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Elisa Montessori -Le Pantofole di Pari Banù
la pittrice presenta 25 opere di piccolo e grande formato, olio su tela ed altre magnifiche opere su carta
Comunicato stampa
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Paesaggi immaginari, giardini della memoria, riflessi di suoni, luci e colori. Trasposizioni su carta, su veline o tela di farfalle, foglie e fiori, palme, babbucce, origami di segni, come trasportati da brezze orientali. Tutto nell'opera di Elisa Montessori dà il senso di una ricerca che ha le proprie radici nelle profonde vicissitudini dell'anima e nella intensa, prosaica, operosità dell'artista “fattore”. Attraverso le tecniche più disparate, traspare una manualità, una sapienza costruttiva che riesce ad affastellare le forme più varie come calligrammi di un mondo intimo e mai risolto.
Elisa ha conosciuto e convissuto l'arte dei maestri del ventesimo secolo e il sapiente uso che fa della sua tecnica raffinata risente di questi influssi e si riflette su una ricerca tutta personale sempre volta a nuovi risultati e ancora nuovi confini per le sue linee, colori, materiali, segni. Il suo modo di affrontare il piano di lavoro ha qualcosa che l'avvicina al monaco amanuense, al sapiente calligrafo, all'artigiano cosmatesco e, su un piano più umile e nobile allo stesso tempo, al lavoro del contadino che semina e vede sotto i suoi occhi germogliare e fiorire il frutto del proprio operare. Trasparenza. Passi, percorsi felpati, come alito di vento a scompaginare pagine scritte di pura, poesia. Musica e Poesia. Una lievità, una presunta leggerezza nell'opera di Elisa che sottende profonda padronanza e consapevolezza dei mezzi, sì, ma soprattutto rapporto con il proprio presente e passato e conoscenza come ispirazione vissuta e sofferta della Poesia, della Musica, della Letteratura.
Dobbiamo vedere perciò questi pezzi esposti per l'occasione, che coprono un arco di attività di venti anni, non come affermazione di già visto, ma come bellissima, anche se piccola, cronistoria di un percorso, meglio, l'affermazione di una donna-artista che ha fatto proprie le strade del mondo, della conoscenza, dell'animo umano, trasformando quello che vede e sente in pagine di semplice, divertita sorpresa, pergamene di intensa espressività.
Per finire, attraverso la mia esperienza anche di regista mi avvicino e oriento nella complessità dell'opera di Elisa descrivendola come io la vivo, per quello che mi dà in forma di emozione o per la sua capacità di intrigare, penetrare e colmare i miei sogni con i suoi viaggi sospesi nel tempo, quelli di un viandante, di un viaggiatore incantato in un cammino immaginario tra Samarcanda e Timbuctù. Tra paesaggi ideati e concepiti, pensati e costruiti come stratificazioni di vissuto reinventato, come cataloghi di note, impronte, tracce. Tra memoria e solitudine. Un teatro, uno spettacolo, non solo di versi ma di suono, luce e ancora musica e colore... colore...colore. COLORE.
Gianfranco Evangelista
Elisa ha conosciuto e convissuto l'arte dei maestri del ventesimo secolo e il sapiente uso che fa della sua tecnica raffinata risente di questi influssi e si riflette su una ricerca tutta personale sempre volta a nuovi risultati e ancora nuovi confini per le sue linee, colori, materiali, segni. Il suo modo di affrontare il piano di lavoro ha qualcosa che l'avvicina al monaco amanuense, al sapiente calligrafo, all'artigiano cosmatesco e, su un piano più umile e nobile allo stesso tempo, al lavoro del contadino che semina e vede sotto i suoi occhi germogliare e fiorire il frutto del proprio operare. Trasparenza. Passi, percorsi felpati, come alito di vento a scompaginare pagine scritte di pura, poesia. Musica e Poesia. Una lievità, una presunta leggerezza nell'opera di Elisa che sottende profonda padronanza e consapevolezza dei mezzi, sì, ma soprattutto rapporto con il proprio presente e passato e conoscenza come ispirazione vissuta e sofferta della Poesia, della Musica, della Letteratura.
Dobbiamo vedere perciò questi pezzi esposti per l'occasione, che coprono un arco di attività di venti anni, non come affermazione di già visto, ma come bellissima, anche se piccola, cronistoria di un percorso, meglio, l'affermazione di una donna-artista che ha fatto proprie le strade del mondo, della conoscenza, dell'animo umano, trasformando quello che vede e sente in pagine di semplice, divertita sorpresa, pergamene di intensa espressività.
Per finire, attraverso la mia esperienza anche di regista mi avvicino e oriento nella complessità dell'opera di Elisa descrivendola come io la vivo, per quello che mi dà in forma di emozione o per la sua capacità di intrigare, penetrare e colmare i miei sogni con i suoi viaggi sospesi nel tempo, quelli di un viandante, di un viaggiatore incantato in un cammino immaginario tra Samarcanda e Timbuctù. Tra paesaggi ideati e concepiti, pensati e costruiti come stratificazioni di vissuto reinventato, come cataloghi di note, impronte, tracce. Tra memoria e solitudine. Un teatro, uno spettacolo, non solo di versi ma di suono, luce e ancora musica e colore... colore...colore. COLORE.
Gianfranco Evangelista
01
ottobre 2011
Elisa Montessori -Le Pantofole di Pari Banù
Dal primo ottobre al 12 novembre 2011
Location
GALLERIA BACCINA TECHNE
Roma, Via Baccina, (Roma)
Roma, Via Baccina, (Roma)
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