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FESTIVALFILOSOFIA: 100% NATURA
Da venerdì 16 a domenica 18 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche. Tra i protagonisti Bauman, Augé, Shiva, Regan, Sloterdijk, Reale, Cacciari, Galimberti e Bodei
Comunicato stampa
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Da venerdì 16 a domenica 18 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche. Tra i protagonisti Bauman, Augé, Shiva, Regan, Sloterdijk, Reale, Cacciari, Galimberti e Bodei
Un concetto chiave della tradizione filosofica e una questione cruciale dell’esperienza contemporanea. È "natura" il tema dell'edizione 2011 che si svolge a Modena, Carpi e Sassuolo dal 16 al 18 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città. Lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti sono quasi 200 e tutti gratuiti.
Il festival, che lo scorso anno ha registrato oltre 170 mila presenze, è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia”, i cui fondatori – ovvero i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Provincia di Modena, la Fondazione Collegio San Carlo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena – sono i soci storici che hanno partecipato alla realizzazione del festival fin dalla prima edizione. Piazze, chiese e cortili ospitano le oltre 50 lezioni magistrali del festival, che vede quest’anno tra i protagonisti, tra gli altri, Enzo Bianchi, Edoardo Boncinelli, Massimo Cacciari, Roberta de Monticelli, Roberto Esposito, Maurizio Ferraris, Umberto Galimberti, il modenese Carlo Galli, Sergio Givone, Salvatore Natoli, Vincenzo Paglia, Giovanni Reale, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Emanuele Severino, Carlo Sini e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio. Molti anche i filosofi stranieri, circa un quarto del totale, a segnare un’edizione sempre più internazionale: tra loro i francesi Jean-Robert Armogathe, Pierre Donadieu, Marc Augé, che fa parte del comitato scientifico del Consorzio, mentre di Jean-Luc Nancy verrà letta la lectio; i tedeschi Gernot Böhme, Peter Sloterdijk, Wolfgang Schluchter e Christoph Wulf; il belga professore in Gran Bretagna Roel Sterckx; gli spagnoli Felix Duque e Francisco Jarauta; il polacco Zygmunt Bauman, da quarant’anni esule in Inghilterra; il portoghese José Gil; nonché gli americani Tom Regan e Alva Noë e l’indiana Vandana Shiva.
Il programma delle lezioni magistrali si svolge all’insegna delle trasformazioni innescate dalle scienze e dalle tecnologie, che hanno condotto tanto la riflessione filosofica quanto il senso comune a misurarsi con questioni inedite nella millenaria elaborazione dell’idea di Natura. I maestri del pensiero che il festivalfilosofia porterà nelle piazze e nei cortili delle tre città si confronteranno con il pubblico sulle varie declinazioni contemporanee della Natura, tracciando linee tematiche che discuteranno, tra le altre, la questione del rapporto tra natura e cultura, le metamorfosi del corpo, il futuro del paesaggio, le politiche della natura e le frontiere del biodiritto.
Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema della natura, da Aristotele a Plotino, da Galilei a Cartesio, da Hobbes a Spinoza, da Vico a Schopenhauer, fino ad arrivare a Merleau-Ponty. Per la prima volta una lezione dei classici sarà dedicata anche a una grande opera pittorica come Il geografo di Vermeer.
Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo coinvolge le narrazioni e le performance (con letture e reading di e da Gianni Celati, Carlo Lucarelli, Francesco Bianconi, Ermanno Cavazzoni), la musica (con il melodramma semiserio di Elio, i paesaggi sonori di Giovanni Allevi, ma anche con jazz e improvvisazioni, cantate e concerti rock), i libri, le iniziative per bambini e ragazzi.
Oltre quaranta le mostre proposte in occasione del festival: tra cui la prima grande retrospettiva italiana dedicata al fotografo americano Ansel Adams, una personale di Davide Benati, le due grandi installazioni di Toni Cragg e Steven Siegel, un’esposizione di figurine sulle “sfere invisibili” - ovvero l’habitat degli animali esotici -, una dedicata agli “indistinti confini” della metamorfosi, da Cranach a Picasso, passando attraverso strisce di fumetti e spezzoni cinematografici.
E, accanto a pranzi e cene filosofici ideati dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory per settanta ristoranti ed enoteche delle tre città, nella notte di sabato 17 settembre è previsto il “Tiratardi”, con iniziative e aperture di gallerie e musei fino alle ore piccole. Per realizzare un programma così vasto, il Consorzio per il festivalfilosofia può contare sull’apporto dei Soci (fra i quali spicca la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena) e sul consolidato supporto di un sistema di imprese che si riconoscono nel progetto. Proprio in questo meccanismo virtuoso si manifesta la natura “sostenibile” del festival: è dal territorio locale che arriva il principale sostentamento per la manifestazione. Tre le categorie di sostenitori: in primo luogo i finanziatori istituzionali, che per l’edizione 2011 sono Camera di Commercio di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Regione Emilia-Romagna, e Confindustria Modena, segnale di una forte e positiva collaborazione tra il Consorzio e i principali soggetti pubblici e privati del territorio. Accanto a loro stanno main sponsor come Gruppo Hera, multi utility dell’energia impegnata nella prospettiva di una economia sostenibile, Tetra Pak, multinazionale del packaging attenta alle problematiche ambientali, Unicredit Banca, che ha istituito col Consorzio un rapporto collaborativo e fiduciario, e Gamma Due, azienda leader nel design ceramico che accompagna il festival fin dalle primissime edizioni.
Come sponsor tecnici offriranno al festivalfilosofia i loro servizi Buonristoro vending group, Unipol assicurazioni, LS Atelier e Gavioli forniture per ufficio. L’edizione 2011 del festivalfilosofia gode inoltre del sostegno del Programma Cultura della Commissione Europea.
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FABBRICHE DELLA NATURA
Nelle piazze e nei cortili del festivalfilosofia si rifletterà su natura e cultura, paesaggio e ambienti, corpi e biodiritto
Sotto la spinta delle trasformazioni innescate dalle scienze e dalle tecnologie, tanto la riflessione filosofica quanto il senso comune si misurano con questioni inedite nella millenaria elaborazione dell’idea di Natura. Il programma di lezioni magistrali del festivalfilosofia – che a Modena, Carpi e Sassuolo dal 16 al 18 settembre 2011 celebrerà la sua undicesima edizione – porterà nelle piazze e nei cortili delle tre città celebri maestri del pensiero, che si confronteranno con il pubblico sulle varie declinazioni contemporanee della Natura, tracciando linee tematiche che misureranno, tra le altre, la questione del rapporto tra natura e cultura, il futuro del paesaggio, le politiche della natura e le frontiere del biodiritto.
Conoscere la Natura
Una preliminare messa a punto teorica riguarderà lo statuto della conoscenza della natura e il suo rapporto con la cultura. Per effetto delle acquisizioni dapprima delle scienze fisiche e poi soprattutto di quelle biologiche, l’epoca contemporanea ha ridefinito un insieme di opposizioni tradizionali della riflessione filosofica occidentale come soggetto-oggetto, fatti-valori, anima-corpo. Nicla Vassallo e Maurizio Ferraris presenteranno in questa chiave due paradigmi fondamentali: rispettivamente quello del «naturalismo filosofico», nel quale si esaminano i processi cognitivi come fenomeni naturali; e quello del «nuovo realismo», che indaga l’autonomia e la precedenza del mondo esterno rispetto a ogni schema percettivo e conoscitivo.
Non mancano prospettive che, al di là della “naturalizzazione” della conoscenza, sottolineano il ruolo dell’interazione sociale e dell’educazione nel farsi dei processi cognitivi e della coscienza individuale. Così il sociologo di Heidelberg Wolfgang Schluchter ricostruirà la polarità tra “scienze della Natura” e “scienze della Cultura” nel nuovo contesto segnato dall’affermazione delle neuroscienze. Christoph Wulf, antropologo e scienziato dell’educazione, indicherà invece la centralità dei processi educativi e di socializzazione nel perfezionamento della natura umana.
A far da complemento alla riflessione sul dispositivo occidentale, il sinologo di Cambridge Roel Sterckx presenterà lo statuto del cosmo nel pensiero cinese tradizionale, mostrando il ruolo dell’energia vitale e la sua dimensione non-dualistica.
Semantica della Natura
Se si deve sottolineare la differenza tra le culture, non va nemmeno dimenticato che ogni civiltà si è trasformata. La riflessione occidentale – a partire dalle sue radici mitiche, greche e cristiane fino ad arrivare alla configurazione contemporanea – ha dato alla Natura molti nomi: questa plurale semantica consentirà di metterne a fuoco le molteplici implicazioni. “Terra” è uno degli appellativi più arcaici con cui si è chiamato l’ambiente naturale che fa da casa al nostro stare al mondo: da differenti prospettive, anche indagando le connessioni che legano il rapporto con la terra alla tutela del pianeta, Carlo Sini e Felix Duque (filosofo spagnolo esordiente al festival) ne esploreranno i significati. Come già nello schema mitico la Terra è madre, così nel pensiero biblico e poi cristiano il Creato ha un Padre, di cui il mondo costituisce una delle eredità, lasciata al genere umano con il compito di salvaguardarla: è il tema della lezione di Vincenzo Paglia, tra dottrina teologica e imperativo ecologico. Salvaguardare il Creato significa perpetuare la vita, che è fatta dei frutti della natura, a partire dal primo e più autentico, il pane quotidiano celebrato dalla preghiera cristiana e dal lavoro di ogni comunità: ne parlerà Enzo Bianchi. Tra i nomi della Natura ne spicca uno che sfugge a ogni compiuta traduzione: “physis”, come nella lingua dei primi filosofi greci. A questa parola fondamentale – che rinvia a una produttività irriducibile allo schema del contributo umano – è dedicata la lezione di Massimo Cacciari. Per converso la modernità ha insistito proprio sul dualismo tra una natura inerte e dominabile e la facoltà umana di produrre macchine, cioè oggetti artificiali: questa dicotomia è il tema della lezione di Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia. Nella sua fase più tarda, segnata dall’affermazione delle scienze della vita, la modernità ha attribuito – e continua ad attribuire – nuovi nomi alla Natura: “ambiente”, per esempio, parola chiave di molti dibattiti pubblici contemporanei e di cui Ottavio Marzocca presenterà una genealogia; o “ecosistema”, flusso di materia ed energia indispensabile alla vita e alla sua organizzazione, sul cui significato nelle scienze evoluzionistiche si soffermerà Mauro Ceruti.
Convocando le discipline fisiche in una delle loro più avanzate formulazioni contemporanee, Ignazio Licata mostrerà cosa ne è oggi del Cosmo, trasformato in «multiverso», nel quale emerge il carattere eccentrico della Terra.
Viceversa Peter Sloterdijk prenderà a tema l’«effetto serra» per mostrare come, da concetto chimico e atmosferico, esso passi a significare una condizione della cultura, nella quale la climatizzazione vale come caratteristica antropologica che evidenzia la totale artificializzazione del nostro essere nel mondo.
Corpo
Le trasformazioni contemporanee della Natura verranno saggiate in una serie di terreni cruciali. Innanzi tutto quello del corpo, riportato a centralità dalle scienze della vita, che lo sottraggono alla sua fissità naturale e destinale. Umberto Galimberti aprirà questo dossier insistendo sulla necessità di riconoscere l’unicità di corpo ed esistenza, superando il dualismo di corporeità e organismo, mentre José Gil – filosofo portoghese a lungo esule in Francia – esplorerà l’energia sociale sprigionata dai corpi, anche nel quadro di una comparazione con le società tribali.
Forma classica della verità quanto della natura, la nudità è sottoposta ad una svestizione ulteriore in cui il corpo si rivela privo di un fondamento essenziale e il senso sensibile si annuncia come puro mostrarsi: ecco il mio corpo, come nel testo di Jean-Luc Nancy. Il corpo è luogo di generazione e di genere, tuttavia è anche termine naturale di un campo metaforico nel quale il tema del concepire – vite, concetti – si rivela sotto un profilo più ampio, come mostrerà la lezione di Francesca Rigotti.
Corpo è anche luogo del cervello, di cui la coscienza, secondo i programmi di ricerca delle neuroscienze, sarebbe un correlato. Tutte le caratteristiche naturali, d’altronde, sembrano già scritte in un codice che ne contempla le infinite varianti: il genoma che, come mostrerà Edoardo Boncinelli, costituisce la grammatica della vita. Le sfide delle neuroscienze sollecitano questioni filosofiche che, sul crinale tra teoria della coscienza e riflessione sull’identità personale, riformulano la soggettività all’altezza dei tempi. Alva Noë, neuroscienziato e filosofo di Berkeley, discuterà la complementarietà tra coscienza ed esperienza, tra costituzione del Sé e mondo esterno.
Ambienti
Ambienti e paesaggi rappresentano un ulteriore terreno nel quale l’elaborazione della Natura ha incontrato significative trasformazioni. Il quadro antropologico complessivo della questione del paesaggio – tra statuto dei luoghi ed esperienza degli spazi – sarà tracciato da Marc Augé, membro del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia, il quale mostrerà il regime simbolico che presiede a ogni elaborazione del paesaggio, perché anche nelle società tradizionali africane la percezione di ciò che viene detto “naturale” corrisponde a una fondamentale messa in ordine culturale. Appuntando la sua attenzione sulle metamorfosi della categoria del sublime, Remo Bodei mostrerà lo stato attuale dell’idea di natura selvaggia in un mondo saturo di cultura.
Maurizio Bettini presenterà il paesaggio sonoro, cioè la fonosfera, di una cultura come quella antica, immersa in versi, voci, grida e canti animali e umani, a differenza dello sfondo di suoni tecnici e artificiali nel quale si svolge l’esperienza nel mondo contemporaneo.
Salvatore Settis si soffermerà sulla circolarità tra paesaggio, territorio e ambiente, mostrando come i beni culturali e quelli naturali siano coessenziali nella determinazione del bene comune. Non a caso la questione degli ambienti prende spesso la forma di analisi e progetti di stampo urbanistico. La complementarietà di natura e urbanistica emergerà in particolare nella lezione di Pierre Donadieu, architetto dell’Ecole Nationale du Paysage di Versailles, che presenterà la sua proposta di un paesaggio mediatore tra campagna e città, per rendere le città più abitabili e la vita più sostenibile.
Politiche della natura
La costruzione di spazi sostenibili conduce al portato politico delle trasformazioni della natura, evidente nella discussione quanto mai attuale sulle iniziative green in economia (di cui parlerà Aldo Bonomi), così come nelle sfide culturali, economiche e legislative connesse alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, dall’economia petrolifera al futuro delle rinnovabili, che saranno argomento di un forum tra gli economisti ed esperti di questioni energetiche Luigi De Paoli, Gianni Silvestrini e Davide Tabarelli, condotti nella discussione da Maria Concetta Mattei.
Una questione di fondo pervade la discussione su queste politiche, ossia la domanda «di chi è la Natura?», nell’epoca in cui nuove tecnologie bioingegneristiche consentono di brevettare organismi geneticamente modificati: Vandana Shiva darà una risposta nel segno della tutela dei saperi comunitari.
Le politiche della natura investono i corpi umani trasformandoli in campo di dominio, istituendo confini tra naturale e politico, tra natura e storia, che spesso hanno messo capo a vere e proprie politiche “sulla” vita, come mostreranno, da diverse prospettive, Roberto Esposito e Simona Forti.
Sarà infine Zygmunt Bauman a tracciare un “bilancio di carriera” del progetto moderno di controllo della Natura, mostrando l’urgenza delle questioni ambientali e la necessità di assumersi responsabilità verso la Terra nell’èra dell’«Antropocene», in cui i principali fattori di mutamento climatico dipendono dalle attività umane che hanno effetto sul pianeta. Il filosofo tedesco Gernot Böhme affronterà dal canto suo la questione della «Natura come compito», sostenendo la necessità di farne esperienza non come un dato passivamente posto di fronte a noi, ma come un progetto da produrre.
Etiche della natura
Le trasformazioni in atto chiamano a responsabilità inedite sia nel campo delle scelte private che delle decisioni pubbliche, stimolando una riflessione sugli strumenti giuridici più adeguati alla gestione delle nuove frontiere della natura umana. Prima che giuridica, tale questione è tuttavia ontologica, perché investe la verità della natura umana, il cui destino è esposto nell’Occidente, come mostrerà Emanuele Severino, a una modificabilità tecnica che non ammette limiti assoluti o naturali. Preso nella sua inestirpabile finitudine, il genere umano non sembra avere altra risorsa – come sosterrà Salvatore Natoli – che assumersi tutta intera la responsabilità di porre un limite ai pericoli che esso genera dentro una natura ad esso smisuratamente irriducibile. Il destino della responsabilità – gli farà eco Sergio Givone – dipende dall’inattingibilità dell’innocenza, costitutivamente velata dal peccato o segnata dalla colpa. Ciò nonostante, una morale resta possibile, come argomenterà Roberta de Monticelli, dato che l’uomo è per sua peculiare natura “animale normativo”.
Alla pervasività della tecnica non sfugge il diritto: perduta ogni oggettività della natura, la norma giuridica – come mostrerà Natalino Irti – dipende dalla decisione politica. Le frontiere della bioingegneria spingono viceversa verso la formulazione di diritti di nuova generazione, per affrontare la questione, altamente controversa, di cosa sia naturale e cosa sia invece regolabile, di quali siano gli ambiti di vita sui quali si possa legiferare: dalle loro diverse prospettive ne parleranno Stefano Rodotà e Francesco D’Agostino.
A queste riflessioni, tutte volte a discutere lo statuto attuale della natura umana, farà da contraltare le lezione di Tom Regan, professore emerito all’Università della North Carolina ed esponente di spicco del movimento animalista mondiale, il quale sosterrà che gli animali non-umani sono anch’essi “soggetti di valore”, dotati dunque di loro specifici diritti che è necessario riconoscergli.
La lezione dei classici
Completerà il programma filosofico la sezione “Lezione dei classici”, secondo la formula sperimentata con successo a partire dal 2009: grandi interpreti del pensiero filosofico discutono le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema della Natura.
Marcello Zanatta commenterà la Fisica di Aristotele, luogo originario di un paradigma millenario. Giovanni Ghiselli allargherà lo sguardo a una più generale riflessione sullo statuto della natura nella filosofia greca. Giovanni Reale leggerà le Enneadi di Plotino con la loro dottrina dell’anima del mondo. Ricostruendo la grande trasformazione filosofica portata dall’avvento della modernità, Jean-Robert Armogathe ricostruirà la separazione tra anima e corpo, mondo del pensiero e mondo esterno, operata nelle Meditazioni metafisiche di Cartesio, mentre Paolo Galluzzi rintraccerà i fondamenti della moderna scienza delle qualità primarie e secondarie ne Il saggiatore di Galileo Galilei. L’antropologia politica del Leviatano di Thomas Hobbes e il concetto di «stato di natura» saranno illustrati da Carlo Galli, mentre al panteismo dell’Ethica di Spinoza sarà dedicata la lezione di Remo Bodei. Gianfrancesco Zanetti ricostruirà lo statuto delle istituzioni naturali nella Scienza nuova di Giambattista Vico. Le dottrine ottocentesche e la crisi del meccanicismo moderno emergeranno dalla lezione Sossio Giametta, dedicata a Il mondo come volontà e come rappresentazione di Arthur Schopenhauer. Mauro Carbone presenterà La Natura di Maurice Merleau-Ponty, un classico del Novecento cui attingono anche molte ricerche neuroscientifiche.
Quest’anno una lezione dei classici è dedicata anche a una grande opera pittorica, per mostrare le connessioni tra filosofia e arti, pensiero e immagine: Francisco Jarauta parlerà di rappresentazione e conoscenza, cartografia e pittura, davanti a Il geografo di Vermeer.
MOSTRE, SPETTACOLI, MUSICA E GIOCHI A TUTTA NATURA
Oltre 160 eventi affiancano le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 16 al 18 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo. Gli appuntamenti, tutti gratuiti, raccontano la natura per immagini, musica e narrazioni con molte proposte pensate per i più piccoli
Un vasto programma artistico arricchisce il cuore di lezioni magistrali del festivalfilosofia. Dal 16 al 18 settembre Modena, Carpi e Sassuolo declinano il concetto di natura attraverso le varie forme dell’espressione artistica e culturale, individuale e collettiva. Un viaggio ricco e sorprendente che mette in mostra, in musica e in scena i diversi volti della natura.
Potenza della Natura
Una riflessione sul carattere “produttivo” della natura, la sua infinita vitalità e potenza, al di là di ogni tentativo umano di ordine e di controllo. Tema filosofico dalle grandi ascendenze, di cui parleranno nelle lezioni magistrali Bodei, Cacciari, Ghiselli, Giametta, Reale, Sterckx.
L’installazione “Mortar and Pestle” di Toni Cragg, esposta al festivalfilosofia grazie alla collaborazione con la Collezione Maramotti di Reggio Emilia, nell’apparente rudimentalità degli strumenti che prende a oggetto, sottende il processo di cambiamento e ricomposizione infinita della Natura, la macinazione delle forme e lo sbriciolamento dei volumi che rinviano alla costituzione elementare della materia (Modena, Palazzo dei Musei, Atrio).
Sulla medesima lunghezza d’onda, Emanuela Ascari, con i contenitori di plexiglas a forma di libro riempiti di materia terrosa che costituiscono l’installazione “Materia primaria”, ha voluto mostrare l’incrocio di agricoltura e cultura, vita organica e intellettuale (a cura di Galleria Civica e Ufficio Giovani d’Arte, Modena, Biblioteca Delfini).
Il divenire della Natura come soggetto, sia nello scorrere dell’acqua pura, sia in certe mutazioni antropomorfiche, è tema che attraversa le opere della mostra “In principio”, che alla Galleria Mies di Modena espone lavori di Fausto M. ed Enrico Franchi, e di Giovanni Battista M. Falcone (a cura di Marco Nardini).
Analogamente, lo sviluppo delle forme viventi viene articolato dall’installazione drammatica “Cantico delle creature” di Giuseppe Polverari, presso la Galleria Magazzini Criminali di Sassuolo, a cura di Luiza Samanda Turrini.
Gli aspetti più inquietanti della natura come soggetto agente sono al centro dell’indagine di Aruzzo, Cuoghi, Sale, Argiola, che nella mostra “Matrigna” alla Galleria San Salvatore di Modena ne raccontano il volto minaccioso, in grado di generare incubi e paure.
E’ un omaggio alle liturgie della natura la mostra “Circadiana” della Galleria Under House di Modena. Al centro di un’azione artistica ininterrotta, giorno e notte, nei tre giorni del festival, ci saranno i ritmi della nascita, crescita e distruzione, la poesia e la potenza dell'elemento naturale, fino alle nuove frontiere del “naturale” e alle tematiche ambientali.
Un percorso rituale verso stati alterati di coscienza sarà poi messo in scena dal dj-set a cura di Fabrizio Tavernelli Shamaniac (Carpi, Officina gastronomica, sabato 17, ore 23.30).
Conoscere la Natura
Un percorso per capire come il pensiero, la scienza e l’arte hanno provato a perimetrare e ordinare la Natura, osservandola e classificandola. Mostre e laboratori affiancano la messa a punto del programma filosofico, affidata alle lezioni di Armogathe, Böhme, Ferraris, Galluzzi, Licata, Schluchter, Vassallo e Zanatta
Se oggi è possibile osservare la natura, immergendosi nel mondo dell’infinitamente piccolo o puntando verso l’infinitamente grande, lo si deve anche allo scienziato modenese Giovanni Battista Amici, tra i maggiori costruttori di strumenti scientifici dell’Ottocento italiano. Il Museo Civico di Modena gli dedica la mostra “Obiettivo Natura”, curata da Alberto Meschiari, che ne è il massimo studioso. Ad Amici si deve non solo il perfezionamento del moderno microscopio, ma anche la realizzazione di telescopi, cannocchiali, prismi e camere lucide che hanno permesso di raggiungere un livello di precisione mai conseguito prima. Oltre a questi strumenti la mostra presenta preziosi reperti delle osservazioni botaniche di Amici, che poté osservare per primo il processo di fecondazione delle orchidee.
Disegnare fedelmente oggetti e paesaggi seguendone l’immagine riflessa sul foglio: funziona così la camera lucida, invenzione olandese di inizio Ottocento, che venne perfezionata proprio da Amici e che presto si sarebbe evoluta nella camera oscura della fotografia. “Ritrarre la natura a camera lucida” è possibile grazie alla luce, a un prisma quadrangolare e al laboratorio proposto da Dida nei giorni del festival, che permetterà ai ragazzi - e non solo - di disegnare con precisione un ritratto o una natura morta con questa particolare tecnica, desueta e sorprendente.
La felice stagione degli studi astronomici nell’Ottocento modenese tra Ducato e Unità trova testimonianza anche nella mostra “Il cielo in una stanza” - curata dalla Biblioteca Estense - che raccoglie trattati, tavole, appunti di scienziati di prim’ordine, come Pietro Tacchini, uno dei fondatori dell’astrofisica italiana.
Alcune mostre accentuano il carattere finzionale della rappresentazione della Natura.
Gli effetti suggestivi delle tassonomie scientifiche proseguono in forme immaginative nella mostra “Historia Naturalis”, proposta dalla Galleria Criminali Open Space di Sassuolo. L’artista Mirco Denicolò espone 13 tavole di animali marini che immagina essere state destinate ad un antico trattato di storia naturale e poi non stampate.
Il metodo classificatorio dei naturalisti ispira anche la serie botanica di Jairo Valdati, artista e geologo, presentata dalla galleria modenese Lo Sguardo dell’Altro: di fronte alla potenza delle grandi e protettrici nature arboree, i piccoli gesti quotidiani dell’uomo paiono tessere per contrasto una “Tassonomia dell’effimero”.
Una vera e propria sfida al sistema delle forme naturali è fornita da “Herbarium”, in mostra nelle serre dell’Orto botanico di Modena, attigue alla sala dove è custodito l’Erbario storico. Montate in due grandi installazioni di dodici metri ciascuna, le piccole tavole di Pier Luigi Pusole e Sara Conforti si presentano come elementi di una tassonomia infinita generata dalla stessa materia pittorica che produce, nei medesimi toni del verde, clonazioni e mutazioni morfologiche del tutto “innaturali” (a cura di Lisa Parola).
Natura umana
Bioetica e nuove frontiere della natura umana, tra inedite scelte private e decisioni pubbliche. Ma anche riflessioni sulle metamorfosi: la continua trasformazione è l’essenza della Natura. Ad un vasto percorso di lezioni (Bodei, de Monticelli, Esposito, Galli, Givone, Irti, Severino, Sloterdijk, Wulf) corrispondono diverse iniziative del programma creativo.
In società la natura umana è perfezionabile, specialmente attraverso la scuola, ma non senza rischi, perché certi maestri possono dare insegnamenti immorali, come nella parabola de “La Scuola delle nuvole”, ispirata al testo di Aristofane, con cui il Teatro della Pozzanghera e il Comitato Buona Scuola di Carpi portano in scena la necessità di ricercare la verità, seguendo il modello di Socrate (Carpi, Cortile d’Onore del Palazzo dei Pio, venerdì 16, ore 22.30).
L’intervento sull’umano può divenire metamorfosi, il cui cantiere artistico – da Cranach a Picasso, passando per Gustave Dorè, Bilal e Moebius – viene aperto dalla mostra “Indistinti confini”, che propone, a Palazzo dei Pio a Carpi, una selezione di opere d’arte antiche e moderne, ma anche brani letterari, tavole di fumetti e spezzoni cinematografici.
Frontiera dell’umano, ipermoderna metamorfosi tra uomo e macchina, Terminator è l’archetipo del doppio e dell’androide, della materia inanimata che prende vita: ai tre film sull’indimenticabile androide interpretato da Arnold Schwarzenegger è dedicata la maratona cinematografica in programma a Carpi, a cura di Spazio Giovani Mac’è! E Videoteca Comunale (Auditorium Loria, sabato 17 dalle 20,30).
A fare come da contrappunto al racconto cinematografico stanno le opere della mostra “Mutoid Soft Company”, a cura di Luiza Samanda Turrini, che presso la Galleria ArtEkyp di Modena presenta lavori di Serri, D’Isa, Sarcina, Vignali, Cuoghi e Corsello, tutti variamente ispirati al tema dei confini tra umano e animale, tra corpi e macchine.
“Le avventure di Pinocchio” è la favola della metamorfosi per eccellenza, quella che racconta di un bambino-burattino ipercinetico e mai fermo nella stessa condizione. Porta lo stesso titolo la mostra che raccoglie i disegni di Gianluigi Toccafondo allestita alla Biblioteca Delfini di Modena e realizzata con la Galleria D406: venticinque tavole a colori e un cortometraggio per raccontare il personaggio che da sempre affascina i più grandi illustratori. Forme in movimento che si allungano e si deformano, immagini fluttuanti e metamorfiche, intercalate a frammenti di testo, portano il segno inconfondibile dell’autore, per un Pinocchio distante dal cliché iconografico tradizionale.
Corpo e corpi
Oggetti di intervento individuale o biopolitico, incroci di cervello e coscienza, i corpi sono al centro dell’esperienza contemporanea. A un ampio ventaglio di lezioni magistrali (Boncinelli, Carbone, D’Agostino, Forti, Galimberti, Gil, Nancy, Noë, Rigotti, Rodotà) si affiancano alcuni appuntamenti del programma creativo.
Oggetto di sopruso sociale e di intervento biopolitico, archetipo e avamposto del conflitto politico che nella modernità avanzata investe i corpi come protagonisti sociali, il corpo delle donne (con i divieti e le attribuzioni di impurità che la cultura gli ha sedimentato addosso per millenni) è tema dello spettacolo di Marinella Manicardi, “Corpi impuri”, a cura del Centro Documentazione Donna di Modena (Modena, Sala delle Dame, sabato 17 e domenica 18, ore 21).
Tre tele di Simone Fazio (“Heartless. Senza cuore”, curatrice Elena Ascari, Galleria Ideamqventisei di Modena) mostrano invece cosa ne è del corpo quando tutti i suoi strati vengono strappati via e non resta che la crudezza anatomica di un cuore – infiammato, fiorito o trafitto – nel quale si depositano le fluttuazioni dell’intera esperienza vissuta dal corpo che lo custodiva.
L’artista romano Zaelia Bishop, nella mostra “Misfortunes and Minor Victories”, a cura di Francesco Paolo Del Re, Roberta Fiorito e Francesca Pergreffi, rappresenta viceversa corpi sui quali crescono fossili e materie inorganiche, che mineralizzano il ricordo, mostrando il carattere residuale del ricordo (Carpi, Galleria Spazio Meme).
Sono invece corpi lieti e ironici quelli presentati nella mostra di Corrado Costa, “Naturae”, dove il nudo femminile si inscrive in una poetica erotica che affonda le sue radici nel pensiero libertino e illuministico del XVIII secolo (Modena, Galleria Spazio Fisico).
Un ammaliante equilibrio di seduzione e disciplina è infine quello che si realizza nel flamenco, dove i corpi danzanti volteggiano e si toccano in una coreografia di vicinanze e distanze: ne darà un saggio la Compagnia FlamenQueVive nello spettacolo “Colores Morenos” (Sassuolo, Teatro Carani, domenica 18, ore 21).
Nature animali
Non solo osservati dalla scienza e raccontati dalla favola, ma riconosciuti come soggetti di diritti, gli animali non-umani stanno cambiando lo statuto della loro presenza fra gli uomini. Mentre Tom Regan affronterà la questione in una lezione magistrale, vari appuntamenti del programma creativo sono dedicati al mondo animale.
Domenica 18 presso la Sala Truffaut, a partire dalle ore 18, una vera e propria “Maratona Animalier”, nell’ambito della rassegna di docufilm “Naturalia” (curata da Alberto Morsiani e a cura dell’Associazione Circuito Cinema di Modena), presenterà lavori nei quali emerge in tutti i suoi diversi aspetti, di abbandono panico come anche di tragedia, il rapporto contemporaneo con gli animali: da “Animol” di Marco Berrini, passando per “Alieni sulla spiaggia” di Miroslav Novak e “Fast, Cheap, & Out of Control” di Errol Morris, fino ad arrivare a “Grizzly Man” di Werner Herzog, storia di un ecologista sbranato dall’orso che adora.
Alla natura animale dell’umano, come a quella umanizzata dell’animale, secondo confini continuamente ridefiniti e attraversati dalla cultura, sono dedicati i caratteristici disegni di animali umanizzati di ericailcane che, assieme a una grande installazione, sono protagonisti della mostra “Il canto della foresta”, proposta dalla Galleria D406 di Modena. Altri animali, meccanici e di stoffa, popoleranno il verde cortile del Museo Muratoriano in Piazza Pomposa.
Protagonisti di un bizzarro corteo cerimoniale, animali da bestiario compaiono, ammaliati e stupefatti, al seguito di Orfeo, il dio antico della musica che le risveglia dopo i rigori dell’inverno, in “Le Bestiaire ou Cortège d'Orphée”, figurati dall’immaginazione stravagante e surreale di Antonella Battilani e Francesca Cavani (Galleria Punto Arte di Modena).
“Crisalide”, viceversa, è una grande scultura in resina trasparente sospesa tra le arcate del Cortile d’onore del Palazzo dei Pio a Carpi. Quest’opera di Valentina Maddalena Lugli, bozzolo di cambiamento, è illuminata dall’interno da una piccola luce: meraviglia del regno animale, la trasformazione in atto nella crisalide eccede i confini del naturale e si fa energia psichica, motore di crescita personale degli esseri umani (Palazzo dei Pio a Carpi).
Versi e voci
Diversamente da quella antica, la fonosfera contemporanea echeggia di suoni elettronici e voci umane ormai lontane dalla natura, addestrate e impostate come veri e propri strumenti artificiali. Impostato teoricamente nella lezione di Maurizio Bettini, questo tema caratterizza diversi appuntamenti del programma creativo
Nelle performance “Extended Voices”, proposte della Galleria Civica di Modena, è protagonista la voce nelle sue forme primordiali: le azioni e sperimentazioni di musicisti e performer si aprono al venerdì con Jaap Blonk (“Dr Voxoid’s Next Move”) e Sisdel Endresen (“Solo Voice”) e animano le serate del festival fino a invadere la notte di sabato con Joan La Barbara (“Solitary Journeys of the Mind”), Sergio Messina (“Vox morgana”) e Claudio Chianura (“Notturno Stratos”). Questa tre giorni di fuochi d'artificio vocali, tra canzone d'autore e sperimentazione, tra jazz e dj set, si conclude domenica con Susanna Parigi (“La lingua segreta delle donne”), Sabrina Bizzo e Aurora Faggioli (“Mother and Daughter in Concert”). Video e ritratti fotografici rendono omaggio alla voce ripercorrendo la storia della musica degli ultimi 40 anni (Modena, Palazzo Santa Margherita).
La fonosfera antica possedeva sonorità e voci per noi ormai perdute. Erano soprattutto le voci degli animali: latrati, ragli, nitriti, belati, grugniti, cinguettii. Attingendo al deposito letterario antico, Ermanno Cavazzoni restituisce la voce ad animali reali e immaginari, traendola dalla sua Guida agli animali fantastici. Tra ippocentauri, manticore, remore, sirene e ircocervi che circolavano nel mondo antico, ci sono gli animali che sono rimasti fra noi e si incontrano comunemente, come il pollo con il suo sguardo sospettoso e un po’ sprezzante, o le formiche, silenziosissime, sempre di corsa e preoccupate per la crisi economica, o le api, bisbiglianti e socialiste imperterrite, o la mucca che rumina e riflette. (Modena, Chiostro del Palazzo Santa Margherita, sabato 17, ore 21,00).
Il canto, anzi il belcanto, costituisce una preziosa rarità nella fonosfera umana. Sintesi tra talento e tecnica, natura e educazione, il belcanto scava nella natura più profonda della voce e la rende capace di fondere dolcezza e potenza, concentrazione e rotondità. Nella patria di Luciano Pavarotti, uno dei massimi esponenti di questa tecnica vocale, non potevano mancare esibizioni di belcanto. Sarà Stefano Belisari, in arte Elio, leader e voce solista di Elio e le storie tese, gruppo cult dell’avanguardismo rock e surreale, a calarsi nei panni e nella voce di F**aro, il barbiere, in una libera ed esilarante riduzione dall’opera di Gioacchino Rossini. Lo accompagneranno tre musicisti di prim’ordine: Roberto Fabbriciani al flauto, Fabio Battistelli al clarinetto e Massimiliano Damerini al pianoforte, tutti seduti, naturalmente, sulle poltrone girevoli della bottega di barbiere più famosa al mondo. (Modena, Piazza Grande, sabato 17, ore 21.30).
E saranno i giovani talentuosi artisti del CUBEC, il Centro Universale del Bel Canto di Mirella Freni, selezionati tra oltre 200 candidati provenienti da tutto il mondo, a eseguire “Melò. Arie e ariette naturali”, un viaggio ideale nell’Europa musicale dal XIX al XX secolo, scoprendo tinte musicali, testi, situazioni e onomatopee ispirati all’ambiente naturale e agli animali. Arie di Rossini, Bellini, Donizetti, Rachmaninov, Tchaikovsky, Duparc e Cilea (Modena, Chiesa di San Carlo, venerdì 16, ore 21.00).
Ambienti
Gli esseri viventi sono in un rapporto essenziale con il proprio ambiente: habitat animali o ambienti sociali, nature selvagge o culture metropolitane. Il quadro teorico emerge dalle lezioni di Marzocca, Sini e Duque.
“Sfere invisibili” del Museo della Figurina di Modena mette in mostra figurine in cui si rappresentano, spesso con colori sgargianti, piccoli ritagli di mondo naturale, diorami bidimensionali in cui animali esotici e lontani erano colti nel loro habitat naturale – deserto, savana o fondale marino – da uno sguardo esterno e oggettivato. Ad album e figurine d’epoca accosta alcune installazioni di “sensi esotici”, come i biosonar e le bussole magnetiche, che catapultano il visitatore nell’ambiente percepito dall’animale stesso, secondo un approccio in cui gli ambienti delle singole specie sono“inconoscibili”, chiusi entro l’esperienza percettiva di ciascuna. Alla mostra si affianca Animal House, laboratorio per bambini e adulti per costruirsi abitazioni di fantasia ispirate alle tani animali (a cura di Roberto Ferrari, Modena, Palazzo Santa Margherita, sabato e domenica, dalle 16.00 alle 18.00).
Trasferito sul piano della specie umana, il concetto etologico di “Spazio vitale” titola la riflessione visiva dei giovani artisti Luigi Massari, Andrea Palmà, Emanuele Puzziello e Patrizia Emma Scialpi, presentata alla Galleria Underdogstudio di Modena: una fitta istallazione di materiali eterogenei in sviluppo verticale, come un rampicante, mostra come ogni elemento del vivente cambi continuamente di stato e come ogni spazio vitale sia radicalmente effimero e destinato a scomparire.
Sul filo della ricreazione di ambienti naturali gioca il laboratorio “Il Canto degli alberi” (a cura di Social Point in collaborazione con Istituto d’arte A. Venturi , Associazione Insieme a Noi e Associazione Idee in circolo), nel quale dieci alberi di cartapesta si rivestiranno di memorie e di emozioni quando il pubblico vi appenderà quadretti significativi dell’esperienza di ciascuno, perché il paesaggio è memoria (Modena, Cortile del Melograno, sabato 17 e domenica 18).
Non vi è paesaggio senza memoria, né memoria senza rito. Silvia Guberti ha concepito “Giardino per avere piacere più tardi” un’installazione cerimoniale (composta da calchi in cera e gesso di grandi foglie di loto, disposte al centro di una radura dell’Orto Botanico) per indicare l’apertura nella quale l’uomo è destinato a soggiornare (Modena, Orto Botanico).
Nessuno sfugge all’immersione profonda nell’ambiente sociale. Quando l’immaginazione letteraria e l’osservazione antropologica si incontrano, intrecciando documentazione e finzione nella forma visuale del docufilm, nascono opere come “Diol Kadd. Vita, diari e riprese in un villaggio del Senegal” di Gianni Celati, in cui i riti di passaggio mostrano l’essenza di un altro mondo (Modena, Sala Truffaut, sabato 17, ore 18.30).
Distante un mondo da quel villaggio del Senegal è l’ambiente metropolitano cantato e raccontato da Francesco Bianconi. Il leader dei Baustelle, in una performance fatta di letture, sonorizzazioni e visual, accompagna il pubblico in una rilettura della quotidianità contemporanea, un “Regno animale” agro e acido. (Carpi, Piazza Garibaldi, venerdì 16, ore 21.00).
È forse dalla metropoli che nasce l’immaginazione d’evasione che anima le contaminazioni di generi caratteristiche di diverse proposte musicali del “Tiratardi” di Carpi. Il dj-set “Aloha! Tiki Night” (Cookies Kitchen & Food, ore 00.30) “The Gentlemen’s Agreement” (con i video di CakebyCake, Circolo Culturale Mattatoio, ore 1,30) e per finire il dj-set “Moontalk Tropicalia” (Circolo Culturale Mattatoio, ore 2,30) vibrano di sonorità equatoriali e tropicali, bossa nova e fado, folk e rock.
“Luoghi dell’anima. Tra Natura e letteratura”, è un percorso scenico e testuale, a cura di Sara Gozzi, nel quale tra memoria e opere di classici del canone letterario come Shakespeare e Brönte si mostrerà la dimensione immaginativa sottesa ai diversi ambienti, dalla campagna al mare al deserto (Carpi, Teatro Comunale, venerdì 16 ore 19,30; sabato 17 ore 20.00; domenica 18 ore 20.30).
Ecologie
La Natura è un processo: scarta, riproduce, riusa. Le sue trasformazioni sono vere e proprie politiche, opera del tempo o di strategie umane. Dall’economia all’arte, largo al pensiero “green”, anche tramite le lezioni magistrali di Bauman, Bianchi, Bonomi, Ceruti, Paglia, Shiva e al dibattito su “Energia. Nuovi scenari e nuove fonti” con De Paoli, Tabarelli e Silvestrini
Chi pianta un giardino semina la felicità, recita un antico proverbio cinese. Serena Dandini è protagonista di “Coltivo, dunque sono” una serata di riscossa giardiniera che si fa strada tra grovigli di libri ed epopee botaniche, stagioni della vita e piante letterarie. Fra innaffiatoi e balconi fioriti, la nota conduttrice è un’appassionata di botanica: e mentre affonda le mani nella terra, la si può immaginare con gli occhi fissi nei libri, in un andirivieni tra coltura e cultura. Dialoga con lei Andrea Salerno (Modena, Piazza XX settembre, domenica 18, ore 21.00).
“Bollettino del diluvio universale”, con cui Gianni Celati torna alla scrittura drammaturgica, mette in scena l’urgenza del tema ambientale, fino a un’esondazione finale di acque che con la loro imperturbabile indifferenza giungono a coprire le sconsiderate scelte umane: la pièce è rappresentata in anteprima dal Teatro dell’Argine con una lettura scenica che vede la partecipazione di Eugenio Allegri (Carpi, Cortile d’Onore del Palazzo dei Pio, venerdì 16, ore 21.00).
In “Is Land” lo spettacolo dell’Associazione Arte e Salute Onlus realizzato in collaborazione col Progetto regionale Teatro e Salute Mentale e l’Azienda USL di Modena, tra le macerie di un teatro in disuso, ai margini della società, sommerso dalla spazzatura, un senzatetto extracomunitario dà voce alle istanze di una follia che è l’unica ragione rimastaci (Modena, sabato 17, ore 21.00).
Anche il cibo può essere spazzatura: junk food, fast food, finger food – inteso come scoria, rifiuto, tossina, ma anche farmaco, rifugio dallo stress e dalla nevrosi. “Food” alla Galleria Carteria26 è un’installazione realizzata da Fabio Bonetti e Gianluca Rossi, che vedono il corpo umano come una macchina “tritanatura”, dove tutto viene masticato, triturato, impastato e buttato giù.
Nella performance live “Cutter”, letteralmente “taglierino”, Cristian Chironi asporta dalle immagini stampate ciò che è in via di estinzione o è già estinto: ghiacciai, fondali marini, panorami naturali, fiori, piante, animali (alla Galleria Betta Frigieri di Modena; a cura di Luca Panaro)
Ecologia, certo, ma anche, naturalmente, economia, luogo dove risorse e catastrofe, energia e distruzione, sembrano vertiginosamente convergere. Si pensi a dei barili di petrolio che fuoriescono dal terreno, perfetti e avvenenti come frutti a cui è impossibile resistere. Il barile d’oro nero, dono della natura e sua stessa pericolosa minaccia, è protagonista dell’installazione di Andrea Mazzola presso la galleria modenese Punto Arte OFF: “Economy of Pinball/ Economia del flipper”.
E se è vero che nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, gli stessi scarti possono essere riciclati, come mostra il grande parallelepipedo di cartoni “Pak Pak”, realizzato da Steven Siegel ed esposto a Modena in Piazzale Sant’Agostino. L’installazione, composta con bric Tetra Pak, reinventa il ruolo della scultura: la espone all’usura del tempo, integrando i processi naturali di trasformazione organica nella creazione artistica.
E’ una riflessione sul tema della sostenibilità, la biodiversità, le biotecnologie, la biogenetica, anche “Ecoimmagini e bioscritture”, la mostra proposta dalla Biblioteca Poletti nel Palazzo dei Musei di Modena: un’antologia degli otto numeri di Bau, il “Contenitore di Cultura Contemporanea” prodotto con cadenza annuale dall’Associazione culturale BAU di Viareggio.
Un grande albero, dapprima spoglio e inerte, rifiorisce a nuova vita: “PAPERPARKing” è un’installazione della compianta Nicoletta Boris presso la Galleria Tik.farm di Sassuolo. Alla rinascita contribuiscono tutti: parallelamente, infatti, laboratori creativi di Bruno Munari guideranno grandi e bambini nella produzione di disegni, modelli e sculture che, una volta appesi ai rami, faranno rifiorire l’albero.
Pedalare è sano per il corpo e per la mente: “Geociclistica riverside” è un percorso cicloturistico lungo il fiume Secchia, seguendo il percorso che fiancheggia l’alveo tra Sassuolo e Modena. È un viaggio lento mosso dai ritmi della natura, tra paesaggi a tratti rigogliosi, a tratti brulli e surreali, che il divagare delle acque del fiume rende mutevoli e unici; fanno da guida i professori del Dipartimento di Scienze della terra dell’Università di Modena e Reggio Emilia e da scorta i volontari di Fiab e Legambiente (Sassuolo, Piazzale Roverella, sabato 17 e domenica 18 settembre, ore 12.00).
Costruire un futuro migliore per il pianeta è la parola d’ordine della campagna ConsumAbile delle Aziende Sanitarie modenesi e della Regione Emilia Romagna che propone un gioco di abilità per tutti: una sorta di grande gioco dell’oca in cui vince chi sceglie i comportamenti più sostenibili, che consumano cioè meno suolo, aria, natura e non li rubano alle generazioni future. In “Misura quanto sei sostenibile” il consumatore deve saperla più lunga di quanto non creda per imparare a “stare al mondo” (Modena, Piazza Matteotti, sabato 17, ore 14.30-19.30).
Infine i mercati de L’erba del vicino, a cura dell’Assessorato alle Politiche economiche di Modena, offrono cose buone a chilometro zero (Modena, Piazza Pomposa e via Taglio, sabato 17 e domenica 18, ore 10.00-20.00).
Paesaggi
Agricoli o urbani, selvaggi o planetari, sublimi o quotidiani, i paesaggi sono sempre culturali. In essi inscriviamo identità, memoria e proiezioni d’avvenire. Le lezioni di Augé, Bodei, Donadieu, Jarauta e Settis preparano il terreno a un vasto programma creativo.
A cominciare dalla mostra “Nature is My Kingdom / La Natura è il mio Regno”, a cura di Filippo Maggia, che Fondazione Fotografia e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena dedicano al fotografo statunitense Ansel Adams (1902-1984), uno dei massimi artisti del paesaggio. Dai picchi e dalle vallate dello Yosemite alle forme maestose dei canyon dell’Arizona, dalle fitte foreste di sequoie giganti alle linee sinuose dei fiumi, nell’opera di Adams i paesaggi trascendono la semplice documentazione, rivelando la sublime magnificenza della natura. È la prima grande mostra interamente riservata ad Adams nel nostro Paese, allestita nei rinnovati locali dell’ex ospedale Sant’Agostino. Nel percorso di oltre 75 opere in bianco e nero, stampe originali dell’artista, la mostra ripercorre la carriera del fotografo e l’intenso rapporto con la natura che ha caratterizzato tutta la sua vita, facendo emergere il volto di un’America incontaminata e selvaggia.
La mostra “Dove regnavano le acque. 1920-1950: le trasformazioni del paesaggio nelle fotografie della Bonifica”, a cura di Natascia Arletti con Manuela Rossi, propone viceversa una documentazione fotografica sulle trasformazioni del paesaggio padano contemporaneo per come esso emerge dalle grandi opere di bonifica che hanno interessato aree originariamente dominate da acque e zone boschive (Carpi, Palazzo dei Pio, Sala espositiva dei Musei della Città).
Ad essa si collegano idealmente alcuni docufilm della rassegna “Naturalia” (curata da Alberto Morsiani a cura di Associazione Circuito Cinema), in particolare “Il cacciatore di anatre” di Egidio Veronesi e “Viaggetto in Appennino. A piedi da Piacenza a Rimini”, di Francesco Conversano e Nene Griffagnini, che rappresentano la totalità culturale dell’esperienza della pianura e della montagna, tra rievocazioni storiche, osservazioni naturistiche e lentezza del cammino (Modena, sala Truffaut, venerdì 16, ore 20.30 e 22.30).
Sempre dedicata al paesaggio e alla Natura su cui si inscrivono storie di comunità è la mostra “Il paese delle felci”, a cura di Andrea Capucci, in cui sullo sfondo di un bosco di tronchi fotografie, proiezioni e giochi di luce rievocano la memoria comunitaria di un paese dell’Appennino attraverso le fotografie dell’aeropoeta futurista Alfonso Bossetti (Associazione Via Piave e dintorni, Atrio Ex-Cinema Principe, con proiezioni video e letture).
Altri due docufilm ci portano dall’altra parte del mondo, nel Sud e nel Nord America: Per questi stretti morire (di Giuseppe Gaudino e Isabella Sandri), avventure di un missionario italiano in Patagonia e Terra del Fuoco; e One fast move or I’m Gone, opera di Curt Worden sulle tracce della mitica Big Sur di Kerouac (Modena, Sala Truffaut, sabato 17, ore 20.30 e 23.00).
“Walls” è viceversa un lavoro fotografico sul paesaggio quotidiano, realizzato da Kai-Uwe Schulte-Bunert, un’occasione per guardare ai muri entro i quali ci muoviamo ogni giorno. Anche quando è addomesticata, come in questi scatti, la natura non si lascia imbrigliare facilmente; rispunta fuori appena può, in muschi, frane, grovigli, e si rimpossessa sovrana dei propri spazi (Sassuolo, Galleria Magazzini Lab).
L’opera di una Natura che riconquista gli spazi architettonici è al cuore anche del lavoro di Luca Blast Forlani con i suoi Intruders, mostra fotografica corredata da installazioni video di Matteo Giachella e Gastone Clementi in cui si mostra il lavoro di trasformazione e di riappropriazione che il processo organico ha compiuto in siti abbandonati: ex fabbriche, chiese, ospedali, sanatori, parchi acquatici. La mostra è a cura di Monica Caputo e Allegra Corbo in collaborazione con Maria. Teresa Panini e si svolge a sua volta in un affascinante architettura abbandonata (Modena, Ex Caserma dei Carabinieri, via S. Eufemia).
Nei lavori di Franz Baumgartner, inclusi nella collettiva “De Rerum Natura”, proposta dalla Galleria 42 Contemporaneo di Modena (che propone anche opere di Bertocchi, Borowski, Calzolari, Parisi, Shaw), il ritorno alla figurazione prende le forme di paesaggi congelati, luoghi che tolgono il fiato come in un’alba apocalittica.
C’è una trama del paesaggio che è fatta di flora, di botanica. Nelle opere di Davide Benati le forme vegetali di fiori e foglie si fondono con le fibre della carta di riso; la mostra “Oasi dell’acqua amara” nella galleria sassolese Paggeriarte presenta un universo di efflorescenze che gioca sull’ambiguità della forma: un grumo di colore si trasforma in un calice di fiori, una caduta di foglie diventa un arazzo, rapide pennellate verdi richiamano un erbario.
La presenza della Natura nei versi di Giancarlo Pontiggia, intesa come luogo privilegiato dove l’anima incontra il paesaggio, sarà al centro dell’incontro di poesia “Selve e giardini”, condotto da Carlo Alberto Sitta e a cura del Laboratorio di Poesia di Modena (Modena, Laboratorio di Poesia, sabato 17, dalle 15.00 alle 18.00: con omaggio jazz di Giorgia Hannoush).
Tutta urbana è la scena di una performance e di un laboratorio proposti da Daniele Albanese: “In a Landscape” fa alitare la danza sulla città seguendo la metafora del vento, mentre “Mente e Natura” addestra i performer a un’unità coreografica che sia al contempo fisica e cognitiva (Modena, Piazza Mazzini, sabato 17, ore 19.20, 19.50, 20.10).
Anche la musica crea paesaggio, fissa la sfera sonora entro cui prende forma l’esperienza. Come ogni paesaggio, anche quello musicale propone profili ed evoca atmosfere diverse, come nelle suggestioni di Giovanni Allevi, i cui “Paesaggi sonori” indicano il rapporto tra paesaggio e creazione artistica, dove la composizione non nasce solo dall’incanto assoluto della bellezza, ma anche e soprattutto dove questa perfezione s’incrina. Dialoga con l’artista Federico Taddia (Carpi, Piazza Martiri, domenica 18, ore 21).
Nella stravagante ed elegantissima performance del violinista Ara Malikian, in scena con altri tre musicisti, le quattro stagioni di Vivaldi divengono un’esperienza esilarante, dal sapore un po’ gitano, perfetta per calamitare anche l’attenzione dei più piccoli (“Le mie prime quattro stagioni”, Sassuolo, Teatro Carani, venerdì 16, ore 21.00).
Anche un giallista e cinquantacinque professori d’orchestra sinfonica come Carlo Lucarelli e i maestri della Filarmonica Arturo Toscanini percorrono paesaggi musicali: notturni ispirati dalle musiche di Mahler, Strauss, Ravel, Beethoven, Liszt, Rossini e Schumann in cerca di bagliori sull’inquietudini umane alla luce della luna: “Blue Moon” (Sassuolo, Teatro Carani, sabato 17, ore 21.00).
Ai temi della natura si ispira il programma di pezzi classici al cuore di “Piani naturalmente diversi”: una pianista classica, Eleonora Beddini, li esegue, e un pianista jazz, Michele Francesconi, li dovrà improvvisare alla cieca. A condurre il gioco, secondo una formula ideata dalla Gioventù Musicale d’Italia modenese, uno dei migliori musicologi italiani, Maurizio Franco (Modena, Auditorium Marco Biagi, sabato 17, ore 21.00).
Paesaggi sonori sono anche evocati dalle atmosfere dei “Demdike Stare”, il duo di Manchester in scena a Carpi (Palazzo dei Pio, sabato 17, ore 22.30), mentre le svedesi Midaircondo traducono in musica gli incantevoli paesaggi scandinavi (Carpi, Palazzo dei Pio, sabato 17, ore 24.00). La band islandese Groundfloor esplora i vasti profili del paesaggio ghiacciato attraverso le sonorità nitide e malinconiche di un rock acustico alternativo (Sassuolo, Piazzale Avanzini, sabato 17, ore 22.30).
Atmosfere sonore sono anche quelle proposte dai concerti in programma all’Ex Ospedale Sant’Agostino e curati da Juta Café: si esibiranno Be Forest (venerdì 16, ore 23.00), Welcome Back Sailors (sabato 17, ore 23.30), Karibean (sabato 17, ore 00.30) e Casa del Mirto (domenica 18, ore 19.30).
LA NATURA È SERVITA. I “MENU FILOSOFICI” DI TULLIO GREGORY
Il noto filosofo e gourmet ha ideato un percorso gastronomico che verrà proposto per tre giorni in quasi 70 ristoranti ed enoteche di Modena, Carpi e Sassuolo. Tradizione e ironia ispirano anche la “razionsufficiente”, il cestino del festival per pranzare e cenare a 4.50 euro
La natura è l’ingrediente principale dei nove “menu filosofici” ideati da Tullio Gregory che verranno proposti dal 16 al 18 settembre in quasi settanta ristoranti ed enoteche di Modena, Carpi e Sassuolo. L’iniziativa, ormai consolidata, sottolinea la centralità del convito nella civiltà umana e ne celebra gli artefici di cucina e di bottega.
Tullio Gregory firma la sezione “cucina filosofica” del festivalfilosofia fin dalla prima edizione. Professore di Storia della Filosofia alla “Sapienza” di Roma, fondatore del Centro Studi del Cnr sul Lessico intellettuale europeo, direttore dell’Enciclopedia Italiana di scienze, lettere e arti, edita dall’Istituto Treccani, membro del Comitato scientifico del festivalfilosofia e noto gourmet, Gregory ha ideato menu per pranzi e cene filosofici all’insegna della tradizione e a partire dai prodotti tipici modenesi e della cucina dell’Emilia-Romagna (menu completi e indirizzi dei ristoranti si possono consultare nel sito www.festivalfilosofia.it).
“Costruire dei menu attorno al tema della “natura” – spiega Gregory – è compiere un’operazione innaturale: essendo la tavola un fatto di cultura, essa è fortemente antagonista della natura o quanto meno trova la sua realizzazione trasformando i prodotti cosiddetti naturali per renderli commestibili e soprattutto gradevoli”. Da qui l’idea di articolare i menu filosofici sottolineando l’attività dell’homo faber che trasforma i prodotti naturali secondo i propri gusti, sempre più complessi ed esigenti. Ecco dunque servite in tavola le nature liquide, diversi tipi di pesce proposti in umido, fritti, salati, essiccati o sott’olio, le nature vegetali, con verdure e tuberi a uso esclusivo dei vegetariani, le nature animali, dedicate a chi ama la carne e le nature volatili, a base di pollo, faraona e piccione. Si prosegue con il teatro delle meraviglie, dove trionfano i saporitissimi grassi emiliani e le tigelle con il pesto e il cotechino, mentre nel crudo e cotto si alternano primi caldi, secondi stracotti, verdura e frutta freschissime. Dalla natura alla storia propone il brodo come ingrediente principale, che accompagna tortellini e passatelli e che viene ricavato dal gran bollito misto, servito come secondo; la natura enciclopedica è invece la declinazione della carne di maiale: prosciutto, arrosto, piedini e cotiche per finire col salame, stavolta di cioccolato. Un menù più semplice ma altrettanto saporito è quello pensato per le enoteche, dove i pasti sono più rapidi, all’insegna di formaggi e lambrusco, anch’essi prodotti “innaturali”, nati dal lento maturare di latte, caglio e uva.
Non manca una soluzione veloce ed economica per pranzare e cenare, che permette di seguire i ritmi delle lezioni magistrali e di assaporare piatti e prodotti tipici della provincia di Modena. È la “razionsufficiente”, in vendita a 4,50 euro nei giorni del festivalfilosofia: un primo caldo, un secondo di carne o pesce, un contorno di verdura o legumi, pizze o panini con misti di formaggi o di affettati, frutta, dolce e acqua: tanti mix secondo la fantasia della bottega. Il cestino del pranzo è in vendita a Modena al mercato coperto Albinelli, vicino a piazza Grande, a Carpi al Circolo culturale Mattatoio, vicino a Piazzale Re Astolfo, e a Sassuolo in diversi esercizi tra Piazzale della Rosa e Piazza Garibaldi.
CUCINA FILOSOFICA 2011
1. Nature liquide
Frittelle di baccalà
Spaghetti al tonno
Frittura di acciughe
Anguilla in umido
Insalata verde
Mirtillo nero dell’Appennino
2. Nature vegetali
Frittelle di riso
Maltagliati coi fagioli
Tortelli di zucca
Fritto vegetariano
Crostata con amarene brusche di Modena IGP
Cesto di frutta fresca
3. Nature animali
Erbazzone
Tagliatelle al ragù
Coniglio in umido
Agnello al forno
Trippa alla modenese
Pere al lambrusco
4. Nature volatili
Maccheroni al pettine con ragù di anatra
Uccelletti scappati
Faraona arrosto
Piccione arrosto
Pollo alla cacciatora
Fragole all’Aceto balsamico tradizionale di Modena
5. Teatro delle meraviglie
Tigelle con pesto
Gran misto di affettati
Gramigna al torchio con salsiccia
Cotechino di Modena IGP in galera
Anatra arrosto
Friggione
Amaretti con lo zabaione
6. Crudo e cotto
Lasagne verdi al forno
Tortelli con le erbette
Guanciale di maialino al lambrusco
Stracotto di manzo
Verdure in pinzimonio
Composta di frutta fresca
7. Dalla natura alla storia
Scaglie di Parmigiano Reggiano
Insalata di patate lesse
Tortellini in brodo
Passatelli in brodo
Gran bollito misto con salse crude e cotte
Zuppa inglese
8. Natura enciclopedica
Gnocco fritto
Prosciutto di Modena DOP
Arrosto di maiale
Piedini di maiale in agrodolce
Fagioli con le cotiche
Radicchi verdi dell’orto
Salame di cioccolato
9. Menù per enoteche
Stria, gnocco al forno e pane comune
Parmigiano Reggiano, pecorini e ricotte fresche dell’Appennino
Pere dell’Emilia Romagna IGP e confettura di amarene brusche di Modena IGP
Selezione dei Lambruschi doc modenesi: Sorbara, Castelvetro e Salamino di Santacroce
Un concetto chiave della tradizione filosofica e una questione cruciale dell’esperienza contemporanea. È "natura" il tema dell'edizione 2011 che si svolge a Modena, Carpi e Sassuolo dal 16 al 18 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città. Lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti sono quasi 200 e tutti gratuiti.
Il festival, che lo scorso anno ha registrato oltre 170 mila presenze, è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia”, i cui fondatori – ovvero i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Provincia di Modena, la Fondazione Collegio San Carlo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena – sono i soci storici che hanno partecipato alla realizzazione del festival fin dalla prima edizione. Piazze, chiese e cortili ospitano le oltre 50 lezioni magistrali del festival, che vede quest’anno tra i protagonisti, tra gli altri, Enzo Bianchi, Edoardo Boncinelli, Massimo Cacciari, Roberta de Monticelli, Roberto Esposito, Maurizio Ferraris, Umberto Galimberti, il modenese Carlo Galli, Sergio Givone, Salvatore Natoli, Vincenzo Paglia, Giovanni Reale, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Emanuele Severino, Carlo Sini e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio. Molti anche i filosofi stranieri, circa un quarto del totale, a segnare un’edizione sempre più internazionale: tra loro i francesi Jean-Robert Armogathe, Pierre Donadieu, Marc Augé, che fa parte del comitato scientifico del Consorzio, mentre di Jean-Luc Nancy verrà letta la lectio; i tedeschi Gernot Böhme, Peter Sloterdijk, Wolfgang Schluchter e Christoph Wulf; il belga professore in Gran Bretagna Roel Sterckx; gli spagnoli Felix Duque e Francisco Jarauta; il polacco Zygmunt Bauman, da quarant’anni esule in Inghilterra; il portoghese José Gil; nonché gli americani Tom Regan e Alva Noë e l’indiana Vandana Shiva.
Il programma delle lezioni magistrali si svolge all’insegna delle trasformazioni innescate dalle scienze e dalle tecnologie, che hanno condotto tanto la riflessione filosofica quanto il senso comune a misurarsi con questioni inedite nella millenaria elaborazione dell’idea di Natura. I maestri del pensiero che il festivalfilosofia porterà nelle piazze e nei cortili delle tre città si confronteranno con il pubblico sulle varie declinazioni contemporanee della Natura, tracciando linee tematiche che discuteranno, tra le altre, la questione del rapporto tra natura e cultura, le metamorfosi del corpo, il futuro del paesaggio, le politiche della natura e le frontiere del biodiritto.
Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema della natura, da Aristotele a Plotino, da Galilei a Cartesio, da Hobbes a Spinoza, da Vico a Schopenhauer, fino ad arrivare a Merleau-Ponty. Per la prima volta una lezione dei classici sarà dedicata anche a una grande opera pittorica come Il geografo di Vermeer.
Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo coinvolge le narrazioni e le performance (con letture e reading di e da Gianni Celati, Carlo Lucarelli, Francesco Bianconi, Ermanno Cavazzoni), la musica (con il melodramma semiserio di Elio, i paesaggi sonori di Giovanni Allevi, ma anche con jazz e improvvisazioni, cantate e concerti rock), i libri, le iniziative per bambini e ragazzi.
Oltre quaranta le mostre proposte in occasione del festival: tra cui la prima grande retrospettiva italiana dedicata al fotografo americano Ansel Adams, una personale di Davide Benati, le due grandi installazioni di Toni Cragg e Steven Siegel, un’esposizione di figurine sulle “sfere invisibili” - ovvero l’habitat degli animali esotici -, una dedicata agli “indistinti confini” della metamorfosi, da Cranach a Picasso, passando attraverso strisce di fumetti e spezzoni cinematografici.
E, accanto a pranzi e cene filosofici ideati dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory per settanta ristoranti ed enoteche delle tre città, nella notte di sabato 17 settembre è previsto il “Tiratardi”, con iniziative e aperture di gallerie e musei fino alle ore piccole. Per realizzare un programma così vasto, il Consorzio per il festivalfilosofia può contare sull’apporto dei Soci (fra i quali spicca la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena) e sul consolidato supporto di un sistema di imprese che si riconoscono nel progetto. Proprio in questo meccanismo virtuoso si manifesta la natura “sostenibile” del festival: è dal territorio locale che arriva il principale sostentamento per la manifestazione. Tre le categorie di sostenitori: in primo luogo i finanziatori istituzionali, che per l’edizione 2011 sono Camera di Commercio di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Regione Emilia-Romagna, e Confindustria Modena, segnale di una forte e positiva collaborazione tra il Consorzio e i principali soggetti pubblici e privati del territorio. Accanto a loro stanno main sponsor come Gruppo Hera, multi utility dell’energia impegnata nella prospettiva di una economia sostenibile, Tetra Pak, multinazionale del packaging attenta alle problematiche ambientali, Unicredit Banca, che ha istituito col Consorzio un rapporto collaborativo e fiduciario, e Gamma Due, azienda leader nel design ceramico che accompagna il festival fin dalle primissime edizioni.
Come sponsor tecnici offriranno al festivalfilosofia i loro servizi Buonristoro vending group, Unipol assicurazioni, LS Atelier e Gavioli forniture per ufficio. L’edizione 2011 del festivalfilosofia gode inoltre del sostegno del Programma Cultura della Commissione Europea.
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FABBRICHE DELLA NATURA
Nelle piazze e nei cortili del festivalfilosofia si rifletterà su natura e cultura, paesaggio e ambienti, corpi e biodiritto
Sotto la spinta delle trasformazioni innescate dalle scienze e dalle tecnologie, tanto la riflessione filosofica quanto il senso comune si misurano con questioni inedite nella millenaria elaborazione dell’idea di Natura. Il programma di lezioni magistrali del festivalfilosofia – che a Modena, Carpi e Sassuolo dal 16 al 18 settembre 2011 celebrerà la sua undicesima edizione – porterà nelle piazze e nei cortili delle tre città celebri maestri del pensiero, che si confronteranno con il pubblico sulle varie declinazioni contemporanee della Natura, tracciando linee tematiche che misureranno, tra le altre, la questione del rapporto tra natura e cultura, il futuro del paesaggio, le politiche della natura e le frontiere del biodiritto.
Conoscere la Natura
Una preliminare messa a punto teorica riguarderà lo statuto della conoscenza della natura e il suo rapporto con la cultura. Per effetto delle acquisizioni dapprima delle scienze fisiche e poi soprattutto di quelle biologiche, l’epoca contemporanea ha ridefinito un insieme di opposizioni tradizionali della riflessione filosofica occidentale come soggetto-oggetto, fatti-valori, anima-corpo. Nicla Vassallo e Maurizio Ferraris presenteranno in questa chiave due paradigmi fondamentali: rispettivamente quello del «naturalismo filosofico», nel quale si esaminano i processi cognitivi come fenomeni naturali; e quello del «nuovo realismo», che indaga l’autonomia e la precedenza del mondo esterno rispetto a ogni schema percettivo e conoscitivo.
Non mancano prospettive che, al di là della “naturalizzazione” della conoscenza, sottolineano il ruolo dell’interazione sociale e dell’educazione nel farsi dei processi cognitivi e della coscienza individuale. Così il sociologo di Heidelberg Wolfgang Schluchter ricostruirà la polarità tra “scienze della Natura” e “scienze della Cultura” nel nuovo contesto segnato dall’affermazione delle neuroscienze. Christoph Wulf, antropologo e scienziato dell’educazione, indicherà invece la centralità dei processi educativi e di socializzazione nel perfezionamento della natura umana.
A far da complemento alla riflessione sul dispositivo occidentale, il sinologo di Cambridge Roel Sterckx presenterà lo statuto del cosmo nel pensiero cinese tradizionale, mostrando il ruolo dell’energia vitale e la sua dimensione non-dualistica.
Semantica della Natura
Se si deve sottolineare la differenza tra le culture, non va nemmeno dimenticato che ogni civiltà si è trasformata. La riflessione occidentale – a partire dalle sue radici mitiche, greche e cristiane fino ad arrivare alla configurazione contemporanea – ha dato alla Natura molti nomi: questa plurale semantica consentirà di metterne a fuoco le molteplici implicazioni. “Terra” è uno degli appellativi più arcaici con cui si è chiamato l’ambiente naturale che fa da casa al nostro stare al mondo: da differenti prospettive, anche indagando le connessioni che legano il rapporto con la terra alla tutela del pianeta, Carlo Sini e Felix Duque (filosofo spagnolo esordiente al festival) ne esploreranno i significati. Come già nello schema mitico la Terra è madre, così nel pensiero biblico e poi cristiano il Creato ha un Padre, di cui il mondo costituisce una delle eredità, lasciata al genere umano con il compito di salvaguardarla: è il tema della lezione di Vincenzo Paglia, tra dottrina teologica e imperativo ecologico. Salvaguardare il Creato significa perpetuare la vita, che è fatta dei frutti della natura, a partire dal primo e più autentico, il pane quotidiano celebrato dalla preghiera cristiana e dal lavoro di ogni comunità: ne parlerà Enzo Bianchi. Tra i nomi della Natura ne spicca uno che sfugge a ogni compiuta traduzione: “physis”, come nella lingua dei primi filosofi greci. A questa parola fondamentale – che rinvia a una produttività irriducibile allo schema del contributo umano – è dedicata la lezione di Massimo Cacciari. Per converso la modernità ha insistito proprio sul dualismo tra una natura inerte e dominabile e la facoltà umana di produrre macchine, cioè oggetti artificiali: questa dicotomia è il tema della lezione di Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia. Nella sua fase più tarda, segnata dall’affermazione delle scienze della vita, la modernità ha attribuito – e continua ad attribuire – nuovi nomi alla Natura: “ambiente”, per esempio, parola chiave di molti dibattiti pubblici contemporanei e di cui Ottavio Marzocca presenterà una genealogia; o “ecosistema”, flusso di materia ed energia indispensabile alla vita e alla sua organizzazione, sul cui significato nelle scienze evoluzionistiche si soffermerà Mauro Ceruti.
Convocando le discipline fisiche in una delle loro più avanzate formulazioni contemporanee, Ignazio Licata mostrerà cosa ne è oggi del Cosmo, trasformato in «multiverso», nel quale emerge il carattere eccentrico della Terra.
Viceversa Peter Sloterdijk prenderà a tema l’«effetto serra» per mostrare come, da concetto chimico e atmosferico, esso passi a significare una condizione della cultura, nella quale la climatizzazione vale come caratteristica antropologica che evidenzia la totale artificializzazione del nostro essere nel mondo.
Corpo
Le trasformazioni contemporanee della Natura verranno saggiate in una serie di terreni cruciali. Innanzi tutto quello del corpo, riportato a centralità dalle scienze della vita, che lo sottraggono alla sua fissità naturale e destinale. Umberto Galimberti aprirà questo dossier insistendo sulla necessità di riconoscere l’unicità di corpo ed esistenza, superando il dualismo di corporeità e organismo, mentre José Gil – filosofo portoghese a lungo esule in Francia – esplorerà l’energia sociale sprigionata dai corpi, anche nel quadro di una comparazione con le società tribali.
Forma classica della verità quanto della natura, la nudità è sottoposta ad una svestizione ulteriore in cui il corpo si rivela privo di un fondamento essenziale e il senso sensibile si annuncia come puro mostrarsi: ecco il mio corpo, come nel testo di Jean-Luc Nancy. Il corpo è luogo di generazione e di genere, tuttavia è anche termine naturale di un campo metaforico nel quale il tema del concepire – vite, concetti – si rivela sotto un profilo più ampio, come mostrerà la lezione di Francesca Rigotti.
Corpo è anche luogo del cervello, di cui la coscienza, secondo i programmi di ricerca delle neuroscienze, sarebbe un correlato. Tutte le caratteristiche naturali, d’altronde, sembrano già scritte in un codice che ne contempla le infinite varianti: il genoma che, come mostrerà Edoardo Boncinelli, costituisce la grammatica della vita. Le sfide delle neuroscienze sollecitano questioni filosofiche che, sul crinale tra teoria della coscienza e riflessione sull’identità personale, riformulano la soggettività all’altezza dei tempi. Alva Noë, neuroscienziato e filosofo di Berkeley, discuterà la complementarietà tra coscienza ed esperienza, tra costituzione del Sé e mondo esterno.
Ambienti
Ambienti e paesaggi rappresentano un ulteriore terreno nel quale l’elaborazione della Natura ha incontrato significative trasformazioni. Il quadro antropologico complessivo della questione del paesaggio – tra statuto dei luoghi ed esperienza degli spazi – sarà tracciato da Marc Augé, membro del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia, il quale mostrerà il regime simbolico che presiede a ogni elaborazione del paesaggio, perché anche nelle società tradizionali africane la percezione di ciò che viene detto “naturale” corrisponde a una fondamentale messa in ordine culturale. Appuntando la sua attenzione sulle metamorfosi della categoria del sublime, Remo Bodei mostrerà lo stato attuale dell’idea di natura selvaggia in un mondo saturo di cultura.
Maurizio Bettini presenterà il paesaggio sonoro, cioè la fonosfera, di una cultura come quella antica, immersa in versi, voci, grida e canti animali e umani, a differenza dello sfondo di suoni tecnici e artificiali nel quale si svolge l’esperienza nel mondo contemporaneo.
Salvatore Settis si soffermerà sulla circolarità tra paesaggio, territorio e ambiente, mostrando come i beni culturali e quelli naturali siano coessenziali nella determinazione del bene comune. Non a caso la questione degli ambienti prende spesso la forma di analisi e progetti di stampo urbanistico. La complementarietà di natura e urbanistica emergerà in particolare nella lezione di Pierre Donadieu, architetto dell’Ecole Nationale du Paysage di Versailles, che presenterà la sua proposta di un paesaggio mediatore tra campagna e città, per rendere le città più abitabili e la vita più sostenibile.
Politiche della natura
La costruzione di spazi sostenibili conduce al portato politico delle trasformazioni della natura, evidente nella discussione quanto mai attuale sulle iniziative green in economia (di cui parlerà Aldo Bonomi), così come nelle sfide culturali, economiche e legislative connesse alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, dall’economia petrolifera al futuro delle rinnovabili, che saranno argomento di un forum tra gli economisti ed esperti di questioni energetiche Luigi De Paoli, Gianni Silvestrini e Davide Tabarelli, condotti nella discussione da Maria Concetta Mattei.
Una questione di fondo pervade la discussione su queste politiche, ossia la domanda «di chi è la Natura?», nell’epoca in cui nuove tecnologie bioingegneristiche consentono di brevettare organismi geneticamente modificati: Vandana Shiva darà una risposta nel segno della tutela dei saperi comunitari.
Le politiche della natura investono i corpi umani trasformandoli in campo di dominio, istituendo confini tra naturale e politico, tra natura e storia, che spesso hanno messo capo a vere e proprie politiche “sulla” vita, come mostreranno, da diverse prospettive, Roberto Esposito e Simona Forti.
Sarà infine Zygmunt Bauman a tracciare un “bilancio di carriera” del progetto moderno di controllo della Natura, mostrando l’urgenza delle questioni ambientali e la necessità di assumersi responsabilità verso la Terra nell’èra dell’«Antropocene», in cui i principali fattori di mutamento climatico dipendono dalle attività umane che hanno effetto sul pianeta. Il filosofo tedesco Gernot Böhme affronterà dal canto suo la questione della «Natura come compito», sostenendo la necessità di farne esperienza non come un dato passivamente posto di fronte a noi, ma come un progetto da produrre.
Etiche della natura
Le trasformazioni in atto chiamano a responsabilità inedite sia nel campo delle scelte private che delle decisioni pubbliche, stimolando una riflessione sugli strumenti giuridici più adeguati alla gestione delle nuove frontiere della natura umana. Prima che giuridica, tale questione è tuttavia ontologica, perché investe la verità della natura umana, il cui destino è esposto nell’Occidente, come mostrerà Emanuele Severino, a una modificabilità tecnica che non ammette limiti assoluti o naturali. Preso nella sua inestirpabile finitudine, il genere umano non sembra avere altra risorsa – come sosterrà Salvatore Natoli – che assumersi tutta intera la responsabilità di porre un limite ai pericoli che esso genera dentro una natura ad esso smisuratamente irriducibile. Il destino della responsabilità – gli farà eco Sergio Givone – dipende dall’inattingibilità dell’innocenza, costitutivamente velata dal peccato o segnata dalla colpa. Ciò nonostante, una morale resta possibile, come argomenterà Roberta de Monticelli, dato che l’uomo è per sua peculiare natura “animale normativo”.
Alla pervasività della tecnica non sfugge il diritto: perduta ogni oggettività della natura, la norma giuridica – come mostrerà Natalino Irti – dipende dalla decisione politica. Le frontiere della bioingegneria spingono viceversa verso la formulazione di diritti di nuova generazione, per affrontare la questione, altamente controversa, di cosa sia naturale e cosa sia invece regolabile, di quali siano gli ambiti di vita sui quali si possa legiferare: dalle loro diverse prospettive ne parleranno Stefano Rodotà e Francesco D’Agostino.
A queste riflessioni, tutte volte a discutere lo statuto attuale della natura umana, farà da contraltare le lezione di Tom Regan, professore emerito all’Università della North Carolina ed esponente di spicco del movimento animalista mondiale, il quale sosterrà che gli animali non-umani sono anch’essi “soggetti di valore”, dotati dunque di loro specifici diritti che è necessario riconoscergli.
La lezione dei classici
Completerà il programma filosofico la sezione “Lezione dei classici”, secondo la formula sperimentata con successo a partire dal 2009: grandi interpreti del pensiero filosofico discutono le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema della Natura.
Marcello Zanatta commenterà la Fisica di Aristotele, luogo originario di un paradigma millenario. Giovanni Ghiselli allargherà lo sguardo a una più generale riflessione sullo statuto della natura nella filosofia greca. Giovanni Reale leggerà le Enneadi di Plotino con la loro dottrina dell’anima del mondo. Ricostruendo la grande trasformazione filosofica portata dall’avvento della modernità, Jean-Robert Armogathe ricostruirà la separazione tra anima e corpo, mondo del pensiero e mondo esterno, operata nelle Meditazioni metafisiche di Cartesio, mentre Paolo Galluzzi rintraccerà i fondamenti della moderna scienza delle qualità primarie e secondarie ne Il saggiatore di Galileo Galilei. L’antropologia politica del Leviatano di Thomas Hobbes e il concetto di «stato di natura» saranno illustrati da Carlo Galli, mentre al panteismo dell’Ethica di Spinoza sarà dedicata la lezione di Remo Bodei. Gianfrancesco Zanetti ricostruirà lo statuto delle istituzioni naturali nella Scienza nuova di Giambattista Vico. Le dottrine ottocentesche e la crisi del meccanicismo moderno emergeranno dalla lezione Sossio Giametta, dedicata a Il mondo come volontà e come rappresentazione di Arthur Schopenhauer. Mauro Carbone presenterà La Natura di Maurice Merleau-Ponty, un classico del Novecento cui attingono anche molte ricerche neuroscientifiche.
Quest’anno una lezione dei classici è dedicata anche a una grande opera pittorica, per mostrare le connessioni tra filosofia e arti, pensiero e immagine: Francisco Jarauta parlerà di rappresentazione e conoscenza, cartografia e pittura, davanti a Il geografo di Vermeer.
MOSTRE, SPETTACOLI, MUSICA E GIOCHI A TUTTA NATURA
Oltre 160 eventi affiancano le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 16 al 18 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo. Gli appuntamenti, tutti gratuiti, raccontano la natura per immagini, musica e narrazioni con molte proposte pensate per i più piccoli
Un vasto programma artistico arricchisce il cuore di lezioni magistrali del festivalfilosofia. Dal 16 al 18 settembre Modena, Carpi e Sassuolo declinano il concetto di natura attraverso le varie forme dell’espressione artistica e culturale, individuale e collettiva. Un viaggio ricco e sorprendente che mette in mostra, in musica e in scena i diversi volti della natura.
Potenza della Natura
Una riflessione sul carattere “produttivo” della natura, la sua infinita vitalità e potenza, al di là di ogni tentativo umano di ordine e di controllo. Tema filosofico dalle grandi ascendenze, di cui parleranno nelle lezioni magistrali Bodei, Cacciari, Ghiselli, Giametta, Reale, Sterckx.
L’installazione “Mortar and Pestle” di Toni Cragg, esposta al festivalfilosofia grazie alla collaborazione con la Collezione Maramotti di Reggio Emilia, nell’apparente rudimentalità degli strumenti che prende a oggetto, sottende il processo di cambiamento e ricomposizione infinita della Natura, la macinazione delle forme e lo sbriciolamento dei volumi che rinviano alla costituzione elementare della materia (Modena, Palazzo dei Musei, Atrio).
Sulla medesima lunghezza d’onda, Emanuela Ascari, con i contenitori di plexiglas a forma di libro riempiti di materia terrosa che costituiscono l’installazione “Materia primaria”, ha voluto mostrare l’incrocio di agricoltura e cultura, vita organica e intellettuale (a cura di Galleria Civica e Ufficio Giovani d’Arte, Modena, Biblioteca Delfini).
Il divenire della Natura come soggetto, sia nello scorrere dell’acqua pura, sia in certe mutazioni antropomorfiche, è tema che attraversa le opere della mostra “In principio”, che alla Galleria Mies di Modena espone lavori di Fausto M. ed Enrico Franchi, e di Giovanni Battista M. Falcone (a cura di Marco Nardini).
Analogamente, lo sviluppo delle forme viventi viene articolato dall’installazione drammatica “Cantico delle creature” di Giuseppe Polverari, presso la Galleria Magazzini Criminali di Sassuolo, a cura di Luiza Samanda Turrini.
Gli aspetti più inquietanti della natura come soggetto agente sono al centro dell’indagine di Aruzzo, Cuoghi, Sale, Argiola, che nella mostra “Matrigna” alla Galleria San Salvatore di Modena ne raccontano il volto minaccioso, in grado di generare incubi e paure.
E’ un omaggio alle liturgie della natura la mostra “Circadiana” della Galleria Under House di Modena. Al centro di un’azione artistica ininterrotta, giorno e notte, nei tre giorni del festival, ci saranno i ritmi della nascita, crescita e distruzione, la poesia e la potenza dell'elemento naturale, fino alle nuove frontiere del “naturale” e alle tematiche ambientali.
Un percorso rituale verso stati alterati di coscienza sarà poi messo in scena dal dj-set a cura di Fabrizio Tavernelli Shamaniac (Carpi, Officina gastronomica, sabato 17, ore 23.30).
Conoscere la Natura
Un percorso per capire come il pensiero, la scienza e l’arte hanno provato a perimetrare e ordinare la Natura, osservandola e classificandola. Mostre e laboratori affiancano la messa a punto del programma filosofico, affidata alle lezioni di Armogathe, Böhme, Ferraris, Galluzzi, Licata, Schluchter, Vassallo e Zanatta
Se oggi è possibile osservare la natura, immergendosi nel mondo dell’infinitamente piccolo o puntando verso l’infinitamente grande, lo si deve anche allo scienziato modenese Giovanni Battista Amici, tra i maggiori costruttori di strumenti scientifici dell’Ottocento italiano. Il Museo Civico di Modena gli dedica la mostra “Obiettivo Natura”, curata da Alberto Meschiari, che ne è il massimo studioso. Ad Amici si deve non solo il perfezionamento del moderno microscopio, ma anche la realizzazione di telescopi, cannocchiali, prismi e camere lucide che hanno permesso di raggiungere un livello di precisione mai conseguito prima. Oltre a questi strumenti la mostra presenta preziosi reperti delle osservazioni botaniche di Amici, che poté osservare per primo il processo di fecondazione delle orchidee.
Disegnare fedelmente oggetti e paesaggi seguendone l’immagine riflessa sul foglio: funziona così la camera lucida, invenzione olandese di inizio Ottocento, che venne perfezionata proprio da Amici e che presto si sarebbe evoluta nella camera oscura della fotografia. “Ritrarre la natura a camera lucida” è possibile grazie alla luce, a un prisma quadrangolare e al laboratorio proposto da Dida nei giorni del festival, che permetterà ai ragazzi - e non solo - di disegnare con precisione un ritratto o una natura morta con questa particolare tecnica, desueta e sorprendente.
La felice stagione degli studi astronomici nell’Ottocento modenese tra Ducato e Unità trova testimonianza anche nella mostra “Il cielo in una stanza” - curata dalla Biblioteca Estense - che raccoglie trattati, tavole, appunti di scienziati di prim’ordine, come Pietro Tacchini, uno dei fondatori dell’astrofisica italiana.
Alcune mostre accentuano il carattere finzionale della rappresentazione della Natura.
Gli effetti suggestivi delle tassonomie scientifiche proseguono in forme immaginative nella mostra “Historia Naturalis”, proposta dalla Galleria Criminali Open Space di Sassuolo. L’artista Mirco Denicolò espone 13 tavole di animali marini che immagina essere state destinate ad un antico trattato di storia naturale e poi non stampate.
Il metodo classificatorio dei naturalisti ispira anche la serie botanica di Jairo Valdati, artista e geologo, presentata dalla galleria modenese Lo Sguardo dell’Altro: di fronte alla potenza delle grandi e protettrici nature arboree, i piccoli gesti quotidiani dell’uomo paiono tessere per contrasto una “Tassonomia dell’effimero”.
Una vera e propria sfida al sistema delle forme naturali è fornita da “Herbarium”, in mostra nelle serre dell’Orto botanico di Modena, attigue alla sala dove è custodito l’Erbario storico. Montate in due grandi installazioni di dodici metri ciascuna, le piccole tavole di Pier Luigi Pusole e Sara Conforti si presentano come elementi di una tassonomia infinita generata dalla stessa materia pittorica che produce, nei medesimi toni del verde, clonazioni e mutazioni morfologiche del tutto “innaturali” (a cura di Lisa Parola).
Natura umana
Bioetica e nuove frontiere della natura umana, tra inedite scelte private e decisioni pubbliche. Ma anche riflessioni sulle metamorfosi: la continua trasformazione è l’essenza della Natura. Ad un vasto percorso di lezioni (Bodei, de Monticelli, Esposito, Galli, Givone, Irti, Severino, Sloterdijk, Wulf) corrispondono diverse iniziative del programma creativo.
In società la natura umana è perfezionabile, specialmente attraverso la scuola, ma non senza rischi, perché certi maestri possono dare insegnamenti immorali, come nella parabola de “La Scuola delle nuvole”, ispirata al testo di Aristofane, con cui il Teatro della Pozzanghera e il Comitato Buona Scuola di Carpi portano in scena la necessità di ricercare la verità, seguendo il modello di Socrate (Carpi, Cortile d’Onore del Palazzo dei Pio, venerdì 16, ore 22.30).
L’intervento sull’umano può divenire metamorfosi, il cui cantiere artistico – da Cranach a Picasso, passando per Gustave Dorè, Bilal e Moebius – viene aperto dalla mostra “Indistinti confini”, che propone, a Palazzo dei Pio a Carpi, una selezione di opere d’arte antiche e moderne, ma anche brani letterari, tavole di fumetti e spezzoni cinematografici.
Frontiera dell’umano, ipermoderna metamorfosi tra uomo e macchina, Terminator è l’archetipo del doppio e dell’androide, della materia inanimata che prende vita: ai tre film sull’indimenticabile androide interpretato da Arnold Schwarzenegger è dedicata la maratona cinematografica in programma a Carpi, a cura di Spazio Giovani Mac’è! E Videoteca Comunale (Auditorium Loria, sabato 17 dalle 20,30).
A fare come da contrappunto al racconto cinematografico stanno le opere della mostra “Mutoid Soft Company”, a cura di Luiza Samanda Turrini, che presso la Galleria ArtEkyp di Modena presenta lavori di Serri, D’Isa, Sarcina, Vignali, Cuoghi e Corsello, tutti variamente ispirati al tema dei confini tra umano e animale, tra corpi e macchine.
“Le avventure di Pinocchio” è la favola della metamorfosi per eccellenza, quella che racconta di un bambino-burattino ipercinetico e mai fermo nella stessa condizione. Porta lo stesso titolo la mostra che raccoglie i disegni di Gianluigi Toccafondo allestita alla Biblioteca Delfini di Modena e realizzata con la Galleria D406: venticinque tavole a colori e un cortometraggio per raccontare il personaggio che da sempre affascina i più grandi illustratori. Forme in movimento che si allungano e si deformano, immagini fluttuanti e metamorfiche, intercalate a frammenti di testo, portano il segno inconfondibile dell’autore, per un Pinocchio distante dal cliché iconografico tradizionale.
Corpo e corpi
Oggetti di intervento individuale o biopolitico, incroci di cervello e coscienza, i corpi sono al centro dell’esperienza contemporanea. A un ampio ventaglio di lezioni magistrali (Boncinelli, Carbone, D’Agostino, Forti, Galimberti, Gil, Nancy, Noë, Rigotti, Rodotà) si affiancano alcuni appuntamenti del programma creativo.
Oggetto di sopruso sociale e di intervento biopolitico, archetipo e avamposto del conflitto politico che nella modernità avanzata investe i corpi come protagonisti sociali, il corpo delle donne (con i divieti e le attribuzioni di impurità che la cultura gli ha sedimentato addosso per millenni) è tema dello spettacolo di Marinella Manicardi, “Corpi impuri”, a cura del Centro Documentazione Donna di Modena (Modena, Sala delle Dame, sabato 17 e domenica 18, ore 21).
Tre tele di Simone Fazio (“Heartless. Senza cuore”, curatrice Elena Ascari, Galleria Ideamqventisei di Modena) mostrano invece cosa ne è del corpo quando tutti i suoi strati vengono strappati via e non resta che la crudezza anatomica di un cuore – infiammato, fiorito o trafitto – nel quale si depositano le fluttuazioni dell’intera esperienza vissuta dal corpo che lo custodiva.
L’artista romano Zaelia Bishop, nella mostra “Misfortunes and Minor Victories”, a cura di Francesco Paolo Del Re, Roberta Fiorito e Francesca Pergreffi, rappresenta viceversa corpi sui quali crescono fossili e materie inorganiche, che mineralizzano il ricordo, mostrando il carattere residuale del ricordo (Carpi, Galleria Spazio Meme).
Sono invece corpi lieti e ironici quelli presentati nella mostra di Corrado Costa, “Naturae”, dove il nudo femminile si inscrive in una poetica erotica che affonda le sue radici nel pensiero libertino e illuministico del XVIII secolo (Modena, Galleria Spazio Fisico).
Un ammaliante equilibrio di seduzione e disciplina è infine quello che si realizza nel flamenco, dove i corpi danzanti volteggiano e si toccano in una coreografia di vicinanze e distanze: ne darà un saggio la Compagnia FlamenQueVive nello spettacolo “Colores Morenos” (Sassuolo, Teatro Carani, domenica 18, ore 21).
Nature animali
Non solo osservati dalla scienza e raccontati dalla favola, ma riconosciuti come soggetti di diritti, gli animali non-umani stanno cambiando lo statuto della loro presenza fra gli uomini. Mentre Tom Regan affronterà la questione in una lezione magistrale, vari appuntamenti del programma creativo sono dedicati al mondo animale.
Domenica 18 presso la Sala Truffaut, a partire dalle ore 18, una vera e propria “Maratona Animalier”, nell’ambito della rassegna di docufilm “Naturalia” (curata da Alberto Morsiani e a cura dell’Associazione Circuito Cinema di Modena), presenterà lavori nei quali emerge in tutti i suoi diversi aspetti, di abbandono panico come anche di tragedia, il rapporto contemporaneo con gli animali: da “Animol” di Marco Berrini, passando per “Alieni sulla spiaggia” di Miroslav Novak e “Fast, Cheap, & Out of Control” di Errol Morris, fino ad arrivare a “Grizzly Man” di Werner Herzog, storia di un ecologista sbranato dall’orso che adora.
Alla natura animale dell’umano, come a quella umanizzata dell’animale, secondo confini continuamente ridefiniti e attraversati dalla cultura, sono dedicati i caratteristici disegni di animali umanizzati di ericailcane che, assieme a una grande installazione, sono protagonisti della mostra “Il canto della foresta”, proposta dalla Galleria D406 di Modena. Altri animali, meccanici e di stoffa, popoleranno il verde cortile del Museo Muratoriano in Piazza Pomposa.
Protagonisti di un bizzarro corteo cerimoniale, animali da bestiario compaiono, ammaliati e stupefatti, al seguito di Orfeo, il dio antico della musica che le risveglia dopo i rigori dell’inverno, in “Le Bestiaire ou Cortège d'Orphée”, figurati dall’immaginazione stravagante e surreale di Antonella Battilani e Francesca Cavani (Galleria Punto Arte di Modena).
“Crisalide”, viceversa, è una grande scultura in resina trasparente sospesa tra le arcate del Cortile d’onore del Palazzo dei Pio a Carpi. Quest’opera di Valentina Maddalena Lugli, bozzolo di cambiamento, è illuminata dall’interno da una piccola luce: meraviglia del regno animale, la trasformazione in atto nella crisalide eccede i confini del naturale e si fa energia psichica, motore di crescita personale degli esseri umani (Palazzo dei Pio a Carpi).
Versi e voci
Diversamente da quella antica, la fonosfera contemporanea echeggia di suoni elettronici e voci umane ormai lontane dalla natura, addestrate e impostate come veri e propri strumenti artificiali. Impostato teoricamente nella lezione di Maurizio Bettini, questo tema caratterizza diversi appuntamenti del programma creativo
Nelle performance “Extended Voices”, proposte della Galleria Civica di Modena, è protagonista la voce nelle sue forme primordiali: le azioni e sperimentazioni di musicisti e performer si aprono al venerdì con Jaap Blonk (“Dr Voxoid’s Next Move”) e Sisdel Endresen (“Solo Voice”) e animano le serate del festival fino a invadere la notte di sabato con Joan La Barbara (“Solitary Journeys of the Mind”), Sergio Messina (“Vox morgana”) e Claudio Chianura (“Notturno Stratos”). Questa tre giorni di fuochi d'artificio vocali, tra canzone d'autore e sperimentazione, tra jazz e dj set, si conclude domenica con Susanna Parigi (“La lingua segreta delle donne”), Sabrina Bizzo e Aurora Faggioli (“Mother and Daughter in Concert”). Video e ritratti fotografici rendono omaggio alla voce ripercorrendo la storia della musica degli ultimi 40 anni (Modena, Palazzo Santa Margherita).
La fonosfera antica possedeva sonorità e voci per noi ormai perdute. Erano soprattutto le voci degli animali: latrati, ragli, nitriti, belati, grugniti, cinguettii. Attingendo al deposito letterario antico, Ermanno Cavazzoni restituisce la voce ad animali reali e immaginari, traendola dalla sua Guida agli animali fantastici. Tra ippocentauri, manticore, remore, sirene e ircocervi che circolavano nel mondo antico, ci sono gli animali che sono rimasti fra noi e si incontrano comunemente, come il pollo con il suo sguardo sospettoso e un po’ sprezzante, o le formiche, silenziosissime, sempre di corsa e preoccupate per la crisi economica, o le api, bisbiglianti e socialiste imperterrite, o la mucca che rumina e riflette. (Modena, Chiostro del Palazzo Santa Margherita, sabato 17, ore 21,00).
Il canto, anzi il belcanto, costituisce una preziosa rarità nella fonosfera umana. Sintesi tra talento e tecnica, natura e educazione, il belcanto scava nella natura più profonda della voce e la rende capace di fondere dolcezza e potenza, concentrazione e rotondità. Nella patria di Luciano Pavarotti, uno dei massimi esponenti di questa tecnica vocale, non potevano mancare esibizioni di belcanto. Sarà Stefano Belisari, in arte Elio, leader e voce solista di Elio e le storie tese, gruppo cult dell’avanguardismo rock e surreale, a calarsi nei panni e nella voce di F**aro, il barbiere, in una libera ed esilarante riduzione dall’opera di Gioacchino Rossini. Lo accompagneranno tre musicisti di prim’ordine: Roberto Fabbriciani al flauto, Fabio Battistelli al clarinetto e Massimiliano Damerini al pianoforte, tutti seduti, naturalmente, sulle poltrone girevoli della bottega di barbiere più famosa al mondo. (Modena, Piazza Grande, sabato 17, ore 21.30).
E saranno i giovani talentuosi artisti del CUBEC, il Centro Universale del Bel Canto di Mirella Freni, selezionati tra oltre 200 candidati provenienti da tutto il mondo, a eseguire “Melò. Arie e ariette naturali”, un viaggio ideale nell’Europa musicale dal XIX al XX secolo, scoprendo tinte musicali, testi, situazioni e onomatopee ispirati all’ambiente naturale e agli animali. Arie di Rossini, Bellini, Donizetti, Rachmaninov, Tchaikovsky, Duparc e Cilea (Modena, Chiesa di San Carlo, venerdì 16, ore 21.00).
Ambienti
Gli esseri viventi sono in un rapporto essenziale con il proprio ambiente: habitat animali o ambienti sociali, nature selvagge o culture metropolitane. Il quadro teorico emerge dalle lezioni di Marzocca, Sini e Duque.
“Sfere invisibili” del Museo della Figurina di Modena mette in mostra figurine in cui si rappresentano, spesso con colori sgargianti, piccoli ritagli di mondo naturale, diorami bidimensionali in cui animali esotici e lontani erano colti nel loro habitat naturale – deserto, savana o fondale marino – da uno sguardo esterno e oggettivato. Ad album e figurine d’epoca accosta alcune installazioni di “sensi esotici”, come i biosonar e le bussole magnetiche, che catapultano il visitatore nell’ambiente percepito dall’animale stesso, secondo un approccio in cui gli ambienti delle singole specie sono“inconoscibili”, chiusi entro l’esperienza percettiva di ciascuna. Alla mostra si affianca Animal House, laboratorio per bambini e adulti per costruirsi abitazioni di fantasia ispirate alle tani animali (a cura di Roberto Ferrari, Modena, Palazzo Santa Margherita, sabato e domenica, dalle 16.00 alle 18.00).
Trasferito sul piano della specie umana, il concetto etologico di “Spazio vitale” titola la riflessione visiva dei giovani artisti Luigi Massari, Andrea Palmà, Emanuele Puzziello e Patrizia Emma Scialpi, presentata alla Galleria Underdogstudio di Modena: una fitta istallazione di materiali eterogenei in sviluppo verticale, come un rampicante, mostra come ogni elemento del vivente cambi continuamente di stato e come ogni spazio vitale sia radicalmente effimero e destinato a scomparire.
Sul filo della ricreazione di ambienti naturali gioca il laboratorio “Il Canto degli alberi” (a cura di Social Point in collaborazione con Istituto d’arte A. Venturi , Associazione Insieme a Noi e Associazione Idee in circolo), nel quale dieci alberi di cartapesta si rivestiranno di memorie e di emozioni quando il pubblico vi appenderà quadretti significativi dell’esperienza di ciascuno, perché il paesaggio è memoria (Modena, Cortile del Melograno, sabato 17 e domenica 18).
Non vi è paesaggio senza memoria, né memoria senza rito. Silvia Guberti ha concepito “Giardino per avere piacere più tardi” un’installazione cerimoniale (composta da calchi in cera e gesso di grandi foglie di loto, disposte al centro di una radura dell’Orto Botanico) per indicare l’apertura nella quale l’uomo è destinato a soggiornare (Modena, Orto Botanico).
Nessuno sfugge all’immersione profonda nell’ambiente sociale. Quando l’immaginazione letteraria e l’osservazione antropologica si incontrano, intrecciando documentazione e finzione nella forma visuale del docufilm, nascono opere come “Diol Kadd. Vita, diari e riprese in un villaggio del Senegal” di Gianni Celati, in cui i riti di passaggio mostrano l’essenza di un altro mondo (Modena, Sala Truffaut, sabato 17, ore 18.30).
Distante un mondo da quel villaggio del Senegal è l’ambiente metropolitano cantato e raccontato da Francesco Bianconi. Il leader dei Baustelle, in una performance fatta di letture, sonorizzazioni e visual, accompagna il pubblico in una rilettura della quotidianità contemporanea, un “Regno animale” agro e acido. (Carpi, Piazza Garibaldi, venerdì 16, ore 21.00).
È forse dalla metropoli che nasce l’immaginazione d’evasione che anima le contaminazioni di generi caratteristiche di diverse proposte musicali del “Tiratardi” di Carpi. Il dj-set “Aloha! Tiki Night” (Cookies Kitchen & Food, ore 00.30) “The Gentlemen’s Agreement” (con i video di CakebyCake, Circolo Culturale Mattatoio, ore 1,30) e per finire il dj-set “Moontalk Tropicalia” (Circolo Culturale Mattatoio, ore 2,30) vibrano di sonorità equatoriali e tropicali, bossa nova e fado, folk e rock.
“Luoghi dell’anima. Tra Natura e letteratura”, è un percorso scenico e testuale, a cura di Sara Gozzi, nel quale tra memoria e opere di classici del canone letterario come Shakespeare e Brönte si mostrerà la dimensione immaginativa sottesa ai diversi ambienti, dalla campagna al mare al deserto (Carpi, Teatro Comunale, venerdì 16 ore 19,30; sabato 17 ore 20.00; domenica 18 ore 20.30).
Ecologie
La Natura è un processo: scarta, riproduce, riusa. Le sue trasformazioni sono vere e proprie politiche, opera del tempo o di strategie umane. Dall’economia all’arte, largo al pensiero “green”, anche tramite le lezioni magistrali di Bauman, Bianchi, Bonomi, Ceruti, Paglia, Shiva e al dibattito su “Energia. Nuovi scenari e nuove fonti” con De Paoli, Tabarelli e Silvestrini
Chi pianta un giardino semina la felicità, recita un antico proverbio cinese. Serena Dandini è protagonista di “Coltivo, dunque sono” una serata di riscossa giardiniera che si fa strada tra grovigli di libri ed epopee botaniche, stagioni della vita e piante letterarie. Fra innaffiatoi e balconi fioriti, la nota conduttrice è un’appassionata di botanica: e mentre affonda le mani nella terra, la si può immaginare con gli occhi fissi nei libri, in un andirivieni tra coltura e cultura. Dialoga con lei Andrea Salerno (Modena, Piazza XX settembre, domenica 18, ore 21.00).
“Bollettino del diluvio universale”, con cui Gianni Celati torna alla scrittura drammaturgica, mette in scena l’urgenza del tema ambientale, fino a un’esondazione finale di acque che con la loro imperturbabile indifferenza giungono a coprire le sconsiderate scelte umane: la pièce è rappresentata in anteprima dal Teatro dell’Argine con una lettura scenica che vede la partecipazione di Eugenio Allegri (Carpi, Cortile d’Onore del Palazzo dei Pio, venerdì 16, ore 21.00).
In “Is Land” lo spettacolo dell’Associazione Arte e Salute Onlus realizzato in collaborazione col Progetto regionale Teatro e Salute Mentale e l’Azienda USL di Modena, tra le macerie di un teatro in disuso, ai margini della società, sommerso dalla spazzatura, un senzatetto extracomunitario dà voce alle istanze di una follia che è l’unica ragione rimastaci (Modena, sabato 17, ore 21.00).
Anche il cibo può essere spazzatura: junk food, fast food, finger food – inteso come scoria, rifiuto, tossina, ma anche farmaco, rifugio dallo stress e dalla nevrosi. “Food” alla Galleria Carteria26 è un’installazione realizzata da Fabio Bonetti e Gianluca Rossi, che vedono il corpo umano come una macchina “tritanatura”, dove tutto viene masticato, triturato, impastato e buttato giù.
Nella performance live “Cutter”, letteralmente “taglierino”, Cristian Chironi asporta dalle immagini stampate ciò che è in via di estinzione o è già estinto: ghiacciai, fondali marini, panorami naturali, fiori, piante, animali (alla Galleria Betta Frigieri di Modena; a cura di Luca Panaro)
Ecologia, certo, ma anche, naturalmente, economia, luogo dove risorse e catastrofe, energia e distruzione, sembrano vertiginosamente convergere. Si pensi a dei barili di petrolio che fuoriescono dal terreno, perfetti e avvenenti come frutti a cui è impossibile resistere. Il barile d’oro nero, dono della natura e sua stessa pericolosa minaccia, è protagonista dell’installazione di Andrea Mazzola presso la galleria modenese Punto Arte OFF: “Economy of Pinball/ Economia del flipper”.
E se è vero che nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, gli stessi scarti possono essere riciclati, come mostra il grande parallelepipedo di cartoni “Pak Pak”, realizzato da Steven Siegel ed esposto a Modena in Piazzale Sant’Agostino. L’installazione, composta con bric Tetra Pak, reinventa il ruolo della scultura: la espone all’usura del tempo, integrando i processi naturali di trasformazione organica nella creazione artistica.
E’ una riflessione sul tema della sostenibilità, la biodiversità, le biotecnologie, la biogenetica, anche “Ecoimmagini e bioscritture”, la mostra proposta dalla Biblioteca Poletti nel Palazzo dei Musei di Modena: un’antologia degli otto numeri di Bau, il “Contenitore di Cultura Contemporanea” prodotto con cadenza annuale dall’Associazione culturale BAU di Viareggio.
Un grande albero, dapprima spoglio e inerte, rifiorisce a nuova vita: “PAPERPARKing” è un’installazione della compianta Nicoletta Boris presso la Galleria Tik.farm di Sassuolo. Alla rinascita contribuiscono tutti: parallelamente, infatti, laboratori creativi di Bruno Munari guideranno grandi e bambini nella produzione di disegni, modelli e sculture che, una volta appesi ai rami, faranno rifiorire l’albero.
Pedalare è sano per il corpo e per la mente: “Geociclistica riverside” è un percorso cicloturistico lungo il fiume Secchia, seguendo il percorso che fiancheggia l’alveo tra Sassuolo e Modena. È un viaggio lento mosso dai ritmi della natura, tra paesaggi a tratti rigogliosi, a tratti brulli e surreali, che il divagare delle acque del fiume rende mutevoli e unici; fanno da guida i professori del Dipartimento di Scienze della terra dell’Università di Modena e Reggio Emilia e da scorta i volontari di Fiab e Legambiente (Sassuolo, Piazzale Roverella, sabato 17 e domenica 18 settembre, ore 12.00).
Costruire un futuro migliore per il pianeta è la parola d’ordine della campagna ConsumAbile delle Aziende Sanitarie modenesi e della Regione Emilia Romagna che propone un gioco di abilità per tutti: una sorta di grande gioco dell’oca in cui vince chi sceglie i comportamenti più sostenibili, che consumano cioè meno suolo, aria, natura e non li rubano alle generazioni future. In “Misura quanto sei sostenibile” il consumatore deve saperla più lunga di quanto non creda per imparare a “stare al mondo” (Modena, Piazza Matteotti, sabato 17, ore 14.30-19.30).
Infine i mercati de L’erba del vicino, a cura dell’Assessorato alle Politiche economiche di Modena, offrono cose buone a chilometro zero (Modena, Piazza Pomposa e via Taglio, sabato 17 e domenica 18, ore 10.00-20.00).
Paesaggi
Agricoli o urbani, selvaggi o planetari, sublimi o quotidiani, i paesaggi sono sempre culturali. In essi inscriviamo identità, memoria e proiezioni d’avvenire. Le lezioni di Augé, Bodei, Donadieu, Jarauta e Settis preparano il terreno a un vasto programma creativo.
A cominciare dalla mostra “Nature is My Kingdom / La Natura è il mio Regno”, a cura di Filippo Maggia, che Fondazione Fotografia e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena dedicano al fotografo statunitense Ansel Adams (1902-1984), uno dei massimi artisti del paesaggio. Dai picchi e dalle vallate dello Yosemite alle forme maestose dei canyon dell’Arizona, dalle fitte foreste di sequoie giganti alle linee sinuose dei fiumi, nell’opera di Adams i paesaggi trascendono la semplice documentazione, rivelando la sublime magnificenza della natura. È la prima grande mostra interamente riservata ad Adams nel nostro Paese, allestita nei rinnovati locali dell’ex ospedale Sant’Agostino. Nel percorso di oltre 75 opere in bianco e nero, stampe originali dell’artista, la mostra ripercorre la carriera del fotografo e l’intenso rapporto con la natura che ha caratterizzato tutta la sua vita, facendo emergere il volto di un’America incontaminata e selvaggia.
La mostra “Dove regnavano le acque. 1920-1950: le trasformazioni del paesaggio nelle fotografie della Bonifica”, a cura di Natascia Arletti con Manuela Rossi, propone viceversa una documentazione fotografica sulle trasformazioni del paesaggio padano contemporaneo per come esso emerge dalle grandi opere di bonifica che hanno interessato aree originariamente dominate da acque e zone boschive (Carpi, Palazzo dei Pio, Sala espositiva dei Musei della Città).
Ad essa si collegano idealmente alcuni docufilm della rassegna “Naturalia” (curata da Alberto Morsiani a cura di Associazione Circuito Cinema), in particolare “Il cacciatore di anatre” di Egidio Veronesi e “Viaggetto in Appennino. A piedi da Piacenza a Rimini”, di Francesco Conversano e Nene Griffagnini, che rappresentano la totalità culturale dell’esperienza della pianura e della montagna, tra rievocazioni storiche, osservazioni naturistiche e lentezza del cammino (Modena, sala Truffaut, venerdì 16, ore 20.30 e 22.30).
Sempre dedicata al paesaggio e alla Natura su cui si inscrivono storie di comunità è la mostra “Il paese delle felci”, a cura di Andrea Capucci, in cui sullo sfondo di un bosco di tronchi fotografie, proiezioni e giochi di luce rievocano la memoria comunitaria di un paese dell’Appennino attraverso le fotografie dell’aeropoeta futurista Alfonso Bossetti (Associazione Via Piave e dintorni, Atrio Ex-Cinema Principe, con proiezioni video e letture).
Altri due docufilm ci portano dall’altra parte del mondo, nel Sud e nel Nord America: Per questi stretti morire (di Giuseppe Gaudino e Isabella Sandri), avventure di un missionario italiano in Patagonia e Terra del Fuoco; e One fast move or I’m Gone, opera di Curt Worden sulle tracce della mitica Big Sur di Kerouac (Modena, Sala Truffaut, sabato 17, ore 20.30 e 23.00).
“Walls” è viceversa un lavoro fotografico sul paesaggio quotidiano, realizzato da Kai-Uwe Schulte-Bunert, un’occasione per guardare ai muri entro i quali ci muoviamo ogni giorno. Anche quando è addomesticata, come in questi scatti, la natura non si lascia imbrigliare facilmente; rispunta fuori appena può, in muschi, frane, grovigli, e si rimpossessa sovrana dei propri spazi (Sassuolo, Galleria Magazzini Lab).
L’opera di una Natura che riconquista gli spazi architettonici è al cuore anche del lavoro di Luca Blast Forlani con i suoi Intruders, mostra fotografica corredata da installazioni video di Matteo Giachella e Gastone Clementi in cui si mostra il lavoro di trasformazione e di riappropriazione che il processo organico ha compiuto in siti abbandonati: ex fabbriche, chiese, ospedali, sanatori, parchi acquatici. La mostra è a cura di Monica Caputo e Allegra Corbo in collaborazione con Maria. Teresa Panini e si svolge a sua volta in un affascinante architettura abbandonata (Modena, Ex Caserma dei Carabinieri, via S. Eufemia).
Nei lavori di Franz Baumgartner, inclusi nella collettiva “De Rerum Natura”, proposta dalla Galleria 42 Contemporaneo di Modena (che propone anche opere di Bertocchi, Borowski, Calzolari, Parisi, Shaw), il ritorno alla figurazione prende le forme di paesaggi congelati, luoghi che tolgono il fiato come in un’alba apocalittica.
C’è una trama del paesaggio che è fatta di flora, di botanica. Nelle opere di Davide Benati le forme vegetali di fiori e foglie si fondono con le fibre della carta di riso; la mostra “Oasi dell’acqua amara” nella galleria sassolese Paggeriarte presenta un universo di efflorescenze che gioca sull’ambiguità della forma: un grumo di colore si trasforma in un calice di fiori, una caduta di foglie diventa un arazzo, rapide pennellate verdi richiamano un erbario.
La presenza della Natura nei versi di Giancarlo Pontiggia, intesa come luogo privilegiato dove l’anima incontra il paesaggio, sarà al centro dell’incontro di poesia “Selve e giardini”, condotto da Carlo Alberto Sitta e a cura del Laboratorio di Poesia di Modena (Modena, Laboratorio di Poesia, sabato 17, dalle 15.00 alle 18.00: con omaggio jazz di Giorgia Hannoush).
Tutta urbana è la scena di una performance e di un laboratorio proposti da Daniele Albanese: “In a Landscape” fa alitare la danza sulla città seguendo la metafora del vento, mentre “Mente e Natura” addestra i performer a un’unità coreografica che sia al contempo fisica e cognitiva (Modena, Piazza Mazzini, sabato 17, ore 19.20, 19.50, 20.10).
Anche la musica crea paesaggio, fissa la sfera sonora entro cui prende forma l’esperienza. Come ogni paesaggio, anche quello musicale propone profili ed evoca atmosfere diverse, come nelle suggestioni di Giovanni Allevi, i cui “Paesaggi sonori” indicano il rapporto tra paesaggio e creazione artistica, dove la composizione non nasce solo dall’incanto assoluto della bellezza, ma anche e soprattutto dove questa perfezione s’incrina. Dialoga con l’artista Federico Taddia (Carpi, Piazza Martiri, domenica 18, ore 21).
Nella stravagante ed elegantissima performance del violinista Ara Malikian, in scena con altri tre musicisti, le quattro stagioni di Vivaldi divengono un’esperienza esilarante, dal sapore un po’ gitano, perfetta per calamitare anche l’attenzione dei più piccoli (“Le mie prime quattro stagioni”, Sassuolo, Teatro Carani, venerdì 16, ore 21.00).
Anche un giallista e cinquantacinque professori d’orchestra sinfonica come Carlo Lucarelli e i maestri della Filarmonica Arturo Toscanini percorrono paesaggi musicali: notturni ispirati dalle musiche di Mahler, Strauss, Ravel, Beethoven, Liszt, Rossini e Schumann in cerca di bagliori sull’inquietudini umane alla luce della luna: “Blue Moon” (Sassuolo, Teatro Carani, sabato 17, ore 21.00).
Ai temi della natura si ispira il programma di pezzi classici al cuore di “Piani naturalmente diversi”: una pianista classica, Eleonora Beddini, li esegue, e un pianista jazz, Michele Francesconi, li dovrà improvvisare alla cieca. A condurre il gioco, secondo una formula ideata dalla Gioventù Musicale d’Italia modenese, uno dei migliori musicologi italiani, Maurizio Franco (Modena, Auditorium Marco Biagi, sabato 17, ore 21.00).
Paesaggi sonori sono anche evocati dalle atmosfere dei “Demdike Stare”, il duo di Manchester in scena a Carpi (Palazzo dei Pio, sabato 17, ore 22.30), mentre le svedesi Midaircondo traducono in musica gli incantevoli paesaggi scandinavi (Carpi, Palazzo dei Pio, sabato 17, ore 24.00). La band islandese Groundfloor esplora i vasti profili del paesaggio ghiacciato attraverso le sonorità nitide e malinconiche di un rock acustico alternativo (Sassuolo, Piazzale Avanzini, sabato 17, ore 22.30).
Atmosfere sonore sono anche quelle proposte dai concerti in programma all’Ex Ospedale Sant’Agostino e curati da Juta Café: si esibiranno Be Forest (venerdì 16, ore 23.00), Welcome Back Sailors (sabato 17, ore 23.30), Karibean (sabato 17, ore 00.30) e Casa del Mirto (domenica 18, ore 19.30).
LA NATURA È SERVITA. I “MENU FILOSOFICI” DI TULLIO GREGORY
Il noto filosofo e gourmet ha ideato un percorso gastronomico che verrà proposto per tre giorni in quasi 70 ristoranti ed enoteche di Modena, Carpi e Sassuolo. Tradizione e ironia ispirano anche la “razionsufficiente”, il cestino del festival per pranzare e cenare a 4.50 euro
La natura è l’ingrediente principale dei nove “menu filosofici” ideati da Tullio Gregory che verranno proposti dal 16 al 18 settembre in quasi settanta ristoranti ed enoteche di Modena, Carpi e Sassuolo. L’iniziativa, ormai consolidata, sottolinea la centralità del convito nella civiltà umana e ne celebra gli artefici di cucina e di bottega.
Tullio Gregory firma la sezione “cucina filosofica” del festivalfilosofia fin dalla prima edizione. Professore di Storia della Filosofia alla “Sapienza” di Roma, fondatore del Centro Studi del Cnr sul Lessico intellettuale europeo, direttore dell’Enciclopedia Italiana di scienze, lettere e arti, edita dall’Istituto Treccani, membro del Comitato scientifico del festivalfilosofia e noto gourmet, Gregory ha ideato menu per pranzi e cene filosofici all’insegna della tradizione e a partire dai prodotti tipici modenesi e della cucina dell’Emilia-Romagna (menu completi e indirizzi dei ristoranti si possono consultare nel sito www.festivalfilosofia.it).
“Costruire dei menu attorno al tema della “natura” – spiega Gregory – è compiere un’operazione innaturale: essendo la tavola un fatto di cultura, essa è fortemente antagonista della natura o quanto meno trova la sua realizzazione trasformando i prodotti cosiddetti naturali per renderli commestibili e soprattutto gradevoli”. Da qui l’idea di articolare i menu filosofici sottolineando l’attività dell’homo faber che trasforma i prodotti naturali secondo i propri gusti, sempre più complessi ed esigenti. Ecco dunque servite in tavola le nature liquide, diversi tipi di pesce proposti in umido, fritti, salati, essiccati o sott’olio, le nature vegetali, con verdure e tuberi a uso esclusivo dei vegetariani, le nature animali, dedicate a chi ama la carne e le nature volatili, a base di pollo, faraona e piccione. Si prosegue con il teatro delle meraviglie, dove trionfano i saporitissimi grassi emiliani e le tigelle con il pesto e il cotechino, mentre nel crudo e cotto si alternano primi caldi, secondi stracotti, verdura e frutta freschissime. Dalla natura alla storia propone il brodo come ingrediente principale, che accompagna tortellini e passatelli e che viene ricavato dal gran bollito misto, servito come secondo; la natura enciclopedica è invece la declinazione della carne di maiale: prosciutto, arrosto, piedini e cotiche per finire col salame, stavolta di cioccolato. Un menù più semplice ma altrettanto saporito è quello pensato per le enoteche, dove i pasti sono più rapidi, all’insegna di formaggi e lambrusco, anch’essi prodotti “innaturali”, nati dal lento maturare di latte, caglio e uva.
Non manca una soluzione veloce ed economica per pranzare e cenare, che permette di seguire i ritmi delle lezioni magistrali e di assaporare piatti e prodotti tipici della provincia di Modena. È la “razionsufficiente”, in vendita a 4,50 euro nei giorni del festivalfilosofia: un primo caldo, un secondo di carne o pesce, un contorno di verdura o legumi, pizze o panini con misti di formaggi o di affettati, frutta, dolce e acqua: tanti mix secondo la fantasia della bottega. Il cestino del pranzo è in vendita a Modena al mercato coperto Albinelli, vicino a piazza Grande, a Carpi al Circolo culturale Mattatoio, vicino a Piazzale Re Astolfo, e a Sassuolo in diversi esercizi tra Piazzale della Rosa e Piazza Garibaldi.
CUCINA FILOSOFICA 2011
1. Nature liquide
Frittelle di baccalà
Spaghetti al tonno
Frittura di acciughe
Anguilla in umido
Insalata verde
Mirtillo nero dell’Appennino
2. Nature vegetali
Frittelle di riso
Maltagliati coi fagioli
Tortelli di zucca
Fritto vegetariano
Crostata con amarene brusche di Modena IGP
Cesto di frutta fresca
3. Nature animali
Erbazzone
Tagliatelle al ragù
Coniglio in umido
Agnello al forno
Trippa alla modenese
Pere al lambrusco
4. Nature volatili
Maccheroni al pettine con ragù di anatra
Uccelletti scappati
Faraona arrosto
Piccione arrosto
Pollo alla cacciatora
Fragole all’Aceto balsamico tradizionale di Modena
5. Teatro delle meraviglie
Tigelle con pesto
Gran misto di affettati
Gramigna al torchio con salsiccia
Cotechino di Modena IGP in galera
Anatra arrosto
Friggione
Amaretti con lo zabaione
6. Crudo e cotto
Lasagne verdi al forno
Tortelli con le erbette
Guanciale di maialino al lambrusco
Stracotto di manzo
Verdure in pinzimonio
Composta di frutta fresca
7. Dalla natura alla storia
Scaglie di Parmigiano Reggiano
Insalata di patate lesse
Tortellini in brodo
Passatelli in brodo
Gran bollito misto con salse crude e cotte
Zuppa inglese
8. Natura enciclopedica
Gnocco fritto
Prosciutto di Modena DOP
Arrosto di maiale
Piedini di maiale in agrodolce
Fagioli con le cotiche
Radicchi verdi dell’orto
Salame di cioccolato
9. Menù per enoteche
Stria, gnocco al forno e pane comune
Parmigiano Reggiano, pecorini e ricotte fresche dell’Appennino
Pere dell’Emilia Romagna IGP e confettura di amarene brusche di Modena IGP
Selezione dei Lambruschi doc modenesi: Sorbara, Castelvetro e Salamino di Santacroce
16
settembre 2011
FESTIVALFILOSOFIA: 100% NATURA
Dal 16 al 18 settembre 2011
Location
SEDI VARIE – Castelvetro Di Modena
Castelvetro Di Modena, (Modena)
Castelvetro Di Modena, (Modena)
Sito web
www.festivalfilosofia.it



