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Emanuele Magri – Chimere
Immagini colonizzate da lettere strutturano un totem, e poi si dispongono in un labirinto trasparente in plexiglas a struttura modulare, articolata come una cattedrale, in ottagoni, esagoni, quadrati su cui le immagini fluttuano come fossero nel vuoto, mentre alla fine del percorso si dispongono specchi di diverse dimensioni su cui campeggiano solo lettere
Comunicato stampa
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EMANUELE MAGRI
Chimere
Inaugurazione della mostra: martedì 15 novembre 2011 - ore 18,30
Chimere è il titolo che Emanuele Magri ha voluto dare per questa mostra in cui immagini
colonizzate da lettere strutturano un totem, e poi si dispongono in un labirinto trasparente in
plexiglas a struttura modulare, articolata come una cattedrale, in ottagoni, esagoni, quadrati su cui
le immagini fluttuano come fossero nel vuoto, mentre alla fine del percorso si dispongono specchi
di diverse dimensioni su cui campeggiano solo lettere. Il titolo è un’allusione complessa e intrigante
come le sue imagini-parole perché rimanda al mostro mitologico che non è più la bestia dal muso
di leone, il corpo da capra, la coda da drago, che vomita fiamme, ma è piuttosto, come intende
la biologia, l’individuo composto da cellule contenenti generi diversi e contemporaneamente
è l’inganno a cui induce un mondo sempre più popolato da immagini che ci abbagliano e ci
confondono.
Per questo i percorsi di immagini e parole, che costituiscono il perno della ricerca e
invenzione di Emanuele Magri in questa serie di opere assumono la figura del rebus, del dire con
immagini o cose, come anche si faceva un tempo nelle tecniche e nei teatri della memoria come
fossero dei tableaux vivants. Rebus, ablativo del latino res, vuol infatti alla lettera dire “per
mezzo di cose od oggetti” per significare un genere di gioco: la ricostruzione di una parola o
frase per mezzo di segni e di immagini. Nei rebus c'è un piano della realtà, che è manifesto ed
uno che invece è simbolico, insieme diventano un tutt'uno producendo un effetto straniante, di
stupefazione. E Magri ce lo mostra dandoci il rebus già risolto. Non c’è nulla da indovinare, perché
è il meccanismo stesso del rebus l’oggetto da indagare, quello che permette di portare l’attenzione
sull’inganno dei linguaggi e sull’autoinganno della coscienza moderna e, così facendo, di sottrarsi
alla spettacolarizzazione dell’immagine.
Così l’uso del “rebus”, e cioè della sua doppia natura di immagine e di segno alfabetico,
viene condotto a esplorare i tanti i volti del mondo, i corpi delle cose e di noi stessi. Perché,
nell’assenza di un luogo comune che le possa sostenere, le immagini hanno la stessa sostanza delle
parole, diventano parole che compongono frasi. E però il segno linguistico fa fuggire l’oggetto, non
per mostrare che sotto l’immagine non c’è nulla, ma piuttosto che forse potrebbe esserci altro.
Eleonora Fiorani
La mostra si chiuderà il 27 novembre 2011
Orario di apertura: da lunedì a venerdì – ore 15.00 / 19.30 – chiuso sabato e festivi
Chimere
Inaugurazione della mostra: martedì 15 novembre 2011 - ore 18,30
Chimere è il titolo che Emanuele Magri ha voluto dare per questa mostra in cui immagini
colonizzate da lettere strutturano un totem, e poi si dispongono in un labirinto trasparente in
plexiglas a struttura modulare, articolata come una cattedrale, in ottagoni, esagoni, quadrati su cui
le immagini fluttuano come fossero nel vuoto, mentre alla fine del percorso si dispongono specchi
di diverse dimensioni su cui campeggiano solo lettere. Il titolo è un’allusione complessa e intrigante
come le sue imagini-parole perché rimanda al mostro mitologico che non è più la bestia dal muso
di leone, il corpo da capra, la coda da drago, che vomita fiamme, ma è piuttosto, come intende
la biologia, l’individuo composto da cellule contenenti generi diversi e contemporaneamente
è l’inganno a cui induce un mondo sempre più popolato da immagini che ci abbagliano e ci
confondono.
Per questo i percorsi di immagini e parole, che costituiscono il perno della ricerca e
invenzione di Emanuele Magri in questa serie di opere assumono la figura del rebus, del dire con
immagini o cose, come anche si faceva un tempo nelle tecniche e nei teatri della memoria come
fossero dei tableaux vivants. Rebus, ablativo del latino res, vuol infatti alla lettera dire “per
mezzo di cose od oggetti” per significare un genere di gioco: la ricostruzione di una parola o
frase per mezzo di segni e di immagini. Nei rebus c'è un piano della realtà, che è manifesto ed
uno che invece è simbolico, insieme diventano un tutt'uno producendo un effetto straniante, di
stupefazione. E Magri ce lo mostra dandoci il rebus già risolto. Non c’è nulla da indovinare, perché
è il meccanismo stesso del rebus l’oggetto da indagare, quello che permette di portare l’attenzione
sull’inganno dei linguaggi e sull’autoinganno della coscienza moderna e, così facendo, di sottrarsi
alla spettacolarizzazione dell’immagine.
Così l’uso del “rebus”, e cioè della sua doppia natura di immagine e di segno alfabetico,
viene condotto a esplorare i tanti i volti del mondo, i corpi delle cose e di noi stessi. Perché,
nell’assenza di un luogo comune che le possa sostenere, le immagini hanno la stessa sostanza delle
parole, diventano parole che compongono frasi. E però il segno linguistico fa fuggire l’oggetto, non
per mostrare che sotto l’immagine non c’è nulla, ma piuttosto che forse potrebbe esserci altro.
Eleonora Fiorani
La mostra si chiuderà il 27 novembre 2011
Orario di apertura: da lunedì a venerdì – ore 15.00 / 19.30 – chiuso sabato e festivi
15
novembre 2011
Emanuele Magri – Chimere
Dal 15 al 27 novembre 2011
arte contemporanea
Location
FONDAZIONE MUDIMA
Milano, Via Alessandro Tadino, 26, (Milano)
Milano, Via Alessandro Tadino, 26, (Milano)
Orario di apertura
da lunedì a venerdì – ore 15.00 / 19.30 – chiuso sabato e festivi
Vernissage
15 Novembre 2011, ore 18.30
Autore
Curatore



