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David Favrod – Gaijin
“Gaijin” è un racconto di finzione, uno strumento per la ricerca di identità, un tentativo di confrontarsi con un rifiuto e di affermare la propria eredità giapponese. Ispirato dai racconti di famiglia, dalla cultura popolare e tradizionale giapponese e dal mondo ancestrale degli spiriti o y!kai (妖怪), David Favrod elabora in modo ironico e intelligente immagini archetipiche come profonda riflessione visiva sul complesso rapporto tra il sé e l’altro, l’immagine e la memoria, tra la sua identità giapponese e la sua storia
Comunicato stampa
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Spazio Cerere
In collaborazione con Fondazione Pastificio Cerere
Con il supporto di Istituto Svizzero di Roma
Opening mercoledi 21 settembre 2011, ore 19
Fino a domenica 25 settembre 2011, ore 13
Via degli Ausoni 3, Roma
info@spaziocerere.it
— Per uno svizzero io sono un giapponese e per un giapponese io sono uno svizzero o più
propriamente un gaijin.
Gaijin (外人) è una parola giapponese composta da due caratteri o kanji: gai (外) che significa "esterno"; e jin
(人) che significa "persona". Con questo termine - che letteralmente viene tradotto come "persona esterna" -
vengono indicati dai giapponesi coloro che non sono del luogo, i non nativi, o più semplicemente gli stranieri.
David Takashi Favrod è nato a Kobe, in Giappone, da madre giapponese e padre svizzero, e
cresciuto in Svizzera, a Vionnaz, un paese del basso Canton Vallese dove la famiglia si trasferì pochi mesi dopo la sua nascita. Sebbene lontano dal Giappone, viene esposto alle sue radici attraverso la cultura e le tradizioni della madre, i racconti di guerra dei nonni e i vari viaggi nel paese d'origine.
All'età di 18 anni gli viene negata la doppia cittadinanza dall'Ambasciata Giapponese - concessa solo a donne giapponesi che desiderano ottenere la cittadinanza del marito - e da questo rifiuto nasce l'esigenza di esplorare l'identità negata ed in particolare l'ispirazione per il progetto "Gaijin". Lo stesso Favrod scrive: — È da questo sentimento di rifiuto e anche dal desiderio di dimostrare che sono giapponese quanto sono svizzero che ha avuto inizio questo progetto.
"Gaijin" è un racconto di finzione, uno strumento per la ricerca di identità, un tentativo di confrontarsi con un rifiuto e di affermare la propria eredità giapponese. Ispirato dai racconti di famiglia, dalla cultura popolare e tradizionale giapponese e dal mondo ancestrale degli spiriti o y!kai (妖怪), David Favrod elabora in modo ironico e intelligente immagini archetipicheII come profonda riflessione visiva sul complesso rapporto tra il sé e l'altro, l'immagine e la memoria, tra la sua identità
giapponese e la sua storia. Tutte le fotografie della serie sono realizzate in Svizzera e in ogni
immagine, sapientemente composta e colma di riferimenti a luoghi comuni e connotazioni giapponesi, lo spettatore scopre un ibrido di entrambe i paesi. Una riproduzione del Monte Fuji realizzata con un copriletto, paesaggi romantici in stile svizzero di stampe giapponesi, un coraggioso samurai in armatura
di cartone, ombre di Kaiju (怪獣), mostri misteriosi della fantascienza ispirati al bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, uccelli origami leggeri e immateriali, maschere N! (能), ritratti fissi e senza tempo, e materiale d'archivio; da un'immagine all'altra lentamente l'artista ci conduce in un'atmosfera
che offusca la linea tra realtà e immaginazione fino a ricostruire goccia a gocciaIII una personale ed elaborata visione del suo Giappone.
Carl Gustav Jung definisce le immagini archetipiche come rappresentazioni interiori di determinate prestrutture
ereditarie, definite archetipi, che l'Io costruisce a partire dall'incontro con la realtà esterna. Le immagini
archetipiche compaiono spesso nei sogni e hanno la funzione di rivelare al sognatore la possibilità di alternative
di confronto con la propria realtà esterna ed interna.
II
Alessandro Dandini de Sylva
"Omoide poroporo" (おもひでぽろぽろ), traducibile come Goccie di memoria o Ricordi goccia a goccia, è la prosecuzione di "Gaijin" e, come l'omonimo lungometraggio di animazione giapponese prodotto dallo studio Ghibli nel 1991, è incentrato sulla contrapposizione tra il presente e i ricordi, un flusso di coscienza per immagini
perfettamente descritto dal suono che fa la pioggia quando cade in modo non violento, leggero ma incessante.
FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma X Edizione
www.fotografiafestival.it
David Favrod nasce nel 1982 a Kobe, in Giappone, e vive e lavora a Vionnaz, in Svizzera. A 29 anni, il suo lavoro è già stato oggetto di numerose mostre e ha vinto numerosi premi internazionali.
ESPOSIZIONI:
2011 ReGeneration2 : Tomorrow’s Photographers Today, presentato da: Aperture Foundation, New York, Stati
Uniti; Caochangdi PhotoSpring Festival, Beijin, Cina; Azzedine Alaia Gallery, Parigi, Francia.
Plat(T)form, Musée de la Photographie, Winterthur, Svizzera.
2010 Eden Roc, Musée de Bagnes, Bagnes, Svizzera.
Swiss Design Award 2010, Musée du Design, Zurigo, Svizzera.
Jungkunst, City Halle, Winterthur, Svizzera.
International Photography Award - Best Of Show, SplashLight Studios, New York, Stati Uniti.
La Montagne de Verre, Mauvoisin, Svizzera.
ReGeneration2 : Tomorrow’s Photographers Today, presentato da: Musée de l’Élysée, Losanna, Svizzera;
Rencontres Internationales de la Photographie, Arles, Francia; Michaelis Galleries, Città del Capo, Sud
Africa; Festival di Fotografia di Pingyao, Cina; Flash Forward Festival, Toronto, Canada; Center Gallery,
Miami Dade College, Miami, Stati Uniti; Galleria Carla Sozzani, Milano, Italia.
2009 Gaijin, Kantonale Schaffensbeiträge im Bereich visuelle Kunst und Design, Matze Gallery, Brig, Svizzera;
Galerie 22bis, Vevey, Svizzera.
PREMI:
2010 Aperture Portfolio Prize 2010, New York, Stati Uniti.
Swiss Design Award 2010, Musée du Design, Zurigo, Svizzera.
Selezionato per la Mission des Jeunes Artistes 2010, Toulouse, Francia.
Shots Young Photographers Directory.
2009 International Viewbook Photostory 2009, presentato alla Galleria Kahmann, Amsterdam, Olanda.
Work in progress, presentato a Rencontres Internationales de la Photographie, Arles, Francia.
International Talent Support, ITS8, Italia.
PUBBLICAZIONI:
2010 Omoide Poroporo, Foam Magazine, Issue 25, Traces, Amsterdam.
Swiss Design Award 2010, edizioni Birkhäuser, Zurich.
Omoide Poroporo, Kodoji Press, Baden Édition.
ReGeneration 2 : Tomorrow’s Photographers Today, Thames & Hudson, Londra.
2009 International Viewbook Photostory 2009 Yearbook, Blurb, Amsterdam.
Les Débuts, Magazine Dorade, Issue 1, Parigi.
In collaborazione con Fondazione Pastificio Cerere
Con il supporto di Istituto Svizzero di Roma
Opening mercoledi 21 settembre 2011, ore 19
Fino a domenica 25 settembre 2011, ore 13
Via degli Ausoni 3, Roma
info@spaziocerere.it
— Per uno svizzero io sono un giapponese e per un giapponese io sono uno svizzero o più
propriamente un gaijin.
Gaijin (外人) è una parola giapponese composta da due caratteri o kanji: gai (外) che significa "esterno"; e jin
(人) che significa "persona". Con questo termine - che letteralmente viene tradotto come "persona esterna" -
vengono indicati dai giapponesi coloro che non sono del luogo, i non nativi, o più semplicemente gli stranieri.
David Takashi Favrod è nato a Kobe, in Giappone, da madre giapponese e padre svizzero, e
cresciuto in Svizzera, a Vionnaz, un paese del basso Canton Vallese dove la famiglia si trasferì pochi mesi dopo la sua nascita. Sebbene lontano dal Giappone, viene esposto alle sue radici attraverso la cultura e le tradizioni della madre, i racconti di guerra dei nonni e i vari viaggi nel paese d'origine.
All'età di 18 anni gli viene negata la doppia cittadinanza dall'Ambasciata Giapponese - concessa solo a donne giapponesi che desiderano ottenere la cittadinanza del marito - e da questo rifiuto nasce l'esigenza di esplorare l'identità negata ed in particolare l'ispirazione per il progetto "Gaijin". Lo stesso Favrod scrive: — È da questo sentimento di rifiuto e anche dal desiderio di dimostrare che sono giapponese quanto sono svizzero che ha avuto inizio questo progetto.
"Gaijin" è un racconto di finzione, uno strumento per la ricerca di identità, un tentativo di confrontarsi con un rifiuto e di affermare la propria eredità giapponese. Ispirato dai racconti di famiglia, dalla cultura popolare e tradizionale giapponese e dal mondo ancestrale degli spiriti o y!kai (妖怪), David Favrod elabora in modo ironico e intelligente immagini archetipicheII come profonda riflessione visiva sul complesso rapporto tra il sé e l'altro, l'immagine e la memoria, tra la sua identità
giapponese e la sua storia. Tutte le fotografie della serie sono realizzate in Svizzera e in ogni
immagine, sapientemente composta e colma di riferimenti a luoghi comuni e connotazioni giapponesi, lo spettatore scopre un ibrido di entrambe i paesi. Una riproduzione del Monte Fuji realizzata con un copriletto, paesaggi romantici in stile svizzero di stampe giapponesi, un coraggioso samurai in armatura
di cartone, ombre di Kaiju (怪獣), mostri misteriosi della fantascienza ispirati al bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, uccelli origami leggeri e immateriali, maschere N! (能), ritratti fissi e senza tempo, e materiale d'archivio; da un'immagine all'altra lentamente l'artista ci conduce in un'atmosfera
che offusca la linea tra realtà e immaginazione fino a ricostruire goccia a gocciaIII una personale ed elaborata visione del suo Giappone.
Carl Gustav Jung definisce le immagini archetipiche come rappresentazioni interiori di determinate prestrutture
ereditarie, definite archetipi, che l'Io costruisce a partire dall'incontro con la realtà esterna. Le immagini
archetipiche compaiono spesso nei sogni e hanno la funzione di rivelare al sognatore la possibilità di alternative
di confronto con la propria realtà esterna ed interna.
II
Alessandro Dandini de Sylva
"Omoide poroporo" (おもひでぽろぽろ), traducibile come Goccie di memoria o Ricordi goccia a goccia, è la prosecuzione di "Gaijin" e, come l'omonimo lungometraggio di animazione giapponese prodotto dallo studio Ghibli nel 1991, è incentrato sulla contrapposizione tra il presente e i ricordi, un flusso di coscienza per immagini
perfettamente descritto dal suono che fa la pioggia quando cade in modo non violento, leggero ma incessante.
FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma X Edizione
www.fotografiafestival.it
David Favrod nasce nel 1982 a Kobe, in Giappone, e vive e lavora a Vionnaz, in Svizzera. A 29 anni, il suo lavoro è già stato oggetto di numerose mostre e ha vinto numerosi premi internazionali.
ESPOSIZIONI:
2011 ReGeneration2 : Tomorrow’s Photographers Today, presentato da: Aperture Foundation, New York, Stati
Uniti; Caochangdi PhotoSpring Festival, Beijin, Cina; Azzedine Alaia Gallery, Parigi, Francia.
Plat(T)form, Musée de la Photographie, Winterthur, Svizzera.
2010 Eden Roc, Musée de Bagnes, Bagnes, Svizzera.
Swiss Design Award 2010, Musée du Design, Zurigo, Svizzera.
Jungkunst, City Halle, Winterthur, Svizzera.
International Photography Award - Best Of Show, SplashLight Studios, New York, Stati Uniti.
La Montagne de Verre, Mauvoisin, Svizzera.
ReGeneration2 : Tomorrow’s Photographers Today, presentato da: Musée de l’Élysée, Losanna, Svizzera;
Rencontres Internationales de la Photographie, Arles, Francia; Michaelis Galleries, Città del Capo, Sud
Africa; Festival di Fotografia di Pingyao, Cina; Flash Forward Festival, Toronto, Canada; Center Gallery,
Miami Dade College, Miami, Stati Uniti; Galleria Carla Sozzani, Milano, Italia.
2009 Gaijin, Kantonale Schaffensbeiträge im Bereich visuelle Kunst und Design, Matze Gallery, Brig, Svizzera;
Galerie 22bis, Vevey, Svizzera.
PREMI:
2010 Aperture Portfolio Prize 2010, New York, Stati Uniti.
Swiss Design Award 2010, Musée du Design, Zurigo, Svizzera.
Selezionato per la Mission des Jeunes Artistes 2010, Toulouse, Francia.
Shots Young Photographers Directory.
2009 International Viewbook Photostory 2009, presentato alla Galleria Kahmann, Amsterdam, Olanda.
Work in progress, presentato a Rencontres Internationales de la Photographie, Arles, Francia.
International Talent Support, ITS8, Italia.
PUBBLICAZIONI:
2010 Omoide Poroporo, Foam Magazine, Issue 25, Traces, Amsterdam.
Swiss Design Award 2010, edizioni Birkhäuser, Zurich.
Omoide Poroporo, Kodoji Press, Baden Édition.
ReGeneration 2 : Tomorrow’s Photographers Today, Thames & Hudson, Londra.
2009 International Viewbook Photostory 2009 Yearbook, Blurb, Amsterdam.
Les Débuts, Magazine Dorade, Issue 1, Parigi.
21
settembre 2011
David Favrod – Gaijin
Dal 21 al 25 settembre 2011
fotografia
Location
SPAZIO CERERE
Roma, Via Degli Ausoni, 1/3, (Roma)
Roma, Via Degli Ausoni, 1/3, (Roma)
Vernissage
21 Settembre 2011, h. 19
Autore
Curatore




