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Fabio Casulli – Più luce
Cercare di saziare la curiosità dello sguardo e della mente è non solo impossibile, ma inutile, se non si comunica agli altri ciò che abbiamo visto e le emozioni e le riflessioni che ci ha suscitato: la fotografia, mezzo di comunicazione potente e stimolante, realizza tutte queste esigenze.
Comunicato stampa
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Più Luce. Sono le ultime parole di Goethe. Quando furono pronunciate il buio apparteneva
alla notte come un figlio a sua madre.
Eppure nessuno sentiva il bisogno di cercare più luce per illuminare i passi lungo la strada.
A illuminare i passi ci pensava la fede per molti,la natura per pochi.
Oggi di notte illuminiamo a giorno le strade sulle quali passiamo con
tanta fretta, e oscuriamo il sole costruendo colline di cemento dentro le quali vivere come
le formiche sotto terra, nell’ingannevole illusione, anzi, nella colpevole presunzione, un po’
stupida, di dominare la natura solo perché ne comprendiamo i meravigliosi meccanismi,
sentendoci estranei a un tutto indivisibile, come se la tessera di un mosaico avesse la
presunzione sciocca di non appartenervi solo perché è di un colore un pò diverso dalle
altre.
La paura del buio accompagna l’infanzia di ogni uomo e ogni donna, perché nel buio i
nostri occhi non discernono la realtà che li circonda. Se questo è vero il nostro presente
conosce un’umanità infantile come non lo è mai stata.
La guerra al buio della nostra civiltà non ha solo spento le stelle,
ma anche il senso di umiltà che quella vastità ispirava a chi la osservava,
il senso di appartenenza a qualcosa di più grande del singolo individuo che
quella moltitudine di luci nel cielo suggeriva, poneva più domande che risposte sotto
migliaia di luci che non illuminavano la strada ma la mente e il cuore.
Queste meditazioni mi hanno spinto a cercare un modo per dire, con voce ferma, quanta
luce ci sia nella natura, proprio quella luce che cerchiamo di diffondere pensando di
rispondere a un bisogno del cuore accontentando gli occhi.
Quale metodo migliore della fotografia, che, come dice la parola stessa, è un disegno fatto di luce?
dell’infrarosso, inoltre, dà luce proprio alla natura, trasformando in un candido bianco tutto
ciò che è vegetale, cioè vivo, e lo restituisce con la grazia e l’incisività di un disegno. Le
opere dell’uomo sono rare in queste immagini, come lo sono nella realtà, sia quella che si
contempla di notte alzando gli occhi al cielo, sia quella che si ammira di giorno dalla cima
di una montagna, quando ci si accorge che si è circondati di montagne, pianure, mare e
cielo, e solo cercando con attenzione si vedono anche le case. Non solo, ma le opere
dell’uomo sono grigie come è grigia la vita alla quale la società costringe gli unici giorni
che abbiamo a nostra disposizione in mezzo a tutta questa meraviglia, circondati di altri
esseri umani, meraviglie essi stessi.
Fabio Casulli
alla notte come un figlio a sua madre.
Eppure nessuno sentiva il bisogno di cercare più luce per illuminare i passi lungo la strada.
A illuminare i passi ci pensava la fede per molti,la natura per pochi.
Oggi di notte illuminiamo a giorno le strade sulle quali passiamo con
tanta fretta, e oscuriamo il sole costruendo colline di cemento dentro le quali vivere come
le formiche sotto terra, nell’ingannevole illusione, anzi, nella colpevole presunzione, un po’
stupida, di dominare la natura solo perché ne comprendiamo i meravigliosi meccanismi,
sentendoci estranei a un tutto indivisibile, come se la tessera di un mosaico avesse la
presunzione sciocca di non appartenervi solo perché è di un colore un pò diverso dalle
altre.
La paura del buio accompagna l’infanzia di ogni uomo e ogni donna, perché nel buio i
nostri occhi non discernono la realtà che li circonda. Se questo è vero il nostro presente
conosce un’umanità infantile come non lo è mai stata.
La guerra al buio della nostra civiltà non ha solo spento le stelle,
ma anche il senso di umiltà che quella vastità ispirava a chi la osservava,
il senso di appartenenza a qualcosa di più grande del singolo individuo che
quella moltitudine di luci nel cielo suggeriva, poneva più domande che risposte sotto
migliaia di luci che non illuminavano la strada ma la mente e il cuore.
Queste meditazioni mi hanno spinto a cercare un modo per dire, con voce ferma, quanta
luce ci sia nella natura, proprio quella luce che cerchiamo di diffondere pensando di
rispondere a un bisogno del cuore accontentando gli occhi.
Quale metodo migliore della fotografia, che, come dice la parola stessa, è un disegno fatto di luce?
dell’infrarosso, inoltre, dà luce proprio alla natura, trasformando in un candido bianco tutto
ciò che è vegetale, cioè vivo, e lo restituisce con la grazia e l’incisività di un disegno. Le
opere dell’uomo sono rare in queste immagini, come lo sono nella realtà, sia quella che si
contempla di notte alzando gli occhi al cielo, sia quella che si ammira di giorno dalla cima
di una montagna, quando ci si accorge che si è circondati di montagne, pianure, mare e
cielo, e solo cercando con attenzione si vedono anche le case. Non solo, ma le opere
dell’uomo sono grigie come è grigia la vita alla quale la società costringe gli unici giorni
che abbiamo a nostra disposizione in mezzo a tutta questa meraviglia, circondati di altri
esseri umani, meraviglie essi stessi.
Fabio Casulli
04
febbraio 2012
Fabio Casulli – Più luce
Dal 04 al 18 febbraio 2012
fotografia
Location
STUDIO INCANTATIONS
Genova, Vico San Giorgio, 9-11r, (Genova)
Genova, Vico San Giorgio, 9-11r, (Genova)
Orario di apertura
da lunedì a sabato ore 14,30 - 19,00
giov. e dom. chiuso
Vernissage
4 Febbraio 2012, ore 18,30
Autore




