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Sigfrido Oliva – Luminescenze in Pittura
Nelle sorgenti oniriche di Sigfrido Oliva, l’amata Roma si riflette e si specchia in un silenzio che avvolge le cupole, i muri, il cielo, gli obelischi, le case e i ponti… Nilla Zaira D’Urso
Comunicato stampa
Segnala l'evento
La Galleria d'arte moderna e contemporanea Arché – Arte nel Tempo inaugura la mostra del pittore e incisore siciliano Sigfrido Oliva.
L’esposizione presenterà al pubblico una serie di lavori che ripercorrono l’intero arco della sua produzione artistica.
Nato a Messina il 19 febbraio 1942, Sigfrido Oliva ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Barcellona, dove ha frequentato i corsi serali della locale scuola di Arti e Mestieri, in cui la sola regola seguita era quella di copiare calchi di gesso e opere di antichi maestri. Dopo aver fatto ritorno in Italia, nel 1961 abbandona la Sicilia per trasferirsi nella Capitale, dove partecipa a numerose mostre collettive e nel 1966 si iscrive ai corsi della scuola libera del nudo presso l’Accademia di Belle Arti. Durante una visita a Parigi viene catturato dai quadri dei grandi maestri francesi esposti nei musei; decide così di interrompe lo studio del nudo e approfondire la pittura di paesaggio. Gli anni successivi rappresentano per Oliva un periodo di formazione culturale e artistica di fondamentale importanza. Conosce Giovanni Carandente, Bruno Caruso, Alfonso Gatto, Franco Gentilini, Carlo Levi, Mino Maccari, Antonio Marasco e Domenico Purificato. Familiarizza con l’acquaforte, con la linoleografia e in seguito con la litografia.
A partire dal 1970 i suoi quadri cominciano a viaggiare oltre confine: Madrid, Bruxelles, Copenaghen, New York sono solo alcune delle città europee e d’Oltreoceano che ospitano le sue esposizioni. Una volta conseguita la maturità di liceo artistico, si iscrive al corso di Decorazione tenuto da Antonino Scordia presso l’Accademia di Belle Arti, sempre a Roma. Nel 1983 conclude gli studi all’Accademia, mentre una sua mostra itinerante fa tappa in diverse città d’Italia. Si tratta di quaranta opere grafiche ispirate alla satira di quattro maestri: Goya, Daumier, Grosz e Maccari. Tra il 1985 e il 1992 espone a Roma, Perugina, Palermo e partecipa alla Biennale della Grafica nella Repubblica Democratica Tedesca, organizzata a Berlino. Contemporaneamente cominciano ad uscire i primi volumi dedicati alle sue opere: nel 1989 viene pubblicato Itinerario grafico, con un testo introduttivo di Maurizio Fagiolo dell’Arco; nel 1992 arriva sugli scaffali delle librerie Sigfrido Oliva, che comprende, oltre al testo introduttivo di Renato Civello, scritti di Alfonso Gatto, Guido Giuffrè, Enzo Siciliano, Renzo Vespignani e altri. Nuove esposizioni nella capitale lo vedono protagonista nel 1995 e 1996.
“È il rapporto tra luce ed ombra, come discendendo dalla pittura invece che dal disegno, che si fa robusto e necessario nell’acquaforte. Un dato pittorico, visuale, di una plasticità in cui i rapporti volumetrici sono fasciati d’aria, in cui lo spazio pare percorso dal brivido lieve del vento. Ritrovo questo nelle acqueforti di Sigfrido Oliva”. Così Enzo Siciliano sottolineava nel 1990 i tratti distintivi dell’opera dell’artista. “Certi suoi bagnanti, la gente che sta sulla spiaggia al sole, seduta sullo sdraio, ragazzi, madri, bambini, mentre il sole delle tre brucia la carne e un refolo di vento improvviso può lenirne la presa, - questi suoi bagnanti hanno uno spessore concreto come se la vita potesse essere sorpresa sulla lastra di rame ed eternata. Gatti, fiori, viali di Villa Borghese a Roma con i prati mangiati dalla polvere, - Oliva sembra possedere un artigianato tale che niente di ciò che vede sfugge al suo bulino. Ma questo artigianato è poi investito dal soffio della poesia”.
L’esposizione presenterà al pubblico una serie di lavori che ripercorrono l’intero arco della sua produzione artistica.
Nato a Messina il 19 febbraio 1942, Sigfrido Oliva ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Barcellona, dove ha frequentato i corsi serali della locale scuola di Arti e Mestieri, in cui la sola regola seguita era quella di copiare calchi di gesso e opere di antichi maestri. Dopo aver fatto ritorno in Italia, nel 1961 abbandona la Sicilia per trasferirsi nella Capitale, dove partecipa a numerose mostre collettive e nel 1966 si iscrive ai corsi della scuola libera del nudo presso l’Accademia di Belle Arti. Durante una visita a Parigi viene catturato dai quadri dei grandi maestri francesi esposti nei musei; decide così di interrompe lo studio del nudo e approfondire la pittura di paesaggio. Gli anni successivi rappresentano per Oliva un periodo di formazione culturale e artistica di fondamentale importanza. Conosce Giovanni Carandente, Bruno Caruso, Alfonso Gatto, Franco Gentilini, Carlo Levi, Mino Maccari, Antonio Marasco e Domenico Purificato. Familiarizza con l’acquaforte, con la linoleografia e in seguito con la litografia.
A partire dal 1970 i suoi quadri cominciano a viaggiare oltre confine: Madrid, Bruxelles, Copenaghen, New York sono solo alcune delle città europee e d’Oltreoceano che ospitano le sue esposizioni. Una volta conseguita la maturità di liceo artistico, si iscrive al corso di Decorazione tenuto da Antonino Scordia presso l’Accademia di Belle Arti, sempre a Roma. Nel 1983 conclude gli studi all’Accademia, mentre una sua mostra itinerante fa tappa in diverse città d’Italia. Si tratta di quaranta opere grafiche ispirate alla satira di quattro maestri: Goya, Daumier, Grosz e Maccari. Tra il 1985 e il 1992 espone a Roma, Perugina, Palermo e partecipa alla Biennale della Grafica nella Repubblica Democratica Tedesca, organizzata a Berlino. Contemporaneamente cominciano ad uscire i primi volumi dedicati alle sue opere: nel 1989 viene pubblicato Itinerario grafico, con un testo introduttivo di Maurizio Fagiolo dell’Arco; nel 1992 arriva sugli scaffali delle librerie Sigfrido Oliva, che comprende, oltre al testo introduttivo di Renato Civello, scritti di Alfonso Gatto, Guido Giuffrè, Enzo Siciliano, Renzo Vespignani e altri. Nuove esposizioni nella capitale lo vedono protagonista nel 1995 e 1996.
“È il rapporto tra luce ed ombra, come discendendo dalla pittura invece che dal disegno, che si fa robusto e necessario nell’acquaforte. Un dato pittorico, visuale, di una plasticità in cui i rapporti volumetrici sono fasciati d’aria, in cui lo spazio pare percorso dal brivido lieve del vento. Ritrovo questo nelle acqueforti di Sigfrido Oliva”. Così Enzo Siciliano sottolineava nel 1990 i tratti distintivi dell’opera dell’artista. “Certi suoi bagnanti, la gente che sta sulla spiaggia al sole, seduta sullo sdraio, ragazzi, madri, bambini, mentre il sole delle tre brucia la carne e un refolo di vento improvviso può lenirne la presa, - questi suoi bagnanti hanno uno spessore concreto come se la vita potesse essere sorpresa sulla lastra di rame ed eternata. Gatti, fiori, viali di Villa Borghese a Roma con i prati mangiati dalla polvere, - Oliva sembra possedere un artigianato tale che niente di ciò che vede sfugge al suo bulino. Ma questo artigianato è poi investito dal soffio della poesia”.
25
marzo 2011
Sigfrido Oliva – Luminescenze in Pittura
Dal 25 marzo al 09 aprile 2011
arte contemporanea
Location
ARCHE’ – ARTE NEL TEMPO
Roma, Via Del Pellegrino, 59, (Roma)
Roma, Via Del Pellegrino, 59, (Roma)
Orario di apertura
dal lunedì al sabato
mattina: 10,30 - 13
pomeriggio: 16 - 19,30
domenica e lunedì mattina chiuso
Vernissage
25 Marzo 2011, ore 18,30
Autore




