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Donato Marot
Nella logica dello scambio e in collaborazione con lo Spazio Goumanyat di Parigi, exfabbricadellebambole associazione culturale ospita l’artista spagnolo Donato Marot (Valencia) che per la prima volta espone in Italia.
Comunicato stampa
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Donato Marot è laureato in psicologia, ma nella pratica artistica non se ne avverte alcuna strumentalizzazione, anzi, la sua disciplina creativa è piuttosto all’ordine dello swing, giacché lui è davvero musicista e passa dalla tastiera alla tavolozza secondo l’indole del fauve. Marot tiene a briglia una creatività che si espande sulle trame dei suoi fantasmi. È così che si spiegano i salti da un’iconicità descrittiva alle suggestioni cromatiche astratte. È lui che dice:
“La pittura è un fatto di magia mistica, nel senso che l’atto creativo è una liturgia che attraversa l’evento umano riscrivendone l’essenza fenomenica sui registri della poesia. Il ritrarre è ri-trattare la cosa e l’accadere avviene sul palco cosmico dove la vicenda natura-uomo è il grande teatro finito-infinito di una spirale che noi chiamiamo Vita. Donare un’anima alla pittura è la grande sfida dell’uomo-artista.”.
Ho detto “fauve” per rintracciare una linea estetica che si agitava in altri tempi e come Marot utilizzava qualsiasi paradigma espressivo senza pregiudizi canonici; Marot è libero ma coerente, lo è anche quando passa dal figurativo all’astratto attraverso l’informale, non senza qualche suggestione espressionistica. La sua coerenza è resa dalla riconoscibilità della “mano” che è sua in ogni stadio del suo cospicuo repertorio.
(Gustavo Bonora)
“La pittura è un fatto di magia mistica, nel senso che l’atto creativo è una liturgia che attraversa l’evento umano riscrivendone l’essenza fenomenica sui registri della poesia. Il ritrarre è ri-trattare la cosa e l’accadere avviene sul palco cosmico dove la vicenda natura-uomo è il grande teatro finito-infinito di una spirale che noi chiamiamo Vita. Donare un’anima alla pittura è la grande sfida dell’uomo-artista.”.
Ho detto “fauve” per rintracciare una linea estetica che si agitava in altri tempi e come Marot utilizzava qualsiasi paradigma espressivo senza pregiudizi canonici; Marot è libero ma coerente, lo è anche quando passa dal figurativo all’astratto attraverso l’informale, non senza qualche suggestione espressionistica. La sua coerenza è resa dalla riconoscibilità della “mano” che è sua in ogni stadio del suo cospicuo repertorio.
(Gustavo Bonora)
06
marzo 2012
Donato Marot
Dal 06 al 27 marzo 2012
arte moderna e contemporanea
Location
EX FABBRICA DELLE BAMBOLE
Milano, Via Giovanni Antonio Plana, 26, (Milano)
Milano, Via Giovanni Antonio Plana, 26, (Milano)
Orario di apertura
da lun. a ven. dalle 15 alle 19
Vernissage
6 Marzo 2012, ore 18,30
Autore
Curatore




