Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Marta Czok – I bambini nella guerra e nella Shoah
In mostra una raccolta di 16 dipinti dal titolo: “I bambini nella guerra e nella Shoah” giacché l’intento primigenio della pittrice era formulare un progetto dedicato alla memoria dei bambini polacchi di fede cristiana che furono deportati dal Terzo Reich – a migliaia, ci ricorda l’autrice – durante la seconda guerra mondiale.
Bambini di cui si è letteralmente persa la memoria.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Si inaugura mercoledì 26 gennaio 2011 alle ore 18.00 la personale della pittrice Marta Czok: “I bambini nella guerra e nella Shoah”.
Organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con il patrocinio della Comunità Ebraica di Padova, l’esposizione resterà aperta fino al 13 febbraio presso Palazzo Antico Ghetto Ex Sinagoga Tedesca, Via delle Piazze 28 e sarà visitabile dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle 19.00 con ingresso libero. Presenta la mostra la giornalista e critica Barbara Codogno.
Per parlarci di questa mostra, Marta Czok scrive: “I bambini sono bambini - se sentiamo un neonato piangere al buio non saremo mai in grado di indovinare la sua razza o la sua religione”. Marta Czok è una pittrice di origini polacche, nata a Beirut, in Libano, nel 1947. Città che lasciò con la famiglia l'anno successivo, per stabilirsi a Londra.
Presenta a Padova una raccolta di 16 dipinti dal titolo: “I bambini nella guerra e nella Shoah” giacché l'intento primigenio della pittrice era formulare un progetto dedicato alla memoria dei bambini polacchi di fede cristiana che furono deportati dal Terzo Reich – a migliaia, ci ricorda l'autrice – durante la seconda guerra mondiale.
Bambini di cui si è letteralmente persa la memoria.
Bambini a cui Marta Czok sente di dover ridare quella vita negata non solo dalla guerra ma anche dalla loro morte necessariamente dimenticata, perché: “È comprensibile che una volta che il mondo è uscito da uno dei suoi periodi più barbari, i superstiti hanno provato a dimenticare tutta la malvagità, per tornare a vivere”.
Ma quando piangono, tutti i bambini sono uguali.
E mentre comincia il suo viaggio pittorico, Marta Czok non sente più soltanto il pianto dei piccoli polacchi cristiani ma vede anche le lacrime, disperate, dei piccoli polacchi ebrei.
Così come con chiarezza vede che dalla storia non impariamo niente. Le guerre non finiscono e i bambini, vittime principali di ogni conflitto, continuano a piangere: “il mio tema, pur avendo avuto inizio mezzo secolo fa nel mio paese d'origine, comprende tutte le giovani vittime, chiunque siano, dovunque siano e, tristemente, dovunque saranno”.
“I bambini nella guerra e nella Shoah” è un viaggio di andata e ritorno nella memoria, perché narra della guerra, degli esecutori e delle vittime: i bambini.
Per questo la mostra è anche un viaggio sia collettivo che individuale.
Perché ci coinvolge, ci riguarda tutti, e da vicino.
Abituati come siamo alle immagini di morte e di dolore che ci hanno anestetizzato anima provocandoci l'ottundimento dell'umana sensibilità, i dipinti di Marta Czok si insinuano come momento di verità che, a distanza di anni, torna prepotente a squarciare la coscienza.
Perché di fronte a questi bambini nudi dipinti senza sesso, nell'evidenza lancinante che per loro non ci sarà mai un futuro, da uomo o da donna, proprio a partire da questo futuro negato, in questa totale assenza di vita e speranza, oggi noi, uomini e donne, dobbiamo farci carico, per onestà nei confronti della storia, di questa tragica privazione. E testimoniarle con la memoria.
Parlare del pianto dei bambini è una scelta coraggiosa che Czok conduce fuori da ogni possibile retorica, con una potenza pittorica espositiva impareggiabile. Nei suoi dipinti dalla campiture dense e oppressive, nella totale assenza di prospettiva, spiccano dettagli grafici quasi fotografici a incorniciare la verità dei fatti, che la pittrice guarda con coraggio sulla tela. Per poi straziare il cuore con momenti pittorici che mutua dall'illustrazione, facendoci così precipitare nella violenza del mondo che è stato rubato a questi bambini.
Accompagna le potenza pittorica espressiva di Marta Czok il canto lirico della giovane poetessa Slawka G. Scarso, che riesce con estrema delicatezza a dare flebile voce ai bambini grigi e senza identità, schiantati dalla ferocia delle guerre: “la mia anima rotola dove le dico, sfugge attraverso queste sbarre e mi porta fuori, oltre le grida e gli odori della gente che ha paura, oltre”.
Quando piangono i bambini sono tutti uguali.
Questa semplice frase incornicia un'esposizione pittorica illuminante perché nasce dal grande cuore di una donna, cuore che ha saputo ascoltare le lacrime dei bambini.
Breve nota biografica:
Di origini polacche, Marta Czok è nata a Beirut (Libano) nel 1947. L’anno successivo si è trasferita con la famiglia a Londra dove ha terminato gli studi accademici alla St Martin’s School of Art, partecipando ripetutamente alla Royal Academy Summer Exhibition.
Negli ultimi 25 anni ha esibito le sue opere in Europa e America collaborando anche al progetto “Alitalia per l’Arte”. Nel 2000 Alitalia le ha commissionato un trittico che è stato poi donato a Giovanni Paolo II per il suo ottantesimo compleanno. Nello stesso anno è stata invitata dall’Ambasciata Francese presso la Santa Sede a realizzare un’opera sul tema del Giubileo che è stata esposta nell’ambito della mostra Roma Jubilans. Nel 2008 la televisione nazionale polacca le ha dedicato un documentario nel quale si evidenziava il rapporto tra il suo lavoro e la seconda guerra mondiale.
Tra le sue mostre più recenti meritano una particolare segnalazione la mostra antologica che si è tenuta nel 2005 presso i Musei di San Salvatore in Lauro a Roma, la personale presso l’Abbazia di Pomposa (FE) del 2006 e la mostra tenutasi a Palazzo Ferrajoli (Roma) a gennaio 2009 e al Museo Civico di Albano, a gennaio 2010, dedicata ai Bambini nella guerra e nella Shoah. Lo scorso luglio ha vinto il premio della stampa con il suo dipinto in gara al Giffoni Film Festival nell’ambito del progetto Artabù – Icone della trasgressione.
Organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con il patrocinio della Comunità Ebraica di Padova, l’esposizione resterà aperta fino al 13 febbraio presso Palazzo Antico Ghetto Ex Sinagoga Tedesca, Via delle Piazze 28 e sarà visitabile dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle 19.00 con ingresso libero. Presenta la mostra la giornalista e critica Barbara Codogno.
Per parlarci di questa mostra, Marta Czok scrive: “I bambini sono bambini - se sentiamo un neonato piangere al buio non saremo mai in grado di indovinare la sua razza o la sua religione”. Marta Czok è una pittrice di origini polacche, nata a Beirut, in Libano, nel 1947. Città che lasciò con la famiglia l'anno successivo, per stabilirsi a Londra.
Presenta a Padova una raccolta di 16 dipinti dal titolo: “I bambini nella guerra e nella Shoah” giacché l'intento primigenio della pittrice era formulare un progetto dedicato alla memoria dei bambini polacchi di fede cristiana che furono deportati dal Terzo Reich – a migliaia, ci ricorda l'autrice – durante la seconda guerra mondiale.
Bambini di cui si è letteralmente persa la memoria.
Bambini a cui Marta Czok sente di dover ridare quella vita negata non solo dalla guerra ma anche dalla loro morte necessariamente dimenticata, perché: “È comprensibile che una volta che il mondo è uscito da uno dei suoi periodi più barbari, i superstiti hanno provato a dimenticare tutta la malvagità, per tornare a vivere”.
Ma quando piangono, tutti i bambini sono uguali.
E mentre comincia il suo viaggio pittorico, Marta Czok non sente più soltanto il pianto dei piccoli polacchi cristiani ma vede anche le lacrime, disperate, dei piccoli polacchi ebrei.
Così come con chiarezza vede che dalla storia non impariamo niente. Le guerre non finiscono e i bambini, vittime principali di ogni conflitto, continuano a piangere: “il mio tema, pur avendo avuto inizio mezzo secolo fa nel mio paese d'origine, comprende tutte le giovani vittime, chiunque siano, dovunque siano e, tristemente, dovunque saranno”.
“I bambini nella guerra e nella Shoah” è un viaggio di andata e ritorno nella memoria, perché narra della guerra, degli esecutori e delle vittime: i bambini.
Per questo la mostra è anche un viaggio sia collettivo che individuale.
Perché ci coinvolge, ci riguarda tutti, e da vicino.
Abituati come siamo alle immagini di morte e di dolore che ci hanno anestetizzato anima provocandoci l'ottundimento dell'umana sensibilità, i dipinti di Marta Czok si insinuano come momento di verità che, a distanza di anni, torna prepotente a squarciare la coscienza.
Perché di fronte a questi bambini nudi dipinti senza sesso, nell'evidenza lancinante che per loro non ci sarà mai un futuro, da uomo o da donna, proprio a partire da questo futuro negato, in questa totale assenza di vita e speranza, oggi noi, uomini e donne, dobbiamo farci carico, per onestà nei confronti della storia, di questa tragica privazione. E testimoniarle con la memoria.
Parlare del pianto dei bambini è una scelta coraggiosa che Czok conduce fuori da ogni possibile retorica, con una potenza pittorica espositiva impareggiabile. Nei suoi dipinti dalla campiture dense e oppressive, nella totale assenza di prospettiva, spiccano dettagli grafici quasi fotografici a incorniciare la verità dei fatti, che la pittrice guarda con coraggio sulla tela. Per poi straziare il cuore con momenti pittorici che mutua dall'illustrazione, facendoci così precipitare nella violenza del mondo che è stato rubato a questi bambini.
Accompagna le potenza pittorica espressiva di Marta Czok il canto lirico della giovane poetessa Slawka G. Scarso, che riesce con estrema delicatezza a dare flebile voce ai bambini grigi e senza identità, schiantati dalla ferocia delle guerre: “la mia anima rotola dove le dico, sfugge attraverso queste sbarre e mi porta fuori, oltre le grida e gli odori della gente che ha paura, oltre”.
Quando piangono i bambini sono tutti uguali.
Questa semplice frase incornicia un'esposizione pittorica illuminante perché nasce dal grande cuore di una donna, cuore che ha saputo ascoltare le lacrime dei bambini.
Breve nota biografica:
Di origini polacche, Marta Czok è nata a Beirut (Libano) nel 1947. L’anno successivo si è trasferita con la famiglia a Londra dove ha terminato gli studi accademici alla St Martin’s School of Art, partecipando ripetutamente alla Royal Academy Summer Exhibition.
Negli ultimi 25 anni ha esibito le sue opere in Europa e America collaborando anche al progetto “Alitalia per l’Arte”. Nel 2000 Alitalia le ha commissionato un trittico che è stato poi donato a Giovanni Paolo II per il suo ottantesimo compleanno. Nello stesso anno è stata invitata dall’Ambasciata Francese presso la Santa Sede a realizzare un’opera sul tema del Giubileo che è stata esposta nell’ambito della mostra Roma Jubilans. Nel 2008 la televisione nazionale polacca le ha dedicato un documentario nel quale si evidenziava il rapporto tra il suo lavoro e la seconda guerra mondiale.
Tra le sue mostre più recenti meritano una particolare segnalazione la mostra antologica che si è tenuta nel 2005 presso i Musei di San Salvatore in Lauro a Roma, la personale presso l’Abbazia di Pomposa (FE) del 2006 e la mostra tenutasi a Palazzo Ferrajoli (Roma) a gennaio 2009 e al Museo Civico di Albano, a gennaio 2010, dedicata ai Bambini nella guerra e nella Shoah. Lo scorso luglio ha vinto il premio della stampa con il suo dipinto in gara al Giffoni Film Festival nell’ambito del progetto Artabù – Icone della trasgressione.
26
gennaio 2011
Marta Czok – I bambini nella guerra e nella Shoah
Dal 26 gennaio al 13 febbraio 2011
arte contemporanea
Location
PALAZZO ANTICO GHETTO – EX SINAGOGA TEDESCA
Padova, Via Delle Piazze, 28, (Padova)
Padova, Via Delle Piazze, 28, (Padova)
Orario di apertura
tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle 19.00.
Vernissage
26 Gennaio 2011, ore 18
Sito web
padovacultura.padovanet.it
Autore
