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Alberto Tadiello – Adunchi
T293 inaugura a Napoli, “Adunchi”, la seconda personale di Alberto Tadiello.Partendo dall’osservazione di elementi animali e artificiali, la mostra si sviluppa attraverso una raccolta di disegni, stampe e sculture in metallo che rimandano a forme di becchi, aratri, lame e scaglie rocciose.
Comunicato stampa
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Venerdì 19 novembre T293 inaugura a Napoli, “Adunchi”, la seconda personale di Alberto Tadiello. Partendo dall’osservazione di elementi animali e artificiali, la mostra si sviluppa attraverso una raccolta di disegni e stampe riprese dalle tavole sinottiche di un vecchio dizionario di ornitologia e alcune sculture in metallo che rimandano a forme di becchi, aratri, lame e scaglie rocciose. Il progetto si concentra sulle diverse traiettorie in volo di picchiata e di caduta libera di alcune specie di uccelli, attivando una forte dialettica tra la loro spinta e l’ineluttabile attrazione gravitazionale.
I disegni che appaiono quasi delle miniature, sono ottenuti attraverso una stratificazione di lucidi, carte veline o da forno, colle e burro cacao. Le figure ritratte, benché diafane e trasparenti, lasciano avvertire l’inquietudine di un’energia tellurica. Nelle stampe i dettagli anatomici acquisiscono un singolare vigore grazie ad un procedimento di scansione e ristampa che include errori e imprecisioni: tagli dello sfondo, strappi della carta, brandelli di nastro adesivo. Nell’insistenza e nella ripetizione i ritratti si caricano d’inquietudine; i colli mostrano allungamenti e compressioni, le teste si distendono in inventari di becchi uncinati, affilati, netti, come nella rappresentazione di uno schema evolutivo. Al tempo stesso i corpi si profilano appena pressati e imbullonati tra spessi fogli di plexiglass, mentre i toraci si deformano dentro le pieghe della carta da spolvero. La presenza estrema delle sculture è fonte di timore da parte dello spettatore che viene da esse puntato e additato. Il metallo che le compone s’incunea nello spazio e apre squarci. L’occhio di chi le osserva diviene tattile, rapito e incastrato, quasi torturato dalla complessità delle linee.
Alberto Tadiello è nato a Chiampo (Vicenza) nel 1983 dove attualmente vive e lavora. Nel 2009 è vincitore del premio Furla. Mostre personali: 2010, ‘Variable Intensity Rain Gradient Aloft’, Newman Popiashvili Gallery, New York; ‘Perarolo09’, Perarolo di Cadore; ‘7. Premio Furla 2009’, Fondazione Querini Stampalia, Venezia (entrambi nel 2009); ‘Erasable Programmable Read Only Memory’, T293, Napoli; ‘VIR Viafarini-in-residence’, Viafarini, Milano (entrambi nel 2008). Mostre collettive: 'Si-Sindrome Italiana', Le Magasin, Centre National d'Art Contemporain de Grenoble, Grenoble; ‘Person in Less’, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Guarene / Palazzo Ducale, Genova; ‘Linguaggi e Sperimentazioni’, Mart - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto; ‘ARS - Artist Residence Show’, Fondazione Arnoldo Pomodoro, Milano; ‘21 x 21esimi’, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (tutte nel 2010); ‘No Soul For Sale - A Festival of Independents’, X Initiative, New York; ‘Premio Lum’, Teatro Margherita, Bari; ‘Science versus Fiction’, Bétonsalon Centre d’art et de recherche, Parigi (tutte nel 2009).
I disegni che appaiono quasi delle miniature, sono ottenuti attraverso una stratificazione di lucidi, carte veline o da forno, colle e burro cacao. Le figure ritratte, benché diafane e trasparenti, lasciano avvertire l’inquietudine di un’energia tellurica. Nelle stampe i dettagli anatomici acquisiscono un singolare vigore grazie ad un procedimento di scansione e ristampa che include errori e imprecisioni: tagli dello sfondo, strappi della carta, brandelli di nastro adesivo. Nell’insistenza e nella ripetizione i ritratti si caricano d’inquietudine; i colli mostrano allungamenti e compressioni, le teste si distendono in inventari di becchi uncinati, affilati, netti, come nella rappresentazione di uno schema evolutivo. Al tempo stesso i corpi si profilano appena pressati e imbullonati tra spessi fogli di plexiglass, mentre i toraci si deformano dentro le pieghe della carta da spolvero. La presenza estrema delle sculture è fonte di timore da parte dello spettatore che viene da esse puntato e additato. Il metallo che le compone s’incunea nello spazio e apre squarci. L’occhio di chi le osserva diviene tattile, rapito e incastrato, quasi torturato dalla complessità delle linee.
Alberto Tadiello è nato a Chiampo (Vicenza) nel 1983 dove attualmente vive e lavora. Nel 2009 è vincitore del premio Furla. Mostre personali: 2010, ‘Variable Intensity Rain Gradient Aloft’, Newman Popiashvili Gallery, New York; ‘Perarolo09’, Perarolo di Cadore; ‘7. Premio Furla 2009’, Fondazione Querini Stampalia, Venezia (entrambi nel 2009); ‘Erasable Programmable Read Only Memory’, T293, Napoli; ‘VIR Viafarini-in-residence’, Viafarini, Milano (entrambi nel 2008). Mostre collettive: 'Si-Sindrome Italiana', Le Magasin, Centre National d'Art Contemporain de Grenoble, Grenoble; ‘Person in Less’, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Guarene / Palazzo Ducale, Genova; ‘Linguaggi e Sperimentazioni’, Mart - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto; ‘ARS - Artist Residence Show’, Fondazione Arnoldo Pomodoro, Milano; ‘21 x 21esimi’, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (tutte nel 2010); ‘No Soul For Sale - A Festival of Independents’, X Initiative, New York; ‘Premio Lum’, Teatro Margherita, Bari; ‘Science versus Fiction’, Bétonsalon Centre d’art et de recherche, Parigi (tutte nel 2009).
19
novembre 2010
Alberto Tadiello – Adunchi
Dal 19 novembre 2010 al 16 gennaio 2011
arte contemporanea
Location
T293 [Sede definitivamente chiusa]
Napoli, Via Dei Tribunali, 293, (Napoli)
Napoli, Via Dei Tribunali, 293, (Napoli)
Orario di apertura
da lunedi a venerdi ore 12-19
sabato su appuntamento
Vernissage
19 Novembre 2010, ore 19
Autore


