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Capolavori dell’Ottocento e Novecento italiano
Oltre sessanta opere dei maggiori esponenti della pittura dei secoli XIX e XX italiani tra i quali emergono rari pezzi di Reycend, Fontanesi, Lupo, Follini, Pasini ed altri grandi autori che hanno portato la fama della pittura nazionale oltre confine
Comunicato stampa
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Se gli eventi risorgimentali, dalle prime insurrezioni all’esaltazione patriottica, alla vittoria finale, hanno profondamente inciso sugli autori italiani, molti dei quali, romanticamente, sono stati parte attiva di questi fatti facendo loro pagare lo scotto di un modesto confronto con i poliedrici colleghi francesi, l’Italia ha visto tuttavia crescere, in questo periodo, pittori di notevole valore e grandi movimenti innovatori. Di conseguenza anche l’arte “Nazionale” ( non si può ancora effettivamente parlare di una vera e propria unità sociale e culturale dei vari Stati ora accorpati) presenta, come in Francia, due correnti principali: una intimista e l’altra realista, entrambe comunque in opposizione alla retorica teatrale del quadro storico medioevale ed entrambe distanti dalla polemica sociale di un Courbet o un Daumier (tranne che per Fattori o Signorini) e più vicine alla natura, agli umili o, comunque, alla vita quotidiana. Tutto questo emerge pienamente nella scelta mostra proposta, come prassi di un costante appuntamento annuale, dallo Studio d'Arte Coda nei rinnovati locali di C.so Palestro dove il naturalismo campeggia su una grande tela di Carlo Follini, il romanticismo emerge prepotente dal piacevole “Paesaggio” di Antonio Fontanesi e l’orientalismo dalla veduta del notissimo Alberto Pasini. A seguire si impongono i piacevoli paesaggi di Lorenzo Delleani, dipinti en plein air, i lavori del quasi impressionista Enrico Reycend, il caldo”Ritorno dal pascolo” di Carlo Follini, che fà pendent con “Pascolo estivo” dello stesso, le ariose campiture di Carlo Pollonera, del magico Andrea Tavernier ed i più recenti scorci di Camillo Merlo, Erma Zago e Leonardo Roda i quali risentono tuttavia della lezione pittorica dei loro contemporanei e predecessori. Un tocco di allegria, pur sempre legato alle correnti imperanti nel periodo Otto/Novecento, viene dalle luminose “Marine” di Attilio Pratella e da due rare “Nevicate” di Cesare maggi, a volte pingitore per la pagnotta, dal materico e coloratissimo “Mercato” di Alessandro Lupo, dall’ intrigante opera di Vittorio Cavalleri e dal modernismo interpretativo di Eugenio Gays. Distacco tecnico emerge invece in alcuni lavori di Giuseppe Buscaglione, Marco Calderini, Giovanni Colmo e Demetrio Cosola, già influenzati dalle correnti d’oltralpe, e ancora nel simbolismo, velato anche qui da tecnica divisionista, di un primo Andrea Tavernier nonchè nel realismo ritrattistico di Giuseppe Gheduzzi. Realismo che prorompe nelle “Nature Morte” del grande Giuseppe Falchetti, chiari esempi del pensiero del noto piemontese che, in contrapposizione agli impressionisti, predicò sempre una pittura solida e costruttiva, caratterizzata da pennellate precise e purissime volte a creare piacevoli sfumature ed a combinare meticolosamente i colori l’uno con l’altro. A completamento della curata ricerca storico-artistica lavori di moltissimi altri grandi artisti dell’epoca presa in considerazione.Quasi un’esposizione museale che, certo, merita di essere vista per la qualità e l’abilità di impostazione.
04
dicembre 2010
Capolavori dell’Ottocento e Novecento italiano
Dal 04 dicembre 2010 al 10 gennaio 2011
arte moderna e contemporanea
Location
STUDIO D’ARTE CODA
Torino, Corso Palestro, 22, (Torino)
Torino, Corso Palestro, 22, (Torino)
Orario di apertura
lunedì 15,30/19 – da martedì a sabato 10/12,30 – 15,30/19
Curatore
