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Emanuele Droghetti – Le fate non voglion più venire
Verranno esposte opere polimateriche di forte impatto, un corpus di lavori che rappresenta un campionario dell’ampio repertorio dell’artista, risultato di un costante approfondimento e di una meticolosa ricerca sui vari linguaggi espressivi.
Comunicato stampa
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Inaugura venerdì 11 febbraio alle 19 la mostra personale Le fate non voglion più venire, che vede protagonista Emanuele Droghetti al Voodoo Arci Club di San Giuseppe di Comacchio. Verranno esposte opere polimateriche di forte impatto, un corpus di lavori che rappresenta un campionario dell’ampio repertorio dell’artista, risultato di un costante approfondimento e di una meticolosa ricerca sui vari linguaggi espressivi. Attento osservatore della realtà, la sua attenzione si catalizza da sempre attorno al concetto della contraddizione. Utilizza la cifra stilistica di una provocazione in chiave sperimentale di gusto tendenzialmente pulp che amplifica la riflessione sul nostro tempo, la natura umana e le forze sociali, vere e proprie sollecitazioni trattate con evidenza ironica e spiazzante, in inaspettate inquadrature. Droghetti mira a sensibilizzare il fruitore centrandolo dritto al cuore con un messaggio enfatizzato, talvolta deformato, in grado di sprigionare nuova forza per pensare e fare critica sociale. Un forte senso dissacrante echeggia come appello sovversivo, è la base di una nuova lotta. La mostra è curata dal Voodoo L@b Studio, collettivo che si occupa della sezione arti visive e multimediali del circolo culturale, si inserisce tra le iniziative dedicate a dar spazio e visibilità agli artisti emergenti, nel tentativo di creare occasioni all’insegna del gusto della scoperta.
Emanuele Droghetti (Ferrara, 1971) vive e lavora a Voghiera (FE), inizia gli studi artistici presso l’Istituto d’Arte “Dosso Dossi” di Ferrara e li prosegue diplomandosi con il massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Artista poliedrico dalla spiccata abilità, Emanuele Droghetti ha sviluppato la sua ricerca affrontando differenti tecniche, sperimentando diversi materiali su supporti eterogenei e in ambiti estremamente svariati. Grafica, illustrazione, pittura e fotografia, scultura e scenografia, musica e video arte sono linguaggi espressivi che vengono indagati con vivacità e rielaborati con padronanza tramite una visione fuori dagli schemi, in una proposta in grado di ribaltare le logiche definite. Un percorso estremo, amplificato dalla forza espressiva della materia e dall’intesità emotiva di elementi e comportamenti quotidiani facilmente riconoscibili, trasformati in metafore, privati del lato più superficiale della loro immagine, capaci di raggiungere le coscienze. È attivo nel panorama artistico dal 1994 con interventi in numerose esposizioni collettive d’arte contemporanea e di illustrazione, al 2001 risale la sua prima personale. Apprezzato sin da giovanissimo ha ottenuto ottimi risultati anche a premi d’arte. Tra le partecipazioni più recenti si accenna a: “Wartoys”, a cura di E. Bertelli, Ridotto del Teatro De Micheli, Copparo (FE), 2009; “A scuola d’arte contemporanea”, a cura di M. Sacchi, Grotte Boldini, Ferrara, 2010; “IX International Syrlin Artprize”, Stoccarda, 2010; “Arte Laguna Artprize 2010”, Venezia, 2010.
Emanuele Droghetti (Ferrara, 1971) vive e lavora a Voghiera (FE), inizia gli studi artistici presso l’Istituto d’Arte “Dosso Dossi” di Ferrara e li prosegue diplomandosi con il massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Artista poliedrico dalla spiccata abilità, Emanuele Droghetti ha sviluppato la sua ricerca affrontando differenti tecniche, sperimentando diversi materiali su supporti eterogenei e in ambiti estremamente svariati. Grafica, illustrazione, pittura e fotografia, scultura e scenografia, musica e video arte sono linguaggi espressivi che vengono indagati con vivacità e rielaborati con padronanza tramite una visione fuori dagli schemi, in una proposta in grado di ribaltare le logiche definite. Un percorso estremo, amplificato dalla forza espressiva della materia e dall’intesità emotiva di elementi e comportamenti quotidiani facilmente riconoscibili, trasformati in metafore, privati del lato più superficiale della loro immagine, capaci di raggiungere le coscienze. È attivo nel panorama artistico dal 1994 con interventi in numerose esposizioni collettive d’arte contemporanea e di illustrazione, al 2001 risale la sua prima personale. Apprezzato sin da giovanissimo ha ottenuto ottimi risultati anche a premi d’arte. Tra le partecipazioni più recenti si accenna a: “Wartoys”, a cura di E. Bertelli, Ridotto del Teatro De Micheli, Copparo (FE), 2009; “A scuola d’arte contemporanea”, a cura di M. Sacchi, Grotte Boldini, Ferrara, 2010; “IX International Syrlin Artprize”, Stoccarda, 2010; “Arte Laguna Artprize 2010”, Venezia, 2010.
11
febbraio 2011
Emanuele Droghetti – Le fate non voglion più venire
Dall'undici febbraio al 19 marzo 2011
arte contemporanea
Location
VOODOO
Comacchio, Via Vecchia Romea, 62/c, (Ferrara)
Comacchio, Via Vecchia Romea, 62/c, (Ferrara)
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