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Christian Zucconi – La pietra e la carne
Parte integrante di quella ricognizione ed indagine critica che il museo montevarchino – unico in Italia che per vocazione è interamente dedicato alla scultura – ha avviato sulla plastica contemporanea sondandone i materiali, le problematiche, i linguaggi e le poetiche, l’allestimento di alcune opere di Christian Zucconi (Piacenza, 1978) all’interno delle sale espositive de “Il Cassero” sollecita riflessioni e suggestioni certamente inattese. Reduce dalla sua partecipazione alla 54ª Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e da due straordinarie personali allestite all’interno del Museo del Castello Sforzesco a Milano e di quello di Palazzo Farnese a Piacenza, l’artista entra ora in diretto colloquio con la scultura otto-novecentesca del Museo
11 febbraio-9 aprile 2012
Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento
Via Trieste, 1
Montevarchi (AR)
Parte integrante di quella ricognizione ed indagine critica che il museo montevarchino - unico in
Italia che per vocazione è interamente dedicato alla scultura - ha avviato sulla plastica contemporanea
sondandone i materiali, le problematiche, i linguaggi e le poetiche, l’allestimento di alcune opere di
Christian Zucconi (Piacenza, 1978) all’interno delle sale espositive de “Il Cassero” sollecita riflessioni
e suggestioni certamente inattese. Reduce dalla sua partecipazione alla 54ª Biennale Internazionale
d’Arte di Venezia e da due straordinarie personali allestite all’interno del Museo del Castello
Sforzesco a Milano e di quello di Palazzo Farnese a Piacenza, l’artista entra ora in diretto colloquio
con la scultura otto-novecentesca del Museo.
Il materiale è quello lapideo, nella sanguigna variante del travertino persiano che accentua i contenuti
“carnali” della sua poetica scabra e scabrosa; già questo potrebbe essere individuato come il suo
specifico linguaggio, ma c’è ben altro. La particolarità della sua ricerca artistica è amplificata da una
tecnica d’esecuzione assolutamente matura e singolare, volta ad alleggerire le opere, a svuotarle dalla
materia superflua sino a farle divenire gusci leggeri, fessurati e fluttuanti. Una tecnica che giunge a
confutare la tradizionale convinzione che la scultura in pietra non possa essere “leggera”.
Primo dei cinque appuntamenti dedicati alla scultura contemporanea che si svolgeranno al Cassero
nell’arco del 2012, la mostra è organizzata dal Comune di Montevarchi e dall’“Associazione Amici de
Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento” e si avvale della collaborazione e
della competenza di giovani emergenti sperimentando una nuova, proficua collaborazione con
l'“Associazione Fotoamatori Francesco Mochi” e l'“Associazione MACMA”, importanti realtà che
attraverso la fotografia e la cinematografia sono in grado di dialogare e fondersi con la scultura
contemporanea di livello nazionale. Dal 18 febbraio, in contemporanea con l’esposizione
montevarchina, Zucconi è presente in Toscana con un’altra mostra allestita al Museo dell’Opera del
Duomo di Prato a cura di Luca Beatrice.
Il catalogo, di 32 pagine corredato da una serie di foto di Virginia Righeschi che documentano i
lavori di allestimento e le opere in loco, è curato da Alfonso Panzetta con un testo di Giulia Stagi.
Christian Zucconi – La pietra e la carne
Montevarchi, Via Trieste, 1, (Arezzo)




