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Lucilla Ragni – A quello strano spazio tra le cose tornare
“i lavori di Ragni – che si articolano, nel corso degli anni, per cicli – in realtà compongono un ciclo unico, costituendo una sorta di cerchi concentrici in verticale come quelli di una spirale.
Comunicato stampa
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L’evento è l’ultimo appuntamento di Spazio Aperto 2011 ciclo di quattro mostre in cui i critici invitati dall’associazione culturale Fuori Centro, tracciano i percorsi e gli obiettivi che si vanno elaborando nei multiformi ambiti delle esperienze legate alla sperimentazione.
In occasione del vernissage della mostra sarà presentato il catalogo con testo critico di Giorgio Bonomi, che scrive: “i lavori di Ragni – che si articolano, nel corso degli anni, per cicli – in realtà compongono un ciclo unico, costituendo una sorta di cerchi concentrici in verticale come quelli di una spirale. (…) Questi non sono immediatamente definibili come sculture o pitture, data la loro complessità, anche costruttiva (…).
Una complessità che spesso trova un equilibrio lirico come nei Diari tattili – dalla serie Scritture assenti, eseguite dal 1997 ad oggi – “encausti su carta”, che si offrono in tutta la loro poeticità, serena e rasserenatrice, sia nella loro “semplice” composizione” sia nella loro “complessa” materialità sia nella loro soave cromaticità.
Altre volte l’opera si presenta con un piglio più severo, come negli Osservatori del 2000 o nei Nottari del 2004 o negli Ombrari del 2006, fino ai più recenti Contatti del 2008 in cui l’artista raggiunge una sintesi di notevole maturità tra materiale e tattilità, tra forma ed espressività, tra luce ed ombra, tra pieno e vuoto: l’osservatore è come attratto a “varcare la soglia” che solitamente, in modo più o meno invisibile, si frappone tra lui stesso e l’opera, ed è preso dal desiderio del “contatto”, fisico, materiale, al di là di ogni possibile cartello con su scritto “vietato toccare”!”
In occasione del vernissage della mostra sarà presentato il catalogo con testo critico di Giorgio Bonomi, che scrive: “i lavori di Ragni – che si articolano, nel corso degli anni, per cicli – in realtà compongono un ciclo unico, costituendo una sorta di cerchi concentrici in verticale come quelli di una spirale. (…) Questi non sono immediatamente definibili come sculture o pitture, data la loro complessità, anche costruttiva (…).
Una complessità che spesso trova un equilibrio lirico come nei Diari tattili – dalla serie Scritture assenti, eseguite dal 1997 ad oggi – “encausti su carta”, che si offrono in tutta la loro poeticità, serena e rasserenatrice, sia nella loro “semplice” composizione” sia nella loro “complessa” materialità sia nella loro soave cromaticità.
Altre volte l’opera si presenta con un piglio più severo, come negli Osservatori del 2000 o nei Nottari del 2004 o negli Ombrari del 2006, fino ai più recenti Contatti del 2008 in cui l’artista raggiunge una sintesi di notevole maturità tra materiale e tattilità, tra forma ed espressività, tra luce ed ombra, tra pieno e vuoto: l’osservatore è come attratto a “varcare la soglia” che solitamente, in modo più o meno invisibile, si frappone tra lui stesso e l’opera, ed è preso dal desiderio del “contatto”, fisico, materiale, al di là di ogni possibile cartello con su scritto “vietato toccare”!”
15
novembre 2011
Lucilla Ragni – A quello strano spazio tra le cose tornare
Dal 15 novembre al 02 dicembre 2011
arte contemporanea
Location
STUDIO ARTE FUORI CENTRO
Roma, Via Ercole Bombelli, 22, (Roma)
Roma, Via Ercole Bombelli, 22, (Roma)
Orario di apertura
dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00
Vernissage
15 Novembre 2011, ore 18,00
Autore
Curatore




