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Daniela Savini – Figure
L’artista rimane fedele al filone del realismo esistenziale figurativo del dopoguerra in poi, rivolgendo uno sguardo particolare ad uno dei suoi massimi interpreti, Alberto Sughi, ai suoi ritratti ed alle sue figure, alle quali però Savini offre una connotazione sociologica
Comunicato stampa
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Daniela Savini è un autore contemporaneo forse "fuori dal tempo", incondizionato ed incondizionabile dai mutamenti del gusto e delle tendenze che oggi viaggiano veloci, troppo veloci per chi, come lei, vuole trasferire sulla tela i suoi pensieri e riflessioni esistenziali come ha fatto in passato quali: "Il viaggio dell'uomo - il tempo- la famiglia - il corpo come involucro a tempo - l'attesa - solitudini ".
Ed ora continua il suo percorso artistico proponendo al pubblico presso la sala della Biblioteca Comunale di Affi, con e grazie al patrocinio del Comune di Affi, parte dei suoi ultimi lavori raggruppati sotto il titolo "Figure": uomini - donne - l'uomo in genere alla ricerca della sua identità. Essa rimane fedele al filone del realismo esistenziale figurativo del dopoguerra in poi rivolgendo uno sguardo particolare ad uno dei suoi massimi interpreti Alberto Sughi, ai suoi ritratti ed alle sue figure, alle quali però Savini da una connotazione sociologica.
Le sue immagini vogliono rappresentare la generazione degli anni '70, di cui fa parte, nata in un periodo difficile di forte crisi economica (si pensi alla crisi petrolifera del 1973 e la ristagnazione economica susseguitasi) per certi versi simile all'attuale, che hanno vissuto nell'infanzia in parte negata per la difficoltà dei loro genitori ed ora rivissuta come genitori, costretti a vivere un forte disagio socio-culturale per la mancanza di potere economico e decisionale. Naturalmente non bisogna generalizzare riferendosi a tutti, ma la sua esperienza le amicizie e le conoscenze della sua sfera di frequentazioni l'hanno portata a queste considerazioni da cui è scaturita questa serie di opere.
Opere che raffigurano persone, a volte con tratti ritrattistici ripetitivi, incomplete o solo sue parti, direi sottintese cioè che ci sono ma che si devono ancora manifestare - realizzare, sono lì sulla tela dietro il grigio di torpore, come nel -non finito michelangiolesco- o in una frase dove il soggetto è sottinteso. E' come se l'occhio dell'osservatore non riuscisse a cogliere il tutto ma solo alcune parti più evidenti più nitide, riflesso di una umanità frammentaria e di una identità negata, messa a dura prova e da cui deriverebbe una solitudine d'animo. Nonostante ciò le sue tele esprimono determinazione desiderio fierezza ed allo steso tempo gentilezza d'animo come la cima di una montagna, sostantivi a cui l'artista stessa fa propri per poter realizzare il suo destino.
A riguardo riporto una frase significativa di Sabina Guzzanti sull'identità: "Cosa ci rende unici non è né la condizione di nascita né lo stato sociale né quello che comunemente si ritiene sia il sapere. L'
identità è data dal coraggio di essere quello che si è e dal rispetto profondo per la propria vita e dal giusto valore che le diamo. E allo stesso tempo l'identità è l'unica vera fonte di potere degli esseri umani. Solo se si ha un'identità si può cambiare il mondo, apprezzare la vita, capire cos'è."
Ancora una volta le opere di Daniela Savini non vogliono solo dilettare il visitatore ma vogliono spingerlo a riflettere e porgergli la propria visione della realtà, il proprio pensiero con una pittura semplice e tecnicamente ineccepibile.
Daniela Savini nata a Teramo nel 1975. Inizia a dipingere durante la frequentazione del Liceo artistico, continua i suoi studi storico-artistici all'Università di Parma. Ed ora vive a Mantova portando avanti il suo percorso di crescita attraverso l'espressione artistica.
Ed ora continua il suo percorso artistico proponendo al pubblico presso la sala della Biblioteca Comunale di Affi, con e grazie al patrocinio del Comune di Affi, parte dei suoi ultimi lavori raggruppati sotto il titolo "Figure": uomini - donne - l'uomo in genere alla ricerca della sua identità. Essa rimane fedele al filone del realismo esistenziale figurativo del dopoguerra in poi rivolgendo uno sguardo particolare ad uno dei suoi massimi interpreti Alberto Sughi, ai suoi ritratti ed alle sue figure, alle quali però Savini da una connotazione sociologica.
Le sue immagini vogliono rappresentare la generazione degli anni '70, di cui fa parte, nata in un periodo difficile di forte crisi economica (si pensi alla crisi petrolifera del 1973 e la ristagnazione economica susseguitasi) per certi versi simile all'attuale, che hanno vissuto nell'infanzia in parte negata per la difficoltà dei loro genitori ed ora rivissuta come genitori, costretti a vivere un forte disagio socio-culturale per la mancanza di potere economico e decisionale. Naturalmente non bisogna generalizzare riferendosi a tutti, ma la sua esperienza le amicizie e le conoscenze della sua sfera di frequentazioni l'hanno portata a queste considerazioni da cui è scaturita questa serie di opere.
Opere che raffigurano persone, a volte con tratti ritrattistici ripetitivi, incomplete o solo sue parti, direi sottintese cioè che ci sono ma che si devono ancora manifestare - realizzare, sono lì sulla tela dietro il grigio di torpore, come nel -non finito michelangiolesco- o in una frase dove il soggetto è sottinteso. E' come se l'occhio dell'osservatore non riuscisse a cogliere il tutto ma solo alcune parti più evidenti più nitide, riflesso di una umanità frammentaria e di una identità negata, messa a dura prova e da cui deriverebbe una solitudine d'animo. Nonostante ciò le sue tele esprimono determinazione desiderio fierezza ed allo steso tempo gentilezza d'animo come la cima di una montagna, sostantivi a cui l'artista stessa fa propri per poter realizzare il suo destino.
A riguardo riporto una frase significativa di Sabina Guzzanti sull'identità: "Cosa ci rende unici non è né la condizione di nascita né lo stato sociale né quello che comunemente si ritiene sia il sapere. L'
identità è data dal coraggio di essere quello che si è e dal rispetto profondo per la propria vita e dal giusto valore che le diamo. E allo stesso tempo l'identità è l'unica vera fonte di potere degli esseri umani. Solo se si ha un'identità si può cambiare il mondo, apprezzare la vita, capire cos'è."
Ancora una volta le opere di Daniela Savini non vogliono solo dilettare il visitatore ma vogliono spingerlo a riflettere e porgergli la propria visione della realtà, il proprio pensiero con una pittura semplice e tecnicamente ineccepibile.
Daniela Savini nata a Teramo nel 1975. Inizia a dipingere durante la frequentazione del Liceo artistico, continua i suoi studi storico-artistici all'Università di Parma. Ed ora vive a Mantova portando avanti il suo percorso di crescita attraverso l'espressione artistica.
14
ottobre 2011
Daniela Savini – Figure
Dal 14 al 16 ottobre 2011
arte contemporanea
Location
BIBLIOTECA COMUNALE DI AFFI
Affi, Via Stazione, (Verona)
Affi, Via Stazione, (Verona)
Orario di apertura
sabato e domenica dalle 10.00 alle 22
Vernissage
14 Ottobre 2011, ore 18.30 con aperitivo
Sito web
www.savinidaniela.it
Autore




