Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Arredi e Collezioni dei Padri Liguorini di Agrigento. Tutela e Conservazione
nuova sistemazione, in forma di casa-museo, degli arredi e delle collezioni d’arte della Casa dei Missionari Redentoristi di Agrigento
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Il 28 giugno 2010, presso il Complesso monumentale dei Padri Liguorini di Agrigento, verrà inaugurata la nuova sistemazione, in forma di casa-museo, degli arredi e delle collezioni d’arte della Casa dei Missionari Redentoristi di Agrigento, dal titolo: Arredi e Collezioni dei Padri Liguorini di Agrigento. Tutela e Conservazione.
Il progetto, finanziato con i fondi della Protezione Civile Nazionale, è stato ideato e realizzato dalla Soprintendenza ai BB. CC. AA. di Agrigento, sotto la direzione e il coordinamento della Dott.ssa Gabriella Costantino Sempre nell’ambito della stessa Soprintendenza, l’allestimento museografico è stato progettato dall’Arch. Gaetano Tripodi, mentre il piano scientifico è stato curato dal Dott. Giuseppe Cipolla.
L’inaugurazione avverrà alla presenza dell’On.le Miche Cimino – Vicepresidente della Regione Siciliana e Assessore all'Economia e Finanze; del Prof. Avv. Gaetano Armao - Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana; dell’Arch. Gesualdo Campo - Dirigente Generale del Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana; di S. E. Mons. Francesco Montenegro - Arcivescovo Metropolita di Agrigento; della Dott.ssa Gabriella Costantino, Soprintendente ai BB.CC. AA. di Agrigento; di P. Giuseppe Russo, Responsabile della Comunità dei Missionari Redentoristi di Agrigento; del Dott. Marco Zambuto - Sindaco di Agrigento.
L’allestimento è organizzato secondo un percorso che intende contestualizzare le opere d’arte in alcune sale della Casa dei Padri Liguorini, dove originariamente erano ospitate le collezioni di pittura e gli arredi liturgici dal XVII al XIX secolo.
La collezione di pittura, della quale è stata proposta una accurata selezione, segue un percorso organizzato per filoni tematici e iconografici: una breve sezione è dedicata, infatti, alla ritrattistica vescovile settecentesca, seguita dai dipinti relativi all’iconografia alfonsiana e redentorista che vedrà ad Agrigento, sulla scia della cultura figurativa napoletana, un grande interprete nella figura di Domenico Provenzani; mentre nelle altre sale alcuni dipinti fanno riferimento al fenomeno della fortuna della grande pittura seicentesca (rubensiana e caravaggesca) rivisitata in Sicilia attraverso alcune versioni settecentesche dei celebri modelli; infine, chiude il percorso una breve galleria con i ritratti dei Padri Redentoristi che si sono susseguiti dal XVIII al XIX secolo. Tra i dipinti più significativi del percorso si possono citare il Ritratto di Andrea Lucchesi Palli (v. 1755-1768), versione similare del dipinto conservato nel Palazzo Arcivescovile di Agrigento, riferibile secondo la tradizione a Domenico Provenzani, pittore dei Tomasi di Lampedusa, dei quali fu oltre che pittore di corte, anche abile ritrattista; il finissimo Ritratto di S. Alfonso Maria de Liguori, raffigurato nella sua tradizionale iconografia con in mano il Crocifisso e con la Vergine raffigurata sullo sfondo nella particolare iconografia alfonsiana come “Spes nostra, salve”, tratta appunto da una sua incisione pubblicata nel suo Glorie di Maria (Napoli 1750). L’opera, che testimonia i contatti con la cultura figurativa napoletana del secondo Settecento, in particolare in seno all’ultima generazione della scuola solimenesca, si caratterizza per la forte espressività del volto e per il fine realismo con cui sono rese le merlature della veste del santo; e la grande tela con L’Apparizione della Vergine a S. Alfonso de Liguori, dove il Provenzani sembra fare riferimento alle lucide capacità ritrattistiche del napoletano Paolo De Matteis e alla cultura napoletana della seconda generazione pittorica, quali il De Mura, il De Caro il Cestaro e in parte anche il Bonito. La tela fu fatta eseguire subito dopo la morte di Sant’Alfonso ed era pronta e fece bella mostra di sé durante i funerali celebrati il 5 ottobre 1787 nella Cattedrale di Agrigento.
Le raccolte di suppellettili liturgiche della Casa dei Padri Liguorini di Agrigento, sono costituite prettamente da manufatti dell’argenteria siciliana che vanno dal XVII al XIX secolo, con una maggiore presenza di argentieri palermitani, che molto lavorarono in quel tempo nel territorio, come attesta anche il ricco tesoro della Cattedrale. Si tratta di un significativo gruppo di opere che testimonia, in particolare per il Settecento, il clima di fervida vivacità culturale in seno alla committenza ecclesiale locale, soprattutto nell’aureo periodo di vescovado di Andrea Lucchesi Palli, figura chiave della cultura illuminata della Diocesi agrigentina, al quale si deve il primo contatto con Alfonso Maria de Liguori e il successivo insediamento della Congregazione dei Padri Redentoristi ad Agrigento. Piuttosto ampio il quadro delle tipologie di oggetti liturgici presenti nella raccolta: tra cui molti calici, corredati, in alcuni casi, dalle rispettive patene; pissidi, ostensori, reliquiari, turiboli e navicelle, secchielli e aspersori. . Di notevole interesse è un reliquario in argento e argento dorato, composto da una teca del 1720-21 e da un piede dei primi anni del XIX, contenente il molare di S. Alfonso Maria de’ Liguori. La suppellettile presenta una teca, datata 1720-21, composta da volute contrapposte e elementi acantiformi, da cui si diparte un fitto intreccio di tralci fogliacei e infiorescenze. Per quanto riguarda la reliquia, si è ritrovato un documento, con il quale si autentica il molare del Santo, e che riporta la data ottobre 1817. Chiude il percorso una preziosa galleria di ritratti ottocenteschi dei vari Padri Redentoristi che hanno segnato la storia della Congregazione del SS. Redentore in Sicilia.
Soprintendenza ai BB. CC. AA. di Agrigento
Il progetto, finanziato con i fondi della Protezione Civile Nazionale, è stato ideato e realizzato dalla Soprintendenza ai BB. CC. AA. di Agrigento, sotto la direzione e il coordinamento della Dott.ssa Gabriella Costantino Sempre nell’ambito della stessa Soprintendenza, l’allestimento museografico è stato progettato dall’Arch. Gaetano Tripodi, mentre il piano scientifico è stato curato dal Dott. Giuseppe Cipolla.
L’inaugurazione avverrà alla presenza dell’On.le Miche Cimino – Vicepresidente della Regione Siciliana e Assessore all'Economia e Finanze; del Prof. Avv. Gaetano Armao - Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana; dell’Arch. Gesualdo Campo - Dirigente Generale del Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana; di S. E. Mons. Francesco Montenegro - Arcivescovo Metropolita di Agrigento; della Dott.ssa Gabriella Costantino, Soprintendente ai BB.CC. AA. di Agrigento; di P. Giuseppe Russo, Responsabile della Comunità dei Missionari Redentoristi di Agrigento; del Dott. Marco Zambuto - Sindaco di Agrigento.
L’allestimento è organizzato secondo un percorso che intende contestualizzare le opere d’arte in alcune sale della Casa dei Padri Liguorini, dove originariamente erano ospitate le collezioni di pittura e gli arredi liturgici dal XVII al XIX secolo.
La collezione di pittura, della quale è stata proposta una accurata selezione, segue un percorso organizzato per filoni tematici e iconografici: una breve sezione è dedicata, infatti, alla ritrattistica vescovile settecentesca, seguita dai dipinti relativi all’iconografia alfonsiana e redentorista che vedrà ad Agrigento, sulla scia della cultura figurativa napoletana, un grande interprete nella figura di Domenico Provenzani; mentre nelle altre sale alcuni dipinti fanno riferimento al fenomeno della fortuna della grande pittura seicentesca (rubensiana e caravaggesca) rivisitata in Sicilia attraverso alcune versioni settecentesche dei celebri modelli; infine, chiude il percorso una breve galleria con i ritratti dei Padri Redentoristi che si sono susseguiti dal XVIII al XIX secolo. Tra i dipinti più significativi del percorso si possono citare il Ritratto di Andrea Lucchesi Palli (v. 1755-1768), versione similare del dipinto conservato nel Palazzo Arcivescovile di Agrigento, riferibile secondo la tradizione a Domenico Provenzani, pittore dei Tomasi di Lampedusa, dei quali fu oltre che pittore di corte, anche abile ritrattista; il finissimo Ritratto di S. Alfonso Maria de Liguori, raffigurato nella sua tradizionale iconografia con in mano il Crocifisso e con la Vergine raffigurata sullo sfondo nella particolare iconografia alfonsiana come “Spes nostra, salve”, tratta appunto da una sua incisione pubblicata nel suo Glorie di Maria (Napoli 1750). L’opera, che testimonia i contatti con la cultura figurativa napoletana del secondo Settecento, in particolare in seno all’ultima generazione della scuola solimenesca, si caratterizza per la forte espressività del volto e per il fine realismo con cui sono rese le merlature della veste del santo; e la grande tela con L’Apparizione della Vergine a S. Alfonso de Liguori, dove il Provenzani sembra fare riferimento alle lucide capacità ritrattistiche del napoletano Paolo De Matteis e alla cultura napoletana della seconda generazione pittorica, quali il De Mura, il De Caro il Cestaro e in parte anche il Bonito. La tela fu fatta eseguire subito dopo la morte di Sant’Alfonso ed era pronta e fece bella mostra di sé durante i funerali celebrati il 5 ottobre 1787 nella Cattedrale di Agrigento.
Le raccolte di suppellettili liturgiche della Casa dei Padri Liguorini di Agrigento, sono costituite prettamente da manufatti dell’argenteria siciliana che vanno dal XVII al XIX secolo, con una maggiore presenza di argentieri palermitani, che molto lavorarono in quel tempo nel territorio, come attesta anche il ricco tesoro della Cattedrale. Si tratta di un significativo gruppo di opere che testimonia, in particolare per il Settecento, il clima di fervida vivacità culturale in seno alla committenza ecclesiale locale, soprattutto nell’aureo periodo di vescovado di Andrea Lucchesi Palli, figura chiave della cultura illuminata della Diocesi agrigentina, al quale si deve il primo contatto con Alfonso Maria de Liguori e il successivo insediamento della Congregazione dei Padri Redentoristi ad Agrigento. Piuttosto ampio il quadro delle tipologie di oggetti liturgici presenti nella raccolta: tra cui molti calici, corredati, in alcuni casi, dalle rispettive patene; pissidi, ostensori, reliquiari, turiboli e navicelle, secchielli e aspersori. . Di notevole interesse è un reliquario in argento e argento dorato, composto da una teca del 1720-21 e da un piede dei primi anni del XIX, contenente il molare di S. Alfonso Maria de’ Liguori. La suppellettile presenta una teca, datata 1720-21, composta da volute contrapposte e elementi acantiformi, da cui si diparte un fitto intreccio di tralci fogliacei e infiorescenze. Per quanto riguarda la reliquia, si è ritrovato un documento, con il quale si autentica il molare del Santo, e che riporta la data ottobre 1817. Chiude il percorso una preziosa galleria di ritratti ottocenteschi dei vari Padri Redentoristi che hanno segnato la storia della Congregazione del SS. Redentore in Sicilia.
Soprintendenza ai BB. CC. AA. di Agrigento
28
giugno 2010
Arredi e Collezioni dei Padri Liguorini di Agrigento. Tutela e Conservazione
28 giugno 2010
presentazione
Location
COMPLESSO MONUMENTALE DEI PADRI LIGUORINI
Agrigento, Via Duomo, (Agrigento)
Agrigento, Via Duomo, (Agrigento)
Vernissage
28 Giugno 2010, ore 18




