubblico proporra quindi un'articolazione di materiali e interventi parallelamente
alla produzione dell'ospite. Nel caso del performer, coreografo e drammaturgo olandese Robert Steijn, il materiale di partenza
sara il solo Deer Dance. Steijn, sciamano contemporaneo, cerca di riportare la magia nella vita e nel teatro. Il suoi strumenti sono
corpo e mente. Christine De Smedt, coreografa belga con un passato di studi criminologici, e co-fondatrice della compagnia belga
Le ballets C de la B. Attualmente svolge ricerche sul ritratto personale/impersonale: il gesto impossibile di interiorizzare i pensieri
dell'altro. Mattin, musicista basco, lavora sullfimprovvisazione, il noise e lfarchitettura sociale dello spazio. Nel contesto di Loveeee
e invitato a mettere in discussione la relazione stereotipata tra il performer 'attivo' e il pubblico 'passivo', e a praticare una fisicita
radicata nel contrasto.
Per proseguire, lo Spazio Carbonesi ospita in anteprima la performer e coreografa Antonia Baehr con il progetto Beginning with
Abecedarium Bestiarium. Se il chiodo fisso di Baehr e esplorare la possibilita di separare unfespressione dal suo substrato
emotivo, non puo che incuriosire l'avvio di un nuovo progetto non antropocentrico sulle affinita, in cui setaccera sonorita, gesti e
caratteri appartenenti a bestie e uomini.
Il primo Salon tenuto da Baehr si intitola D is for Dog, ed apre una nuova serie di soli per un ABC performato sull'Animalita.
Miscelando il concerto vocale, il record spinning, la conferenza etnologica e la vetusta tecnologia del ricalco su lavagna luminosa,
questa performance e un invito ad entrare nell'intricata intimita relazionale tra compagni di specie. Che linguaggio emerge
dall'interminabile duetto del tran tran quotidiano tra cane e padrone?
The ABC of Extinct Animals e il titolo del secondo Salon. Tutti i bambini conoscono questo gioco in qualche forma: Baehr individua
15 specie di animali estinti organizzandoli dalla A alla Z e ne studia meticolosamente le relazioni con personaggi storici e con
artisti suoi amici a cui ha commissionato delle partiture sonoro-gestuali. Basandosi sul concetto di 'compagni di specie' le relazioni
si sviluppano tra la telepatia, il caso e la tenerezza.
Lo Spazio Carbonesi accoglie inoltre I Passanti. Mostra di Ritagli di Giornale di Claudia Castellucci. "Sono immagini che
emergono dal flusso della quantita per una loro intrinseca capacita a stagliarsi rispetto alle altre che passano, come una pesca che
estrae dal torrente del reale figure ferme. Sono fori fatti su una lastra di metallo specchiante. Sono punture sulla cotenna del
pachiderma."
Ultimo spazio abitato da Live Arts Week e l'Hotel Palace, che ospitera il nuovo lavoro del coreografo e regista francese Yves-Noel
Genod, Hotel Palace. Creatore pluri-disciplinare, Genod realizza spettacoli ispirati ai contesti, fabbricandoli sul corpo delle
persone come un sarto: haute couture a partire dagli interpreti, dai luoghi e dai pubblici. Grande attenzione quindi sulla
'presenza', siano danzatori, attori, cantanti, professionisti, amatori, tecnici. La creazione che presenta a Bologna, tra intima
confessione e invettiva, reclama la connivenza col pubblico attraverso tutte le risorse emotive.
Al programma della settimana si affianca Accademie Eventuali, il nuovo progetto formativo offerto da Fondazione Carisbo e
Fondazione Furla in collaborazione con MAMbo . Museo dfArte Moderna di Bologna e Xing. Luca Trevisani e Giovanni Anceschi -
l'uno artista visivo e l'altro importante teorico e progettista del design italiano - sono la coppia di autori invitati a condurre la 1a
edizione del laboratorio dedicato a studenti di Accademie di Belle Arti che muovono i primi passi nel mondo dell'arte. L'esito del
laboratorio, dal titolo Ambienti plurali, partiture somatiche e frutta di stagione, sara presentato nel programma di Live Arts Week
il 26 aprile a Palazzo Pepoli.
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Con: Marino Formenti (I/A), Luca Trevisani (I), Giovanni Anceschi (I), Canedicoda/Mirko Rizzi (I), Silvia Costa (I), Xavier Le Roy
(F/D), Luis Miguel Felix (PT), Kroot Juurak (Est), Jan Ritsema (NL), Sa.a Asenti. (Srb), Anne Juren (F/A), Christine De Smedt (B),
Salka Ardal Rosengren (Sw), Floris Vanhoof (B), Hartmut Geerken (D, Ottaven (I), Cristina Rizzo/Lucia Amara (I), Robert Steijn
(NL/A), Blues Control/Laraaji (USA), Ben Rivers (GB), Hieroglyphic Being (USA), Mattin (Basque Country), Claudia Castellucci (I),
Yves-Noel Genod (F), Antonia Baehr (D), Dennis Tyfus/Vom Grill (B), Orphan Fairytale (B), Yannick Val Gesto/Roman Hiele (B),
The Claw (Kingdom, Total Freedom, Nguzunguzu) (USA).
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Live Arts Week e ideato e realizzato da Xing, network nazionale che progetta, organizza e sostiene eventi, produzioni e
pubblicazioni contraddistinti da uno sguardo interdisciplinare intorno ai temi della cultura contemporanea, con una particolare
attenzione alle tendenze generazionali legate ai nuovi linguaggi.
Live Arts Week e realizzato con il sostegno di: Ministero per i Beni e le Attivita Culturali, Regione Emilia-Romagna, Comune di
Bologna, Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, Institut Francais, Goethe Institut Mailand, Fondazione Nuovi Mecenati, Fondazione
del Monte di Bologna e Ravenna. Partners: AngelicA Festival Internazionale di Musica, Fondazione Teatro Comunale di Bologna,
Fondazione Carisbo, Genus Bononiae, Fondazione Furla, MAMbo Museo d'Arte Moderna di Bologna, Spazio Carbonesi, Accademia
di Belle Arti di Bologna, Universita di Bologna. Media partners: Mousse, Cura, Nero, Blow Up, Rolling Stone, Edizioni Zero, Alias, Il
Manifesto, Undo.net, Citta del Capo - Radio Metropolitana. Live Arts Week fa parte della Rete dei Festival del Contemporaneo di
Bologna.
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luoghi:
Palazzo Re Enzo - Piazza Nettuno
Teatro Duse - Via Cartoleria 42
Spazio Carbonesi - Via De' Carbonesi 11
Hotel Palace - Via Montegrappa 9/2
Nowhere - Piazza de'Celestini 6/a
Palazzo Pepoli/Accademie Eventuali - Via Castiglione 8
sede organizzativa:
Xing - Via Ca' Selvatica 4/d Bologna
www.liveartsweek.it
www.xing.it
info e prenotazioni: tel 051.331099
info@xing.it
ufficio stampa: tel 051.331099 mob 339.1503608
pressoff@xing.it
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24
aprile 2012
Live Arts Week
Dal 24 al 29 aprile 2012
arte contemporanea
Location
SEDI VARIE – Bologna
Bologna, (Bologna)
Bologna, (Bologna)
Sito web
www.xing.it




