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Manfred Zylla – Future Memories: Art from South Africa
“Il futuro è nella mia memoria. Arte sudafricana di Zylla”: personale romana dell’artista tedesco naturalizzato sudafricano, personalità di rilievo oggi tra i commentatori politici e sociali del paese, attivo nella lotta antiapartheid negli anni del regime.
Comunicato stampa
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“Il futuro è nella mia memoria. Arte sudafricana di Manfred Zylla”: personale romana dell'artista tedesco naturalizzato sudafricano, personalità di rilievo oggi tra i commentatori politici e sociali del paese, attivo nella lotta antiapartheid negli anni del regime.
Manfred Zylla è nato in Germania nel 1939. Residente in Sudafrica dagli anni 70, è divenuto uno dei più noti artisti fortemente impegnati nella critica del regime dell'apartheid negli anni 80 con la produzione di disegni, stampe e pitture. Questi lavori sono generalmente riconosciuti dalla critica appartenere alla cosiddetta arte resistente, un importante capitolo nella storia dell'arte sudafricana.
Il periodo dell'arte resistente ebbe fine nel 1999, quando il Sudafrica celebrò le sue prime elezioni democratiche. Zylla ha comunque continuato a lavorare nel campo della critica sociale, producendo lavori sulla globalizzazione e i fatti sociali e politici, i problemi in Sudafrica e nel mondo. Ha realizzato lavori sull'inquinamento, il riscaldamento globale, energie alternative e le risorse naturali, il capitalismo, la violenza, la droga, i rifugiati, i trasporti, il pregiudizio nei confronti della disabilità e l'Africa vista come un parco per ricchi.
La pittura di Zylla è legata ai grandi temi che riguardano tutti noi. Le sue tele raccontano la situazione del mondo e ciò che più preoccupa l'artista è il destino dell'umanità, il futuro del pianeta e quanto importante l'arte possa essere come strumento di cambiamento.
Il suo impegno con i maggiori artisti neri e coloured lo ha introdotto alle tecniche di pittura e incisione più tipiche del mondo africano. Si è dedicato molto alla xilografia, “woodcut”.
Tra i ritratti di artisti e personalità di spicco del Sudafrica in mostra: Lionel Davis, ex prigioniero politico e artista. Zylla ne realizzò il ritratto a Robben Island (il carcere dove era richiuso anche Mandela, nell'isola di fronte a Cape Town) durante il periodo in cui, dopo la liberazione, ha lavorato come guida all'interno del carcere ora museo.
Zylla, vive e lavora a Cape Town.
Nella mostra un percorso che va dagli anni 80 ad oggi, ed una testimonianza nel video “Faces of Saron” che accompagna l'esposizione, per raccontare il futuro attraverso la memoria di ciò che non dovrà più essere.
Il Centro Luigi Di Sarro ospita l’artista sudafricano nell’ambito di un progetto di scambio culturale con la Erdmann Contemporary (Heidi Erdmann ha una lunga storia di collaborazione con artisti italiani in Sud Africa) che organizzerà, come lo scorso anno, una mostra di artisti italiani a Cape Town.
La collaborazione ha in programma alcuni incontri didattici dell’artista con docenti e studenti italiani di diverse discipline artistiche e altrettanto si programmerà con gli artisti italiani che saranno ospitati in Sudafrica.
Manfred Zylla è nato in Germania nel 1939. Residente in Sudafrica dagli anni 70, è divenuto uno dei più noti artisti fortemente impegnati nella critica del regime dell'apartheid negli anni 80 con la produzione di disegni, stampe e pitture. Questi lavori sono generalmente riconosciuti dalla critica appartenere alla cosiddetta arte resistente, un importante capitolo nella storia dell'arte sudafricana.
Il periodo dell'arte resistente ebbe fine nel 1999, quando il Sudafrica celebrò le sue prime elezioni democratiche. Zylla ha comunque continuato a lavorare nel campo della critica sociale, producendo lavori sulla globalizzazione e i fatti sociali e politici, i problemi in Sudafrica e nel mondo. Ha realizzato lavori sull'inquinamento, il riscaldamento globale, energie alternative e le risorse naturali, il capitalismo, la violenza, la droga, i rifugiati, i trasporti, il pregiudizio nei confronti della disabilità e l'Africa vista come un parco per ricchi.
La pittura di Zylla è legata ai grandi temi che riguardano tutti noi. Le sue tele raccontano la situazione del mondo e ciò che più preoccupa l'artista è il destino dell'umanità, il futuro del pianeta e quanto importante l'arte possa essere come strumento di cambiamento.
Il suo impegno con i maggiori artisti neri e coloured lo ha introdotto alle tecniche di pittura e incisione più tipiche del mondo africano. Si è dedicato molto alla xilografia, “woodcut”.
Tra i ritratti di artisti e personalità di spicco del Sudafrica in mostra: Lionel Davis, ex prigioniero politico e artista. Zylla ne realizzò il ritratto a Robben Island (il carcere dove era richiuso anche Mandela, nell'isola di fronte a Cape Town) durante il periodo in cui, dopo la liberazione, ha lavorato come guida all'interno del carcere ora museo.
Zylla, vive e lavora a Cape Town.
Nella mostra un percorso che va dagli anni 80 ad oggi, ed una testimonianza nel video “Faces of Saron” che accompagna l'esposizione, per raccontare il futuro attraverso la memoria di ciò che non dovrà più essere.
Il Centro Luigi Di Sarro ospita l’artista sudafricano nell’ambito di un progetto di scambio culturale con la Erdmann Contemporary (Heidi Erdmann ha una lunga storia di collaborazione con artisti italiani in Sud Africa) che organizzerà, come lo scorso anno, una mostra di artisti italiani a Cape Town.
La collaborazione ha in programma alcuni incontri didattici dell’artista con docenti e studenti italiani di diverse discipline artistiche e altrettanto si programmerà con gli artisti italiani che saranno ospitati in Sudafrica.
19
ottobre 2010
Manfred Zylla – Future Memories: Art from South Africa
Dal 19 ottobre al 18 novembre 2010
arte contemporanea
Location
CENTRO LUIGI DI SARRO
Roma, Via Paolo Emilio, 28, (Roma)
Roma, Via Paolo Emilio, 28, (Roma)
Orario di apertura
ore 17 - 20 dal martedì al sabato
Vernissage
19 Ottobre 2010, ore 18
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