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Maria Jannelli – Di sguardi sognanti risentiti inquieti
La pittura dell’artista ha, in questa mostra, rivolto una particolare attenzione al ritratto femminile, che costituisce un tema distinto e speciale, anch’esso di millenaria tradizione e di conseguenza di altrettanto lunga e complessa evoluzione creativa.
Comunicato stampa
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Scrive Francesca Pensa:
La produzione artistica di Maria Jannelli si è sempre più orientata, in questi ultimi anni, verso il tema del ritratto: questo antichissimo genere della storia dell’arte trova infatti nei lavori della pittrice una declinazione moderna, che ne dimostra le interessanti possibilità espressive in una dimensione di contemporaneità.
La pittura dell’artista ha poi rivolto una particolare attenzione al ritratto femminile, che costituisce un tema distinto e speciale, anch’esso di millenaria tradizione e di conseguenza di altrettanto lunga e complessa evoluzione creativa.
Le donne rappresentate nelle opere della Jannelli mostrano esclusivamente di se stesse il volto, che viene ripreso da un punto di vista ravvicinato: la misura ragguardevole di alcuni dei dipinti dell’artista permette poi una visione ingigantita dei visi, che possono essere ripresi nella loro integrità oppure tagliati dai limiti delle tavole. Lo sfondo risulta indistinto e in molti ritratti fa da rilevante contrappunto all’immagine in primo piano, spesso non centrata nello spazio pittorico. Un chiaroscuro attento e insieme emozionalmente partecipato definisce la volumetria e la plasticità dei volti, raccontando, in quelle epidermidi macchiate di luci e di ombre, esistenze che possono essere trascorse per sentieri complessi e intricati. Bocche quasi sempre serrate, nasi e chiome della più diversa natura
completano l’immagine: su tutto emerge comunque la preponderanza degli occhi, che svelano sguardi che possono vagare lontano oppure incontrarsi con l’attenzione dello spettatore.
Nascono così i ritratti delle donne scelte dalla Jannelli: alcune sono le amiche di Maria e rappresentano il suo mondo, mentre altre sono personaggi rilevanti della cultura più recente, come, ad esempio, Virginia Woolf, Frida Kahlo, Patti Smith. E se per ciascuna è evidente la ricerca della fisionomia individuale, che si concretizza nella definizione di una forma originale e unica, per tutte vale quella particolare trasfigurazione che, pur mantenendo salda la riconoscibilità, del soggetto, la trasporta in una dimensione particolare, che è quella tipica della pittura dell’artista. In riferimento all’arte della Jannelli si è parlato di immagini appartenenti a una di “mitologia domestica”: questa stessa dimensione, capace di trasfigurare il vero e l’accidentale in un’aura non quotidiana, vale anche per i ritratti, nei quali i volti di persone reali paiono osservare da orizzonti lontani, fermati in un tempo che non sembra essere quello del nostro presente. Questa idea mostra un evidente approfondimento negli ultimi lavori dell’artista, nei quali i visi delle ritrattate, ripetuti anche più volte sulla stessa tavola, perdono ogni riferimento con il corpo e galleggiano, solitari e metafisici, nello spazio neutro dello sfondo.
I ritratti diventano quindi i brani e i frammenti di un’articolata narrazione, che è quella dell’interiorità dell’artista, che in quei volti riconosce una parte di sè, un pezzo della propria esistenza, creando una sorta di autobiografia raccontata con i volti delle altre. Altre delle quali è comunque sempre interpretata la storia, che traspare dai visi come vicenda di percorsi intimi e di stati d’animo profondi: e proprio questo è l’elemento che lega il ritratto della Jannelli alla modernità, distanziandolo dalle immagini antiche.
E tale interessante confronto viene proposto in questa esposizione nella comparazione con i ritratti delle Belle di Villa Ghirlanda Silva di Cinisello Balsamo, presentati, seppur nel lavoro interpretativo degli studenti del Liceo di Brera, nella mostra gemella che nella Biblioteca della sede di via Papa Gregorio affianca la manifestazione dello Spazio Hajech.
Le signore cinisellesi mostrano soprattutto l’attenta e curatissima resa delle vesti, dei gioielli e delle pettinature, che le identificano inequivocabilmente come appartenenti alla più alta aristocrazia, perchè questo era il carattere peculiare delle Gallerie delle Belle, composte di immagini di dame che raccontavano essenzialmente la loro vita mondana e galante, nel tempo di una difficile ma sempre più conquistata centralità femminile nella società: sono le antenate delle donne rappresentate da Maria Jannelli, impegnate invece a mostrare esclusivamente se stesse attraverso le proprie storie più intime e personali.
Biografia dell’artista
Maria Jannelli nasce a Milano nel 1951, si diploma al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Brera.
E’ presente a varie esposizioni collettive in Italia e all’estero. Tra le mostre più importanti si ricordano: Quattro Giovani al Centro S. Fedele di Milano nel 1981, Memorie di porte mai attraversate a Palazzo dei Diamanti di Ferrara nel 1991, XXXI e XXXII Biennale di Milano alla Permanente nel 1989 e 1994, VI e VII Triennale dell’incisione alla Permanente di Milano nel 1990 e 1994, Milano - cento artisti per la città nel 1995, Venature al Neues Kunst Quartier di Berlino, XXXV Premio Suzzara e Premio Carlo Dalla Zorza di Milano (selezionata) nel 1996, Venature a La Posteria di Milano nel 1998, Cinque artisti a Milano alla Cascina Roma di San Donato Milanese nel 2003, 5 in volo alle Officine del volo di Milano e Cinque artisti a Milano a Jorge Alcolea Arte Contemporanea a Madrid nel 2005, a Valencia nel 2006 e a Barcellona e alla Galleria Arte in cornice di Torino nel 2008. Sempre nel 2008 ha fatto parte della rappresentanza di artisti a Casa Italia nell’ambito dei Giochi Olimpici di Pechino. Varie anche le personali che presentano il suo lavoro al pubblico, tra le quali spiccano la rassegna alla Galleria Shop Art di Milano nel 1990 e alla Galleria Secondo Rinascimento di Bologna nel 1997; si ricordano inoltre le doppie personali con Renato Galbusera a Villa Sacchi di Gemonio e alla Galleria Cortina di Milano nel 1995, all’Oratorio di S. Ambrogio e all’Ex Ospedale Soave di Codogno nel 2002, alla Galleria Cappelletti di Milano nel 2004, alla Galleria Montrasio nel 2006, ad Abbagliato sotto sbiadite stelle alla Oberste Baubehörde a München e nell'ambito della mostra Magenta e il suo Rosso a Casa Brocca di Magenta nel 2009, alla Galleria Arianna Sartori di Mantova, a Destini di animali al Museo dell'Informazione di Senigallia e alla Galleria Arteincornice di Torino nel 2010, a Dal bordo estremo di qualche età sepolta alla Fondazione Granata-Braghieri di Imbersago-Lecco nel 2011.
Nello stesso anno, con Renato Galbusera e Ruggero Passeri é presente nella mostra Due o tre cose che so di lei nella chiesa di San Cristoforo a Lodi nell'ambito di Naturarte. Per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia, con Di Gennaro,Galbusera, Miano e Zanini, é presente alla mostra Per una battaglia alla Galleria Borghese di Mentana– Roma; con gli stessi artisti espone, sempre nel 2011, alla Galleria Passepartout di Pero-Milano.
La produzione artistica di Maria Jannelli si è sempre più orientata, in questi ultimi anni, verso il tema del ritratto: questo antichissimo genere della storia dell’arte trova infatti nei lavori della pittrice una declinazione moderna, che ne dimostra le interessanti possibilità espressive in una dimensione di contemporaneità.
La pittura dell’artista ha poi rivolto una particolare attenzione al ritratto femminile, che costituisce un tema distinto e speciale, anch’esso di millenaria tradizione e di conseguenza di altrettanto lunga e complessa evoluzione creativa.
Le donne rappresentate nelle opere della Jannelli mostrano esclusivamente di se stesse il volto, che viene ripreso da un punto di vista ravvicinato: la misura ragguardevole di alcuni dei dipinti dell’artista permette poi una visione ingigantita dei visi, che possono essere ripresi nella loro integrità oppure tagliati dai limiti delle tavole. Lo sfondo risulta indistinto e in molti ritratti fa da rilevante contrappunto all’immagine in primo piano, spesso non centrata nello spazio pittorico. Un chiaroscuro attento e insieme emozionalmente partecipato definisce la volumetria e la plasticità dei volti, raccontando, in quelle epidermidi macchiate di luci e di ombre, esistenze che possono essere trascorse per sentieri complessi e intricati. Bocche quasi sempre serrate, nasi e chiome della più diversa natura
completano l’immagine: su tutto emerge comunque la preponderanza degli occhi, che svelano sguardi che possono vagare lontano oppure incontrarsi con l’attenzione dello spettatore.
Nascono così i ritratti delle donne scelte dalla Jannelli: alcune sono le amiche di Maria e rappresentano il suo mondo, mentre altre sono personaggi rilevanti della cultura più recente, come, ad esempio, Virginia Woolf, Frida Kahlo, Patti Smith. E se per ciascuna è evidente la ricerca della fisionomia individuale, che si concretizza nella definizione di una forma originale e unica, per tutte vale quella particolare trasfigurazione che, pur mantenendo salda la riconoscibilità, del soggetto, la trasporta in una dimensione particolare, che è quella tipica della pittura dell’artista. In riferimento all’arte della Jannelli si è parlato di immagini appartenenti a una di “mitologia domestica”: questa stessa dimensione, capace di trasfigurare il vero e l’accidentale in un’aura non quotidiana, vale anche per i ritratti, nei quali i volti di persone reali paiono osservare da orizzonti lontani, fermati in un tempo che non sembra essere quello del nostro presente. Questa idea mostra un evidente approfondimento negli ultimi lavori dell’artista, nei quali i visi delle ritrattate, ripetuti anche più volte sulla stessa tavola, perdono ogni riferimento con il corpo e galleggiano, solitari e metafisici, nello spazio neutro dello sfondo.
I ritratti diventano quindi i brani e i frammenti di un’articolata narrazione, che è quella dell’interiorità dell’artista, che in quei volti riconosce una parte di sè, un pezzo della propria esistenza, creando una sorta di autobiografia raccontata con i volti delle altre. Altre delle quali è comunque sempre interpretata la storia, che traspare dai visi come vicenda di percorsi intimi e di stati d’animo profondi: e proprio questo è l’elemento che lega il ritratto della Jannelli alla modernità, distanziandolo dalle immagini antiche.
E tale interessante confronto viene proposto in questa esposizione nella comparazione con i ritratti delle Belle di Villa Ghirlanda Silva di Cinisello Balsamo, presentati, seppur nel lavoro interpretativo degli studenti del Liceo di Brera, nella mostra gemella che nella Biblioteca della sede di via Papa Gregorio affianca la manifestazione dello Spazio Hajech.
Le signore cinisellesi mostrano soprattutto l’attenta e curatissima resa delle vesti, dei gioielli e delle pettinature, che le identificano inequivocabilmente come appartenenti alla più alta aristocrazia, perchè questo era il carattere peculiare delle Gallerie delle Belle, composte di immagini di dame che raccontavano essenzialmente la loro vita mondana e galante, nel tempo di una difficile ma sempre più conquistata centralità femminile nella società: sono le antenate delle donne rappresentate da Maria Jannelli, impegnate invece a mostrare esclusivamente se stesse attraverso le proprie storie più intime e personali.
Biografia dell’artista
Maria Jannelli nasce a Milano nel 1951, si diploma al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Brera.
E’ presente a varie esposizioni collettive in Italia e all’estero. Tra le mostre più importanti si ricordano: Quattro Giovani al Centro S. Fedele di Milano nel 1981, Memorie di porte mai attraversate a Palazzo dei Diamanti di Ferrara nel 1991, XXXI e XXXII Biennale di Milano alla Permanente nel 1989 e 1994, VI e VII Triennale dell’incisione alla Permanente di Milano nel 1990 e 1994, Milano - cento artisti per la città nel 1995, Venature al Neues Kunst Quartier di Berlino, XXXV Premio Suzzara e Premio Carlo Dalla Zorza di Milano (selezionata) nel 1996, Venature a La Posteria di Milano nel 1998, Cinque artisti a Milano alla Cascina Roma di San Donato Milanese nel 2003, 5 in volo alle Officine del volo di Milano e Cinque artisti a Milano a Jorge Alcolea Arte Contemporanea a Madrid nel 2005, a Valencia nel 2006 e a Barcellona e alla Galleria Arte in cornice di Torino nel 2008. Sempre nel 2008 ha fatto parte della rappresentanza di artisti a Casa Italia nell’ambito dei Giochi Olimpici di Pechino. Varie anche le personali che presentano il suo lavoro al pubblico, tra le quali spiccano la rassegna alla Galleria Shop Art di Milano nel 1990 e alla Galleria Secondo Rinascimento di Bologna nel 1997; si ricordano inoltre le doppie personali con Renato Galbusera a Villa Sacchi di Gemonio e alla Galleria Cortina di Milano nel 1995, all’Oratorio di S. Ambrogio e all’Ex Ospedale Soave di Codogno nel 2002, alla Galleria Cappelletti di Milano nel 2004, alla Galleria Montrasio nel 2006, ad Abbagliato sotto sbiadite stelle alla Oberste Baubehörde a München e nell'ambito della mostra Magenta e il suo Rosso a Casa Brocca di Magenta nel 2009, alla Galleria Arianna Sartori di Mantova, a Destini di animali al Museo dell'Informazione di Senigallia e alla Galleria Arteincornice di Torino nel 2010, a Dal bordo estremo di qualche età sepolta alla Fondazione Granata-Braghieri di Imbersago-Lecco nel 2011.
Nello stesso anno, con Renato Galbusera e Ruggero Passeri é presente nella mostra Due o tre cose che so di lei nella chiesa di San Cristoforo a Lodi nell'ambito di Naturarte. Per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia, con Di Gennaro,Galbusera, Miano e Zanini, é presente alla mostra Per una battaglia alla Galleria Borghese di Mentana– Roma; con gli stessi artisti espone, sempre nel 2011, alla Galleria Passepartout di Pero-Milano.
22
novembre 2011
Maria Jannelli – Di sguardi sognanti risentiti inquieti
Dal 22 novembre al 06 dicembre 2011
arte contemporanea
Location
SPAZIO HAJECH – LICEO ARTISTICO DI BRERA
Milano, Via Camillo Hajech, 27, (Milano)
Milano, Via Camillo Hajech, 27, (Milano)
Orario di apertura
tutti i giorni esclusi i festivi
ore 9.30-14.30, (ingresso Via Hajech 27)
ore 15.00-18.00 su appuntamento
Vernissage
22 Novembre 2011, ore 18.00
Autore
Curatore
