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Fernando De Filippi – Arbor solis
In questa mostra, la scelta dell’albero, una volta chiomato come le querce e gli olivi, oggi frondoso come i palmizi; il sole con i suoi tramonti, i palmizi e la mediterraneità, unitamente alla sacralità delle parole, espressa con viva passione pop e neopop.
Comunicato stampa
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“Scenari” si campiona ad essere, in una città come Firenze, lo specchio di un’arte di frontiera, assolutamente in movimento, ipermoderna, ipertesa, ipercolta, mente e cuore, ma anche progetto e destino della comunicazione estetica. E’ con questo progetto, ideato e diretto dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, figura di piano internazionale, che si vuole indicare e sorreggere l’arte nuova e, dunque, protagonisti e bandiere, bandendo ogni culto del transitorio per porgere a tutti il culto dell'eterno. Il terzo millennio che fa vivere i processi creativi in un clima di saccheggiamento della realtà, perchè il futuro è ora, fra rappresentazioni e interpretazioni, ci porta a cogliere il nuovo destino della bellezza. Con l'arte vogliamo aprire finestre sul mondo, con l'arte vogliamo aprire stagioni eroiche, con l'arte vogliamo inaugurare una nuova civiltà. Finestre sul mondo è un punto di partenza. Con “Scenari” si troveranno ad essere coinvolti, ogni volta, sei artisti con sei mostre personali. I sei di questo capitolo sono Natale Addamiano, Giuseppe Alessio, Fernando De Filippi, Pasquale Petrucci, Silvia Ranchicchio, Andrea Riga.
Scrive Carlo Franza nel testo: “La memoria è anche sguardo che suggerisce ai luoghi e agli oggetti del reale, contorni speciali e suggestivi, vanamente rinvenibili nello stato di assoluta normalità. Fernando De Filippi reinserisce il mitologico nel quotidiano, un recupero del dionisiaco come lettore del Verhaeren e del Kahn. Il mare, le onde, il vento, le stelle, il cielo e le sue architetture celesti, le costellazioni, il sole con i suoi tramonti, i palmizi e la mediterraneità, ne sono gli eroi, donde nacquero i miti di tutte le religioni. Rappresenta, quindi, la sua pittura, una forma mitologica dell’evo postmoderno. Essa si giuoca entro una fitta rete di opposizioni simboliche, debitamente articolate secondo una presenza alternata di innumerevoli coppie di contrari: alto/basso; orizzontale/verticale; maschile/femminile, e via discorrendo. La scelta dell’albero, una volta chiomato come le querce e gli olivi, oggi frondoso come i palmizi, è già del tutto chiarificatrice, negli storici trattati delle religioni sale al cielo, e questo gli conferisce una doppia sacralità; da un lato partecipa al simbolismo spaziale della trascendenza (alto,verticale,supremo) e dall’altra il cielo che lo avvolge è per eccellenza il dominio delle ierofonie atmosferiche. Colta, coltissima questa pittura, si accende di reliquiari storici, perchè rimane perpetuamente viva questa passione pop e neopop, da lui vissuta fin dagli anni Settanta con “Lenin” e la sacralità delle parole, quest'ultime che ancora oggi permangono in una scrittura-traccia capace di far lievitare significati ideali e ventosità d' atmosfere, palmizi e paesaggi mediterranei”.
Biografia dell'artista
Fernando De Filippi è nato a Lecce nel 1940. A 11 anni è ammesso ai corsi di pittura della Scuola Media annessa al locale Istituto d’Arte, dove vive sin da giovanissimo l’esperienza della bottega. Dopo aver conseguito il diploma di Maestro d’Arte, nel settembre del 1959 si trasferisce in un primo tempo a Parigi stabilendosi poi definitivamente a Milano, dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti diplomandosi nel 1964. Prima docente di Scenografia, poi dal 1991 al 2009 è Direttore dell’Accademia di Brera. Dall’ottobre 2009 è Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Verona. Ha esposto con mostre personali dal 1958 in Italia e all’estero in prestigiosissime gallerie e Musei e ha partecipato a ben sette Biennali D’Arte. Del suo lavoro hanno scritto illustri critici. Nel 2010, presidente di giuria il Prof. Carlo Franza, ha vinto il Premio delle Arti Premio della Cultura, XXIII edizione, al Circolo della Stampa di Milano.
Biografia del curatore
Carlo Franza, nato nel 1949, è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Critico d’Arte. E’ vissuto a Roma dal 1959 al 1980 dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Filosofia e Sociologia). Si è laureato con Giulio Carlo Argan di cui è stato allievo e Assistente. Dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università estere. Docente nel Master Universitario “Management e Valorizzazione dei Beni Culturali” allo IED di Milano. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci Critici d’Arte più importanti d’Europa. Giornalista, critico d’arte dal 1974 a Il Giornale di Indro Montanelli, oggi a Libero fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. E’ fondatore e direttore del MIMAC della Fondazione Don Tonino Bello. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte, il Premio Città di Alassio nel 1980, il Premio Barocco-Città di Gallipoli nel 1990, il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, e il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (di cui è presidente di giuria dal 2001) e il Premio Città di Tricase nel 2008.
Scrive Carlo Franza nel testo: “La memoria è anche sguardo che suggerisce ai luoghi e agli oggetti del reale, contorni speciali e suggestivi, vanamente rinvenibili nello stato di assoluta normalità. Fernando De Filippi reinserisce il mitologico nel quotidiano, un recupero del dionisiaco come lettore del Verhaeren e del Kahn. Il mare, le onde, il vento, le stelle, il cielo e le sue architetture celesti, le costellazioni, il sole con i suoi tramonti, i palmizi e la mediterraneità, ne sono gli eroi, donde nacquero i miti di tutte le religioni. Rappresenta, quindi, la sua pittura, una forma mitologica dell’evo postmoderno. Essa si giuoca entro una fitta rete di opposizioni simboliche, debitamente articolate secondo una presenza alternata di innumerevoli coppie di contrari: alto/basso; orizzontale/verticale; maschile/femminile, e via discorrendo. La scelta dell’albero, una volta chiomato come le querce e gli olivi, oggi frondoso come i palmizi, è già del tutto chiarificatrice, negli storici trattati delle religioni sale al cielo, e questo gli conferisce una doppia sacralità; da un lato partecipa al simbolismo spaziale della trascendenza (alto,verticale,supremo) e dall’altra il cielo che lo avvolge è per eccellenza il dominio delle ierofonie atmosferiche. Colta, coltissima questa pittura, si accende di reliquiari storici, perchè rimane perpetuamente viva questa passione pop e neopop, da lui vissuta fin dagli anni Settanta con “Lenin” e la sacralità delle parole, quest'ultime che ancora oggi permangono in una scrittura-traccia capace di far lievitare significati ideali e ventosità d' atmosfere, palmizi e paesaggi mediterranei”.
Biografia dell'artista
Fernando De Filippi è nato a Lecce nel 1940. A 11 anni è ammesso ai corsi di pittura della Scuola Media annessa al locale Istituto d’Arte, dove vive sin da giovanissimo l’esperienza della bottega. Dopo aver conseguito il diploma di Maestro d’Arte, nel settembre del 1959 si trasferisce in un primo tempo a Parigi stabilendosi poi definitivamente a Milano, dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti diplomandosi nel 1964. Prima docente di Scenografia, poi dal 1991 al 2009 è Direttore dell’Accademia di Brera. Dall’ottobre 2009 è Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Verona. Ha esposto con mostre personali dal 1958 in Italia e all’estero in prestigiosissime gallerie e Musei e ha partecipato a ben sette Biennali D’Arte. Del suo lavoro hanno scritto illustri critici. Nel 2010, presidente di giuria il Prof. Carlo Franza, ha vinto il Premio delle Arti Premio della Cultura, XXIII edizione, al Circolo della Stampa di Milano.
Biografia del curatore
Carlo Franza, nato nel 1949, è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Critico d’Arte. E’ vissuto a Roma dal 1959 al 1980 dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Filosofia e Sociologia). Si è laureato con Giulio Carlo Argan di cui è stato allievo e Assistente. Dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università estere. Docente nel Master Universitario “Management e Valorizzazione dei Beni Culturali” allo IED di Milano. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci Critici d’Arte più importanti d’Europa. Giornalista, critico d’arte dal 1974 a Il Giornale di Indro Montanelli, oggi a Libero fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. E’ fondatore e direttore del MIMAC della Fondazione Don Tonino Bello. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte, il Premio Città di Alassio nel 1980, il Premio Barocco-Città di Gallipoli nel 1990, il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, e il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (di cui è presidente di giuria dal 2001) e il Premio Città di Tricase nel 2008.
19
novembre 2011
Fernando De Filippi – Arbor solis
Dal 19 novembre 2011 al 13 aprile 2012
arte contemporanea
Location
PLUS FLORENCE
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Orario di apertura
dal lunedì alla domenica, su appuntamento
Vernissage
19 Novembre 2011, ore 18.00
Autore
Curatore




