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Roberto Recanatesi – VISIONARIANCONA
Roberto Recanatesi e … le sue visioni. Non è mai stanco (e perché dovrebbe esserlo?) questo appartato e insolito fotografo anconetano, di professione funzionario regionale (difficile vivere d’arte!), con una atavica passione per le arti figurative e in particolare per lo spettacolo e con in mano, ormai da oltre vent’anni, una Yashica degli anni ottanta, ovviamente col vecchio rullino (Kodak, per la precisione, fino a che si riuscirà a trovare) e dalla scarna ed essenziale dotazione tecnologica (solo un paio di obiettivi ed il filtro polarizzatore, quando occorre).
Comunicato stampa
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Alla Mole Vanvitelliana di Ancona mostra fotografica di Roberto Recanatesi dal 31 marzo al 15 aprile 2012, dedicata alla città in chiave insolita e irreale.
Roberto Recanatesi e … le sue visioni. Non è mai stanco (e perché dovrebbe esserlo?) questo appartato e insolito fotografo anconetano, di professione funzionario regionale (difficile vivere d’arte!), con una atavica passione per le arti figurative e in particolare per lo spettacolo e con in mano, ormai da oltre vent’anni, una Yashica degli anni ottanta, ovviamente col vecchio rullino (Kodak, per la precisione, fino a che si riuscirà a trovare) e dalla scarna ed essenziale dotazione tecnologica (solo un paio di obiettivi ed il filtro polarizzatore, quando occorre). Le mostre da lui effettuate, anche in luoghi di prestigio, sono a decine (in questi ultimi anni alla Sala Laurana di Pesaro, agli Antichi Forni di Macerata, alla Palazzina Azzurra di San Benedetto, alla Rocca Paolina di Perugia, ecc., prossimamente al Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno e a Senigallia).
Ancona, la città in cui è nato e risiede e che ama di tanto in tanto omaggiare dal punto di vista visivo (molto successo ebbero le sue Ancona Sognata 1 e 2) non disdegna mai di accoglierlo e, pur tra molte difficoltà logistiche e organizzative (Recanatesi fa tutto da solo dalle richieste per gli spazi, per i patrocini, per qualche soldino di aiuto, quando possibile naturalmente, alla scelta delle foto, l’allestimento, la guardianeria e via dicendo) e gli concede questa volta la Sala Emendabili della Mole Vanvitelliana in cui allestire l’ennesimo teatrino delle sue visioni. Di visioni, come vedrete, si tratta e vi accorgerete che non è casuale nemmeno l’idea del teatro, qui ripreso alla stregua di un pianeta misterioso e lontano, visto che anche lui ne ha fatto da ragazzo e gli sarebbe piaciuto anche farlo di professione, ma poi hanno prevalso la laurea in giurisprudenza e la macchina fotografica.
Guardare la città (o di qualsiasi realtà si tratti) non vuole dire sempre e necessariamente effettuarlo con occhio quotidiano e realistico, bensì anche spaziare con la fantasia, librarsi verso spazi misteriosi e lontani, facendo perno sulla propria sensibilità, sul proprio vissuto e sul bagaglio culturale e ideologico di appartenenza. I visitatori giudicheranno le visioni di Recanatesi, ne rimarranno interessati o sconcertati, poco importa, ma, qualunque fossero le loro reazioni, egli li inviterebbe comunque (ed, anzi, lo fa sin d’ora) ad andare oltre lo sguardo, così come ci hanno insegnato illustri maestri dello scatto e, soprattutto, ad avere la forza e il coraggio di affidare sé stessi, il proprio passato, i sogni, i desideri e quant’altro al prodotto finale del loro lavoro … pardon, in questo caso, della loro passione!
Per notizie biografiche e per visionare almeno parte della produzione dell’autore si veda il sito www.robertorecanatesi.com, tuttavia in fase di riordino e di parziale mutamento, e tramite google.
Le opere (una cinquantina, formato 40x50, rigorosamente in bianco-nero) sono il frutto di assemblaggi di negativi scannerizzati e riferiti a più scatti. L’autore sarà costantemente presente.
Roberto Recanatesi e … le sue visioni. Non è mai stanco (e perché dovrebbe esserlo?) questo appartato e insolito fotografo anconetano, di professione funzionario regionale (difficile vivere d’arte!), con una atavica passione per le arti figurative e in particolare per lo spettacolo e con in mano, ormai da oltre vent’anni, una Yashica degli anni ottanta, ovviamente col vecchio rullino (Kodak, per la precisione, fino a che si riuscirà a trovare) e dalla scarna ed essenziale dotazione tecnologica (solo un paio di obiettivi ed il filtro polarizzatore, quando occorre). Le mostre da lui effettuate, anche in luoghi di prestigio, sono a decine (in questi ultimi anni alla Sala Laurana di Pesaro, agli Antichi Forni di Macerata, alla Palazzina Azzurra di San Benedetto, alla Rocca Paolina di Perugia, ecc., prossimamente al Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno e a Senigallia).
Ancona, la città in cui è nato e risiede e che ama di tanto in tanto omaggiare dal punto di vista visivo (molto successo ebbero le sue Ancona Sognata 1 e 2) non disdegna mai di accoglierlo e, pur tra molte difficoltà logistiche e organizzative (Recanatesi fa tutto da solo dalle richieste per gli spazi, per i patrocini, per qualche soldino di aiuto, quando possibile naturalmente, alla scelta delle foto, l’allestimento, la guardianeria e via dicendo) e gli concede questa volta la Sala Emendabili della Mole Vanvitelliana in cui allestire l’ennesimo teatrino delle sue visioni. Di visioni, come vedrete, si tratta e vi accorgerete che non è casuale nemmeno l’idea del teatro, qui ripreso alla stregua di un pianeta misterioso e lontano, visto che anche lui ne ha fatto da ragazzo e gli sarebbe piaciuto anche farlo di professione, ma poi hanno prevalso la laurea in giurisprudenza e la macchina fotografica.
Guardare la città (o di qualsiasi realtà si tratti) non vuole dire sempre e necessariamente effettuarlo con occhio quotidiano e realistico, bensì anche spaziare con la fantasia, librarsi verso spazi misteriosi e lontani, facendo perno sulla propria sensibilità, sul proprio vissuto e sul bagaglio culturale e ideologico di appartenenza. I visitatori giudicheranno le visioni di Recanatesi, ne rimarranno interessati o sconcertati, poco importa, ma, qualunque fossero le loro reazioni, egli li inviterebbe comunque (ed, anzi, lo fa sin d’ora) ad andare oltre lo sguardo, così come ci hanno insegnato illustri maestri dello scatto e, soprattutto, ad avere la forza e il coraggio di affidare sé stessi, il proprio passato, i sogni, i desideri e quant’altro al prodotto finale del loro lavoro … pardon, in questo caso, della loro passione!
Per notizie biografiche e per visionare almeno parte della produzione dell’autore si veda il sito www.robertorecanatesi.com, tuttavia in fase di riordino e di parziale mutamento, e tramite google.
Le opere (una cinquantina, formato 40x50, rigorosamente in bianco-nero) sono il frutto di assemblaggi di negativi scannerizzati e riferiti a più scatti. L’autore sarà costantemente presente.
31
marzo 2012
Roberto Recanatesi – VISIONARIANCONA
Dal 31 marzo al 15 aprile 2012
fotografia
arte contemporanea
arte contemporanea
Location
MOLE VANVITELLIANA
Ancona, Banchina Giovanni Da Chio, 28, (Ancona)
Ancona, Banchina Giovanni Da Chio, 28, (Ancona)
Orario di apertura
tutti i giorni: 17–20
sabato e domenica: 9,30-12,30 16-20
Vernissage
31 Marzo 2012, ore 17,30
Autore




