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Shinya Sakurai – Fly the Flag
Lo show room Marco Cappello Vintage & Design è lieto di presentare la mostra FLY The FLAG dell’artista giapponese Shinya Sakurai. “…La mirabile necessità dell’amore per l’uomo è sempre, dall’origine del mondo, la salvezza del mondo, poiché lo stesso amore è armonia dell’universo…”.
Comunicato stampa
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Lo show room Marco Cappello Vintage & Design è lieto di presentare la mostra FLY The FLAG dell’artista giapponese Shinya Sakurai.
“…La mirabile necessità dell’amore per l’uomo è sempre, dall’origine del mondo, la salvezza del mondo, poiché lo stesso amore è armonia dell’universo. E come l’amore è l’arte. In questa poetica salvezza vi è il cuore, con il suo simbolo, la sua forma e il suo colore, il suo interiore battito che scandisce con le sue intermittenze, geopsichici viaggi del sentimento, tra fisica e metafisica, tra natura e sogno, il rinnovo armonico della vita. Fra le immagini, le forme e le icone universali quella del cuore è la più semplice ma anche la più diretta, la più pura, la più emotiva, la più toccante. Così, tra le simboliche immagini in posa, la originale e suggestiva teoria dei cuoricini di Shinya Sakurai, giovane artista giapponese di straordinario valore, si svela e si rivela ad ogni incontro sincero sempre più simpaticamente vivida e popolare. Nell’amorosa quiete neo-pop del rarefatto spazio delle tele dell’artista di Hiroshima, elaborate in raffinata armonia con l’antico metodo “shibori”, tecnica di colorazione del tessuto che risale all’era di Edo e consiste nel legare e manipolare la tela immergendola in un bagno di tintura che crea variazioni di fantasie astratte e suggestive, il giovane artista riprende con rinnovate, intense e vivaci cromìe, il tempo del gesto antico in una tecnica di ricerca contemporanea delle più avanzate tendenze del “tsuji ga-hana” , unite ad un aggiornato e raffinato design tecnologico semplicemente meraviglioso. Shinya Sakurai raggiunge con esemplare serenità di gesto, espressioni cromatiche davvero semplici ed essenziali per bellezza e insieme incantevoli. Le sue composizioni sono armonie di suoni e colori squisitamente “educate” e comunicative. Non sono opere di solo valore estetico, ma sinceramente etico. Sono composizioni che trasmettono serenamente reiterati messaggi di pace, ed altrettanti saggi di intense pagine d’amore. Messaggi d’amore nel mondo, per il mondo. Sono opere dedicate all’uomo, per la salvezza dell’uomo nel suo universo contemporaneo, che rischia ogni giorno di perdere l’equilibrio della sua sopravvivenza. Le geopsichiche creazioni pittoriche del giovane Shinya, messaggero di pace oltre che d’arte (le due parole per lui sono inscindibili), sono per noi pagine d’amore che vanno accolte come un prezioso dono. Una sorta di ideale reliquia nel grande reliquiario del nostro mondo contemporaneo. Perché signori la Pace come l’amore è un gran dono. Ogni forma, ogni colore è nostalgia di creazione, ovvero di pace e armonia di bellezza. I dipinti di Shinya Sakurai non solo vanno intesi come atto poetico del guardare, ma come simbolo di un atto comunicativo universale, di un preciso, straordinario stato emotivo e sensibile: saper vedere attraverso le cose comuni, per raggiungere le cose del mondo, ovvero l’amore del mondo. Il suo lavoro è un atto creativo squisitamente poetico nel quale l’artista di Hiroshima, al di là dello spazio e del tempo e del silenzio, con la sua arte infonde pace e amore. La materia dell’arte è nella stessa immagine del paesaggio del mondo, in ogni sua manifestazione, ed è nella stessa conoscenza ed intelligenza dell’uomo, del suo essere, del suo esserci, del suo percepire, del suo percepirsi, del suo essere percepito. E’ nella sua stessa congeniale tecnica di espressione in fondo, che l’uomo si esprime, per comunicare. E con essa, in fondo, esprime la saggezza del mondo. Il cuore, anche nelle espressioni della sua estrema forma simbolica, è sempre a noi caro, anche se spesso inflazionato, ma non per Shinya che lo evosceglie e lo adotta per simbolo di pace, purezza e salvezza universale. Anche per Roland Barthes, il cuore citato nelle pagine dei “Frammenti di un discorso amoroso”, rappresenta un organo erettile, ovvero la vita e l’amore, poiché così come è sentito, fissato, nella sfera dell’immaginario il cuore è l’organo del desiderio…poiché il cuore, è ciò che io credo di donare…amato, negato o rifiutato che sia, vuole essere un oggetto di dono (quale migliore dono d’amore?). Al di là del codice delle sue immagini, estremamente semplificate, ma altrettanto bene sublimate, dedicate al principio dell’amore universale, il suo lavoro, esemplarmente etico oltre che estetico (Shinya è un armonico pacifista) è profondamente spirituale, poiché la sua arte esplora lo stesso sentimento dell’uomo, esplora il fenomeno della percezione sensoriale come via per la conoscenza di se stessi in relazione con la natura e l’universo. Ha le sue radici nell’arte orientale, ed è interlocutrice con quella occidentale, riconducendo in un abbraccio ideale, universale, l’uomo e il mondo, attraverso la pace e l’amore, con il sostegno della poesia delle immagini dell’arte. Poiché tutta l’opera di Shinya Sakurai prende corpo e spessore non nello spazio di un quadro, o di più quadri, non in una parete di una stanza, o di una casa, o di un museo, ma nella mente e nel cuore dell’uomo. Le sue composizioni non sono solo visioni interiori, sono significamente le realtà del nostro cuore, con i suoi sentimenti e con le sue “parole”d’amore”.
GIORGIO AUNEDDU MOSSA
“…La mirabile necessità dell’amore per l’uomo è sempre, dall’origine del mondo, la salvezza del mondo, poiché lo stesso amore è armonia dell’universo. E come l’amore è l’arte. In questa poetica salvezza vi è il cuore, con il suo simbolo, la sua forma e il suo colore, il suo interiore battito che scandisce con le sue intermittenze, geopsichici viaggi del sentimento, tra fisica e metafisica, tra natura e sogno, il rinnovo armonico della vita. Fra le immagini, le forme e le icone universali quella del cuore è la più semplice ma anche la più diretta, la più pura, la più emotiva, la più toccante. Così, tra le simboliche immagini in posa, la originale e suggestiva teoria dei cuoricini di Shinya Sakurai, giovane artista giapponese di straordinario valore, si svela e si rivela ad ogni incontro sincero sempre più simpaticamente vivida e popolare. Nell’amorosa quiete neo-pop del rarefatto spazio delle tele dell’artista di Hiroshima, elaborate in raffinata armonia con l’antico metodo “shibori”, tecnica di colorazione del tessuto che risale all’era di Edo e consiste nel legare e manipolare la tela immergendola in un bagno di tintura che crea variazioni di fantasie astratte e suggestive, il giovane artista riprende con rinnovate, intense e vivaci cromìe, il tempo del gesto antico in una tecnica di ricerca contemporanea delle più avanzate tendenze del “tsuji ga-hana” , unite ad un aggiornato e raffinato design tecnologico semplicemente meraviglioso. Shinya Sakurai raggiunge con esemplare serenità di gesto, espressioni cromatiche davvero semplici ed essenziali per bellezza e insieme incantevoli. Le sue composizioni sono armonie di suoni e colori squisitamente “educate” e comunicative. Non sono opere di solo valore estetico, ma sinceramente etico. Sono composizioni che trasmettono serenamente reiterati messaggi di pace, ed altrettanti saggi di intense pagine d’amore. Messaggi d’amore nel mondo, per il mondo. Sono opere dedicate all’uomo, per la salvezza dell’uomo nel suo universo contemporaneo, che rischia ogni giorno di perdere l’equilibrio della sua sopravvivenza. Le geopsichiche creazioni pittoriche del giovane Shinya, messaggero di pace oltre che d’arte (le due parole per lui sono inscindibili), sono per noi pagine d’amore che vanno accolte come un prezioso dono. Una sorta di ideale reliquia nel grande reliquiario del nostro mondo contemporaneo. Perché signori la Pace come l’amore è un gran dono. Ogni forma, ogni colore è nostalgia di creazione, ovvero di pace e armonia di bellezza. I dipinti di Shinya Sakurai non solo vanno intesi come atto poetico del guardare, ma come simbolo di un atto comunicativo universale, di un preciso, straordinario stato emotivo e sensibile: saper vedere attraverso le cose comuni, per raggiungere le cose del mondo, ovvero l’amore del mondo. Il suo lavoro è un atto creativo squisitamente poetico nel quale l’artista di Hiroshima, al di là dello spazio e del tempo e del silenzio, con la sua arte infonde pace e amore. La materia dell’arte è nella stessa immagine del paesaggio del mondo, in ogni sua manifestazione, ed è nella stessa conoscenza ed intelligenza dell’uomo, del suo essere, del suo esserci, del suo percepire, del suo percepirsi, del suo essere percepito. E’ nella sua stessa congeniale tecnica di espressione in fondo, che l’uomo si esprime, per comunicare. E con essa, in fondo, esprime la saggezza del mondo. Il cuore, anche nelle espressioni della sua estrema forma simbolica, è sempre a noi caro, anche se spesso inflazionato, ma non per Shinya che lo evosceglie e lo adotta per simbolo di pace, purezza e salvezza universale. Anche per Roland Barthes, il cuore citato nelle pagine dei “Frammenti di un discorso amoroso”, rappresenta un organo erettile, ovvero la vita e l’amore, poiché così come è sentito, fissato, nella sfera dell’immaginario il cuore è l’organo del desiderio…poiché il cuore, è ciò che io credo di donare…amato, negato o rifiutato che sia, vuole essere un oggetto di dono (quale migliore dono d’amore?). Al di là del codice delle sue immagini, estremamente semplificate, ma altrettanto bene sublimate, dedicate al principio dell’amore universale, il suo lavoro, esemplarmente etico oltre che estetico (Shinya è un armonico pacifista) è profondamente spirituale, poiché la sua arte esplora lo stesso sentimento dell’uomo, esplora il fenomeno della percezione sensoriale come via per la conoscenza di se stessi in relazione con la natura e l’universo. Ha le sue radici nell’arte orientale, ed è interlocutrice con quella occidentale, riconducendo in un abbraccio ideale, universale, l’uomo e il mondo, attraverso la pace e l’amore, con il sostegno della poesia delle immagini dell’arte. Poiché tutta l’opera di Shinya Sakurai prende corpo e spessore non nello spazio di un quadro, o di più quadri, non in una parete di una stanza, o di una casa, o di un museo, ma nella mente e nel cuore dell’uomo. Le sue composizioni non sono solo visioni interiori, sono significamente le realtà del nostro cuore, con i suoi sentimenti e con le sue “parole”d’amore”.
GIORGIO AUNEDDU MOSSA
20
ottobre 2011
Shinya Sakurai – Fly the Flag
Dal 20 ottobre al 19 novembre 2011
arte contemporanea
Location
MARCO CAPPELLO VINTAGE AND DESIGN
Torino, Via Palazzo Di Città, 21/b, (Torino)
Torino, Via Palazzo Di Città, 21/b, (Torino)
Orario di apertura
dal lunedì al sabato dalle 16.00 alle 19.30 e su appuntamento.
Vernissage
20 Ottobre 2011, h 18.00
Ufficio stampa
SILVIA ORLANDO
Autore




