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Sandro Negri – Trasparenze
Un nuovo ciclo pittorico di Sandro Negri illumina gli spazi della Errepi Arte. Una mostra vibrante intitolata “Trasparenze” affida alle composizioni con le bottiglie le suggestioni di un percorso che mescola il sapore autentico della tradizione contadina,una pittura intensa e dal taglio fotografico.
Comunicato stampa
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Galleria Errepi Arte – Mantova
Sabato 26 novembre 2011 ore 17.00
“Trasparenze”
Un nuovo ciclo pittorico di Sandro Negri illumina gli spazi della galleria Errepi Arte di via Accademia. Una mostra vibrante di luce intitolata “Trasparenze” affida alle composizioni con le bottiglie le suggestioni di un percorso che mescola il sapore autentico della tradizione contadina, la maturità della composizione di queste autentiche “nature vive” e una pittura intensa e dal taglio fotografico. La mostra dell’artista mantovano, allestita sino al 31 dicembre 2011, è accompagnata da un raffinato catalogo edito da Publi Paolini con testo di Paola Artoni. La critica, alla quale è affidata la presentazione in occasione del vernissage della mostra, si sofferma su queste forme riflettendo sul valore evocativo delle bottiglie: “Nelle trasparenze del vetro si intravedono le anime di queste forme che sembrano ribollire dall’interno. Si vorrebbe potere assaggiare questa pozione di pittura, si desidererebbe lasciarsi inebriare dai segreti e dai sapori di una autentica e sapiente miscela di pittura speziata, sempre pronta a scatenare energia e vita”.
Sandro Negri nasce nel 1940 a Virgilio (Mn). Il legame tenace di comunanza che stabilisce con l’ambiente rurale affonda le origini nella sua fanciullezza e costituisce uno dei temi privilegiati nell’intera sua opera. Esordisce con una mostra personale nel 1970 e la sua prima monografia viene pubblicata nel 1976 con la prefazione di Dino Villani. Persona dotata di una carica comunicativa immediata, Negri è anche artista versatile. Nel 1981 viene invitato dal comune di Virgilio (MN) a partecipare ad una mostra celebrative per il bimillenario della morte del sommo poeta Virgilio.Nel 1989 apre un atélier a Parigi. Nel 1991 riceve l’incarico di eseguire manifesti pubblicitari per il film Vincent e Theo di Robert Altmann con l’obbiettivo di mettere in luce la tragedia affettiva che avviluppa i due fratelli.
Nel 1993 allestisce in Palazzo Ducale di Mantova una retrospettiva, curata da Eda Benedetti e accompagnata da catalogo edito da Electa, e l’anno seguente presso la Rocca Normanna, in collaborazione con il Comune di Paternò (Catania).
Nel 1995 apre uno studio a Montanara di Curtatone (Mn), nel seicentesco Palazzo Cavalcabò.
Dal 1997 due disegni di Negri entrano a fare parte della collezione permanente “Vivian and Gordon Gilkey” del Portland Art Museum.
Nel 2001, in occasione dell’apertura del Palazzo del Plenipotenziario a Mantova, si organizza un’antologica allestita con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Mantova – Casa del Mantegna.
Nel 2002, in collaborazione con la galleria londinese “Gagliardi Gallery”, viene allestita una mostra al “The Lord Leighton House Museum” di Londra che riscuote un notevole successo di critica e di pubblico. Sempre nel 2002 partecipa alla mostra itinerante in Spagna Pàginas desde Lombardia, un Museo de Arte Contemporaneo.
Nel 2004 inaugura un’altra sede a Portland (USA). Nello stesso anno Silvana Editoriale inquadra la sua opera con una pubblicazione di grande rilievo a firma di Raffaele De Grada e Claudio Rizzi. Lo stesso anno è invitato alla rassegna Poetiche del ’900 a Castel Ivano in provincia di Trento. Nel 2005 l’evento Pàginas desde Lombardia – Itineranti di ritorno si ripropone in Italia al Civico Museo di Maccagno. Nella stessa sede partecipa alla mostra Metafore di Paesaggio (riproposta al Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti, in provincia di Mantova, e allo Spazio Guicciardini di Milano). Sempre nelle stesso anno, in occasione di una personale a Milano, Rossana Bossaglia firma la presentazione in catalogo.
Nel 2006 ordina l’ampia antologica Evocate immagini al Civico Museo Parisi Valle di Maccagno(Varese), a cura di Claudio Rizzi, con catalogo edito da Nicolini Editore. Sempre a Maccagno partecipa alle mostre Acquisizioni 2006 e ad Arte Contemporanea in Lombardia – Generazione anni ’40.
Nel 2008 Swatch Group, in collaborazione con la Gioielleria Azzali 1881 di Mantova, sceglie Negri per celebrare i suoi venticinque anni di attività e consente all’artista di personalizzare una serie di 299 orologi, pezzi unici presentati nel suo atelier in una giornata-evento dedicata ai collezionisti degli Swatch Club.
Nel 2010 una mostra allestita presso la “Brian Marki Fine Art” di Portland, negli Stati Uniti, e un catalogo monografico con intervista all’artista e testimonianze di collezionisti statunitensi hanno celebrato i suoi primi cinquant’anni di pittura.
Un’intensa documentazione critica correda il percorso di lavoro e tutta la letteratura è presente presso “Ad Acta” Associazione Culturale Milano e l’Archivio per l’Arte Italiana del Novecento “Kunsthistorisches Institut” di Firenze.
In questi anni Negri ha esposto in gallerie private e sedi istituzionali di numerose città italiane e straniere, quali Roma, Milano, Firenze, Bologna, Mantova, Desenzano del Garda, Verona, San Gimignano, Londra, Ginevra e Lugano, Parigi, Vienna, Berlino, Goteborg e Helsingborg (Svezia), Malaga (Spagna), Nijmegen, Hooghalen e Helenaveen (Olanda), Naples FL, Portland OR, Palm Desert CA, e Seattle WA negli Stati Uniti.
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Messaggio in una bottiglia
Paola Artoni
«Just a castaway/ An island lost at sea/ Another lonely day/ With no one here but me/ More loneliness/ Than any man could bear/ Rescue me before I fall into despair/ I’ll send an SOS to the world/ I hope that someone gets my/ Message in a bottle/ A year has passed since I wrote my note/ But I should have known this right from the start/ Only hope can keep me together/ Love can mend your life/ But love can break your heart/ I’ll send an SOS to the world/ I hope that someone gets my/ Message in a bottle/ Walked out this morning/ Don’t believe what I saw/ A hundred billion bottles/ Washed up on the shore/ Seems I'm not alone at being alone/ A hundred billion casatways/ Looking for a home/ I’ll send an SOS to the world/ I hope that someone gets my/ Message in a bottle/ Sending out an SOS».
(The Police, Message in a bottle, 1979)
Sulla spiaggia una distesa di bottiglie lavate dai flutti e una moltitudine di messaggi affidati alle onde, nella speranza che qualcuno li accolga. L’immagine della canzone dei Police mi tamburella nella mente da quando Sandro Negri ha svelato il suo nuovo tesoro: un ciclo pittorico inedito, completamente dedicato al tema delle bottiglie. Sono composizioni magistrali, audaci tagli di impaginazione con lampi di verde che si stagliano su un fondale nero d’abisso, alle quali sono stati affidati titoli emblematici sul tema dell’incontro con l’altro e dove il dialogo si svolge nella complementarità di negativo e positivo, di yin e yang, quasi a volere sintetizzare e pacificare le contraddizioni racchiuse nelle due metà della vita stessa.
Come il naufrago che affida ai flutti il proprio S.O.S, così l’artista lancia il proprio messaggio al mondo e, al tempo stesso, presta la sua voce a tutti noi. Ci riconosciamo nell’identità di naufraghi, con gli abissi della solitudine nel dolore, graffiati dalla fatica del vivere, osserviamo la nostra pelle fragile come cristallo e diventiamo sempre più consapevoli di non poterci salvare da soli. Non è un caso che, accanto alle bottiglie, Negri abbia voluto rappresentare anche la ceramica graffita, con il bianco della preparazione pittorica inciso nel proprio spessore con la punta fendente del pennello. È allora che affiorano le figure epiche di Negri (le donne chine sui covoni e gli uomini solenni avvolti nei loro tabarri) in un gioco metalinguistico: la pittura rappresenta la ceramica dipinta e la ceramica riprende la pittura stessa. E sono sempre le incisioni tratteggiate sulla pelle degli strati pittorici, come tatuaggi indelebili, che portano alla luce i fiumi sotterranei del colore: dall’etichetta di una bottiglia di vino riaffiora un solco rosso, dal profilo di una silhouette scura si lascia scoperta una lucida fenditura che contrasta con l’opacità del vetro impolverato. Compaiono anche vasi color terracotta illuminati dall’interno con il rosso minio, il tutto giocato con gli spessori delle diverse tonalità delle ocre. Inutile cercare il colore puro perché la tavolozza di Negri è sempre più una sapiente miscela di increspature che contrasta con la sintesi totale delle forme. Sul fondale si agitano segni grafici, guizzanti come alfabeti sconosciuti, e qua e là tutto si fa vapore evocando un sentire chiarista.
Nelle trasparenze del vetro si intravedono le anime di queste forme che sembrano ribollire dall’interno. Si vorrebbe potere assaggiare questa pozione di pittura, si desidererebbe lasciarsi inebriare dai segreti e dai sapori di una autentica e sapiente miscela di pittura speziata, sempre pronta a scatenare energia e vita. Il senso della trasparenza acquisisce allora un valore artistico e umano altissimo: l’artista ci permette di vedere all’interno delle sue bottiglie e della sua anima. A proposito delle celebri bottiglie di Morandi, un illuminato Bruno Munari nel suo Arte come mestiere del 1966 osservava: «faceva dei quadri astratti usando delle bottiglie e dei vasi come pretesto formale. Infatti il soggetto di un quadro di Morandi non sono le bottiglie ma la pittura fermata in quegli spazi». Anche per Negri le bottiglie potrebbero essere interpretate come un pretesto formale, come semplici oggetti compositivi, al pari dei tronchi degli alberi del magniloquente ciclo che ha dedicato qualche anno fa alle “Cortecce”, ma gli si farebbe un torto se ci si limitasse a questo. Accanto al forte potere evocativo e pure sociale di queste “famiglie” di bottiglie, si nasconde infatti un’ulteriore chiave di lettura: il fascino del potere evocativo e sinestetico delle cantine di campagna, della millenaria storia della vite e del vino che, per un autore pienamente virgiliano come lui, diventa anche un omaggio sentimentale alla civiltà contadina del quale egli si sente pienamente figlio. Come a dire che la semplicità del quotidiano, in questo caso i messaggi in una bottiglia, possono raccontare più di mille parole i frammenti dei misteri della vita e dell’amore che ci dà speranza.
«Un naufragio, un’isola persa nel mare, un altro giorno solitario, nessun altro qui, solo io, più solitudine di quanta un uomo potrebbe sopportare. Salvatemi prima che cada nella disperazione. Spedirò un S.O.S. al mondo. Spero che qualcuno riceva il mio messaggio nella bottiglia. È passato un anno da quando ha scritto il mio messaggio ma vorrei sapere quel che è giusto per le stelle. Solo la speranza può darmi coraggio, l’amore può aggiustare la tua vita ma anche spezzare il tuo cuore. Spedirò un S.O.S. al mondo sperando che qualcuno riceva il mio messaggio nella bottiglia. Passeggiando questa mattina non credevo a quello che ho visto: cento miliardi di bottiglie lavate sulla costa. Sembra che io non sia l’unico essere vivente solo. Cento miliardi di naufraghi cercano casa. Spedirò un S.O.S. al mondo spero che qualcuno riceva il mio messaggio nella bottiglia. Invia un S.O.S invia un S.O.S. invia un S.O.S».
26
novembre 2011
Sandro Negri – Trasparenze
Dal 26 novembre al 31 dicembre 2011
arte moderna e contemporanea
arte contemporanea
arte moderna
arte contemporanea
arte moderna
Location
ERREPI ARTE
Mantova, Via Dell'accademia, 17, (Mantova)
Mantova, Via Dell'accademia, 17, (Mantova)
Orario di apertura
da martedì a venerdì ore 10-12.30 e 16-19.30
sabato e domenica ore 10-12.30 e 16-20
Vernissage
26 Novembre 2011, Ore 17
Autore
Curatore
