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LIGHT & FIRE Art Explotion: Bernard Aubertin – Fire
Sono previste quattro mostre personali degli artisti Bernard Aubertin, Maurizio Galimberti, Marco Lodola ed Enrico Manera che saranno allestite nell’ex Macello comunale di Putignano, sede del Laboratorio Urbano dei Bollenti Spiriti “I-MAKE”, in via Santa Caterina da Siena
Comunicato stampa
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Durante la mostra saranno presentate opere dagli anni ‘70 agli
anni ‘90 testimonianza dei passaggi del lavoro dell'artista francese
quali libri consumati dall'azione divoratrice del fuoco, disegni di
fuoco, ed ancora tableau feu, tableau-clou, ai più recenti alveoles,
semema e momochromies structurelles. Aubertin usa il fuoco e la
monocromia. Li usa come le due facce di un unico strumento. E
questo è la forma primordiale di indagine sul reale, di relazione con
la base materiale che ospita l'umanità. Attraverso il fuoco si
stabilisce un collegamento tra l’attualità umana e l’antichità del
mondo, tra la mutevolezza e l’invariabilità, per rintracciare un
frammento di quella sicurezza che indica il punto da cui partire o
ripartire, sorgere o risorgere. Il fuoco di Aubertin va sempre
alimentato. Nell'arte di Aubertin si parte da qui. L'alito del criterio è
quindi ancora la permanenza, la conservazione, il sacrificio, la
celebrazione. L'attenzione dell'artista per il procedimento
spontaneo, infatti, è lo sviluppo del decoro come processualità acquisita e fissata, come risultanza,
accezione strutturalmente estetica. Tutto nasce dal monocromatismo. E continua oggi... L'uso di
un solo colore - specialmente il rosso - vibra di purezza come la fiamma, che scalda coinvolgendo.
La fiamma accende, trascina, compromette.
All’inaugurazione il Maestro Aubertin si esibirà in una Performance.
Biografia di BERNARD AUBERTIN:
Bernard Aubertin è nato nel 1934 a Fontenay-aux-Roses, in Francia. Intorno al 1951 comincia
l’apprendistato alla Scuola d’Arte Decorativa. Folgorante è l’incontro con Yves Klein nel 1957, che
lo porta a realizzare, l’anno successivo, le sue prime quattro tavole monocrome rosse. La scelta di
questo colore è spontanea, impulsiva e lo libera da ogni manipolazione cromatica del disegno, del
grafismo e della composizione. La sua ricerca si caratterizza per l’uso esclusivo del rosso, tinta
privilegiata e simbolo di sangue e al tempo stesso dell’elemento fuoco. Nel 1961 partecipa al
gruppo ZERO di Düsseldorf insieme a Mack, Piene, Uecker e nel 1957/58 al gruppo NUL di
Amsterdam. Entra in contatto anche con Piero Manzoni e Lucio Fontana. Parallelamente ai
monocromi nel 1961 realizza i suoi primi tableaux feu (quadri fuoco), e nel 1962 i primi libri bruciati
che riprenderà con Livres brûlés et à Brûler (libri bruciati e da bruciare) aggiungendo fiammiferi
esplosivi, micce, bastoncini di fulminato, sacchetti di polvere fumogena, ceri, fiammiferi candidi
ecc. all’interno di ogni pagina del libro e invitando lo spettatore a bruciare il libro. La sua è una
curiosità legata al lavoro del fuoco e al riflesso della fiamma. Dice della sua opera: «Ci sono due
colori nella mia opera, quello del fuoco, della caramellizzazione, della cremazione del nero o quello
rosso della pittura dei monocromi.» Dai tableaux clous (quadri chiodi) che essendo ricoperti di
vernice, rappresentano perfettamente le fiamme; ai tableaux fils de fer (quadri fil di ferro), ai dessin
de feu (disegni di fuoco) o ancora i parcours d'allumettes (percorsi di fiammiferi), fino ad arrivare
alle performances dei pianoforti dati alle fiamme che risalgono al 1988, alle automobili bruciate e le
semema degli anni Novanta. La sua attività artistica si è svolta principalmente a Parigi, poi a Brest
ed è stata costellata da frequenti soggiorni italiani tra gli anni '70 e gli anni '90. La sua opera
monocroma recentemente si è sviluppata verso monocromie nere, bianche o oro.
anni ‘90 testimonianza dei passaggi del lavoro dell'artista francese
quali libri consumati dall'azione divoratrice del fuoco, disegni di
fuoco, ed ancora tableau feu, tableau-clou, ai più recenti alveoles,
semema e momochromies structurelles. Aubertin usa il fuoco e la
monocromia. Li usa come le due facce di un unico strumento. E
questo è la forma primordiale di indagine sul reale, di relazione con
la base materiale che ospita l'umanità. Attraverso il fuoco si
stabilisce un collegamento tra l’attualità umana e l’antichità del
mondo, tra la mutevolezza e l’invariabilità, per rintracciare un
frammento di quella sicurezza che indica il punto da cui partire o
ripartire, sorgere o risorgere. Il fuoco di Aubertin va sempre
alimentato. Nell'arte di Aubertin si parte da qui. L'alito del criterio è
quindi ancora la permanenza, la conservazione, il sacrificio, la
celebrazione. L'attenzione dell'artista per il procedimento
spontaneo, infatti, è lo sviluppo del decoro come processualità acquisita e fissata, come risultanza,
accezione strutturalmente estetica. Tutto nasce dal monocromatismo. E continua oggi... L'uso di
un solo colore - specialmente il rosso - vibra di purezza come la fiamma, che scalda coinvolgendo.
La fiamma accende, trascina, compromette.
All’inaugurazione il Maestro Aubertin si esibirà in una Performance.
Biografia di BERNARD AUBERTIN:
Bernard Aubertin è nato nel 1934 a Fontenay-aux-Roses, in Francia. Intorno al 1951 comincia
l’apprendistato alla Scuola d’Arte Decorativa. Folgorante è l’incontro con Yves Klein nel 1957, che
lo porta a realizzare, l’anno successivo, le sue prime quattro tavole monocrome rosse. La scelta di
questo colore è spontanea, impulsiva e lo libera da ogni manipolazione cromatica del disegno, del
grafismo e della composizione. La sua ricerca si caratterizza per l’uso esclusivo del rosso, tinta
privilegiata e simbolo di sangue e al tempo stesso dell’elemento fuoco. Nel 1961 partecipa al
gruppo ZERO di Düsseldorf insieme a Mack, Piene, Uecker e nel 1957/58 al gruppo NUL di
Amsterdam. Entra in contatto anche con Piero Manzoni e Lucio Fontana. Parallelamente ai
monocromi nel 1961 realizza i suoi primi tableaux feu (quadri fuoco), e nel 1962 i primi libri bruciati
che riprenderà con Livres brûlés et à Brûler (libri bruciati e da bruciare) aggiungendo fiammiferi
esplosivi, micce, bastoncini di fulminato, sacchetti di polvere fumogena, ceri, fiammiferi candidi
ecc. all’interno di ogni pagina del libro e invitando lo spettatore a bruciare il libro. La sua è una
curiosità legata al lavoro del fuoco e al riflesso della fiamma. Dice della sua opera: «Ci sono due
colori nella mia opera, quello del fuoco, della caramellizzazione, della cremazione del nero o quello
rosso della pittura dei monocromi.» Dai tableaux clous (quadri chiodi) che essendo ricoperti di
vernice, rappresentano perfettamente le fiamme; ai tableaux fils de fer (quadri fil di ferro), ai dessin
de feu (disegni di fuoco) o ancora i parcours d'allumettes (percorsi di fiammiferi), fino ad arrivare
alle performances dei pianoforti dati alle fiamme che risalgono al 1988, alle automobili bruciate e le
semema degli anni Novanta. La sua attività artistica si è svolta principalmente a Parigi, poi a Brest
ed è stata costellata da frequenti soggiorni italiani tra gli anni '70 e gli anni '90. La sua opera
monocroma recentemente si è sviluppata verso monocromie nere, bianche o oro.
15
ottobre 2011
LIGHT & FIRE Art Explotion: Bernard Aubertin – Fire
Dal 15 al 30 ottobre 2011
arte contemporanea
Location
EX MACELLO
Putignano, Via Santa Caterina Da Siena, (Bari)
Putignano, Via Santa Caterina Da Siena, (Bari)
Orario di apertura
tutti i giorni, dalle 18 alle 21
Autore




