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Gian Luca Groppi – L’ultima mutazione
Si compone di immagini in bianco e nero ironicamente noir “L’ultima mutazione” di Gianluca Groppi, che raggruppa e riflette sulla produzione fotografica dell’autore negli ultimi dieci anni.
Comunicato stampa
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Si compone di immagini in bianco e nero ironicamente noir “L’ultima mutazione” di Gianluca Groppi, che raggruppa e riflette sulla produzione fotografica dell’autore negli ultimi dieci anni.
Dopo gli scatti dark e inquietanti di “I”, Groppi continua a proporre una serie di personaggi straniati e stranianti, ma questa volta con un’ironia dovuta principalmente ad una maggiore maturità artistica e personale.
Gianluca Groppi diventa regista delle sue storie, brevi racconti in cui le immagini sono collegate da coup de théâtre più o meno immediati. L’autore ricrea i set e fa recitare i protagonisti, che non sono semplici modelli ma veri e propri attori alle prese con vicende tragicomiche.
I numerosi dittici rappresentano il formato perfetto per la narrazione di queste short stories. In “Imprinting” Groppi realizza il ritratto di una famiglia in cui i genitori indossano maschere di animali, mentre nella seconda foto la maschera è solamente sul viso della bambina, che riceve in questo modo la sua eredità genetica. La “Signorina Concassetti” è seduta su un comò con i piedi nei cassetti, che diventano nella seconda immagine le sue estremità inferiori. “Ceci n’est pas une pipe” è un omaggio a Magritte, dove il soggetto dell’opera è un esibizionista che aprendosi l’impermeabile mostra l’insegna “Ceci n’est pas un exhibitioniste”. L’autore utilizza anche la performance, documentata sempre fotograficamente. In “Hypocrisy” nel primo autoscatto è presente una lunga barba, che scompare nel secondo grazie ad un intervento di rasoio, che lascia sul volto il titolo dell’opera.
Groppi analizza la vita reale per approdare ad una visione surreale dell’esistenza, fatta di humor nero, in cui i personaggi risultano estremamente fragili e ambigui.
Il non sense pervade l’intera produzione delle “mutazioni”, che si fanno di volta in volta critiche verso la società che mette la famiglia davanti a tutto, o verso la religione, rifiutata completamente nel polittico “L’ultima cena” ».
(testo di Elisa Bozzi)
GIANLUCA GROPPI nasce nel 1970 a Piacenza, dove vive e lavora. Tra le ultime personali, le più importanti sono state al Museo della Fotografia di Bibbiena nel 2006, alla galleria Joyce&Co. Di Genova e alla galleria Micamera di Milano nel 2007. Nel 2008 a Venezia partecipa a "Art prize laguna" ai Giardini della Biennale e a "Arte fotografica" alla Galleria dell'Istituto Romeno. Numerosi sono i premi vinti: secondo al Concorso fotografico "Crediamo ai tuoi occhi" Bibbiena (AR) portfolio 2006, Menzione speciale "Art prize laguna 2008", Finalista "Art prize laguna 2008", segnalato al Premio Celeste 2010. E' stato curatore delle mostre collettive “LABIRINTI E UMANITA'” presso la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza e “CADUCITA'” presso la galleria Joyce & Co. di Genova, 2010.
Dopo gli scatti dark e inquietanti di “I”, Groppi continua a proporre una serie di personaggi straniati e stranianti, ma questa volta con un’ironia dovuta principalmente ad una maggiore maturità artistica e personale.
Gianluca Groppi diventa regista delle sue storie, brevi racconti in cui le immagini sono collegate da coup de théâtre più o meno immediati. L’autore ricrea i set e fa recitare i protagonisti, che non sono semplici modelli ma veri e propri attori alle prese con vicende tragicomiche.
I numerosi dittici rappresentano il formato perfetto per la narrazione di queste short stories. In “Imprinting” Groppi realizza il ritratto di una famiglia in cui i genitori indossano maschere di animali, mentre nella seconda foto la maschera è solamente sul viso della bambina, che riceve in questo modo la sua eredità genetica. La “Signorina Concassetti” è seduta su un comò con i piedi nei cassetti, che diventano nella seconda immagine le sue estremità inferiori. “Ceci n’est pas une pipe” è un omaggio a Magritte, dove il soggetto dell’opera è un esibizionista che aprendosi l’impermeabile mostra l’insegna “Ceci n’est pas un exhibitioniste”. L’autore utilizza anche la performance, documentata sempre fotograficamente. In “Hypocrisy” nel primo autoscatto è presente una lunga barba, che scompare nel secondo grazie ad un intervento di rasoio, che lascia sul volto il titolo dell’opera.
Groppi analizza la vita reale per approdare ad una visione surreale dell’esistenza, fatta di humor nero, in cui i personaggi risultano estremamente fragili e ambigui.
Il non sense pervade l’intera produzione delle “mutazioni”, che si fanno di volta in volta critiche verso la società che mette la famiglia davanti a tutto, o verso la religione, rifiutata completamente nel polittico “L’ultima cena” ».
(testo di Elisa Bozzi)
GIANLUCA GROPPI nasce nel 1970 a Piacenza, dove vive e lavora. Tra le ultime personali, le più importanti sono state al Museo della Fotografia di Bibbiena nel 2006, alla galleria Joyce&Co. Di Genova e alla galleria Micamera di Milano nel 2007. Nel 2008 a Venezia partecipa a "Art prize laguna" ai Giardini della Biennale e a "Arte fotografica" alla Galleria dell'Istituto Romeno. Numerosi sono i premi vinti: secondo al Concorso fotografico "Crediamo ai tuoi occhi" Bibbiena (AR) portfolio 2006, Menzione speciale "Art prize laguna 2008", Finalista "Art prize laguna 2008", segnalato al Premio Celeste 2010. E' stato curatore delle mostre collettive “LABIRINTI E UMANITA'” presso la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza e “CADUCITA'” presso la galleria Joyce & Co. di Genova, 2010.
05
febbraio 2011
Gian Luca Groppi – L’ultima mutazione
Dal 05 febbraio al 02 marzo 2011
fotografia
Location
BIFFI ARTE – FOTOGRAFIA E VIDEO
Piacenza, Via Chiapponi, 39, (Piacenza)
Piacenza, Via Chiapponi, 39, (Piacenza)
Orario di apertura
martedì, mercoledì e venerdì ore 16-19.30; sabato ore 10.30-12.30 e 16-19.30
Vernissage
5 Febbraio 2011, ore 17.30
Autore
Curatore




