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L. Mikelle Standbridge – Scorre Milano Luce
L. Mikelle Standbridge usa la fotografia non per descrivere ma per evocare e quando si confronta con Milano ne ignora volutamente l’immagine stereotipata e va alla ricerca di atmosfere misteriose
Comunicato stampa
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LA CITTA’ IN UNO SCRIGNO
Bisogna avere una visione da favola aiutata da una bella fantasia
per osservare la città che tutti conoscono per gli affari, la moda,
la frenesia e trasformarla in un luogo dove tutto si sospende,
ogni rumore viene attutito, ogni luce diventa morbida e l’acqua
diventa la metafora delicata di una realtà nuova. L. Mikelle
Standbridge usa la fotografia non per descrivere ma per evocare
e quando si confronta con Milano ne ignora volutamente
l’immagine stereotipata e va alla ricerca di atmosfere misteriose
quanto affascinanti. Si fa attrarre dalla luce dei neon e delle
lampadine, dei faretti e delle installazioni luminose che, bucando
il buio, creano complessi giochi di riflessi che è bello seguire
facendosi guidare dalle emozioni. Appare così l’acqua che è la
vera anima segreta della città: un tempo scorreva fra le vie del
centro, oggi fluisce rapida e sinuosa sottoterra come in un
intrico di vene ed arterie da cui ogni tanto emerge in zampilli di
fontane. La fotografa cerca la città nella notte, quando appare più
bella e sembra perfino emergere come se fosse nascosta in un
bosco, cattura elementi immaginifici e poi li avvicina in un
caleidoscopio sorprendente: ogni forma si perde e si ritrova, ogni
luminescenza si fa liquida nei riflessi e ogni tanto uno scorcio
più facilmente riconoscibile – una fontana, una statua, una chiesa
– appare come il lampo di una visione. L. Mikelle Standbridge
cattura con attenzione tutto ciò per poi trasformarlo in un vero e
proprio percorso dove l’acqua, la luce e il colore sono gli
elementi di uno stesso linguaggio simbolico che non descrive la
città ma dà all’osservatore gli spunti per osservarla con uno
sguardo diverso da quello, frettoloso, dei suoi stessi abitanti. Per
completare la sua opera, la fotografa trasforma le sue immagini
in opere dotate di una loro forte teatralità: pensate per ben
apparire nello spazio dell’Acquario che le ospita, ora
occhieggiano da bacheche retroilluminate, ora si affacciano in
ingrandimenti a parete, ora appaiono inserite in inedite cornici
metalliche che ne valorizzano il fascino segreto. Anche il
cofanetto a tiratura limitata che accompagna e fa da catalogo alla
mostra più che a un libro somiglia a uno scrigno in cui
conservare se non la città, almeno lo sguardo che l’ha osservata.
Roberto Mutti
Bisogna avere una visione da favola aiutata da una bella fantasia
per osservare la città che tutti conoscono per gli affari, la moda,
la frenesia e trasformarla in un luogo dove tutto si sospende,
ogni rumore viene attutito, ogni luce diventa morbida e l’acqua
diventa la metafora delicata di una realtà nuova. L. Mikelle
Standbridge usa la fotografia non per descrivere ma per evocare
e quando si confronta con Milano ne ignora volutamente
l’immagine stereotipata e va alla ricerca di atmosfere misteriose
quanto affascinanti. Si fa attrarre dalla luce dei neon e delle
lampadine, dei faretti e delle installazioni luminose che, bucando
il buio, creano complessi giochi di riflessi che è bello seguire
facendosi guidare dalle emozioni. Appare così l’acqua che è la
vera anima segreta della città: un tempo scorreva fra le vie del
centro, oggi fluisce rapida e sinuosa sottoterra come in un
intrico di vene ed arterie da cui ogni tanto emerge in zampilli di
fontane. La fotografa cerca la città nella notte, quando appare più
bella e sembra perfino emergere come se fosse nascosta in un
bosco, cattura elementi immaginifici e poi li avvicina in un
caleidoscopio sorprendente: ogni forma si perde e si ritrova, ogni
luminescenza si fa liquida nei riflessi e ogni tanto uno scorcio
più facilmente riconoscibile – una fontana, una statua, una chiesa
– appare come il lampo di una visione. L. Mikelle Standbridge
cattura con attenzione tutto ciò per poi trasformarlo in un vero e
proprio percorso dove l’acqua, la luce e il colore sono gli
elementi di uno stesso linguaggio simbolico che non descrive la
città ma dà all’osservatore gli spunti per osservarla con uno
sguardo diverso da quello, frettoloso, dei suoi stessi abitanti. Per
completare la sua opera, la fotografa trasforma le sue immagini
in opere dotate di una loro forte teatralità: pensate per ben
apparire nello spazio dell’Acquario che le ospita, ora
occhieggiano da bacheche retroilluminate, ora si affacciano in
ingrandimenti a parete, ora appaiono inserite in inedite cornici
metalliche che ne valorizzano il fascino segreto. Anche il
cofanetto a tiratura limitata che accompagna e fa da catalogo alla
mostra più che a un libro somiglia a uno scrigno in cui
conservare se non la città, almeno lo sguardo che l’ha osservata.
Roberto Mutti
02
dicembre 2011
L. Mikelle Standbridge – Scorre Milano Luce
Dal 02 dicembre 2011 all'otto gennaio 2012
fotografia
Location
ACQUARIO E CIVICA STAZIONE IDROBIOLOGICA
Milano, Viale Gerolamo Gadio, 2, (Milano)
Milano, Viale Gerolamo Gadio, 2, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a domenica ore 9/13 – 14/17:30
Vernissage
2 Dicembre 2011, ore 18.30
Autore
Curatore



