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Anna Madia / Jinny Ropolo – Echo
ECHO esplora il potere creativo dell’artista. Due donne raccontano la gravidanza come primitiva esperienza di creazione. Mito e magia accompagnano il percorso artistico dal concepimento alla nascita.
Comunicato stampa
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ECHO
Onde sonore che portano alla luce qualcosa di invisibile,
come il processo creativo di due artiste
raccontato attraverso le loro speranze, attese, paure
una mostra di
Anna Madia e Jinny Ropolo
testo critico di Barbara Prunelli
ex Officine Sicme
via Banfo 41 (angolo via Cervino), Torino
opening venerdì 6 maggio ore 19.30
7-8 maggio 2011 orario 11.00-22.00
ECHO esplora il potere creativo dell’artista. Due donne raccontano la gravidanza come primitiva esperienza di creazione. Mito e magia accompagnano il percorso artistico dal concepimento alla nascita.
Il desiderio di maternità di Anna Madia si dipinge con i colori e le forme di antichi simboli di fertilità. Dal desiderio al concepimento: Jinny Ropolo immortala con le sue foto un immaginario processo di creazione legandone i vari passaggi con un video. Il concepimento, virtualmente lungo e ripetitivo, è inscenato grazie ad immagini di lente pennellate colorate e da una naturale gestualità nel dare vita ad una bambola di carta che dovrà vivere l’attesa del parto al posto suo. In questo modo, responsabilità, noia e solitudine, che seguono il concepimento, vengono delegate alla bambola.
La creazione e’ un processo di crescita, fisica ed intellettuale. A volte si compone di attese. Perciò Anna Madia sceglie una tecnica classica, che cresce con lentezza, e che impone il proprio ritmo di produzione all’artista: l’acquaforte. La lastra di zinco usata per creare le acqueforti si compone di segni successivi, a rappresentare le diverse fasi della crescita del bambino. Il liquido in cui la lastra viene immersa è come liquido amniotico che nutre e fa crescere l’opera. L’esperienza della gravidanza, universale, è sospesa tra l’antico e il contemporaneo. L’attesa di Anna è un autoritratto dell’artista in un’occupazione tradizionalmente femminile, mentre svolge della lana. Questa moderna Penelope mentre crea, si trasforma. Modifica il proprio ruolo, da donna/artista in madre, e osserva la propria trasformazione.
Invece Jinny Ropolo fotografa il rifiuto dell’imposizione di un ruolo. E’ la bambola che attende: un treno, un pasto, un’amica o semplicemente che il vento la asciughi. L’artista ricompone in un collage questi momenti metropolitani. Si presenta però in prima persona al momento del parto; accetta la propria responsabilità di artista e madre. Infine, nel video che simboleggia il parto, una cascata d’acqua scandisce il tempo della nascita.
ECHO è il termine in francese - lingua con cui le artiste comunicano con i loro figli - per ecografia. La mostra è il tentativo di raccontare per immagini l’invisibile processo creativo dell’artista, come un’ecografia che descrive il profilo di un bambino durante la gravidanza. Attraverso questo percorso, viene alla luce un sottile conflitto tra passato e futuro, tra ruoli sociali da definire e riscrivere, ma soprattutto l’inesauribile meraviglia per il mistero della vita, fonte di stupore ed ispirazione.
La mostra ECHO è ospitata negli spazi industriali ex Officine Sicme a Torino, dal 6 all’8 maggio, con ingresso libero.
Anna Madia, nata a Torino, diplomata all’Accademia Albertina di Belle Arti, vive e lavora a Troyes (Francia) dove ha vinto un soggiorno studio di tre anni presso il Centro d'Arte Contemporanea. Da sempre il suo lavoro è rivolto alla figura umana, in particolare alla figura femminile. Ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.Tra i principali riconoscimenti si segnalano: Finalista Premio Combat-Bottini dell’Olio, Livorno, a cura di Blobarte (2010); Premio speciale della giuria One-foot show, SDAI San Diego Art Insitute, San Diego, USA (2009); Vincitrice Premio Renaissance, a cura di Sharpcut. Italian Cultural Institute, London, UK (2008); Finalista BP Portrait Award, National Portrait Gallery, London, UK (2007); Finalista Premio Cairo Communication, Milano (2006).
www.annamadia.it
Jinny Ropolo vive e lavora a Torino. Inizia ad appassionarsi di fotografia a 18 anni quando le viene regalata la prima macchina fotografica manuale con la quale impressiona le immagini dei suoi viaggi di lavoro in Africa e Sud America. Frequenta corsi presso studi fotografici, l’Istituto Europeo di Design di Torino e nel 2009 presso l’International Center of Photography di New York. Vince il primo premio della categoria OPEN e il premio speciale “Fondazione Sandretto Re Rebaudengo” al concorso indetto dalla Stampa “Uno scatto per lo Sport” nel 2009 con il fotogramma “Duello”, esposto presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.
www.jinnyropolo.com
Onde sonore che portano alla luce qualcosa di invisibile,
come il processo creativo di due artiste
raccontato attraverso le loro speranze, attese, paure
una mostra di
Anna Madia e Jinny Ropolo
testo critico di Barbara Prunelli
ex Officine Sicme
via Banfo 41 (angolo via Cervino), Torino
opening venerdì 6 maggio ore 19.30
7-8 maggio 2011 orario 11.00-22.00
ECHO esplora il potere creativo dell’artista. Due donne raccontano la gravidanza come primitiva esperienza di creazione. Mito e magia accompagnano il percorso artistico dal concepimento alla nascita.
Il desiderio di maternità di Anna Madia si dipinge con i colori e le forme di antichi simboli di fertilità. Dal desiderio al concepimento: Jinny Ropolo immortala con le sue foto un immaginario processo di creazione legandone i vari passaggi con un video. Il concepimento, virtualmente lungo e ripetitivo, è inscenato grazie ad immagini di lente pennellate colorate e da una naturale gestualità nel dare vita ad una bambola di carta che dovrà vivere l’attesa del parto al posto suo. In questo modo, responsabilità, noia e solitudine, che seguono il concepimento, vengono delegate alla bambola.
La creazione e’ un processo di crescita, fisica ed intellettuale. A volte si compone di attese. Perciò Anna Madia sceglie una tecnica classica, che cresce con lentezza, e che impone il proprio ritmo di produzione all’artista: l’acquaforte. La lastra di zinco usata per creare le acqueforti si compone di segni successivi, a rappresentare le diverse fasi della crescita del bambino. Il liquido in cui la lastra viene immersa è come liquido amniotico che nutre e fa crescere l’opera. L’esperienza della gravidanza, universale, è sospesa tra l’antico e il contemporaneo. L’attesa di Anna è un autoritratto dell’artista in un’occupazione tradizionalmente femminile, mentre svolge della lana. Questa moderna Penelope mentre crea, si trasforma. Modifica il proprio ruolo, da donna/artista in madre, e osserva la propria trasformazione.
Invece Jinny Ropolo fotografa il rifiuto dell’imposizione di un ruolo. E’ la bambola che attende: un treno, un pasto, un’amica o semplicemente che il vento la asciughi. L’artista ricompone in un collage questi momenti metropolitani. Si presenta però in prima persona al momento del parto; accetta la propria responsabilità di artista e madre. Infine, nel video che simboleggia il parto, una cascata d’acqua scandisce il tempo della nascita.
ECHO è il termine in francese - lingua con cui le artiste comunicano con i loro figli - per ecografia. La mostra è il tentativo di raccontare per immagini l’invisibile processo creativo dell’artista, come un’ecografia che descrive il profilo di un bambino durante la gravidanza. Attraverso questo percorso, viene alla luce un sottile conflitto tra passato e futuro, tra ruoli sociali da definire e riscrivere, ma soprattutto l’inesauribile meraviglia per il mistero della vita, fonte di stupore ed ispirazione.
La mostra ECHO è ospitata negli spazi industriali ex Officine Sicme a Torino, dal 6 all’8 maggio, con ingresso libero.
Anna Madia, nata a Torino, diplomata all’Accademia Albertina di Belle Arti, vive e lavora a Troyes (Francia) dove ha vinto un soggiorno studio di tre anni presso il Centro d'Arte Contemporanea. Da sempre il suo lavoro è rivolto alla figura umana, in particolare alla figura femminile. Ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.Tra i principali riconoscimenti si segnalano: Finalista Premio Combat-Bottini dell’Olio, Livorno, a cura di Blobarte (2010); Premio speciale della giuria One-foot show, SDAI San Diego Art Insitute, San Diego, USA (2009); Vincitrice Premio Renaissance, a cura di Sharpcut. Italian Cultural Institute, London, UK (2008); Finalista BP Portrait Award, National Portrait Gallery, London, UK (2007); Finalista Premio Cairo Communication, Milano (2006).
www.annamadia.it
Jinny Ropolo vive e lavora a Torino. Inizia ad appassionarsi di fotografia a 18 anni quando le viene regalata la prima macchina fotografica manuale con la quale impressiona le immagini dei suoi viaggi di lavoro in Africa e Sud America. Frequenta corsi presso studi fotografici, l’Istituto Europeo di Design di Torino e nel 2009 presso l’International Center of Photography di New York. Vince il primo premio della categoria OPEN e il premio speciale “Fondazione Sandretto Re Rebaudengo” al concorso indetto dalla Stampa “Uno scatto per lo Sport” nel 2009 con il fotogramma “Duello”, esposto presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.
www.jinnyropolo.com
06
maggio 2011
Anna Madia / Jinny Ropolo – Echo
Dal 06 all'otto maggio 2011
arte contemporanea
Location
EX OFFICINE SICME
Torino, Via Antonio Banfo, 41, (Torino)
Torino, Via Antonio Banfo, 41, (Torino)
Orario di apertura
7-8 maggio 2011 orario 11.00-22.00
Vernissage
6 Maggio 2011, ore 19.30
Autore




